Glicemia e Pressione Oculare: Una Correlazione Importante

Il glaucoma rappresenta una delle complicanze acute più tardive in corso di diabete mellito e si caratterizza per un aumento della pressione all’interno dell’occhio con successivi danni al campo visivo periferico, che non viene percepita dal paziente fino a fasi avanzate.

In Italia, circa un milione di persone soffrono di glaucoma ma solo una persona su tre ne è consapevole. Spesso decorre senza sintomi (malattia asintomatica): per questo, gli Esperti raccomandano controlli periodici con lo specialista, già a partire dai quarant’anni e in particolare nella persona con diabete.

Glaucoma: Un Problema di Pressione Endoculare

La pressione endoculare dipende dal rapporto tra la quantità di umor acqueo che entra nell’occhio e quello che esce. L’umor acqueo è un liquido trasparente simile all’acqua prodotto nella parte anteriore dell’occhio che ha funzioni refrattive, umettanti e nutritive soprattutto per cristallino e cornea.

Il rapporto tra l’umor acqueo prodotto e quello riassorbito deve essere tale da mantenere all’interno dell’occhio una pressione costante (circa 18 millimetri di mercurio - 18 mmHg - per una persona di 40 anni). Quando l’umor acqueo si accumula provoca aumento della pressione e di conseguenza una progressiva riduzione e/o alterazione del campo visivo.

L’eliminazione di parte dell’umor acqueo dall’interno del bulbo oculare avviene attraverso il trabecolato, successivamente attraverso il Canale di Schlemm e poi attraverso le vene esterne dell’occhio.

Che Cosa Provoca l'Ipertono Oculare?

L’aumento della pressione all’interno dell’occhio in corso di glaucoma danneggia progressivamente le fibre del nervo ottico che trasmette le nostre percezioni visive di un oggetto e il suo campo visivo dalla retina al cervello. Non è facile accorgersi subito del danno perché questo inizialmente colpisce le fibre che trasmettono le immagini più periferiche di quanto si percepisce, restringendo solo il campo visivo ma lasciando la piena visione dell’oggetto che si sta fissando.

Successivamente, se il danno continua verranno danneggiate anche le fibre ottiche che provengono dall’area della retina con cui si fissa l’oggetto e quindi si avrà una riduzione percepibile dell’acuità visiva. Il danno se viene trascurato progredisce e può portare alla cecità completa. I danni indotti dal glaucoma, cosa estremamente importante, non sono recuperabili.

Glaucoma: Fattori di Rischio Principali

Il glaucoma è una malattia multifattoriale; i fattori di rischio sono numerosi, non tutti ancora conosciuti. Tra quelli individuati con maggiore frequenza:

  • Familiarità: chi ha un parente di 1° grado affetto da glaucoma, corre un rischio 4-8 volte maggiore rispetto a chi non ha familiarità.
  • Età: il glaucoma tende ad aumentare soprattutto dopo i 40 anni e ancora di più oltre i 60 anni. Per questo si consiglia una visita oculistica compiuti i 40 anni e anche prima per chi ha familiarità o diabete.
  • Etnia: le persone di razza nera e i caraibici sono i più soggetti al glaucoma; gli asiatici presentano spesso una forma particolare di glaucoma cosiddetto ad angolo stretto-chiuso a causa della peculiare conformazione del bulbo oculare.
  • Malattie che alterano l’apporto di sangue al nervo ottico: tra queste: diabete, ipertensione arteriosa o ipotensione arteriosa, aterosclerosi, vasospasmi, malattie cardiache, emicrania, apnee notturne.
  • Disturbi e malattie oculari: in particolare la cataratta (opacizzazione del cristallino) che nella sua fase più avanzata può causare un aumento della pressione intraoculare. Anche altri disturbi oculari possono favorire l’insorgenza di glaucoma, tra questi: miopia elevata, trombosi delle vene retiniche, infiammazioni protratte dei tessuti oculari, traumi pregressi, complicanze dopo l’intervento di cataratta, tumori dell’occhio.
  • Farmaci: soprattutto i cortisonici (a base di cortisone), quando assunti per lunghi periodi, che favoriscono un aumento della pressione intraoculare (ipertono oculare).

Al momento della diagnosi di glaucoma, la capacità visiva può essere ottima (anche se vi sono delle alterazioni alla periferia del campo visivo) e può rimanere così per molto tempo.

La diagnosi precoce di glaucoma va fatta esclusivamente da uno specialista Oculista che indicherà una terapia idonea per prevenire la progressione del deficit visivo; una volta che il danno alle fibre ottiche è conclamato è anche irreversibile.

Le forme più frequenti sono i glaucomi primari (oltre il 65% dei casi), cioè non causati da patologie dell’occhio o malattie sistemiche a cui seguono i glaucomi secondari (più del 30% dei casi), cioè provocati da malattie oculari o malattie sistemiche come il diabete e altre e infine i glaucomi congeniti o malformativi, che sono presenti già al momento della nascita (1% dei casi, bilaterali nel 70-80% dei casi; l’aumento della pressione intraoculare si manifesta entro i tre anni con il cosiddetto buftalmo, ovvero gli “occhi grandi” conseguente all’abnorme aumento della sclera e della cornea).

Glaucoma Primario ad Angolo Aperto

Si evidenzia l’ostacolo al deflusso a livello del trabecolato che presenta un’ostruzione dei canali di scarico che non permette un sufficiente passaggio dell’umor acqueo. In questi casi, l’umor acqueo raggiunge facilmente l’angolo formato dall’iride e dalla cornea, tuttavia non viene filtrato in modo adeguato perché il sistema di trabecole che funziona da filtro di deflusso è alterato; come conseguenza si ha un aumento della pressione all’interno dell’occhio e un danno progressivo al nervo ottico.

Glaucoma Primario ad Angolo Chiuso

L’umor acqueo non riesce a raggiungere il sistema trabecolare di deflusso perché l’angolo formato da iride e cornea è troppo stretto. L’iride si addossa progressivamente alla cornea ostruendo completamente il passaggio.

Le forme più gravi (10%), sono addirittura glaucomi ad angolo chiuso - si ipotizza per predisposizione genetica - e ciò comporta un brusco aumento della pressione endooculare. Un tale aumento repentino è accompagnato da dolore violento all’occhio che si irradia a tutta la testa, brusca riduzione della capacità visiva, possibili nausea e vomito.

Tra i fattori che possono favorire una chiusura improvvisa dell’angolo iride-cornea, ci sono:

  • midriasi (dilatazione della pupilla) notturna, mentre si dorme, si guida di notte, si guarda la televisione al buio o il cielo stellato;
  • ripetuti sforzi di accomodamento, per esempio quando si legge a lungo o si fanno lavori di precisione su oggetti molto piccoli, o si fissa per lungo tempo lo schermo del computer o del cellulare.

Glaucoma e Diabete

Le persone con diabete mellito hanno un maggior rischio di sviluppare glaucoma in particolare negli anziani e nelle persone con diabete di lunga durata.

La forma più grave e frequente di glaucoma in corso di diabete è il cosiddetto glaucoma neovascolare, che rappresenta di norma una complicanza tardiva della retinopatia diabetica proliferante: si instaura quando i vasi sanguigni di nuova formazione (neovasi) vanno a occludere i canali di deflusso dell’umor acqueo impedendone il normale riassorbimento e aumentando la pressione a cui è soggetto l’occhio fino a valori molto elevati che negli stadi terminali possono raggiungere addirittura i 70 mmHg.

In questi casi, la terapia è soprattutto sintomatica nel tentativo di tenere sotto controllo il dolore intenso e ricorrente che si manifesta. Esistono anche altre terapie ma ad oggi non portano a risultati particolarmente soddisfacenti nel tempo, tra queste: iniezioni intravitreali di farmaci antiangiogenici, inserimenti di valvole e interventi di laserterapia che utilizza la ciclofotocoagulazione a diodi per distruggere i corpi ciliari che producono l’umor acqueo.

Un controllo oculare almeno una volta all’anno, o più spesso se consigliato dal proprio oculista, consente alla persona con diabete di fare una diagnosi precoce del glaucoma che - come più volte sottolineato - permette di tenerne sotto controllo l’evoluzione nel tempo.

Sintomatologia del Glaucoma

I sintomi principali del glaucoma - in genere non percepibili almeno nelle prime fasi - sono dolore all’occhio, progressiva riduzione e alterazioni del campo visivo. Spesso però non ci sono sintomi tanto da definire il glaucoma come “il ladro silenzioso della vista”. Motivo in più per fare regolarmente dei controlli dall’oculista.

Diagnosi di Glaucoma

È bene ripetere che la diagnosi precoce del glaucoma deve essere fatta dall’oculista. È importate farsi visitare regolarmente. Durante la visita, lo specialista controllerà la pressione oculare (tonometria) per valutare se è presente un aumento o meno del tono (= pressione ) oculare.

In caso sospetti un glaucoma, oltre alla tonometria, potrà eseguire altri semplici esami, tra i principali:

  • la curva tonometrica giornaliera, ovvero la misura della pressione oculare ripetuta diverse volte nella stessa giornata;
  • l’esame computerizzato del campo visivo, che fornisce dettagli sullo stato della funzione visiva globale;
  • la gonioscopia, ovvero l’osservazione - attraverso una lente a contatto, il gonioscopio usando una lampada a fessura - delle strutture addette al deflusso dell’umor acqueo (angolo camerulare);
  • l’esame del fondo dell’occhio, per valutare le condizioni della papilla ottica;
  • ulteriori esami, richiesti in casi particolari dallo specialista.

La frequenza con cui eseguire questi esami sarà stabilita dall’oculista in base alla gravità del glaucoma: nelle forme lievi, è sufficiente una volta all’anno; nelle forme di maggior gravità, anche ogni 2-3 mesi.

Tabella: Esami per la Diagnosi del Glaucoma

Esame Descrizione Frequenza
Tonometria Misura della pressione oculare Durante ogni visita oculistica
Curva tonometrica giornaliera Misura della pressione oculare ripetuta nella stessa giornata In caso di sospetto glaucoma
Esame del campo visivo computerizzato Valutazione della funzione visiva globale In caso di sospetto glaucoma
Gonioscopia Osservazione delle strutture di deflusso dell'umor acqueo In caso di sospetto glaucoma
Esame del fondo dell’occhio Valutazione delle condizioni della papilla ottica In caso di sospetto glaucoma

Nelle fasi iniziali del glaucoma, gli scotomi si presentano nella parte centrale del campo visivo; nel tempo essi - ingrandendosi - confluiscono e interessano quasi tutto il campo visivo.

Il diabete mellito rappresenta ormai un'emergenza planetaria e l'occhio è uno degli organi che possono risentire più gravemente delle sue complicanze. Il diabete influisce sulla vista nel breve e nel lungo termine anche senza sintomi evidenti.

Quando la glicemia aumenta in modo repentino e sregolato, come accade nel passaggio dal prediabete al diabete conclamato, o quando si modifica la cura ipoglicemizzante, la persona potrebbe sperimentare una visione leggermente sfocata, a causa di incremento dei fluidi a livello oculare. Questo disturbo della vista, però, è temporaneo, e si risolve nel momento in cui i livelli glicemici si stabilizzano nuovamente.

Se i livelli glicemici fuori norma perdurano nel tempo, ad esempio perché non c’è una diagnosi di diabete tempestiva o si rimane in una condizione di prediabete molto a lungo, l’iperglicemia può produrre danni importanti al microcircolo delle strutture interne dell’occhio, favorendo aumento della pressione, microemorragie, formazioni di trombi, crescita di neovasi. Nel tempo, i capillari tendono a indebolirsi ed essudare, creando versamenti che non si riassorbono e possono condurre all’edema maculare diabetico (EMD).

Un diabete di lungo corso aumenta il rischio di problemi alla vista anche quando compensato correttamente. Sono diverse le patologie visive correlate con il diabete, perché gli up and down di glucosio fanno male a tutte le strutture oculari: cristallino, cornea, umor vitreo, e soprattutto retina. Inoltre, problemi pregressi come i difetti rifrattivi (miopia, astigmatismo, presbiopia), tendono a peggiorare a causa del diabete.

Elenco delle patologie della vista diabete-correlate:

  • Retinopatia diabetica (RD)
  • Edema maculare diabetico (EMD)
  • Glaucoma
  • Cataratta
  • Diplopia

Tutte le persone con diagnosi di diabete possono ammalarsi di patologie della vista anche senza avvertirne i sintomi. Il rischio aumenta se: l’iperglicemia non è correttamente compensata; oltre a livelli di glucosio oltre livelli di guardia, anche la pressione è troppo elevata. Inoltre, fumo e consumo abituale di alcol peggiorano il quadro clinico delle persone diabetiche e influiscono anche sulle possibili complicanze allavista.

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