Ipoglicemia: Cosa Fare Quando la Glicemia è a 66 mg/dL

La glicemia bassa, nota in termini medici come ipoglicemia, rappresenta una condizione in cui i livelli di zucchero nel sangue scendono al di sotto della soglia considerata normale. Si parla di ipoglicemia quando i valori scendono al di sotto di 70 mg/dL (3.9 mmol/L). Questo squilibrio metabolico può avere conseguenze significative sul funzionamento dell'organismo, influenzando in particolare il sistema nervoso e gli organi che dipendono dal glucosio come principale fonte di energia.

Cos'è l'Ipoglicemia?

La glicemia si riferisce alla concentrazione di glucosio nel sangue, misurata in milligrammi per decilitro (mg/dL) o millimoli per litro (mmol/L). Il glucosio è un carboidrato semplice, essenziale come fonte di energia per tutte le funzioni cellulari, in particolare per il cervello e i tessuti muscolari. È la principale fonte di carburante utilizzata dal corpo umano, derivante dalla digestione degli alimenti ricchi di carboidrati o dalla conversione di glicogeno epatico in glucosio.

La regolazione dei livelli di glucosio nel sangue è fondamentale per mantenere la stabilità energetica, influenzando sia le prestazioni fisiche che cognitive. Misurare regolarmente la glicemia è cruciale per persone con diabete o a rischio di sviluppare questa condizione. I valori normali di glucosio nel sangue a digiuno si situano tra 70 e 100 mg/dL, mentre valori superiori possono indicare una resistenza all'insulina o il diabete.

Nei pazienti con diabete, l’ipoglicemia si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue scendono al di sotto di una certa soglia, tipicamente inferiore a 70 mg/dl, sebbene i sintomi possono manifestarsi anche con valori più alti, a seconda della risposta individuale. Una glicemia al di sotto di tale range si considera pertanto ipoglicemia spontanea, anche in assenza di sintomi. Al termine del test del digiuno viene invece considerato diagnostico per ipoglicemia un valore inferiore a 50 mg/dl.

Cause dell'Ipoglicemia

La glicemia bassa può essere causata da diversi fattori che interagiscono con il metabolismo del glucosio nel corpo. La riduzione dei livelli di glucosio nel sangue, nota come ipoglicemia, può essere causata da numerosi fattori. Uno dei motivi più comuni è l'assunzione eccessiva di insulina o altri farmaci antidiabetici da parte di persone affette da diabete. La causa più frequente di ipoglicemia è legata all’assunzione di farmaci per curare il diabete (come l’insulina o le sulfaniluree).

Un altro fattore scatenante è il digiuno prolungato o la mancata assunzione di cibo per lunghe ore, che esaurisce le riserve di glucosio del corpo necessarie per le normali funzioni. Altre condizioni che possono portare all'ipoglicemia includono il consumo insufficiente di cibo, soprattutto di carboidrati, o un intervallo troppo lungo tra i pasti. Inoltre, alcune condizioni mediche possono predisporre alla glicemia bassa, come malattie del fegato, disturbi ormonali o tumori che producono insulina.

Le patologie che interferiscono con la capacità del corpo di metabolizzare il glucosio possono anche causare ipoglicemia. Tra queste, disfunzioni ormonali come l'insufficienza di glucagone o di cortisolo, che sono cruciali per la regolazione della glicemia. Assunzione di alcuni specifici farmaci in un contesto di insufficienza renale. Inoltre, alcune malattie rare del fegato che influenzano la produzione di glucosio possono essere colpevoli.

Complicanze di interventi chirurgici (es. Patologie endocrine severe che alterano i meccanismi controregolatori (es.

Sintomi dell'Ipoglicemia

L'ipoglicemia può manifestarsi attraverso una vasta gamma di sintomi, che variano in intensità e tipologia a seconda della gravità della condizione e della velocità con cui i livelli di zucchero nel sangue diminuiscono. Questo stato si presenta accompagnato da sintomi svariati tra loro. I sintomi dell'ipoglicemia possono variare da persona a persona ed è importante che ciascuno sappia individuare i propri “segni d’allarme” per riconoscere, trattare e prevenire le crisi ipoglicemiche.

È fondamentale riconoscere tempestivamente questi segnali, poiché un'ipoglicemia non trattata può rapidamente evolvere in una situazione di emergenza medica. L'ipoglicemia, ovvero il glucosio basso nel sangue, può manifestarsi con vari sintomi che variano in gravità. Comprendere questi segni è vitale per poter intervenire tempestivamente.

I sintomi dell'ipoglicemia sono spesso il risultato della risposta del corpo al calo di glucosio e dei tentativi dell'organismo di ristabilire l'equilibrio metabolico. È importante notare che la risposta all'ipoglicemia può variare da persona a persona e che alcuni individui, soprattutto quelli con diabete di lunga data, potrebbero sviluppare una condizione chiamata "unawareness ipoglicemica", in cui i sintomi precoci dell'ipoglicemia non vengono percepiti. Questo può rendere particolarmente insidiosa la gestione della condizione. Inoltre, l'ipoglicemia notturna può manifestarsi con sintomi come sudorazione profusa durante il sonno, incubi, o risveglio con confusione e disorientamento.

Se si hanno le vertigini, ci si sente confusi o con il cuore che batte a mille, probabilmente si tratta di ipoglicemia. Se non si interviene subito, i sintomi posso peggiorare. In breve, questa condizione provoca infatti il rilascio di una serie di ormoni che, dopo la comparsa di un generale senso di debolezza dovuto alla sofferenza del sistema nervoso centrale, stimolano il corpo a reagire. Se non trattata in tempo, l'ipoglicemia può condurre al coma ipoglicemico, che compare generalmente quando la concentrazione di glucosio nel sangue scende al di sotto dei 20 mg/dl.La comparsa della classica sintomatologia è comunque legata, oltre al valore assoluto della glicemia, alla tolleranza individuale e alla velocità con cui il tasso glicemico si abbassa.

Ecco alcuni sintomi comuni dell'ipoglicemia:

  • Tremori
  • Sudorazione
  • Palpitazioni
  • Fame improvvisa
  • Confusione
  • Difficoltà di concentrazione
  • Irritabilità
  • Visione offuscata
  • Vertigini
  • Debolezza

Cosa Fare in Caso di Ipoglicemia (Glicemia a 66 mg/dL)

Il ripristino dei livelli normali di glucosio nel sangue richiede un'azione rapida e mirata. La strategia immediata consiste nell'assumere carboidrati a rapido assorbimento. Generalmente, si consiglia di seguire la "regola del 15". In breve, si parla della “regola del 15”: l’ipoglicemia dovrebbe essere trattata assumendo 15 g di carboidrati (preferibilmente glucosio in tavolette o in grani o sciolto in acqua o 125 ml di una bibita zuccherata o di un succo di frutta o un cucchiaio da tavola di miele), misurando nuovamente la glicemia dopo 15 minuti e ripetendo il trattamento con altri 15 g di carboidrati sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl.

Fonti rapide di glucosio includono succhi di frutta, caramelle zuccherate, o tavolette di glucosio. La cura immediata dell'ipoglicemia prevede di mangiare, o bere, un carboidrato semplice che rilascia velocemente il proprio contenuto di glucosio come, ad esempio, una bevanda zuccherata o uno zuccherino. In una fase iniziale si devono evitare cibi grassi, come il cioccolato e il latte, perché non contengono tanto zucchero o quello presente è assorbito più lentamente.

Se la glicemia non aumenta ingerire nuovamente la stessa quantità di zucchero. È raccomandabile segnare il giorno e l’ora in cui la crisi ipoglicemica ha avuto inizio. Bisogna poi rivalutare la glicemia dopo 15 minuti e ripetere l’assunzione sopra indicata sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl.

Se si ha a disposizione un glucometro (dispositivo medico che consente di misurare la glicemia) si consiglia di misurare la glicemia dopo 15-20 minuti dall'ingestione di cibo. Se i livelli di glucosio nel sangue sono inferiori a 70 mg/dl, si consiglia di consumare altro cibo e di misurare nuovamente la glicemia dopo altri 15-20 minuti. Per un'efficacia a più lungo termine, è consigliabile seguire con uno spuntino contenente carboidrati complessi e proteine.

Se si sta aiutando una persona con una crisi ipoglicemica e l'assunzione di cibo non risulta efficace, è possibile intervenire applicando un gel di glucosio, o del miele oppure della marmellata all'interno delle guance e massaggiare delicatamente dall'esterno. Possono essere necessari 10-15 minuti prima che la persona si senta meglio.

Qualora i valori rimanessero <70 mg/dl e/o in caso di un peggioramento dei sintomi e perdita di coscienza è consigliabile consultare il medico e assumere/somministrare una fiala (1 mg) di glucagone intramuscolo oppure tramite spray nasale, di utilizzo molto più semplice. Quando la persona riprende conoscenza deve assumere gli zuccheri secondo le indicazioni precedenti.

Se il soggetto è confuso o svenuto, si raccomanda di non tentare di farlo deglutire, poiché il cibo potrebbe finire nella trachea, ostacolando la respirazione.

Se l’ipoglicemia ha provocato una perdita di coscienza, è importante mettere la persona interessata in sicurezza (in posizione seduta o sdraiata su un fianco) e sottoporla a una iniezione di emergenza di glucagone, se lo si ha a disposizione. Il glucagone è un ormone che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. Dal 2020 è in commercio anche nel nostro Paese il glucagone in formulazione spray per via nasale, una polvere che può essere utilizzata anche su pazienti incoscienti perché è sufficiente uno spruzzo in una narice affinché il prodotto entri nel circolo sanguigno. Il dosaggio è fisso per cui il glucagone spray nasale può essere utilizzato con facilità. Inoltre può essere tenuto sempre a portata di mano perché non richiede particolari precauzioni nella conservazione.

Se la vittima della crisi ipoglicemica è cosciente e può assumere cibo per via orale, il sopraccitato trattamento consiste nella somministrazione di zucchero, miele, una caramella o una bevande zuccherata. Se la vittima della crisi ipoglicemica è incosciente e non può ingerire nulla, il suddetto trattamento prevede la somministrazione di glucagone o glucosio per via endovenosa.

Prevenzione dell'Ipoglicemia

Mantenere un livello glicemico equilibrato è essenziale non solo per chi soffre di diabete, ma anche per prevenire la condizione. Una dieta ben bilanciata, ricca di fibre e povera in zuccheri semplici e carboidrati raffinati, è il primo passo verso la stabilizzazione dei giusti valori di glucosio nel sangue. L'attività fisica regolare aiuta il corpo a utilizzare il glucosio come energia, migliorando così la sensibilità all'insulina.

Per prevenire l’ipoglicemia, è importante monitorare i livelli di glucosio nel sangue ed essere preparati a trattarla tempestivamente in qualsiasi momento. In caso di ipoglicemia reattiva si consiglia invece di intervenire sulla dieta. Utile fare pasti piccoli e frequenti, bilanciati con proteine, grassi, carboidrati e fibre, evitando zuccheri semplici (dolci, pane bianco, bevande zuccherate) e alcolici.Importante anche eseguire regolarmente esercizio fisico e mantenere il peso corporeo nella norma.

In questo modo è possibile prolungare e stabilizzare l’assorbimento del glucosio, evitando picchi iperglicemici e l’iperinsulinismo, che può associarsi a ipoglicemia reattiva. Portare sempre con sé degli alimenti ricchi di zuccheri (es: cioccolatini, bevande analcoliche zuccherate, miele, uva passa ecc.), per fronteggiare tempestivamente un'eventuale calo della glicemia. Se lo stato di ipoglicemia dipende da cause fisiologiche e non patologiche, non appena ci si sente poco bene è sufficiente bere o mangiare un alimento dolce (miele, caramelle, succo d'arancia ecc.).

Attenzione! Quando compaiono i primi sintomi associati all'ipoglicemia, è necessario agire tempestivamente. Per prima cosa, se possibile, va misurata la glicemia capillare. Occorre interrompere, poi, qualsiasi attività, sedersi e assumere 15 grammi di zuccheri semplici (es. un bicchiere di succo di frutta, qualche caramella, una bustina e mezza di zucchero sciolta in acqua ecc.) per aumentare subito la glicemia.

Suddividere l'apporto calorico, affiancando ai tre pasti principali un paio di spuntini, è una strategia utile per quei soggetti che soffrono di ipoglicemia funzionale non legata a patologie particolari. Portare sempre con sé qualche alimento ricco di zuccheri (es.

Se si verificano diversi episodi di ipoglicemia in una settimana, è necessario contattare il team diabetologico per conoscere la causa.

Monitoraggio e Supporto

L'utilizzo di strumenti di misurazione come le strisce Multicare In Glucosio facilita il monitoraggio giornaliero del glucosio, permettendo agli utenti di adattare rapidamente la loro dieta o terapia farmacologica. In aggiunta, gli integratori come NOMETFOR eEuglycem, contenenti cromo e altri nutrienti essenziali, possono sostenere il metabolismo del glucosio. NOMETFOR, arricchito con cromo, contribuisce a regolare i livelli di glucosio nel sangue, essenziale per il metabolismo dei macronutrienti.

Su Meafarma, è possibile esplorare una vasta gamma di informazioni utili per monitorare e comprendere meglio la propria salute. Approfondisci i valori relativi al glucosio basso, fondamentali per la gestione dell'ipoglicemia. Approfondisci i valori relativi alla pressione bassa, che può essere un segnale di ipoglicemia, una condizione direttamente correlata ai livelli di glucosio basso.

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Tabella Riassuntiva

Condizione Valore Glicemico Azione Raccomandata
Normale (a digiuno) 70-100 mg/dL Mantenere dieta equilibrata e attività fisica regolare
Ipoglicemia Inferiore a 70 mg/dL Assumere 15 g di carboidrati a rapido assorbimento, ricontrollare dopo 15 minuti
Ipoglicemia Grave Inferiore a 50 mg/dL Consultare immediatamente un medico, considerare glucagone

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