Glicemia Bassa in Gravidanza nel Terzo Trimestre: Cause, Sintomi e Rimedi

Durante la gravidanza, in presenza di determinate condizioni, la glicemia può risultare difficile da controllare per l’organismo della madre: insorge così il diabete gestazionale. Il diabete gestazionale (o gravidico), definito anche Diabete Mellito Gestazionale (Gestational Diabetes Mellitus, GDM), è una forma di intolleranza agli zuccheri che compare per la prima volta durante la gravidanza e termina con essa.

In Italia si stima che il diabete gestazionale possa riguardare una media di una donna su dieci. Alcune etnie sono maggiormente a rischio di altre, in particolare le donne di origine mediorientale, caraibica o dell’Asia Meridionale (soprattutto India, Bangladesh e Pakistan).

Cos'è il Diabete Gestazionale?

Il diabete gestazionale è una condizione piuttosto comune in gravidanza, dovuta ad una intolleranza al glucosio. Come altri tipi di diabete, l’organismo non riesce più a utilizzare tutti gli zuccheri introdotti con il cibo (dolci, pane, pasta, riso, frutta), che in parte rimangono dunque in circolo nel sangue. Nel nostro Paese, si stima che questa condizione sia associata all’8-10% circa delle gravidanze; l’incidenza può raggiungere il 18% in determinate etnie più predisposte.

I cambiamenti ormonali che si verificano in gravidanza rendono i tessuti meno sensibili all’insulina endogena. Questo può provocare un aumento della glicemia nella donna e un conseguente aumento di quella del feto. Il feto produce in risposta una quantità maggiore di insulina che fa aumentare i depositi di grasso, con la possibilità che il neonato possa essere macrosoma (con un peso alla nascita superiore a 4 kg o 4.5 kg). Questa condizione può causare una difficoltà nel momento della nascita, soprattutto in presenza di un diabete gravidico non adeguatamente controllato.

Come si Manifesta il Diabete Gestazionale?

I sintomi del diabete gestazionale sono spesso poco evidenti o assenti. Data l’assenza di sintomi specifici che possano suggerire la presenza di una alterazione della glicemia, è opportuno che controlli accurati vengano eseguiti specialmente nelle persone a rischio.

Nella maggior parte delle donne in gravidanza, il diabete gestazionale non produce sintomi evidenti. Trattandosi della stessa, con l’unica differenza del momento particolare in cui si manifesta, i sintomi del diabete gestazionale non differiscono da quelli del diabete mellito che colpisce persone non in gravidanza. Le manifestazioni principali da tenere sotto controllo sono:

  • Aumento della necessità di fare pipì
  • Aumento della sete
  • Aumento della fame
  • Affaticamento
  • Offuscamento della vista
  • Infezioni frequenti

Diagnosi del Diabete Gestazionale

Quando e come si effettua il test? Il test di screening utilizzato per la diagnosi del diabete gestazionale prevede l’esecuzione di una curva da carico di glucosio, che consiste nella somministrazione di una soluzione formata da 75g di glucosio sciolti in 300 cc di acqua. In alcuni casi questo test viene prescritto in una fase più precoce della gravidanza, cioè fra la sedicesima e la diciottesima settimana: devono sottoporsi al test in questo periodo le donne con alti fattori di rischio (come una precedente diagnosi di DMG).

La diagnosi viene fatta tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza attraverso un esame chiamato test di tolleranza al glucosio (OGTT), anche detto curva del glucosio, curva di carico glicemico o carico di glucosio. Alla mamma viene fatta bere una soluzione zuccherina (acqua in cui sono stati disciolti 75 grammi di glucosio), per poi misurare i livelli di glicemia a distanza di intervalli di tempo prestabiliti nelle ore successive (0 minuti, 60 minuti cioè un’ora, 120 minuti cioè 2 ore).

In questo esame viene inizialmente misurata la glicemia a digiuno con un prelievo, poi viene offerto di bere “velocemente” una soluzione a base di zucchero. I valori della glicemia vengono poi ricontrollati dopo 60 e dopo 120 minuti.

Valori della Glicemia in Gravidanza

I valori di glicemia in gravidanza hanno dei livelli di normalità diversi rispetto a una situazione al di fuori della gravidanza. Nella donna, la glicemia a digiuno è normale se sta entro i 100 mg/dl. In caso di gravidanza invece, il valore normale a digiuno deve essere minore di 80-85 mg/dl.

Per quanto riguarda il classico screening diabete, i valori di riferimento della glicemia sono:

  • <90 mg/dl a digiuno
  • <120 mg/dl dopo 1 ora dal pasto

La curva glicemica sotto carico, invece, viene solitamente effettuata nel periodo compreso tra le settimane 24 e 28. Nei casi in cui il rischio di diabete gestazionale sia elevato (grave obesità, precedente diabete in gravidanza o glicemia a digiuno sopra 125 mg/dl a inizio gravidanza), l’esame deve essere anticipato alla 16° settimana. Per questo test, i valori di riferimento sono:

  • <95 mg/dl subito dopo l’assunzione della soluzione glucosata
  • <180 mg/dl dopo 1 ora
  • <155 mg/dl dopo 2 ore

È sufficiente un solo valore alterato in curva per arrivare a una diagnosi di diabete gestazionale.

I parametri diagnostici da considerare sono:

  • Glicemia ≥ 95 mg/dl a digiuno
  • Glicemia ≥ 180 mg/dl dopo un’ora
  • Glicemia ≥ 153 mg/dl dopo due ore

Cause e Fattori di Rischio

Le cause del diabete gestazionale sono legate principalmente a due fattori:

  • Aumento della resistenza dei tessuti periferici (muscolo e fegato) all’azione dell’insulina.
  • Insufficiente produzione di insulina da parte delle cellule del pancreas.

Il diabete gestazionale, però, è strettamente legato all’esistenza di specifici fattori di rischio, che rendono necessario un attento monitoraggio. I più comuni sono:

  • Condizione di sovrappeso o obesità (BMI superiore a 25).
  • Familiarità con il diabete (parenti di primo grado).
  • Sviluppo di diabete gestazionale in una precedente gravidanza.
  • Età superiore ai 35 anni.
  • Appartenenza ad etnie a rischio elevato (come le popolazioni dell’Asia meridionale o del Medio Oriente).
  • Glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl già ad inizio gravidanza.

Rischi del Diabete Gestazionale

Il motivo per cui il diabete gestazionale va diagnosticato presto e curato con scrupolo è dovuto al fatto che l’eccesso di glucosio nel sangue può provocare difficoltà nella gravidanza e nel parto, mettendo in pericolo la salute della mamma e del bambino.

Rischi per la Mamma

Per la donna incinta, i rischi maggiori sono legati alle difficoltà che si possono riscontrare al momento del parto. Il feto di una donna affetto da diabete, infatti, può svilupparsi maggiormente ed essere quindi più grande della media alla nascita (macrosomia). Questo si traduce spesso nella necessità di ricorrere al parto cesareo. Inoltre, le donne con diabete gestazionale hanno più possibilità di sviluppare il diabete mellito nei 5 anni seguenti alla gravidanza.

Rischi per il Bambino

Per il feto, invece, i rischi sono legati all’incrementata incidenza di aborti spontanei ma anche disturbi alla nascita come:

  • Ipoglicemia: la recisione del cordone ombelicale interrompe il fuso di glucosio in eccesso a cui il neonato era abituato nel ventre materno.
  • Difficoltà respiratorie: iperglicemia e iperinsulinemia rallentano lo sviluppo dei polmoni.

Come Tenere Sotto Controllo la Glicemia e Curare il Diabete Gestazionale

Alla luce di quanto detto finora, appare evidente come, una volta ottenuta la tempestiva diagnosi di diabete gestazione, sia di fondamentale importanza seguire un’attenta terapia, impostata da un medico specialista. Se il diabete gestazionale viene confermato, è necessario che la donna effettui controlli specifici della glicemia, da 2 a 4 volte al giorno, con appositi dispositivi medici.

In caso di DMG, l’uso domiciliare di un glucometro permetterà di controllare le glicemie con regolarità. Il primo passo è quello dell’attenzione all’alimentazione durante la gravidanza. Meglio escludere quindi zuccheri semplici come miele, dolci e marmellate. La frutta, il riso, il pane e la pasta si possono consumare, ma le dosi vanno strettamente regolamentate.

Altro punto fondamentale per contrastare i picchi glicemici è il movimento. L'esercizio fisico è in grado di ridurre i livelli di glicemia, per cui praticare esercizio fisico regolare può essere un modo efficace per controllare il diabete gestazionale. Il medico fornirà una informazione adeguata riguardo gli esercizi che si possono praticare durante la gravidanza.

Purtroppo vi sono casi in cui dieta e movimento non bastano a risolvere la situazione e bisogna ricorrere all’assunzione di metformina in compresse o a una terapia insulinica.

Trattamento con Insulina

Quando non si riesce a mantenere la glicemia nei limiti della norma con gli stili di vita, il Diabetologo prescrive i farmaci. Sono indicati, a seconda dei casi, gli ipoglicemizzanti orali (metformina) e l’insulina, che si somministra con una iniezione sottocutanea. Le istruzioni per la gestione della terapia insulinica ti verranno date dal tuo Diabetologo o da un infermiere specializzato nell’assistenza a pazienti diabetici.

L'insulina è somministrata per via intradermica (gli aghi da insulina sono più corti degli aghi per le iniezioni intramuscolari) e il paziente riceverà indicazioni dal team di specialisti per fare l'iniezione correttamente. In base al tipo di insulina potrebbe essere necessario fare l'iniezione prima dei pasti o prima di andare a dormire oppure al risveglio.

Alimentazione Consigliata

La dieta è uno strumento da personalizzare in base alle caratteristiche e agli obiettivi di salute di ogni persona.

Nel caso in cui si soffre di diabete in gravidanza è essenziale seguire un regime alimentare particolare, pensato per garantire la salute della futura mamma e del bambino. La dieta più appropriata da seguire prevede alimenti ricchi di ferro, calcio e acido folico. Inoltre, è indicata un’alimentazione a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di fibre. I carboidrati come frutta, cereali, riso e pasta vanno consumati con moderazione.

Cosa Mangiare a Colazione

Per molte donne il primo pasto della giornata ha un sapore dolce da sempre. Cosa mangiare a colazione, quindi, se è stato diagnosticato il diabete gestazionale? La raccomandazione principale è quella di evitare biscotti, torte e merendine per orientarsi verso i sapori salati o neutri. Prova, ad esempio, con una fetta di pane tostato con un filino d’olio d’oliva extra vergine o farcito con una piccola porzione di avocado o accompagnato da qualche mandorla.

Perché tu possa seguire consapevolmente queste raccomandazioni, è importante che sviluppi un rapporto equilibrato con gli alimenti, in particolare con gli zuccheri: non demonizzarli, ma impara a riconoscerli anche quando si nascondono bene. Non sono pochi gli alimenti che contengono zuccheri malgrado l’apparenza. Quando fai la spesa, presta attenzione all’etichetta dei prodotti che acquisti e controlla che riportino, ad esempio, la scritta “senza aggiunta di zucchero”. Se hai dubbi riguardo un alimento specifico, chiedi consiglio al tuo Diabetologo.

Monitoraggio della Glicemia a Casa

Se si ha il diabete gestazionale è possibile ricevere l'indicazione di controllare i propri livelli di glucosio nel sangue a casa, utilizzando un misuratore di glicemia detto glucometro. Il glucometro è un piccolo dispositivo che misura la concentrazione di glucosio nel sangue mediante l'uso di strisce reattive che vengono messe a contatto con una goccia di sangue ottenuta, in genere, dalla puntura del polpastrello di un dito.

È necessario controllare l'etichetta di cibi e bevande, è importante essere consapevoli che i succhi di frutta e i frullati contengono zucchero, così come altre bevande che riportano l'indicazione "senza aggiunta di zucchero".

Il Parto

Se la glicemia viene tenuta sotto controllo con l’adozione di stili di vita appropriati, il parto avviene a termine. Al contrario, se sei in terapia insulinica o vi sono rischi che il tuo bambino abbia raggiunto un peso eccessivo, il parto verrà indotto da 1 a 2 settimane prima del termine. Il timing del parto costituisce solo l’ultimo gradino nella scala che porta a un risultato perinatale positivo se la diagnosi di diabete gestazionale è stata tempestiva, le scelte terapeutiche appropriate e la crescita fetale armonica.

Molti autori sostengono l’opportunità di indurre il parto entro la 39^ settimana di gravidanza se il collo dell’utero viene considerato “favorevole”, ben preparato. Gli studi dimostrano un significativo beneficio nell’induzione a 38 settimane in termini di ridotta prevalenza di macrosomia e riduzione dei casi di macrosomia, ma nessuna differenza statisticamente significativa in termine di percentuale di tagli cesarei.

Da questi studi si può concludere che una precoce induzione in assenza di motivazioni mediche e ostetriche non è raccomandata. D’altra parte l’induzione elettiva a 38-39 settimane sembra essere associata a una ridotta prevalenza di macrosomia rispetto all’atteggiamento di attesa.

Se si ha il diabete gestazionale, il tempo ideale per il parto è di solito tra le 38 - 40 settimane di gravidanza. Se i livelli di glucosio nel sangue sono normali e la salute del feto non è a rischio, è possibile aspettare che il parto avvenga naturalmente. In genere, se il parto naturale non avviene dopo 40 settimane e 6 giorni, viene consigliata l'induzione del parto o il parto cesareo.

Quando ci si reca in ospedale per il parto, è opportuno portare con se il glucometro e tutti i farmaci che si stanno assumendo. Di solito, si deve continuare a monitorare la glicemia e a prendere i farmaci fino al parto o, nel caso del parto cesareo, prima del digiuno pre-operatorio.

Durante il travaglio e il parto, la glicemia sarà misurata e mantenuta sotto controllo. Di norma, date le energie bruciate nel travaglio, non è necessario iniettarsi l’insulina in questa fase.

Dopo il Parto

Dopo la nascita (entro 30 minuti) è importante alimentare il neonato il più presto possibile e poi a intervalli frequenti (ogni 2-3 ore) fino a che la glicemia del neonato non sia stabile. I livelli del glucosio nel sangue saranno misurati a partire da due o quattro ore dopo la nascita: se sono bassi, il neonato potrebbe essere alimentato mediante sondino o flebo.

Dopo il parto, vengono solitamente sospesi i farmaci per controllare la glicemia che la donna ha assunto durante la gravidanza e vengono controllati i livelli di glucosio nel sangue per altri uno o due giorni.

Di norma, date le energie bruciate nel travaglio, non è necessario iniettarsi l’insulina in questa fase, ma ricorda di portare con te in ospedale il glucometro e tutti i farmaci che prendi.

È necessario che la donna continui a monitorare la glicemia fino a 6 - 13 settimane dopo il parto per verificare che i livelli di glicemia non si mantengano alti.

Per 6-13 settimane dopo il parto dovrai eseguire ripetuti test di carico orale di glucosio per verificare che le glicemie siano rientrate nella norma (meno di 126 mg/dL a digiuno, meno di 140 mg/dL a 120 minuti). Se ciò non è avvenuto, dovrai puntare su un rafforzamento dei comportamenti virtuosi (dieta ed esercizio fisico), con il supporto del Diabetologo e della Dietista.

Nella maggior parte dei casi, la glicemia si normalizza dopo il parto. Se ciò non avviene spontaneamente, è possibile promuovere il processo di stabilizzazione mantenendo una dieta adeguata e praticando attività fisica.

Potrà essereproposto un controllo dopo almeno sei settimane dopo il parto poiché la presenza di questa malattia durante la gravidanza predispone a una maggiore probabilità di sviluppare diabete dell’adulto (tipo II) negli anni successivi.

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