Extrasistole e Glicemia Alta: Cause e Sintomi

L’extrasistole è una patologia piuttosto frequente. Può essere definita una contrazione cardiaca prematura o, detto in altri termini, un battito cardiaco anticipato che interrompe il ritmo cardiaco regolare.

Cos'è l'Extrasistole?

L’extrasistole non è altro che l’anticipazione di un battito cardiaco che dà una sensazione di vuoto o di colpo all’interno del torace, prevalentemente dietro lo sterno. Quello che si percepisce soggettivamente non è in genere l’extrasistolia vera e propria ma è la pausa che segue al battito anticipato. Ciò che si avverte non è in realtà, l’extrasistole vera e propria ma il battito successivo che è molto più pieno e intenso, tanto che in alcuni casi la persona riesce a ricordare e a definire l’esatto momento in cui l’extrasistole occorre e a quale evento sia legato.

Tipi di Extrasistole

Si riconoscono tre diverse tipologie di extrasistole, definite sulla base dalla loro sede di origine anatomica: gli atri, i ventricoli e la giunzione atrio-ventricolare.

  • Extrasistoli atriali: se lo stimolo origina negli atri.
  • Extrasistoli ventricolari: se lo stimolo è indotto dalla muscolatura ventricolare.

Infatti se le extrasistoli si sviluppano negli atri hanno, di norma, una valenza di maggiore benignità rispetto a quelle che si manifestano nei ventricoli e che meritano di essere monitorate con maggiore attenzione.

Le extrasistoli sono il piu’ delle volte forme di aritmia semplice e possono manifestarsi a qualsiasi età, anche nei bambini soprattutto nella fase di crescita.

Sintomi dell'Extrasistole

Attenzione! Tra i sintomi dell'extrasistole ce n'è uno inconfondibile: è una sensazione di colpo al petto, con una fase di vuoto immediatamente dopo. Spesso il paziente non percepisce di avere uno o più episodi di extrasistole, che può quindi essere asintomatica. Se, invece, le extrasistoli sono ripetitive o frequenti possono alterare il ritmo del cuore determinando come conseguenza palpitazioni, con battiti accelerati o irregolari. In alcuni casi oltre alla percezione del battito irregolare si possono manifestare capogiri, vertigini e sensazione di respiro difficoltoso.

Nel caso in cui le extrasistoli siano benigne i sintomi tendono a peggiorare a riposo, dopo aver mangiato o durante la notte, ma spesso migliorano con l’attività fisica.

Cause dell'Extrasistole

Le cause dell’extrasistole possono essere diverse, in base allo stato di salute della persona che ne è colpita. La natura dell’extrasistole è determinata anche dallo stato di salute della persona: in un individuo apparentemente sano, fondamentalmente si tratta di un evento benigno, dovuto nella maggior parte dei casi a un mancato o insufficiente apporto di elettroliti, in particolare di potassio. Ci sono alcune possibili correlazioni tra reflusso gastroesofageo ed extrasistole. Questo tipo di aritmia cardiaca e il reflusso possono essere innescati entrambi dallo stress. Sono invece meritevoli di maggiore attenzione le extrasistole che si verificano in un contesto di malattie cardiache conclamate, come ad esempio nel post infarto, in una cardiomiopatia dilatativa o ipertrofica (ovvero quando il muscolo si sviluppa troppo), nei disturbi della tiroide o dello scambio degli elettroliti.

In condizioni normali la contrazione del cuore viene innescata da uno stimolo elettrico generato dal nodo seno-atriale, che si trova nella porzione superiore dell’atrio destro. Questo impulso attraversa gli atri e i ventricoli, facendo contrarre il cuore e pompando il sangue nell’organismo.

Extrasistole e Diabete

Abbiamo evidenziato un maggiore incidenza di aritmie nei pazienti con diabete mal controllato e cerebro-vascolari. Nei diabetici è riscontrata la cardiomiopatia diabetica, che può essere pro-aritmica e aumentare il rischio cardiologico. Abbiamo analizzato i dati a nostra disposizione e abbiamo creato una specie di ‘test’ predittivo per indicare chi, nell’arco di due anni, sia più a rischio di sviluppare piccole alterazioni della funzionalità cardiaca: ha una maggiore probabilità di ritrovarsi con il cuore stanco chi è più anziano, ha una frequenza cardiaca elevata e un valore di emoglobina glicata alto, indicativo di un peggior controllo della glicemia nell’arco degli ultimi due-tre mesi. Anche una circonferenza della vita che superi i 108 centimetri è molto indicativa.

Diagnosi

Qualunque sia la causa dell’extrasistolia, per stabilirne la supposta benignità o malignità è necessario eseguire innanzitutto una visita cardiologica. Questi prevedono una visita clinica completa, unita a un monitoraggio Holter il più prolungato possibile (fino anche a 72 ore), un elettrocardiogramma e un test da sforzo. Questi tre esami danno infatti preziose informazioni sullo stato del cuore: in particolare l'Holter permette di capire la perpetuazione e l’insorgenza del fenomeno elettrico in rapporto a orari o determinati eventi; l'elettrocardiogramma di vedere se vi sono alterazioni che possono fare sospettare delle malattie concomitanti, ad esempio una cardiopatia ischemica o ipertensiva, mentre il test da sforzo aiuta a dirimere la natura delle extrasistoli, che saranno benigne se nel corso del test il loro numero diminuisce, e maligne se invece tendono a peggiorare.

Elettrocardiogramma dinamico secondo Holter, un elettrocardiogramma che ha la particolarità di registrare l’attività del cuore nell’arco di 24 ore, ma che può protrarsi fino a 72 ore. Talvolta, può essere richiesto un ecocardiogramma color doppler al fine di accertare la conformazione cardiaca e l’eventuale presenza di malformazioni congenite o acquisite, e un test da sforzo, per osservare l’andamento degli episodi extrasistolici in relazione all’esercizio fisico e appurarne così la benignità o malignità. Un aggravamento dei sintomi sotto sforzo, infatti, può essere il segno di un affaticamento patologico del cuore.

Gestione e Trattamento

Quando le extrasistoli sono state identificate come “benigne” non è il caso di allarmarsi, è comunque importante tenerle sempre sotto controllo medico. Il problema può diventare più serio quando le extrasistoli sono molto frequenti e comportano disagi nell’ambito della vita di relazione. Gli episodi di extrasistolia benigna non necessitano di trattamento, ma tutt’al più di una correzione dei fattori di rischio. Andranno evitate quelle abitudini che possono provocare stress, ansia, difficoltà nella digestione o stanchezza. Le extrasistoli ventricolari meritano di essere tenute sotto osservazione, poiché possono essere legate a patologie più gravi o evolvere in fibrillazione ventricolare.

Adottare uno stile di vita salutare è un aspetto importante per la gestione delle extrasistoli e per la salute del cuore in generale. Uno stile di vita sedentario e una dieta non salutare possono d’altro canto contribuire all’obesità e ad altre condizioni quali pressione alta e diabete, fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, e sono quindi in grado di aumentare l’incidenza delle extrasistoli.

Un’eventuale patologia cardiaca potrebbe richiedere invece, a seconda dello specifico disturbo e della sua gravità, una riduzione dell’esercizio motorio. Ciò non significa che il movimento fisico sia precluso ai pazienti cardiopatici: di solito è raccomandato in forma leggera, nel rispetto delle generali condizioni di salute.

Attualmente le linee guida per la gestione del diabete consigliano l’ecocardiografia ogni tre-quattro anni ma senza obblighi, al contrario di quanto auspicano i cardiologi dell’Anmco, come spiega il loro presidente, Marino Scherillo: «Vorremmo proporre una modifica alle linee guida, inserendo l’indicazione di un ecocardiogramma di controllo ogni due anni, soprattutto perché i dati raccolti contengono anche una nota positiva: il 12% dei pazienti che al momento del loro ingresso nello studio avevano un cuore un po’ affaticato, hanno visto migliorare la funzionalità del muscolo cardiaco nei due anni successivi. Ciò suggerisce che in queste fasi iniziali il deficit può regredire, a patto di intervenire sullo stile di vita migliorando la dieta, aumentando l’esercizio fisico, se necessario dimagrendo e tenendo sotto controllo la glicemia.

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