Glicemia Postprandiale: Valori, Cause e Gestione

Cos'è la Glicemia?

La glicemia indica i livelli di glucosio nel sangue. Questo parametro può variare in maniera sensibile nell’arco di una giornata, in base ad esempio a ciò che mangiamo o allo stato di salute. I livelli di glicemia sono indicati in milligrammi di glucosio per decilitro di sangue (mg/dl).

Glicemia Postprandiale: Cosa Significa?

La glicemia postprandiale indica i livelli di glucosio nel sangue fatti registrare dopo circa due ore un pasto. È in queste fasi della giornata che la glicemia raggiunge i livelli più alti.

A distanza di 60-120 minuti dalla conclusione di un pasto sostanzioso (colazione abbondante, pranzo o cena) i livelli glicemici fanno registrare i picchi massimi della giornata.

Valori Normali e Alterati

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come normale tolleranza al glucosio valori glicemici inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol/l) due ore dopo l'ingestione di un carico di glucosio da 75 g, nel contesto di un test orale di tolleranza al glucosio.

Negli individui non diabetici, le concentrazioni di glucosio plasmatico a digiuno (ad esempio dopo un digiuno notturno di 8-10 ore) in genere variano da 70 a 99 mg/dl. La glicemia inizia a salire 10 minuti dopo l’inizio di un pasto, con un picco dopo 60 minuti come risultato dell’assorbimento dei carboidrati introdotti con l’alimentazione, e raramente supera i 140 mg/dl, tornando ai livelli preprandiali entro 2-3 ore.

  • Valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl, pur non individuando uno stato di diabete, rappresentano comunque una condizione di rischio (cosiddetta alterata glicemia a digiuno) da monitorare.
  • Valori a digiuno superiori o uguali a 126 mg/dl, riscontrati in due occasioni, individuano una condizione di diabete.

Un’alterata glicemia a digiuno costituisce un campanello d’allarme. In tali casi è suggerito effettuare ulteriori indagini, come il test da carico orale di glucosio o OGTT.

Glicemia Postprandiale Alta: Quando Preoccuparsi?

Nelle persone con diabete manifesto o in uno stato di ridotta tolleranza al glucosio (IGT), il meccanismo appena descritto non funziona correttamente. Col passare del tempo, il ripetersi di fenomeni iperglicemici postprandiali finisce col danneggiare occhi, reni, nervi e vasi sanguigni. In particolare, un'elevata glicemia postprandiale è messa in relazione con lo sviluppo delle complicanze del diabete, sia di tipo uno che di secondo tipo.

Di recente, è stata posta molta attenzione allo stato postprandiale in quanto più di uno studio ha evidenziato che l’iperglicemia postprandiale isolata, come quella che si verifica nelle persone con ridotta tolleranza al glucosio, raddoppia il rischio di morte per malattie cardiovascolari. Si è visto anche che l’iperglicemia postprandiale potrebbe rendere più difficile il raggiungimento di un controllo glicemico ottimale nei pazienti con diabete di tipo 2.

Lo stato di iperglicemia postprandiale porta anche ad avere livelli di grassi nel sangue aumentati, soprattutto trigliceridi.

Come Misurare la Glicemia Postprandiale

La misurazione della glicemia si può rendere necessaria per monitorare l’efficacia della terapia messa in atto per un paziente diabetico. Per chi soffre di diabete, eseguire un corretto monitoraggio del livello di glicemia nel sangue è prezioso e vitale. L'autocontrollo della glicemia è un elemento fondamentale per il trattamento del diabete di tipo 2.

Prima di tutto ricorda di avere a disposizione il glucometro, le strisce reattive, un batuffolo di cotone imbevuto con disinfettante, un batuffolo di cotone asciutto e una lancetta pungidito. Disinfetta un polpastrello. Applica la goccia sulla striscia reattiva o lascia che la striscia reattiva aspiri la goccia. I controlli possono essere eseguiti a rotazione, il mattino a digiuno,prima dei pasti, dopo due ore dal pasto o prima di andare a letto. In caso di terapia con insulina i controlli vanno ripetuti più volte al giorno (prima dei pasti e due ore dopo cena).

Le analisi per la rilevazione dell’iperglicemia postprandiale sono rappresentate dall’automonitoraggio della glicemia e dal test da carico orale di glucosio (OGTT), che prevede generalmente l’assunzione di una soluzione contenente 75 g di glucosio disciolti in acqua. Il test della curva glicemica è utilizzato anche nelle donne in gravidanza per lo screening del diabete gestazionale, una forma di diabete che si sviluppa nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza in donne che non hanno mai sviluppato questa condizione.

Glicemia in Gravidanza

Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. La tabella dei valori è evidentemente più restrittiva. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl.

Come Abbassare la Glicemia Postprandiale Alta

Per ridurre la glicemia postprandiale alta si può ricorrere sia a terapie farmacologiche sia a interventi sullo stile di vita. In particolare si raccomanda di modificare abitudini dannose e mettere in atto alcuni accorgimenti, tra cui praticare una regolare attività fisica e mantenere un peso corporeo nella norma. Oltre a condurre uno stile di vita sano e a praticare sport, anche un corretto regime alimentare ci aiuta a prevenire un eccessivo innalzamento della glicemia.

Alimentazione e Glicemia

Le diete a basso indice glicemico (IG) portano beneficio nel controllo del glucosio plasmatico postprandiale. Queste strategie alimentari si basano sul consumo prevalente di alimenti ricchi di fibra (verdura, legumi e frutta non zuccherina), contrapposto alla moderazione dei cibi ricchi di carboidrati complessi (pasta al dente, riso, pane integrale, prodotti da forno e cereali in genere, patate, tuberi, castagne) e all'evitamento degli zuccheri semplici (saccarosio, pane bianco, miele, dolciumi, snack, bevande zuccherate ecc.). Nell'applicazione pratica dell'indice glicemico non va però dimenticato il concetto di carico glicemico, dato dal prodotto tra il contenuto in carboidrati della dieta e il suo IG medio.

È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata). Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico.

Farmaci per la Glicemia Postprandiale

Vari agenti farmacologici riducono in modo preferenziale il glucosio plasmatico postprandiale. A questa categoria appartengono gli inibitori dell'α-glucosidasi (acarbosio), le glinidi (secretagoghi dell'insulina ad azione rapida) e naturalmente 'insulina (analoghi dell'insulina ad azione rapida, insuline bifasiche [premiscelate], insulina per inalazione, insulina umana regolare). Inoltre, nuove classi terapeutiche per il trattamento del glucosio plasmatico postprandiale in pazienti diabetici - tra le quali ricordiamo gli analoghi dell'amilina, i derivati del glucagon-like peptide-1 [GLP-1] e gli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 [DPP-4] - hanno mostrato di portare benefici significativi nel ridurre le escursioni glicemiche dopo i pasti.

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