Glicemia Postprandiale: Valori Normali e Importanza del Controllo

Il diabete è una patologia caratterizzata da livelli elevati di glucosio (zucchero) nel sangue. L’eccesso di glucosio, noto come iperglicemia, può essere causato da una carente produzione di insulina o da un’azione non corretta di quest'ultima; l’insulina è l’ormone che controlla il livello di glucosio nel sangue. Il diabete di tipo 2 è una patologia molto comune e la sua incidenza è in costante aumento.

Il diabete di tipo 2 è una patologia molto comune in tutto il mondo Occidentale e la sua incidenza è in costante aumento (si prevede che nel 2030 più di 400 milioni di soggetti al mondo ne saranno affetti). L’origine del diabete 2 è ancora nota, ma si riconoscono origine poligenica e multifattoriale, al punto tale che non è considerata come una sola malattia ma come un insieme di diverse sindromi. La probabilità di manifestare la patologia aumenta con l’età (di solito si presenta in età adulta, dopo i 30-40 anni), con la concomitanza di obesità e l’assenza di attività fisica, ma è anche diagnosticata nei bambini e negli adolescenti.

Per poter fare la diagnosi di diabete occorre effettuare un esame del sangue. Per il diabete di tipo 2 si possono mettere in atto vari trattamenti. La grande presenza di questa tipologia è in massima parte correlata all’aumento dell’obesità e alla sedentarietà, perciò una sana alimentazione e un’attività fisica regolare sono il fondamento del trattamento del diabete. Solo il 10% dei soggetti con diabete di tipo 2 riesce ad avere tuttavia un buon controllo nel tempo della patologia senza il trattamento farmacologico, e ad ogni modo le linee guida nazionali e internazionali consigliano di abbinare alla terapia educazionale (relativa allo stile di vita) la terapia educazionale.

Cos'è la Glicemia Postprandiale?

A distanza di 60-120 minuti dalla conclusione di un pasto sostanzioso (colazione abbondante, pranzo o cena) i livelli glicemici fanno registrare i picchi massimi della giornata. Nelle persone con diabete manifesto o in uno stato di ridotta tolleranza al glucosio (IGT), il meccanismo appena descritto non funziona correttamente. Col passare del tempo, il ripetersi di fenomeni iperglicemici postprandiali finisce col danneggiare occhi, reni, nervi e vasi sanguigni. In particolare, un'elevata glicemia postprandiale è messa in relazione con lo sviluppo delle complicanze del diabete, sia di tipo uno che di secondo tipo.

Importanza del Controllo della Glicemia Postprandiale

Fino a pochi anni fa la prevenzione di queste complicanze, e la terapia stessa del diabete, si erano principalmente focalizzate sulla riduzione dei livelli di HbA1c (emoglobina glicata) e sul controllo del glucosio plasmatico a digiuno. Oggi, invece, il trattamento è rivolto anche alla riduzione delle escursioni glicemiche postprandiali, considerate altrettanto importanti - se non addirittura più importanti - per il raggiungimento di un controllo glicemico ottimale e per la prevenzione delle complicanze, specie di natura macrovascolare.

Valori Normali della Glicemia Postprandiale

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come normale tolleranza al glucosio valori glicemici inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol/l) due ore dopo l'ingestione di un carico di glucosio da 75 g, nel contesto di un test orale di tolleranza al glucosio. La glicemia postprandiale viene generalmente misurata durante il cosiddetto test da carico orale di glucosio (OGTT).

Inoltre valori di glicemia dopo 2 ore da un carico orale di glucosio (c.d.

La glicemia post prandiale indica i livelli di glucosio nel sangue fatti registrare dopo circa due ore un pasto. È in queste fasi della giornata che la glicemia raggiunge i livelli più alti. Negli individui sani, che non presentano problemi di diabete, i livelli di glicemia rientrano nella norma a distanza di qualche ora (circa 4) dopo la fine dei pasti.

Per chi soffre di diabete, eseguire un corretto monitoraggio del livello di glicemia nel sangue è prezioso e vitale. L'autocontrollo della glicemia è un elemento fondamentale per il trattamento del diabete di tipo 2. Prima di tutto ricorda di avere a disposizione il glucometro, le strisce reattive, un batuffolo di cotone imbevuto con disinfettante, un batuffolo di cotone asciutto e una lancetta pungidito. Disinfetta un polpastrello. Applica la goccia sulla striscia reattiva o lascia che la striscia reattiva aspiri la goccia. I controlli possono essere eseguiti a rotazione, il mattino a digiuno,prima dei pasti, dopo due ore dal pasto o prima di andare a letto.In caso di terapia con insulina i controlli vanno ripetuti più volte algiorno (prima dei pasti e due ore dopo cena).

Strategie per il Controllo della Glicemia Postprandiale

Le diete a basso indice glicemico (IG) portano beneficio nel controllo del glucosio plasmatico postprandiale. Queste strategie alimentari si basano sul consumo prevalente di alimenti ricchi di fibra (verdura, legumi e frutta non zuccherina), contrapposto alla moderazione dei cibi ricchi di carboidrati complessi (pasta al dente, riso, pane integrale, prodotti da forno e cereali in genere, patate, tuberi, castagne) e all'evitamento degli zuccheri semplici (saccarosio, pane bianco, miele, dolciumi, snack, bevande zuccherate ecc.). Nell'applicazione pratica dell'indice glicemico non va però dimenticato il concetto di carico glicemico, dato dal prodotto tra il contenuto in carboidrati della dieta e il suo IG medio.

Oltre a condurre uno stile di vita sano e a praticare sport, anche un corretto regime alimentare ci aiuta a prevenire un eccessivo innalzamento della glicemia. È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata). Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico.

Intervento Farmacologico

Vari agenti farmacologici riducono in modo preferenziale il glucosio plasmatico postprandiale. A questa categoria appartengono gli inibitori dell'α-glucosidasi (acarbosio), le glinidi (secretagoghi dell'insulina ad azione rapida) e naturalmente 'insulina (analoghi dell'insulina ad azione rapida, insuline bifasiche [premiscelate], insulina per inalazione, insulina umana regolare). Inoltre, nuove classi terapeutiche per il trattamento del glucosio plasmatico postprandiale in pazienti diabetici - tra le quali ricordiamo gli analoghi dell'amilina, i derivati del glucagon-like peptide-1 [GLP-1] e gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 [DPP-4] - hanno mostrato di portare benefici significativi nel ridurre le escursioni glicemiche dopo i pasti.

La Glicemia in Gravidanza

Uno degli esami per diagnosticare l’eventuale presenza di diabete conclamato è la curva glicemica da carico. Tale test è eseguito anche nelle donne in gravidanza, per verificare la presenza di diabete gestazionale. Questo tipo di esame permette di comprendere in che modo l’organismo reagisce al glucosio.

I valori di glicemia in gravidanza sono tendenzialmente più contenuti. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl. Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. La tabella dei valori è evidentemente più restrittiva.

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