Il diabete mellito (DM) è una delle patologie maggiormente diffuse a livello mondiale. Secondo l’OMS, nel giro di 35 anni, l’incidenza del diabete è quasi quadruplicata, passando dai 108 milioni di persone con diabete del 1980 ai 422 milioni del 2014. In Italia, i dati più recenti stimano una prevalenza del diabete intorno al 6,2%, dato più che doppio rispetto a quello di 30 anni fa.
L’aumento dell’incidenza e della prevalenza del diabete mellito in tutto il mondo si associa ad un aumento della frequenza delle complicanze, specie nei paesi industrializzati, ove il diabete rappresenta la causa più frequente di malattia renale cronica (CKD). Circa il 40% dei pazienti diabetici sviluppa una malattia renale cronica e, in 3 casi su 10, chi ha una malattia renale dovuta al diabete prima o poi avrà bisogno della dialisi o del trapianto.
Cuore e Reni: Un Legame Stretto
Cuore e reni sono strettamente collegati e sono due organi che subiscono entrambi l’impatto del diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2. In effetti, i pazienti con diabete purtroppo muoiono spesso di malattie cardio-nefro-vascolari, come infarto, scompenso cardiaco e insufficienza renale terminale.
È importante proteggere cuore e reni perché sono organi nobili, che consentono di condurre una vita di buona qualità e di arrivare a importanti età in salute e benessere. Per evitare che il cuore e i reni si danneggino, soprattutto in corso di diabete, è bene tenere sotto controllo il proprio diabete, l'ipertensione, l'obesità e la dislipidemia (alterazioni della quantità di lipidi nel sangue).
Rischio Cardiovascolare e Renale nel Diabete
Il rischio cardiovascolare e il rischio renale rappresentano il potenziale pericolo di sviluppare delle patologie a carico del cuore e del rene, quando non si controlla in modo adeguato il proprio diabete. Avere il diabete comporta un fattore di rischio cardiovascolare maggiore rispetto a non averlo, ma affrontando la patologia a 360° e facendo regolarmente gli esami consigliati, tale rischio si riduce significativamente e si rallenta di molto lo sviluppo di complicanze diabetiche.
La prevenzione rappresenta un investimento in salute futura, proprio perché le complicanze possono decorrere silenziose e manifestarsi quando il danno è già progredito. Si può fare molto con un approccio precoce.
Cosa Fare in Pratica
Per prima cosa, bisogna raggiungere gli obiettivi concordati con il diabetologo. Le attuali linee guida pongono come riferimento un valore di glicata inferiore al 7%, quasi per tutta la popolazione; con valori più ambiziosi - inferiori a 6,5 - per i soggetti più giovani, più sani e soprattutto per quei pazienti che stanno assumendo terapie che non espongono a un rischio di ipoglicemie.
Altra buona norma è correggere al meglio i fattori di rischio cardiovascolare e renali concomitanti come la pressione arteriosa (con obiettivi specifici per i pazienti con diabete), tenendo sotto controllo il peso e correggendo anche la dislipidemia. È importante non avere paura di avere bassi livelli di colesterolo, ma preoccuparsi se i livelli sono appena mossi, perché il paziente diabetico deve avere dei valori di colesterolo più bassi di quelli della popolazione in generale.
Stile di Vita e Alimentazione
Lavorare sul proprio stile di vita è fondamentale: si raccomanda di camminare tutti i giorni, concentrandosi sull'attività fisica e non sul camminare per lavoro o commissioni. Seguire uno stile alimentare sano e variato è altrettanto importante. La dieta di una persona con diabete non differisce granché da una dieta varia ed equilibrata, di tipo mediterraneo, di una persona definita sana.
La parola “dieta” significa modo di vivere, stile di vita con particolare riferimento al modo di nutrirsi, all’attività fisica e all’assenza o limitazione di fumo e di superalcolici. Tra questi, il soggetto con diabete deve porre particolare attenzione anche all’indice glicemico degli alimenti, al carico glicemico del pasto e alla conta dei carboidrati.
Diabete, Obesità e Malattia Renale Cronica: Una Triade Pericolosa
I reni soffrono sia per colpa del diabete, sia per l’eccesso di peso, quindi è molto importante seguire un’alimentazione corretta e cercare di mantenere uno stato di normopeso. Essere obesi o sovrappeso influenza non solo la funzione renale direttamente, ma anche i valori di pressione arteriosa. Mantenere uno stato di normopeso favorirà una maggiore protezione dei reni, in particolare quando all’ipertensione e/o all’obesità è associato anche il diabete tipo 2.
Quando c’è un problema di peso, anche lo strumento che si utilizza per misurare la pressione arteriosa deve essere adatto al proprio braccio. In presenza di un eccesso di peso significativo, non si può usare un bracciale per normopeso perché si rischia di avere dei valori di pressione non attendibili. In caso di dubbio, farsi consigliare dal farmacista.
Prevenzione Cardiovascolare Personalizzata
È importante identificare con i propri curanti gli obiettivi più corretti per sé, perché non tutti sono uguali. Non è detto che necessariamente il vicino di casa che magari ha le stesse patologie debba essere curato con la terapia prescritta a noi. Gli obiettivi sono diversi, variano in funzione dell’età, delle patologie concomitanti, della tolleranza ai farmaci e di una moltitudine di fattori.
Gli obiettivi devono essere condivisi con il paziente, devono essere raggiungibili. Bisogna concordare degli obiettivi sostenibili, che siano calibrati sulle proprie capacità. Questo non significa però opporsi in maniera netta alle proposte di cambiamento, perché spesso c’è l’abitudine/resistenza a mantenere le cattive abitudini.
Esempio di Obiettivi Personalizzati: Emoglobina Glicata
Secondo le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, è consigliato avere l'emoglobina glicata inferiore a 7 nella maggior parte della popolazione, ma nei pazienti più giovani, con minor durata di malattia, meno comorbidità o che prendono farmaci più sicuri, si potrà ambire a valori inferiori a 6.5. Nei pazienti più anziani, con una lunga durata di diabete, raggiungere quegli obiettivi richiede un’intensificazione della terapia che può avere degli aspetti negativi, magari esporli a rischio di ipoglicemia.
Controlli Regolari e Farmaci
È importante fare regolarmente (almeno una volta all’anno, se il diabete è sotto controllo) una visita dall’oculista e di porre la massima cura anche agli arti inferiori, dedicando una buona igiene quotidiana dei piedi, perché tutto l’organismo del paziente con diabete può andare incontro a un insulto a livello dei piccoli vasi, a una progressione dell’aterosclerosi che procede silenziosa.
Farmaci e Glicemia
Un adeguato controllo glicemico è di grande importanza nel paziente diabetico nefropatico. Diversi studi hanno chiaramente dimostrato che uno stretto controllo glicemico può ridurre il rischio e/o la progressione di danno renale nei pazienti diabetici. Anche in fase di insufficienza renale più avanzata sembra che controllo glicemico sia importante, in quanto riduce il rischio di altre complicanze diabetiche (neuropatia, retinopatia, macroangiopatia). Inoltre, è stato recentemente osservato che nei pazienti diabetici in emodialisi un adeguato controllo della glicemia si associa ad un ridotto rischio di mortalità.
In particolare, i farmaci come gli inibitori del SGLT2 (ad es. dapagliflozin, empagliflozin) hanno mostrato benefici non solo nel controllo della glicemia, ma anche nel rallentare la progressione della malattia renale diabetica.
Il danno renale nei pazienti con diabete tipo 2 può essere prevenuto e gestito attraverso un controllo rigoroso della glicemia e della pressione arteriosa, cambiamenti dello stile di vita e, quando necessario, l’uso di terapie farmacologiche appropriate.
Ipoglicemia e Complicanze
Recenti evidenze suggeriscono che anche l’ipoglicemia possa svolgere un ruolo importante nel favorire le complicanze vascolari diabetiche attraverso diversi meccanismi: stress ossidativo, infiammazione, eventi protrombotici e disfunzione dell’endotelio (parete vasale). Nel paziente diabetico con CKD iniziale (stadio 1-2), non vi sono sostanziali limitazioni all’utilizzo delle diverse classi di agenti ipoglicemizzanti. Negli stadi di malattia 3-5, viceversa, la scelta della terapia deve essere attenta tenendo in considerazione le diverse caratteristiche dei diversi farmaci.
Tabella 1: Impiego di farmaci ipoglicemizzanti in pazienti con insufficienza renale
| Farmaco | eGFR > 60 ml/min/1,73 m2 | eGFR 30-60 ml/min/1,73 m2 | eGFR < 30 ml/min/1,73 m2 |
|---|---|---|---|
| Metformina | Utilizzabile | Utilizzabile con cautela e riduzione della dose | Controindicata |
| Pioglitazone | Utilizzabile | Utilizzabile con cautela | Utilizzabile con cautela |
| Acarbose | Utilizzabile | Utilizzabile | Controindicato |
| Sulfoniluree (Glipizide, Gliclazide) | Utilizzabile | Utilizzabile con cautela | Da evitare |
| DPP-4 inibitori (Sitagliptin, Vildagliptin, Saxagliptin, Linagliptin, Alogliptin) | Utilizzabile | Utilizzabile con aggiustamento della dose | Utilizzabile con aggiustamento della dose (eccetto Saxagliptin) |
| GLP-1 RA (Liraglutide, Exenatide, Dulaglutide) | Utilizzabile | Utilizzabile con cautela | Da evitare |
| SGLT2 inibitori (Empagliflozin, Dapagliflozin, Canagliflozin) | Utilizzabile | Utilizzabile con cautela | Controindicato |
| Insulina | Utilizzabile | Aggiustamento della dose necessario | Aggiustamento della dose necessario |
È importante consultare il proprio medico per una valutazione personalizzata e un piano di trattamento adeguato.
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