Vitamina D: Esami del Sangue e Denominazione

Sotto il nome di vitamina D sono raggruppate varie forme molecolari sia come pro-ormoni (5 diverse vitamine: D1, D2, D3, D4 e D5) sia la forma biologicamente attiva (1,25 diidrossi vitamina D). Il termine di vitamina D indica un gruppo di 5 diverse molecole liposolubili (D1, D2, D3, D4 e D5) di cui le più importanti sono l’ergocalciferolo (D2) di origine vegetale ed il colecalciferolo (D3) di origine animale.

La vitamina D è una vitamina liposolubile che interviene nel metabolismo calcio-fosforo ed esiste in due forme: una è il colecalciferolo (Vitamina D3) che viene sintetizzato a livello cutaneo per irradiazione ultravioletta a partire dal dal 7-deidrocolesterolo, ma che può anche essere introdotta con grassi animali (fegato di pesce, latte, carni); l’altra è l’ ergocalciferolo (Vitamina D2), derivata, per affetto dell’ irradiazione ultravioletta, dall’ ergosterolo introdotto con la dieta (lievito).

Funzioni e Metabolismo della Vitamina D

Le prime cinque danno informazioni sullo stato vitaminico D del paziente, determinato dall’apporto con la dieta (circa il 10% della vitamina D totale) e con la sintesi a livello della cute per mezzo dell’esposizione ai raggi solari (circa il 90% della vitamina D totale). I quantitativi di vitamina D presenti negli alimenti sono molto ridotti ma essa può anche essere sintetizzata a livello cutaneo partendo da un derivato del colesterolo il 7-deidrocolesterolo; affinché ciò avvenga è necessaria l’esposizione alla luce solare, il che spiega come mai una delle malattie legate al deficit di vitamina D come il rachitismo fosse prevalente in zone con basso irradiamento solare.

Entrambe queste forme subiscono nell’organismo due importanti idrossilazioni: la prima nel fegato con formazione del calcidiolo: 25(OH)D); la seconda nel rene dove si forma il calcitriolo: 1,25 (OH)D, che rappresenta il metabolita biologicamente attivo. Si tratta comunque di provitamine prive di effetti in quanto debbono subire due modificazioni chimiche; la prima avviene a livello epatico mentre la seconda avviene a livello renale ed è causata dal Paratormone (PTH). Solo a questo punto avremo la forma attiva della vitamina D detta 1,25 diidrossivitamina D.

La vitamina D si comporta come un ormone, per altro la sua struttura ricorda molto quella degli ormoni steroidei, ed agisce all’interno del sistema Paratormone (PTH) - Calcitonina in modo sinergico con il PTH con conseguente omeostasi del sistema calcio e fosforo. L’azione della vitamina D tende ad elevare i livelli ematici di calcio tramite l’aumento del suo riassorbimento renale e l’aumento dell’assorbimento intestinale, in conseguenza di ciò si avrà una corretta mineralizzazione dell’osso ed un normale accrescimento corporeo.

E’ da notare che in condizioni di ipocalcemia la vitamina D induce riassorbimento dell’osso in quanto, come detto, il suo scopo principale è elevare i valori ematici di questo elettrolita.

Carenza di Vitamina D: Cause e Patologie

Affinché vi sia una patologia da ipovitaminosi D è necessaria sia una insufficienza esposizione al sole che un deficit alimentare anche se sono presenti delle forme di rachitismo familiare per deficit enzimatici legati al cromosoma X. Le due principali malattie sono il rachitismo nel bambino e l’osteomalacia nell’adulto in cui si osserva un deficit de fosforoi calcificazione delle ossa con ipertrofia cartilaginea.

Alimentazione e Vitamina D

Gli alimenti contengono poca vitamina D e la sua produzione endogena, derivante dalla luce solare è fondamentale, comunque essa è maggiormente rappresentata in alcuni pesci (salmone, pesce azzurro, tonno), in alcuni formaggi, nelle uova e nel fegato, tra i vegetali è sono da segnalare i funghi. Notoriamente il maggior quantitativo di vitamina D è presente nell’olio di fegato di merluzzo che però difficilmente viene usato come alimento.

Il quadro di intossicazione da vitamina D è alquanto raro e sostanzialmente sempre secondario ad un eccesso di assunzione di prodotti farmaceutici, i sintomi sono l’astenia, la nausea e la diarrea. Se sussiste anche una ipercalcemia avremo anche i sintomi correlati ad essa.

Hanno suscitato notevole interesse alcune recenti evidentze che indicano un ruolo della Vitamina D nella prevenzione di numerose patologie come il diabete di tipo II e le patologie neurodegenerative.

La RDA è di 5 - 10 µg.

Esami del Sangue per la Vitamina D

L’analisi clinica per la vitamina D-125-OH è un esame del sangue che misura la quantità di vitamina D-125-OH presente nel sangue. Questo esame è utilizzato per valutare la quantità di vitamina D nel corpo e per monitorare la risposta al trattamento. E’ necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore, è ammessa l’assunzione di una modica quantità di acqua.

La variabilità stagionale è dovuta alla diversa esposizione ai raggi solari che aumenta la produzione endogena del colecalciferolo. Per valori di 25(OH)D inferiori a 10 ng/ml si è in presenza di una importante carenza.

L’analisi clinica è una parte importante della diagnosi di una vasta gamma di condizioni mediche. Consiste nell’esaminare i sintomi, la storia medica, i risultati di test diagnostici e altri dati per identificare la causa di una malattia o di una condizione di salute. L’analisi clinica può aiutare a identificare le cause di una malattia, a determinare la gravità della malattia e a scegliere il trattamento più appropriato.

Un’analisi clinica per la ricerca di una malattia inizia con una storia clinica e un esame fisico. Il medico raccoglie informazioni sui sintomi, sulla storia medica e sullo stile di vita del paziente. Successivamente, il medico può ordinare una serie di test diagnostici per confermare o escludere la presenza di una malattia. Infine, il medico può ordinare una biopsia, una procedura in cui un campione di tessuto viene prelevato dal corpo del paziente e inviato ad un laboratorio per l’esame microscopico.

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