Glicemia Alta e Effetti del Caffè: Cosa Bisogna Sapere

Molti di noi hanno l’abitudine di bere una tazzina di caffè appena svegli, prima di fare colazione. Al contrario, altri studi suggeriscono che la caffeina e le sue proprietà incidono sulla riduzione del rischio di contrarre il diabete. I risultati in letteratura sono contrastanti, ma è evidente che il caffè influenza in un modo o in un altro il metabolismo del glucosio.

Effetti della Caffeina sulla Glicemia

Uno studio condotto presso l’Università di Duke nel North Carolina ha dimostrato che un consumo eccessivo di caffè aumenta la risposta glicemica postprandiale in soggetti con diabete di tipo 2. Allo studio hanno partecipato diabetici di tipo 2 trattati con dieta e antidiabetici orali e abituali consumatori di caffè. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a un monitoraggio continuo della glicemia per un periodo di tre giorni, mediante un sistema di rilevazione basato sull’impiego di un sensore ad ago inserito nel sottocutaneo dell’addome che consente la misurazione automatica della concentrazione interstiziale di glucosio -che riflette fedelmente il valore della glicemia- ogni 5 minuti.

Nel secondo e terzo giorno dell’esperimento sono stati somministrati in successione, sotto forma di capsule, un placebo o una dose di caffeina equivalente a quella abitualmente ingerita dai pazienti. In particolare, la caffeina veniva somministrata alla dose di 250 mg prima della colazione e del pranzo. Il confronto tra il profilo glicemico del giorno in cui veniva somministrata caffeina e quello in cui veniva somministrato il placebo, ha dimostrato che la assunzione di caffeina induceva, rispetto al placebo, un aumento significativo della concentrazione media di glucosio nel corso della giornata con una elevazione più evidente nelle tre ore successive alla ingestione della colazione, del pranzo e della cena.

I risultati così ottenuti confermano quanto era stato osservato in altri studi nei quali era stato dimostrato un incremento della risposta glicemica e insulinemica, dopo un carico orale di carboidrati. Il meccanismo di azione della caffeina non è chiaro. E’ possibile che la caffeina inibisca direttamente l’utilizzazione di glucosio da parte del tessuto adiposo e muscolare; oppure, la caffeina può influenzare il metabolismo glucidico stimolando la secrezione di adrenalina dotata di un potere contro-insulare e iperglicemizzante.

La Dose di Caffeina

La dose di caffeina somministrata nello studio (500 mg/die) è quella equivalente a quattro tazze di infuso di caffè, il tipo abitualmente consumato dagli americani, ciascuna delle quali, di circa 100 ml di volume, contiene da 90 a 120 mg di caffeina. Anche il caffè espresso ha un contenuto analogo di caffeina, peraltro variabile da 60 a 120 mg, malgrado il volume ridotto, in rapporto alla diversa modalità di estrazione.

I risultati di questo studio non autorizzano la conclusione che il caffè debba essere vietato ai pazienti diabetici ma indicano semplicemente l’opportunità che non si debba eccedere nel suo uso.

La Caffeina non è Solo nel Caffè

La caffeina è un alcaloide naturale (1,3,7 trimetilxantina) denominata anche teina perché presente anche nel tè. Una tazza di tè ne contiene dai 20 ai 30 mg, una di cioccolata 10 mg e una lattina di Coca cola, anche leggera, o una Pepsi 40 mg. Per controllare i valori della glicemia è importante prestare attenzione non solo a quello che si mangia, ma anche a quello che si beve. Altre bevande, invece, potrebbero addirittura aiutare a tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Alcuni di questi effetti svaniscono però nell’arco di breve tempo.

Questi risultati forniscono quindi un ulteriore motivo per ridurre il più possibile il consumo di queste bevande, che contribuiscono in maniera importante all’apporto di zuccheri aggiunti e che non sono dannose solo per chi presenta livelli di glicemia oltre la norma.

Caffè e Diabete: Un Legame Complicato

Non solo, studi a lungo termine hanno evidenziato un legame tra l’abitudine di bere caffè e un minor rischio di sviluppare il prediabete. Bisogna poi aggiungere che i benefici del caffè sembrano essere indipendenti da quanta caffeina contiene. Ciò porta a ipotizzare che anche altre sostanze presenti nel caffè possano aiutare a gestire la glicemia.

Il diabete di tipo 2 (DT2) è in costante aumento nella popolazione. La patogenesi del DT2 è multifattoriale e di non facile comprensione ma sono tantissimi gli studi per individuare lo stile di vita, gli alimenti e le sostanze che possono contribuire a prevenirlo. Già nel 2018, una review aveva analizzato circa 30 studi già pubblicati, per un totale di oltre 12 milioni di persone, e gli autori avevano evidenziato che il consumo abituale di caffè può ridurre il rischio di sviluppare diabete di circa il 30% in soggetti sani.

L’associazione non dipende dalla caffeina perché risulta esserci anche con il caffè decaffeinato mentre sembra essere dose-dipendente: il rischio diminuirebbe del 6-7% per tazza al giorno. La nuova meta-analisi è stata condotta analizzando 26 studi effettuati su popolazioni di persone degli Stati Uniti che consumavano caffè con caffeina, mostrando una riduzione del rischio di sviluppare diabete tipo 2, malattie cardiovascolari e altre patologie. La riduzione del rischio di diabete di tipo 2 maggiore è stata osservata con il consumo di 3-4 tazzine di caffè al giorno confermando i precedenti studi che avevano mostrano un effetto dose-dipendente.

Da uno studio ancora più recente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutrients emerge che la caffeina, i polifenoli con funzione antiossidante presenti nel caffè, e i componenti del caffè senza caffeina possono contribuire a ridurre la gravità della steatosi epatica non alcolica (NAFLD) nelle persone in sovrappeso con diabete di tipo 2.

Benefici del Caffè: Proprietà Antiossidanti

Il caffè è ricco di sostanze antiossidanti, come i polifenoli, la cui assunzione contrasta i radicali liberi, favorisce la detossificazione e la riparazione del DNA, tutti meccanismi che a lungo termine possono ridurre lo stress ossidativo che viene indicato come uno tra i diversi fattori che portano all’insorgenza del diabete mellito di tipo 2. Qualche autore inizia a suggerire, seppur con dati a disposizione ancora scarsi, anche un effetto di modulazione positiva sul microbiota intestinale da parte di fibre prebiotiche del caffè.

Sebbene su questo effetto concordino tutte le Istituzioni di riferimento, compresa la Società Italiana di Diabetologia (SID), per chiarire in modo esaustivo i meccanismi d’azione e le esatte sostanze coinvolte, allo scopo - per esempio - di poter formulare integratori o farmaci utili servono ancora molti studi approfonditi.

Consigli Pratici sul Consumo di Caffè

Il paziente con la glicemia deregolata deve sempre prestare attenzione all’assunzione di bevande stimolanti, sia amare che zuccherate, in particolar modo se a base di caffeina. Quest’ultima ha un effetto modulatorio sull’asse ormonale dello stress, favorendo una maggiore liberazione di glucosio nel sangue. La caffeina è in grado di aumentare il rilascio di cortisolo e di catecolammine, ormoni che vengono secreti normalmente ogni giorno secondo ritmi piuttosto precisi (circadiani), e svolgono molteplici funzioni importanti per la sopravvivenza e regolazione metabolica. Se il soggetto è sotto stress o necessita di energia, il caffè favorisce il rilascio di glucosio.

Ogni assunzione di zucchero, che siano carboidrati semplici o complessi, provoca un incremento della glicemia (in un lasso di tempo prevedibile e fisiologico, ma alterato nei pazienti malati). Se allo zucchero aggiungiamo lo stimolo della caffeina, ovviamente le cose peggiorano.

Dipende molto dallo stato di salute del paziente. Se si tratta di un paziente diabetico grave, con terapia non adeguata, totalmente sedentario, suggerirei di abolirlo. Al migliorare delle condizioni, la risposta ovviamente cambia. Pertanto, limiterai l’assunzione massima ad un paio di caffè al giorno, possibilmente a stomaco pieno e non a prima mattina. Dopo il digiuno notturno il nostro corpo è tendenzialmente già “stressato” e l’aggiunta di un fattore peggiorativo andrebbe evitato.

Quante Tazzine al Giorno?

Un’altra considerazione importante da fare è l’eventuale consumo e relativa quantità di zucchero usato come dolcificante. Una ripetuta e/o eccessiva assunzione di zucchero durante la giornata non è raccomandabile per chi volesse avere delle abitudini salutari. Quindi anche se l‘Organizzazione Mondiale della Sanità e l’EFSA (European Food Safety Authority) indicano in 3-5 tazzine di caffè al giorno un consumo sicuro che può far parte di una dieta sana ed equilibrata e di uno stile di vita attivo va prestata attenzione all’introduzione di zucchero. Abituarsi a consumarlo amaro sarebbe la cosa migliore; in pochi giorni, vi accorgerete di assaporare ancora di più l’aroma originario di un buon caffè. Lo zucchero appiattisce il gusto più che esaltarlo.

Sostanze Nocive nel Caffè

Un altro aspetto da considerare riguarda l’assunzione di acrilammide. La tostatura dei chicchi di caffè porta alla formazione di questa sostanza cancerogena. L’OMS nel 2016 ha eliminato il caffè dalla lista dei possibili cancerogeni ma l’assunzione di acrilammide resta e l’EFSA consiglia di ridurne il consumo perché la considera pericolosa per la salute pubblica. Se anche il consumo moderato di caffè di per sé non è sufficiente per apportare una quota di acrilammide rischiosa va ricordato che l’acrilammide si trova in tutti i prodotti contenenti amido posti in cottura oltre i 120° C quindi cibi fritti e soprattutto prodotti da forno. Come già ribadito più volte, è sempre importante leggere le etichette dei prodotti che si acquistano e consumano!

Quando Evitare il Caffè

L’ultima considerazione riguarda quei soggetti per i quali il consumo di caffè è sconsigliato, o se ne consiglia un consumo davvero limitato e/o nella versione decaffeinata. Persone con ulcera peptica, dispepsia, gastriti ipersecretive, reflusso gastro-esofageo, ipertensione arteriosa o aritmie cardiache, ipercolesterolemia, ipersensibilità alla caffeina devono continuare a seguire le indicazioni ricevute dal proprio medico o dal nutrizionista.

Caffeina e Sonno: Un'Interazione Importante

Anche il momento in cui si assume la caffeina è importante, perché può disturbare il sonno. Al mattino il controllo della glicemia dopo la colazione può essere alterato quando la prima cosa con cui i nostri corpi entrano in contatto è il caffè, specialmente dopo una notte di sonno disturbato. Potremmo però migliorare la situazione facendo prima colazione e bevendo il caffè solo in seguito, sempre se sentiamo di sentirne bisogno. Sapere ciò può avere anche importanti benefici per la salute di tutti noi.

Secondo i risultati delle analisi, il caffè consumato prima della bevanda dolce (che simulava la colazione) ha notevolmente aumentato, di circa il 50 per cento, la risposta glicemica post-bevanda. Ma perché questo accade? Ancora i meccanismi non sono del tutto chiari anche se ricerche precedenti hanno dimostrato che la caffeina possa facilitare la resistenza all'insulina, riducendo, cioè, l'efficacia di questo ormone.

Uno degli effetti della caffeina è quello di ridurre la sensibilità all’insulina. Quando la sensibilità all’insulina si riduce, si instaura l’insulino-resistenza. Ciò significa che le cellule non reagiscono all’ormone come un tempo, non assorbono la stessa quantità di zucchero dal sangue dopo aver mangiato o bevuto. La caffeina aumenta i livelli di alcuni ormoni dello stress, come l’epinefrina (o adrenalina). La caffeina blocca anche l’adenosina, che svolge un ruolo importante nella produzione di insulina da parte dell’organismo.

Anche se gli effetti della caffeina sono specifici per ogni individuo, uno studio ha rilevato che bere più di 3 tazze di caffè al giorno può portare a ipoglicemia e iperglicemia. L’ipoglicemia è la carenza di glucosio nel sangue, mentre l’iperglicemia si verifica quando i livelli di zucchero nel sangue sono troppo alti.

Caffè Decaffeinato: Un'Alternativa Valida?

Uno studio dell’Harvard School of Public Health di Boston, dimostra che l’abitudine di bere caffè decaffeinato ha un effetto sul diabete perché diminuisce il rischio di diabete di tipo 2. Caffè del Caravaggio ha scelto il metodo più naturale per decaffeinare il suo caffè, il metodo ad ACQUA, così da mantenerlo un grande caffè senza l'uso della chimica. Inoltre il nostro caffè decaffeinato è anche Biologico e Certificato Fairtrade.

Esistono però altri metodi meno naturali. Un metodo molto diffuso di decaffeinizzazione con solventi chimici utilizza il cloruro di metilene, o diclorometano, per rimuovere le particelle di caffeina dal caffè. Purtroppo non è la sostanza più sicura ed è stata vietata nei diluenti per vernici e in altri prodotti industriali per la sua tossicità. Un altro metodo di solvente chimico molto diffuso è l'acetato di etile, o alcol etilico acetilato. Anche se può essere di origine naturale e talvolta viene descritto come un processo naturale, su scala commerciale è necessaria una produzione sintetica.

Quando viene utilizzato per decaffeinizzare, l'acetato di etile modifica il sapore del caffè, aggiungendo una caratteristica fruttata persistente. L'anidride carbonica (o CO2) è presente in natura, ma per uso commerciale viene generalmente distillata da sottoprodotti industriali. Come mezzo di decaffeinizzazione, la CO2 viene utilizzata sotto pressione per migliorare le sue proprietà estrattive. Proprio perchè il nostro decaffeinato è trattato con metodo naturale ad acqua non ha nulla da invidiare ai normali caffè, anzi!

Tabella Riassuntiva: Effetti del Caffè sulla Glicemia

Aspetto Effetti
Consumo Eccessivo di Caffè Aumento della risposta glicemica postprandiale
Caffeina Può inibire l’utilizzazione di glucosio, stimolare la secrezione di adrenalina
Consumo Moderato di Caffè Riduzione del rischio di diabete di tipo 2 (in alcuni studi)
Caffè Decaffeinato Legato a un minor rischio di sviluppare il prediabete

In sintesi, gli effetti della caffeina sono specifici per ogni individuo. Alcuni dei maggiori benefici della caffeina leggera o moderata sono legati al miglioramento della produttività e all’aumento della vigilanza. La caffeina è stata anche associata a effetti negativi come accelerazione della frequenza cardiaca, disturbi del sonno e ansia.

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