Glicemia Alta a Stomaco Vuoto: Cause e Rimedi

La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è la principale fonte energetica per l’organismo, in particolare per il cervello. La glicemia alta si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue superano i valori normali, una condizione che può essere temporanea o cronica.

La glicemia viene misurata in milligrammi per decilitro (mg/dl) e i valori superiori a 126 mg/dl a digiuno sono generalmente indicativi di una glicemia elevata. Avere glicemia alta non significa necessariamente essere diabetici, ma è un segnale che il corpo potrebbe non essere in grado di gestire correttamente il glucosio. Il glucosio è la principale fonte di energia per il corpo, ma quando non viene metabolizzato correttamente, può accumularsi nel sangue.

Quando ciò accade, il glucosio non riesce a entrare nelle cellule per essere utilizzato come energia, causando un accumulo nel sangue. L'insulina, un ormone prodotto dal pancreas, regola i livelli di zucchero nel sangue, ma in alcune persone, il corpo può diventare resistente all'insulina o produrne in quantità insufficiente.

Cos'è la Glicemia a Digiuno?

Con il termine glicemia si indica il livello di glucosio presente all’interno del sangue. È fondamentale per l’organismo, essendo il nutriente essenziale per tutte le cellule che la prelevano direttamente dal sangue.

Qual è il valore normale della glicemia?

Il glucosio nel sangue si misura in mg/dL, e varia in base al momento della giornata, da quanto e cosa si è mangiato: la glicemia a stomaco vuoto si misura dopo 8 ore consecutive di digiuno, e dovrebbe assestarsi tra i 70 ed i 99 mg/dL; la glicemia a stomaco pieno si misura dopo 2 ore dall’assunzione di cibo, ed è ritenuta normale se non supera il valore di 140 mg/dL.

In caso di pasti serali abbondanti la glicemia può essere ritenuta normale fino ad un valore massimo di 180 mg/dL. Questi valori valgono come riferimento generale per gli adulti fino ai 59 anni, mentre per i più anziani potrebbero variare leggermente, considerando normali dei valori leggermente più alti: tra 60 e 90 anni, un livello di glicemia a stomaco vuoto tra 80 e 110 mg/dL è generalmente considerato normale; dopo i pasti, un livello fino a 150 mg/dL può essere accettabile; oltre i 90 anni, un livello di glicemia a stomaco vuoto tra 90 e 120 mg/dL e un livello fino a 160 mg/dL dopo i pasti sono generalmente considerati accettabili.

È importante notare che queste sono linee guida generali e che i livelli ottimali di glicemia possono variare da individuo a individuo. Dunque, è bene rivolgersi al medico per avere indicazioni specifiche sul proprio livello ottimale di glicemia.

Cause della Glicemia Alta

Le cause principali della glicemia alta sono legate a fattori genetici e ambientali. Il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario distrugge le cellule del pancreas che producono insulina, è una delle cause più comuni nei giovani. Il diabete di tipo 2, invece, è spesso associato a stili di vita non corretti, come una dieta ricca di zuccheri e grassi, sedentarietà e sovrappeso.

Esistono anche situazioni temporanee che possono causare un rialzo della glicemia. Infezioni acute, traumi, interventi chirurgici o gravi malattie possono indurre una risposta ormonale che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. La gravidanza può essere accompagnata da un'alterazione temporanea del metabolismo del glucosio, condizione nota come diabete gestazionale. Alcune malattie del pancreas, come la pancreatite cronica o i tumori pancreatici, possono compromettere la produzione di insulina e causare iperglicemia.

Glicemia alta al mattino: cause e fenomeni

Una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno (glicemia elevata al risveglio), anche in persone che hanno valori normali durante il giorno.

  1. Effetto Alba (Dawn Phenomenon): È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
  2. Effetto Somogyi: [Non specificato nel testo fornito]
  3. Resistenza insulinica

Quali sono i fattori che possono alterare la glicemia a digiuno?

Assunzione di alcuni farmaci (es. cortisone) oppure malattie intercorrenti.

Sintomi della Glicemia Alta

L'iperglicemia può manifestarsi attraverso una serie di sintomi caratteristici che possono variare in intensità a seconda dei livelli di glucosio nel sangue e della durata dell'alterazione. Nelle fasi iniziali, soprattutto nel prediabete, i sintomi possono essere lievi o assenti, rendendo la condizione difficile da riconoscere senza esami specifici.

Nel caso in cui sia accertata la presenza di diabete, definita da una condizione di iperglicemia avanzata, si manifestano i seguenti sintomi: stanchezza, aumento della sete, aumento della diuresi, malessere generale, mal di testa, visione offuscata.

Glicemia a Digiuno e Diabete: Quando Preoccuparsi?

Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito. La glicemia a digiuno elevata può essere asintomatica nelle fasi iniziali. La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.

Prediabete

Se i valori della glicemia sono compresi tra 101 e 125 mg/dL, il paziente è in una condizione di prediabete, che deve monitorare al fine di non sfociare in una condizione di diabete vero e proprio, che si ha quando i valori della glicemia superano i 126 mg/dL.

Cosa Fare se la Glicemia a Digiuno è Alta

Il controllo della glicemia richiede un approccio completo che include modifiche dello stile di vita e, quando necessario, terapie farmacologiche specifiche. Ancora prima di ricorrere all’uso dei farmaci, ripristinare un buon profilo glicemico è possibile già dalle fasi iniziali cambiando principalmente lo stile di vita e le abitudini alimentari.

  1. Alimentazione equilibrata: La dieta gioca un ruolo fondamentale: è importante limitare il consumo di carboidrati semplici e zuccheri raffinati, preferendo alimenti a basso indice glicemico e ricchi di fibre. Alla luce di quanto detto, per poter poter far regredire i livelli di glicemia a digiuno ma anche dopo i pasti, sarebbe opportuno evitare il consumo di zucchero, miele e sciroppi e di alimenti che lo contengono, così come evitare (o limitare ad occasioni rare), il consumo di prodotti raffinati come pasta e pane bianchi, pizza, cibi industrializzati e derivati da farine raffinate. Il piano alimentare quotidiano andrebbe invece basato su cereali integrali a chicco, legumi, frutta, verdura, frutta oleosa a guscio e con le giuste frequenze pesce, carne, uova e formaggi magri.
  2. Attività fisica regolare: L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia. Altra importante strategia di controllo dei valori di glicemia è un’adeguata e costante attività fisica.
  3. Controllo del peso: L’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina.
  4. Gestione dello stress: Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Indice Glicemico e Carico Glicemico

Il concetto di indice glicemico (IG) degli alimenti non può essere trascurato, dal momento che ci sono alcune categorie di cibi che ne hanno un valore elevato, altri medio e altri basso. L’IG classifica gli alimenti glucidici (che contengono zucchero) in base alla loro capacità di influenzare la glicemia e di conseguenza la produzione di insulina rapportato ad un alimento di riferimento (zucchero o pane bianco) a cui è stato attribuito il valore 100.

Esistono diverse tabelle in rete con l’elenco dettagliato dei cibi e i relativi indici glicemici, ma possiamo semplificare il concetto dicendo che alimenti contenenti carboidrati semplici come dolci, biscotti, zucchero, pane bianco, patate, frutta zuccherina (uva, banane, cachi, fichi, anguria), riso e pasta bianchi hanno un elevato IG, mentre alimenti contenenti carboidrati complessi come i cibi integrali (pane, pasta e cereali a chicco), legumi, frutta non zuccherina (mele, pere, frutti di bosco, ananas, pesche, albicocche) e fruttosio hanno un medio o basso IG.

Insieme all’indice glicemico dobbiamo considerare anche la quantità di quel cibo assunto, detto carico glicemico (CG), il quale aiuta meglio a gestire la frequenza e la quantità dei cibi ad alto IG. Per ultimo ma non meno importante, l’assorbimento di un alimento glucidico è legato non soltanto alla natura dello zucchero, all’IG e al CG, ma anche all’assunzione contemporanea di altri alimenti nello stesso pasto che ne possono diminuire l’assorbimento come fibre, proteine e grassi.

Attività Fisica

Il programma di prevenzione del diabete ha dimostrato che un esercizio fisico di modesta intensità della durata di 30 minuti per circa 5 giorni a settimana può produrre importanti e significativi effetti positivi nella riduzione dell’intolleranza al glucosio, sul miglioramento della sensibilità all’insulina, della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo e della capacità di captazione del glucosio da parte delle cellule muscolari.

L’attività fisica andrebbe prescritta come se fosse un farmaco, ma dovrebbe essere personalizzata sulle basi della condizione fisica (età, sesso, peso), psichica e patologica del soggetto (problemi articolari, metabolici, pressori, respiratori…). Se per un’attività aerobica si richiedono 150 minuti/settimana, per un’attività di resistenza la frequenza dovrebbe essere di 2-3 volte a settimana se c’è necessità di aumentare la forza e la massa muscolare.

In una review di qualche anno fa si è dimostrato come con un allenamento con esercizi strutturati (che consiste in esercizio aerobico, allenamento di resistenza o una combinazione di entrambi), sia associato alla riduzione dell’HbA(1c) in pazienti con diabete di tipo 2. L’allenamento associato a maggiori cali di HbA(1c) è quello che prevede esercizi strutturati di oltre 150 minuti a settimana, rispetto a quello di 150 minuti o meno a settimana.

Integratori Naturali

Alcuni integratori naturali potrebbero contribuire al controllo della glicemia. Un cambiamento della dieta e dello stile di vita possono portare benefici nella gestione delle iperglicemie e nella prevenzione del diabete di tipo 2; le evidenze scientifiche ci mostrano che l’insulino-resistenza e i livelli di glucosio ematico possono trovare giovamento anche grazie alla supplementazione di specifiche molecole, sali minerali o vitamine.

  • La cannella ha mostrato proprietà ipoglicemizzanti naturali.
  • Il cromo e il magnesio possono migliorare la sensibilità all'insulina.

È possibile mantenere stabile il livello del glucosio nel sangue attraverso l’uso di integratori alimentari che favoriscono il normale metabolismo del glucosio, aiutando le cellule all’assorbimento, favorendo la trasformazione degli zuccheri in energia e lavorando allo stesso tempo sulla stimolazione del senso di sazietà, come ad esempio:

  • IMOPRO GLYCEQUIL, un integratore alimentare disponibile nel formato di 30 compresse, con ingredienti di origine naturale utili a mantenere i normali livelli di glucosio nel sangue, contribuendo a modulare la glicemia. Agisce sul livello del glucosio nel sangue grazie alla presenza di cromo ed è utile al metabolismo dei carboidrati, grazie alla presenza di gymnema e zinco;
  • SOLGAR PICOCROMO SUPER CONCENTRATO, un complemento alimentare utile per il controllo dei livelli della glicemia. A base di cromo picolinato, Picocromo Super Concentrato di Solgar contribuisce al fisiologico metabolismo dei macronutrienti, aiutando a trasformare carboidrati, proteine e grassi in energia. Se ne consiglia l’assunzione di 1 capsula al giorno;
  • ERBA VITA GLICEM STOP COMPLETE PER L'EQUILIBRIO GLICEMIA E IL METABOLISMO DEI CARBOIDRATI, integratore alimentare a base di Gelso bianco, Gymnema, Bitter melon e Cannella utili per favorire il metabolismo dei carboidrati, mentre il Cromo contribuisce al mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue. Senza glutine e senza lattosio, se ne consiglia l’assunzione di 2/2 capsule al giorno, 15 minuti prima dei pasti principali;
  • ESI NO GLIC, integratore per la glicemia in grado di mantenere in equilibrio i livelli di glucosio nel sangue. Stimola il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi, grazie anche alla presenza di cannella, che funge da antiossidante e favorisce il processo metabolico degli zuccheri.

Monitoraggio della Glicemia

Monitorare il livello della glicemia risulta essere un’azione molto importante se si è affetti da diabete o al contrario se si è soggetti con frequenza a episodi di ipoglicemia. Vengono in nostro soccorso quindi degli strumenti elettromedicali ideati per la misurazione della glicemia: parliamo nello specifico di misuratori di glicemia che, attraverso un piccolo prelievo di sangue, rilevano la quantità di glucosio in circolo nel sangue.

Se i più classici misuratori sono ormai di facile reperibilità, stanno prendendo sempre più piede i sistemi per il monitoraggio della glicemia di ultima generazione, la cui caratteristica principale è quella di misurare la glicemia senza punture. È il caso per esempio del Glunovo Flash P3, un sistema in grado di fornire un quadro glicemico completo tale da migliorare le decisioni sul trattamento della patologia diabetica. Il dispositivo è destinato alla registrazione continua o periodica dei livelli di glucosio nel liquido interstiziale per i pazienti con diabete di età pari o superiore a 2 anni. I risultati sono disponibili sull’applicazione integrata del prodotto.

Tabella dei Valori Glicemici

Ecco una tabella riassuntiva dei valori glicemici:

Condizione Glicemia a Digiuno (mg/dL) Glicemia 2 ore dopo i Pasti (mg/dL)
Normale 70-99 Fino a 140
Prediabete 100-125 141-199
Diabete Superiore a 126 Superiore a 200

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