Tenere sotto controllo la glicemia, ovvero i livelli di glucosio nel sangue, è una buona abitudine che ci permette di anticipare possibili disturbi che minacciano il corretto funzionamento dell’organismo.
Che cos’è la glicemia alta?
Per glicemia si intende la quantità di glucosio presente nel sangue, ovvero la concentrazione di zuccheri che sono la principale fonte di energia delle nostre cellule. Un aumento significativo dei livelli di glucosio nel sangue indica quindi la presenza di iperglicemia. L’iperglicemia, più esattamente, è un difetto metabolico che si verifica quando si superano i valori normali di glicemia, compresi tra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro se la misurazione avviene a digiuno.
È frequente che l’iperglicemia sia asintomatica, infatti spesso i sintomi si manifestano quando il paziente presenta questa condizione ormai da anni. Nei diabetici i sintomi dell’iperglicemia tendono a svilupparsi lentamente nell’arco di qualche giorno o settimane. I sintomi di iperglicemia possono anche dipendere da un diabete non diagnosticato; è quindi fondamentale consultare il proprio medico per un inquadramento.
Quando la glicemia è preoccupante? Quando la glicemia alta diventa diabete?
La diagnosi di diabete mellito scatta a precisi valori glicemici, ovvero quando si attestano uguali o superiori a 126 mg/dl.
Come viene diagnosticata?
Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine.
Cosa fare per abbassare la glicemia alta?
Va poi ridotta l’assunzione di cibi troppo calorici e seguito un regime ipoglicemico. Non fare una vita sedentaria.
Come trattare l’iperglicemia?
I rimedi per l’iperglicemia sono legati alla gravità della condizione e alla causa sottostante. Per quanto riguarda i pazienti diabetici, il trattamento implica sia cambiamenti nello stile di vita sia una terapia farmacologica. In caso di diagnosi di diabete l’obiettivo della terapia è quindi riportare i valori di zucchero nel sangue in un intervallo adeguato, che può variare leggermente da un paziente all’altro.
Monitoraggio e Importanza dei Controlli Glicemici
Può essere necessario controllarne i valori più volte al giorno ed il medico, per monitorare il paziente, può avvalersi anche di un esame del sangue denominato A1C (emoglobina glicata) che serve a quantificare il livello medio di glicemia degli ultimi tre mesi.
Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia. Osservare con attenzione i dati relativi alla propria glicemia per vedere se i livelli risultano troppo bassi o troppo alti, ripetitivamente più o meno alle stesse ore del giorno. È necessaria una lunga fase di apprendimento.
Talvolta, si misurano valori di glicemia occasionalmente più alti o più bassi del solito senza poterne individuare la ragione. Una malattia virale acuta o l’influenza faranno quasi sempre aumentare i livelli di glicemia, tanto che potrà essere necessario contattare il proprio medico. Vi sono numerose altre cause di variazione dei livelli glicemici.
L’accuratezza di tutti i dispositivi di misura può essere controllata con gocce di liquidi dispositivo-specifici, chiamati soluzioni di controllo. Se preoccupati del buon funzionamento del dispositivo, è possibile verificarlo con una soluzione di controllo. È importante prendersi cura delle strisce in modo da ottenere risultati accurati. La manutenzione andrà eseguita secondo le istruzioni del fabbricante.
I controlli urinari del glucosio sono meno accurati di quelli ematici (cioè sul sangue) e dovranno essere adottati solo nell’impossibilità di un esame del sangue. I controlli urinari dei chetoni, però, diventano importanti quando un diabete è fuori controllo o in caso di malattia.
Ipoglicemia: Cosa Sapere
Alcuni dei farmaci usati per la terapia del diabete (insulina, sulfoniluree e biguanidi) sono le cause più frequenti di ipoglicemia. Il livello di glucosio che definisce l’ipoglicemia è variabile.
Nei soggetti diabetici, la prevenzione consiste nel coordinare l’assunzione di cibo, la quantità di attività fisica e l’assunzione di farmaci. Alcuni pazienti hanno pochi sintomi premonitori di ipoglicemia; in questi soggetti, è consigliabile eseguire abitualmente misurazioni frequenti.
Fattori che Influenzano la Glicemia
Può risultare complesso mantenere i livelli glicemici nei limiti raccomandati dal proprio medico. Infatti, i fattori che fanno variare la glicemia sono molti, e talvolta improvvisi.
- Le variazioni ormonali la settimana prima e durante le mestruazioni possono determinare fluttuazioni significative della glicemia.
- Sotto stress, gli ormoni prodotti dall’organismo in risposta a uno stimolo prolungato possono causare un incremento del livello glicemico.
Più si conoscono i fattori che influenzano la propria glicemia, più se ne possono prevedere le fluttuazioni e gestirsi coerentemente. È importante, tuttavia, non affidarsi esclusivamente all’attività fisica per gestire l’iperglicemia.
Alimentazione e Glicemia: Cosa Mangiare?
Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale. Per quanto possibile, pianificare per ciascun pasto una giusta composizione di amidi, frutta e verdure, proteine e grassi.
Alimenti Consigliati per Stabilizzare la Glicemia
- Alimenti integrali e a basso indice glicemico: Alimenti con un basso indice glicemico sono metabolizzati più lentamente, provocando un aumento più graduale della glicemia. Questi includono la maggior parte delle verdure non amidacee (ovvero non patate e simili), frutti a basso contenuto di zucchero come mele e pere, legumi, frutta a guscio, semi e cereali integrali (non solo grano, ma anche farro, orzo, avena, segale, …).
- Ricchezza di fibre: Le fibre alimentari, soprattutto quelle solubili, possono rallentare l’assorbimento di zucchero nel sangue, contribuendo a prevenire i picchi glicemici.
- Proteine di qualità: Le proteine hanno un impatto non trascurabile sulla glicemia, ma possono aumentare la sazietà, riducendo così la probabilità di eccessivo consumo di carboidrati.
- Grassi salutari: I grassi monoinsaturi e polinsaturi possono aiutare a migliorare la sensibilità all’insulina.
Anche il controllo delle porzioni gioca un ruolo chiave nella gestione dei livelli di glicemia. Evitare o limitare il consumo di zuccheri aggiunti e carboidrati raffinati è essenziale. Questi alimenti sono metabolizzati rapidamente, portando a picchi di glicemia.
Alimenti da Preferire e da Evitare
L'indice glicemico degli alimenti (IG)- Il punto di partenza è conoscere l'indice glicemico degli alimenti (IG), il valore che esprime la rapidità con cui gli alimenti che contengono carboidrati fanno aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue. Più alto è l'indice glicemico, più rapidamente quell'alimento fa aumentare la glicemia.
Sono consigliati:
- Le verdure cotte o crude, meglio se fresche e di stagione.
- Frutti come mele, arance, ciliegie, prugne e susine.
- Cereali come grano, orzo e farro.
- Legumi come fagioli, piselli, ceci, lenticchie, fave o soia.
- Altri alimenti a basso indice glicemico come il latte, il latte di soia non zuccherato, lo yogurt, l’orzo e il kamut.
Sono invece altamente sconsigliati alimenti ad alto indice glicemico come lo zucchero (saccarosio), lo zucchero di canna, il latte di riso e le bevande zuccherate commerciali, ma anche patate lesse, purè di patate e gnocchi di patate oltre a frutti come melone e cocomero.
Attività Fisica e Glicemia
L’attività fisica è un’altra componente importante del piano di prevenzione e gestione del diabete. Questi fattori concorrono ad abbassare il livello glicemico nel paziente diabetico e prevenirlo nel soggetto sano. Più intensa è l’attività fisica, più dura l’effetto.
Attività motoria: è il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica. Infatti, l'allenamento fisico (soprattutto aerobico con picchi di alta intensità) interviene positivamente anche sulla sensibilità ormonale, migliorando la glicemia anche a riposo.
Consigli aggiuntivi
- Se è presente l'attitudine a bere piccole quantità di alcol, prediligere il vino rosso.
- Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Moderano ulteriormente lo stress ossidativo e ottimizzano i parametri metabolici; peraltro, agiscono anche come agenti antinutrizionali riducendo la digeribilità dei carboidrati.
- Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente. Alcuni studi riportano che aumentando il tempo di digiuno si può ottenere un miglioramento della glicemia.
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