La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. Durante la giornata oscillazioni che vanno dai 60 ad 140 mg/dl sono considerate normali. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.
Regolazione della Glicemia
La regolazione dei livelli ematici dipende principalmente dall’azione di due ormoni: l’insulina e il glucagone. Il primo promuove l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule quando il livello di questo zucchero aumenta, e il secondo aumenta il livello di glucosio nel sangue quando questo scende troppo.
Si viene così a creare un fine meccanismo di controllo dei livelli glicemici, che diminuiscono nel digiuno prolungato (ipoglicemia) ed aumentano dopo un pasto abbondante (iperglicemia). Nelle situazioni opposte, cioè quando il glucosio ematico scarseggia (ipoglicemia), l'organismo interviene in maniera diametralmente opposta, riducendo la secrezione di insulina ed aumentando quella degli ormoni iperglicemizzanti, come il glucagone ed i glucocorticoidi.
Valori Normali di Glicemia
Il glucosio nel sangue può essere misurato con un'analisi di laboratorio o con l'aiuto di un glucometro. I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:
- 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno
- inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio)
Quando i valori della glicemia sono preoccupanti?
Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.
Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.
Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.
La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.
La fascia di normalità è compresa tra 70-99mg/dl.
Cause di Iperglicemia
Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:
- Scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1)
- Incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2)
- Uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi
In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:
- Acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita)
- Sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue)
- Pancreatite
- Tumori del pancreas
- Eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus)
- Episodi infettivi acuti
Nel diabetico in terapia ipoglicemizzante, l'iperglicemia deriva molto spesso dall'insufficiente somministrazione di insulina o di farmaci ipoglicemizzanti. La causa più conosciuta di iperglicemia è senza dubbio il diabete mellito, malattia caratterizzata da un difetto di secrezione e/o di azione dell'insulina.
I cortisonici, mimando l'azione del cortisolo, aumentano le concentrazioni sieriche di glucosio al pari dell'epinefrina (adrenalina). Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta, vita sedentaria o inefficacia dei farmaci. Inoltre, ridurre bruscamente il livello di attività fisica o consumare un pasto ricco di carboidrati contribuisce, soprattutto nel paziente diabetico, ad elevare significativamente i livelli glicemici.
Esclusi i casi in cui viene diagnosticato il diabete, esistono diverse altre condizioni che portano all’iperglicemia.
Sintomi dell'Iperglicemia
I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti.
Sono diversi i sintomi della glicemia alta, con gravità differente a seconda dei livelli raggiunti dal glucosio nel sangue.
Altri sintomi comuni in condizioni di iperglicemia sono la perdita di peso (quando la condizione cronicizza), l'annebbiamento della vista, la facile affaticabilità, la nausea ed il vomito, la sonnolenza, l'arrossamento e la disidratazione cutanea, la xerostomia (scarsa ed alterata secrezione salivare), l'alito acetonemico (odore di frutta matura) e le infezioni da candida. Quest'ultimo sintomo è dovuto alla perdita di glucosio con le urine (glicosuria), che favorisce la colonizzazione batterica delle vie urinarie. L'eccesso è meno sintomatico del difetto.
I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione.
I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori.
Alimentazione e Indice Glicemico
L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.
Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.
Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.
Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura. Inoltre, è consigliabile praticare attività fisica regolarmente e, in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
Alimenti da Evitare o Limitare
- Alimenti contenenti zuccheri aggiunti, semplici e molto raffinati
- Dolciumi
- Pane, pizza e pasta ottenuti da farine molto raffinate
- Patate
- Frutta molto zuccherina (uva) e prodotti derivati
- Carote e zucca (con moderazione)
Alimenti a Basso Indice Glicemico da Preferire
- Carboidrati complessi
- Alimenti ricchi di fibre
- Frutta a più basso contenuto di zuccheri
Un trucco per diminuire l’indice glicemico di un alimento, è associarlo in un pasto ad alimenti che contengono fibre, proteine e grassi.
Per tutti i piatti è consigliabile un condimento senza eccesso di sale, suggerito invece l’utilizzo di spezie e un cucchiaio di olio EVO.
La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati.
Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione).
Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.
Cosa Fare per Abbassare la Glicemia Alta
I rimedi per l’iperglicemia sono legati alla gravità della condizione e alla causa sottostante. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, il trattamento implica sia cambiamenti nello stile di vita sia una terapia farmacologica. Inoltre, è fondamentale non fare una vita sedentaria.
Va poi ridotta l’assunzione di cibi troppo calorici e seguito un regime ipoglicemico.
È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue.
Consigli Utili
- Attività motoria: È il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica. Infatti, l'allenamento fisico (soprattutto aerobico con picchi di alta intensità) interviene positivamente anche sulla sensibilità ormonale, migliorando la glicemia anche a riposo.
- Dieta equilibrata: Seguire una dieta povera di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre.
- Peso adeguato: Mantenere un peso adeguato aiuta a tenere a bada la glicemia.
- Idratazione: Bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.
- Sonno regolare: Avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute.
- Gestione dello stress: Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue.
Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia.
Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.
Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.
Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.
Rimedi Naturali
Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Moderano ulteriormente lo stress ossidativo e ottimizzano i parametri metabolici; peraltro, agiscono anche come agenti antinutrizionali riducendo la digeribilità dei carboidrati.
- Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): biologicamente i più attivi della famiglia omega 3. Sono contenuti nei prodotti della pesca e nelle alghe. Esercitano un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche e riducono sensibilmente gli scompensi creati dalla glicemia alta.
- Acido alfa linolenico (ALA): è meno attivo dal punto di vista biologico ma esercita la stessa funzione dei precedenti.
- Galega officinalis: i semi contengono galegina (alcaloide ipoglicemizzante) che potenzia l'azione insulinica, migliora la captazione muscolare del glucosio, riduce il meccanismo epatico di glicogenolisi e la produzione pancreatica di glucagone.
Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente. Alcuni studi riportano che aumentando il tempo di digiuno si può ottenere un miglioramento della glicemia. Porzioni eccessive di cibi spazzatura, ad es.
Se è presente l'attitudine a bere piccole quantità di alcol, prediligere il vino rosso.
Terapie Farmacologiche
- Mimetici delle incretine (ad es byeta, victoza, ristaben, xelevia, januvia ecc): potenziano l'attività del GLP-1, quindi riducono la secrezione di glucagone e stimolano l'insulina.
Come Viene Diagnosticata
Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl.
Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati.
Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).
Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine.
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