Glicemia Alta e Tiroide: Cause e Sintomi di una Complessa Interazione

Le malattie della tiroide e il diabete mellito rappresentano le endocrinopatie di più frequente riscontro nella pratica clinica e possono essere associate nella stessa persona, in diverse età. In alcuni casi è presente un comune substrato genetico/epigenetico, mentre in altri l’associazione deriva dall’aumentata incidenza delle singole malattie con l’avanzare dell’età. Entrambe le condizioni sono più frequenti nelle donne al di sopra dei 60 anni.

Il Ruolo della Tiroide e del TSH

Il TSH, o tireotropina, è un ormone prodotto dall'ipofisi che ha un ruolo cruciale nella regolazione dell'attività della ghiandola tiroidea. Il suo compito principale è stimolare la tiroide a rilasciare gli ormoni tiroidei T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina), che sono essenziali per numerose funzioni metaboliche dell'organismo. Per la salute tiroidea è molto importante sottoporsi ad esami costanti al fine di monitorarne lo stato e la corretta funzionalità.

TSH Alto: Cosa Significa?

Dopo gli esami per la tiroide, potresti scoprire di avere un valore del TSH alto. Ma cosa vuol dire? In generale, considera che non tutti i valori elevati di TSH dovrebbero automaticamente destare preoccupazione. Il TSH alto può essere un segnale di ipotiroidismo, ma può anche essere influenzato da altre condizioni come lo stress, alcune malattie sistemiche o l'assunzione di farmaci. Un valore elevato di TSH associato a sintomi come affaticamento, aumento di peso, pelle secca e intolleranza al freddo può indicare un problema tiroideo sottostante.

Il valore normale di TSH si situa di solito tra 0,4 e 4,0 microgrammi per decilitro (µIU/mL).

Ipotiroidismo e Resistenza all'Insulina

Lo sviluppo della sindrome metabolica è direttamente collegato al disturbo metabolico chiamato resistenza all’insulina. In pratica quasi tutto il sistema endocrino risente dell’azione dell’insulina. L’ipotiroidismo, che si verifica quando gli ormoni tiroidei sono troppo bassi, rallenta il metabolismo e può causare l’aumento di peso. In passato la ricerca ha trovato un legame tra ipotiroidismo e riduzione della sensibilità all’insulina, un fattore di rischio del diabete di tipo 2.

Un nuovo studio ha valutato gli effetti dell’ormone tiroideo sulla comparsa di diabete di tipo 2. Alla fine dello studio, durato quasi otto anni, 1.100 partecipanti hanno sviluppato il prediabete e 798 un diabete di tipo 2. Il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 è aumentato del 13% per le persone con ipotiroidismo e valori normali di glicemia, mentre nei soggetti con ipotiroidismo e prediabete il rischio è salito fino al 40%.

Associazione di Ipotiroidismo e Diabete

L’ipotiroidismo (deficit della produzione di ormoni tiroidei) è la forma più comune di disfunzione tiroidea nei pazienti diabetici, con una prevalenza del 5.7% . È stata riportata una prevalenza dell’8.6% nella popolazione diabetica femminili e del 6% negli adolescenti diabetici. In corso di ipotiroidismo si determina una condizione di insulino-resistenza, che potrebbe ridurre la capacità di assorbimento degli zuccheri. Il deficit di ormoni tiroidei sembra infatti determinare una ridotta espressione dei trasportatori di glucosio dell’orletto a spazzola dell’intestino, che potrebbe ridurre la capacità di assorbimento glucidico. Inoltre, l’ipotiroidismo si associa a una riduzione della produzione endogeno di glucosio da parte del fegato.

Pertanto la minore capacità di metabolizzare il glucosio in periferia è bilanciata da una ridotta produzione epatica di glucosio e da un minore assorbimento intestinale di carboidrati. Nel diabete mellito in terapia ipoglicemizzante, lo sviluppo di uno stato ipotiroideo può esporre ad aumentato rischio di ipoglicemia per la ridotta produzione endogena di glucosio. L’ipotiroidismo manifesto, a causa dei possibili effetti su dislipidemia, ipertensione arteriosa e insulino-resistenza, può amplificare il rischio CV associato al diabete di tipo 2.

Per quanto concerne l’ipotiroidismo subclinico, nei soggetti con diabete non è stata rilevata una più alta progressione verso l’ipotiroidismo manifesto rispetto alla popolazione generale.

Ipertiroidismo e Rischio di Iperglicemia

La tireotossicosi, ovvero il quadro clinico che si instaura in risposta all’esposizione dei tessuti agli ormoni tiroidei presenti in eccesso (ipertiroidismo) aumenta il rischio di emergenze iperglicemiche, mentre l’ipotiroidismo di rilievo clinico può determinare un peggioramento del compenso della glicemia. Il diabete di tipo 2 scarsamente controllato è spesso associato ad alterazioni transitorie della funzione tiroidea.

Associazione tra Disfunzione Tiroidea e Diabete Mellito di Tipo 1 in Età Pediatrica

La tireopatia autoimmune, in particolare la tiroidite di Hashimoto, è la più comune patologia autoimmune nei bambini e adolescenti con DMT1. La maggior parte dei pazienti al momento della diagnosi è asintomatica e un’alterata funzione tiroidea (franca o subclinica) si manifesta solo in pochi soggetti, l’80% dei quali è ipotiroideo e il 20% ipertiroideo.

La tireopatia autoimmune (AITD) sembra correlata con l’insorgenza del DMT1 in età prepuberale e le manifestazioni cliniche sono più severe rispetto ai diabetici senza AITD. Questi dati sottolineano l’importanza di uno screening per la tireopatia autoimmune nella popolazione con DMT1, ponendo particolare attenzione all’età prepuberale.

Tiroidite di Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca la ghiandola tiroidea, causando un'infiammazione cronica che può portare a ipotiroidismo, ovvero una ridotta produzione di ormoni tiroidei. Questa condizione è una delle cause più comuni di ipotiroidismo e colpisce prevalentemente le donne.

Sintomi della Tiroidite di Hashimoto

I sintomi possono svilupparsi lentamente e includono:

  • Affaticamento
  • Alterazioni del ciclo mestruale
  • Aumento di peso
  • Intolleranza al freddo
  • Pelle secca
  • Caduta dei capelli
  • Stitichezza
  • Depressione

È importante notare che non tutti i pazienti presentano tutti i sintomi e l'intensità può variare. Uno dei primi segnali di possibile ipotiroidismo è la elevazione del colesterolo. Pertanto, in caso di ipercolesterolemia non giustificata da altri motivi, è indicata la valutazione del TSH.

Tiroidite di Hashimoto e Familiarità

Come tutte le malattie autoimmuni, anche la Tiroidite di Hashimoto è una patologia familiare. È pertanto consigliato eseguire nei familiari di primo grado del soggetto affetto una valutazione di TSH e anticorpi anti-tireoglobulina, anticorpi anti TPO. Questo è fondamentale per una diagnosi precoce visto che la sintomatologia della tiroidite è molto sfumata e caratterizzata da sintomi aspecifici.

Cure per la Tiroidite di Hashimoto

Il trattamento è la terapia sostitutiva con levotiroxina, un ormone sintetico che sostituisce la tiroxina mancante. La dose viene personalizzata in base ai livelli ematici di TSH e ai sintomi del paziente. Monitoraggi regolari sono essenziali per assicurare un dosaggio appropriato.

Gestione e Trattamento

Quando si presenta un valore di TSH alto, è importante considerare questa condizione nel contesto dell'ipotiroidismo. La gestione dell'ipotiroidismo implica sostanzialmente la terapia sostitutiva con levotiroxina, un ormone sintetico che emula l'ormone tiroideo naturale. Il dosaggio viene calibrato individualmente sulla base dei valori di TSH e dei sintomi presentati dal paziente. Il monitoraggio periodico dei livelli di TSH è fondamentale per assicurare l'efficacia del trattamento e per regolare il dosaggio se necessario.

Al di là della terapia farmacologica, diversi aspetti dello stile di vita possono influenzare la funzionalità tiroidea: una dieta equilibrata ricca di iodio, selenio e zinco supporta la salute della tiroide; inoltre, è consigliabile evitare il consumo eccessivo di soia e crucifere, che potrebbero interferire con l'assorbimento degli ormoni tiroidei. L'attività fisica regolare favorisce il metabolismo e aiuta a mantenere un peso corporeo ottimale. Infine, gestire lo stress attraverso tecniche di rilassamento può ridurre l'impatto negativo sul sistema endocrino.

Profilo Tiroideo Completo

Questa opzione comprende il dosaggio di TSH, FT3, FT4, anticorpi anti-tiroide, anticorpi anti-tireoglobulina, tireoglobulina e anticorpi anti-perossidasi.

Impatto degli Ormoni Tiroidei sul Metabolismo

Gli ormoni tiroidei sono essenziali per la regolazione del metabolismo corporeo. La tiroide produce principalmente tiroxina o T4 che rappresenta il precursore dell’ormone attivo che si chiama triiodotironina o T3. Quest’ultimo viene convertito localmente nei tessuti a partire dalla tiroxina e questa attivazione nell’ormone attivo viene effettuata dai tessuti, come il fegato, il cervello, il muscolo o il rene, secondo le necessità metaboliche del momento e dello stato di nutrizione dell’organismo.

L’ormone tiroideo svolge un ruolo fondamentale nella regolazione della crescita corporea e della maturazione del sistema nervoso centrale durante le prime fasi della vita. In tutte le fasi della nostra vita inoltre concorre:

  • alla regolazione del metabolismo lipidico, proteico e del consumo di calorie;
  • nella rapidità della risposta del sistema nervoso agli stimoli esterni;
  • nelle capacità ideative;
  • nella regolazione della frequenza e della forza con cui batte il nostro cuore;
  • nella regolazione del ritmo sonno-veglia;
  • nella regolazione del nostro appetito.

Dieta e Iodio

Il funzionamento corretto della tiroide richiede un adeguato apporto di iodio con la dieta. Pertanto, è fondamentale una dieta variata, che contenga pesci e altri prodotti di origine marina (crostacei, molluschi) che sono arricchiti in iodio. Fondamentale è inoltre l’utilizzo in giusta quantità del sale iodato, né troppo né troppo poco.

Il rispetto di questi accorgimenti è particolarmente importante nelle fasi della vita in cui la tiroide deve funzionare a livelli superiori, come nell’infanzia e adolescenza, durante la gravidanza e l’allattamento.

Le alghe, come quelle contenute nel sushi o in alcuni integratori, dovrebbero invece essere consumate con moderazione ed evitate nei pazienti con ipertiroidismo. Alimenti ricchi in selenio o anti-ossidanti possono inoltre proteggere e conservare il funzionamento della nostra tiroide.

Sono invece eccessivi i timori legati al consumo di cavoli, broccoli o soia. Fortunatamente, solo consumi di grosse quantità, quotidiani e quasi esclusivi di questi alimenti potrebbero avere effetti negativi sul funzionamento tiroideo.

Come Riconoscere un Malfunzionamento Tiroideo

Il sospetto di una disfunzione tiroidea deve sorgere quando la stanchezza si associa agli altri disturbi elencati sopra, perché non è praticamente mai isolata. Ipotiroidismo e ipertiroidismo causano un insieme di manifestazioni che il medico deve essere in grado di rilevare con domande apposite o con l’esame obiettivo. I sospetti di una disfunzione sono ovviamente avvalorati se durante la visita viene rilevata la presenza di un ingrossamento della ghiandola (gozzo o noduli tiroidei) o se esiste una familiarità per malattie della tiroide. Le malattie tiroidee inoltre sono frequentemente di origine autoimmune e possono associarsi ad altri disordini di questo tipo.

Come altre malattie autoimmuni, anche le malattie tiroidee sono 8 volte più frequenti nel sesso femminile. Pertanto, quando un insieme di questi fattori fanno sorgere il sospetto, il medico consiglierà la valutazione della funzione tiroidea chiedendo inizialmente la misurazione di un parametro su sangue che si chiama TSH (o ormone tireostimolante). Il sospetto viene avvalorato in caso che il TSH sia sotto o sopra i livelli circolanti della norma. Se il TSH è basso viene confermato il sospetto di un ipertiroidismo, mentre se il TSH è alto verrà confermato quello di un ipotiroidismo.

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