Nel nostro corpo, l'insulina e la glicemia svolgono ruoli cruciali nel mantenimento dell'equilibrio metabolico. Comprendere la differenza tra questi due elementi è fondamentale per la gestione della salute, specialmente per chi soffre di diabete.
Cos'è la Glicemia?
Con il termine glicemia si fa riferimento alla concentrazione di zucchero o glucosio nel sangue. Quindi, quando i livelli di zucchero nel sangue sono troppo alti, entra in gioco l’insulina, che lo riequilibra.
I livelli di zucchero nel sangue tendono a scendere al punto più basso al mattino, dopo una notte di sonno e quindi ore di digiuno.
Uno dei segni clinici caratteristici di tale patologia è la presenza di zucchero nelle urine, che vi giunge attraverso il rene quando la sua concentrazione nel sangue supera un certo valore. Il diabete mellito è una patologia cronica, caratterizzata da iperglicemia, cioè da un aumento degli zuccheri (glucosio) presenti nel sangue.
Cos'è l'Insulina?
L’insulina è un ormone prodotto nel pancreas, dalle cellule beta che si trovano all’interno di aggregati cellulari (le isole pancreatiche o isole di Langherans). L’insulina viene prodotta in modo continuo, tutto il giorno.
L'insulina è un ormone, coinvolto in diversi processi all’interno dell’organismo, prodotto dal pancreas. In condizioni normali l'insulina, rilasciata dal pancreas, entra nel circolo sanguigno dove funziona come una "chiave" necessaria per far entrare il glucosio all'interno delle cellule che, a seconda delle richieste metaboliche, lo utilizzeranno o lo depositeranno come riserva.
Funzioni dell'Insulina
L’insulina e il glucosio lavorano insieme in tutto l’organismo. In risposta a vari stimoli - ormonali, nervosi e soprattutto nutrizionali - le cellule beta del pancreas producono l’ormone insulina, che consente di mantenere livelli plasmatici di glucosio (zucchero semplice) utili per il funzionamento ottimale di tutti i tessuti dell’organismo (livelli di glicemia normali).
Il principale stimolo per l'azione insulinica è dato da un pasto ricco di carboidrati semplici e povero di fibre, grassi e proteine. Anche alcuni farmaci, per es. le sulfaniluree, sono in grado di aumentare la sintesi di insulina.
L’insulina è l’ormone anabolico per eccellenza:
- L’insulina favorisce l’ingresso dello zucchero nelle cellule, agendo come una sorta di “chiave” che apre una serratura.
- Favorisce, quindi, l’utilizzo del glucosio abbassandone il livello nel sangue (azione ipoglicemizzante).
- Stimola l’utilizzo del glucosio come fonte energetica rispetto a grassi e proteine.
- Favorisce lo stoccaggio del glucosio nelle cellule sotto forma di glicogeno (glicogenosintesi). Il glicogeno funge da riserva energetica a più lento rilascio, soprattutto nel fegato e nei muscoli.
L’insulina ha un ruolo anabolizzante anche nel metabolismo di proteine e grassi, stimolando la proliferazione cellulare:
- Stimola la sintesi proteica e contrasta la formazione di glucosio a partire da alcuni aminoacidi (neoglucogenesi);
- favorisce il passaggio di aminoacidi dal sangue nelle cellule;
- facilita il trasporto degli acidi grassi dal sangue all’interno delle cellule;
- stimola la sintesi di acidi grassi utilizzando come fonte il glucosio e gli aminoacidi in eccesso;
- inibisce l’utilizzo di acidi grassi come fonte energetica (lipolisi);
- stimola la sintesi endogena di colesterolo.
Il Ruolo del Glucagone
Il glucagone è il principale ormone antagonista dell’insulina. Tra le varie funzioni, promuove a livello del fegato la produzione di glucosio a partire dal glicogeno (glicogenolisi).
Quando mangiamo siamo in grado di smaltire - nelle tre-quattro, massimo cinque ore successive al pasto - quello che abbiamo ingerito; ma il nostro cervello ha sempre bisogno di glucosio, anche quando siamo a digiuno. In queste condizioni viene rilasciato in circolo un altro ormone, il glucagone, che si occupa di stimolare il fegato a mettere gradualmente a disposizione dello zucchero dalle sue scorte accumulate.
Il glucagone agisce un po’ come l’adrenalina, facendo aumentare lo zucchero in circolo.
Glucagone in caso di ipoglicemia
Può essere iniettato in caso di grave crisi ipoglicemica - con perdita di coscienza - causata da una somministrazione eccessiva o errata di insulina o di alcuni farmaci ipoglicemizzanti (per es. sulfoniluree).
Dal 2020 è disponibile anche in Italia, il glucagone per via nasale, è più maneggevole rispetto a quello per via iniettiva, e - ottima notizia - dal 21 ottobre 2021 è finalmente prescrivibile (ricetta bianca ripetibile) e mutuabile (fascia A) per il trattamento della ipoglicemia severa negli adulti, negli adolescenti e nei bambini di età uguale o superiore a quattro anni con diabete mellito.
È proprio in questi casi, quando l’ipoglicemia è talmente grave che la persona non è in grado di essere cosciente e quindi di ingerire zuccheri, non è in grado di avvertire l’ipoglicemia, perché magari stava dormendo o perché ha una forma di diabete controllabile con difficoltà, e anche le persone che sono intorno non possono fare molto… ecco, in tutti questi casi, la somministrazione di glucagone è in sostanza un salvavita, perché il glucagone - avendo un rapido e potente effetto iperglicemizzante - riesce a far superare la crisi alla persona anche in condizioni di coma ipoglicemico e riportarlo a una glicemia a livelli pressoché normali. Il tutto in pochi minuti dalla somministrazione.
Insulino-Resistenza
Dopo la digestione di un pasto contenente carboidrati, i livelli di zucchero nel sangue aumentano contestualmente all’assorbimento intestinale. In risposta il pancreas rilascia insulina nel sangue, fino a raggiungere le cellule dei diversi tessuti e segnalando alle stesse di prelevare il glucosio circolante, con il risultato che i livelli ematici di questo zucchero diminuiscono.
In caso di insulino-resistenza le cellule smettono di rispondere all’insulina quando questa arriva in corrispondenza della loro superficie; come risposta il pancreas produce quantità ancora maggiori di ormone, la cui quota nel sangue aumenta ulteriormente portando ad una condizione denominata iperinsulinemia.
Tipicamente, l’insulino-resistenza fa sì che il corpo produca più insulina per compensare - una condizione nota come iperinsulinemia.
Diversi fattori possono contribuire allo sviluppo di insulino-resistenza, ma il più sottovalutato dagli stessi pazienti è l’aumentata quantità di grassi circolanti nel sangue (genericamente descritto come colesterolo). Nonostante il ruolo importante dei grassi, è bene sottolineare che la condizione di insulino-resistenza può affliggere anche soggetti normopeso o sottopeso.
Diabete: Tipi e Cure
Il diabete è una patologia in crescita a livello mondiale e, in Italia, interessa oltre 3,5 milioni di pazienti (il 5,9% dell’intera popolazione). La diffusione del diabete mellito è provocata dalla somma di diversi fattori, in particolar modo nei paesi occidentali.
Esistono due diverse tipologie di diabete mellito: il diabete di tipo 1, che interessa tra il 5% e il 10% dei diabetici, e il diabete di tipo 2, più comune, che riguarda più del 90% dei pazienti con diabete.
- Il diabete di tipo 1 può essere curato solo con l’insulina. La somministrazione dell’insulina può avvenire o con le classiche iniezioni sottocutanee oppure con i sistemi di infusione continua (i microinfusori). Con questo trattamento, che deve essere continuativo e dura per tutta la vita, i pazienti possono condurre una quotidianità normale.
- Invece, si può prevenire il diabete di tipo 2 adottando una dieta sana, a basso contenuto di grassi e calorie, praticando una regolare attività fisica ed evitando il sovrappeso.
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