La glicemia, ovvero i livelli di glucosio nel sangue, è un parametro fondamentale per la salute. I livelli di glucosio nel sangue (glicemia) a digiuno sono di norma al minimo la mattina, prima della colazione, ma aumentano sempre dopo i pasti per un paio d’ore circa. I valori di riferimento per la glicemia vanno considerati a digiuno. In linea generale, si considerano desiderabili valori compresi tra 70 e 100 mg/dl.
La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard. L’iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.
Cause della Glicemia Alta
La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci.
Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio. La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati.
Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.
Altre cause di iperglicemia possono includere:
- Una malattia virale acuta o l’influenza.
- Variazioni ormonali, come quelle che si verificano durante le mestruazioni.
- Stress. Sotto stress, gli ormoni prodotti dall’organismo in risposta a uno stimolo prolungato possono causare un incremento del livello glicemico.
Sintomi dell'Iperglicemia
I sintomi dell’iperglicemia possono anche dipendere da un diabete non diagnosticato; è quindi fondamentale consultare il proprio medico per un inquadramento. I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori. In genere, i sintomi della glicemia alta non si manifestano fino a quando i livelli di glucosio nel sangue raggiungono valori molto elevati (>180mg/dl). Più a lungo la condizione rimane non trattata, più gravi possono diventare i sintomi.
I sintomi di iperglicemia tendono a svilupparsi lentamente nell’arco di qualche giorno o settimane nei diabetici. In alcuni casi, non ci sono sintomi evidenti perché la glicemia aumenta in modo lento e graduale.
Alcuni dei sintomi più comuni dell'iperglicemia includono:
- Sete eccessiva (polidipsia).
- Minzione frequente (poliuria).
- Fatica.
- Visione offuscata.
- Perdita di peso inspiegabile.
- Infezioni frequenti.
- Lenta guarigione di tagli e ferite.
Diagnosi
La diagnosi di iperglicemia si basa sulla misurazione dei livelli di glucosio nel sangue. Il glucosio nel sangue può essere misurato con un'analisi di laboratorio o con l'aiuto di un glucometro. Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl.
Si fa diagnosi di diabete quando i livelli di glucosio nel sangue a digiuno sono superiori a 126 mg/dl per almeno due volte. Nelle persone con glicemia a digiuno tra 101 e 125 mg/dl si parla di “prediabete”. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.
Un esame del sangue denominato A1C (emoglobina glicata) serve a quantificare il livello medio di glicemia degli ultimi tre mesi. Per molti soggetti diabetici, l’obiettivo sarà intorno a 6,5 - 7% (48 - 53 mmol/mol); può tuttavia dover essere più alto in alcuni pazienti, in particolare bambini e anziani.
I controlli urinari del glucosio sono meno accurati di quelli ematici (cioè sul sangue) e dovranno essere adottati solo nell’impossibilità di un esame del sangue. I controlli urinari dei chetoni, però, diventano importanti quando un diabete è fuori controllo o in caso di malattia.
È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue. Livelli elevati di glucosio nel sangue, se non corretti con una terapia adeguata, possono nel tempo favorire la comparsa delle complicanze croniche della malattia, ovvero, come danni a reni, retina, nervi periferici e sistema cardiovascolare (cuore e arterie).
Rimedi e Trattamenti per la Glicemia Alta
Nel diabete lo scopo del trattamento è il mantenimento dei livelli di glicemia il più vicino possibile ai valori normali. In caso di frequenti iperglicemie, è necessario consultare il medico o il personale sanitario addetto alle cure del diabete. È importante prendersi cura delle strisce in modo da ottenere risultati accurati. La manutenzione andrà eseguita secondo le istruzioni del fabbricante.
Modifiche dello Stile di Vita
Soprattutto nei soggetti con diabete di tipo 2 agli esordi, piccoli cambiamenti nello stile di vita possono fare una grande differenza, e persino mettere il diabete in remissione. Ecco alcuni consigli utili:
- Alimentazione Sana: Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale. Per quanto possibile, pianificare per ciascun pasto una giusta composizione di amidi, frutta e verdure, proteine e grassi.
- Attività Fisica Regolare: Essere il più possibile attivi; l’attività fisica regolare può aiutare ad arrestare la salita della glicemia. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia.
- Idratazione Adeguata: Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.
- Gestione dello Stress: Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue.
- Sonno Regolare: Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.
Dieta per la Glicemia Alta
La dieta è il cardine della terapia diabetologica e da sola può determinare un calo di 1-2 punti percentuali di HbA1c. Fino al 30% dei diabetici potrebbero essere controllati con la sola dieta, che associata all’attività fisica e alla farmacoterapia li porta ad obiettivo, migliorando gli esiti clinici e metabolici con correlata riduzione dei ricoveri ospedalieri. Ecco alcuni consigli:
- Privilegiare Alimenti Integrali: Fra i carboidrati si dovrebbero privilegiare quelli complessi e con basso indice glicemico (legumi, pasta e pane, meglio se integrali, frutti delle aree temperate).
- Limitare i Grassi: I grassi sono una sorgente di corpi chetonici e il loro eccesso è causa predominante di obesità e quindi di resistenza insulinica.
- Aumentare l'Apporto di Fibre: L’apporto di fibre solubili nella dieta ha evidenziato un netto miglioramento del profilo glicemico nei pazienti in tutte le fasce di età. In tutti i regimi dietetici è raccomandato un apporto medio di 40 g/die di fibre.
- Moderare l'Alcol: Non sono previste differenze nelle raccomandazioni rispetto alla popolazione generale: si raccomanda l’assunzione massima di 2 dosi/die di alcolici (vino) nella donna e 3 nell’uomo (1 dose = 10 g di alcool).
Attività Fisica
Tutte le persone con diabete mellito di tipo 2 dovrebbero praticare una regolare attività fisica, prevalentemente aerobica, con un dispendio energetico di 200-300 kcal/die. L’attività fisica deve essere distribuita in almeno 3 giorni/settimana, evitando più di 2 giorni consecutivi senza attività. L’attività fisica aerobica consente uno sforzo costante ma non eccessivo, con meno rischi di ipoglicemia; quanto più prolungata è l’attività fisica, tanto più accentuata può essere la diminuzione della glicemia; di contro, il rischio di ipoglicemia diminuisce più l’attività è aerobica e migliore è l’allenamento.
Per migliorare il controllo glicemico, mantenere ottimale il peso corporeo e ridurre il rischio di malattia cardiovascolare sono consigliati almeno 150 minuti/settimana di attività fisica aerobica moderata (50-70% della frequenza cardiaca max) e/o almeno 90 minuti/settimana di esercizio fisico intenso (> 70% della frequenza cardiaca max).
Farmaci
Esistono diverse classi di farmaci utilizzate per il trattamento del diabete e dell'iperglicemia, tra cui:
- Insulina: Alcuni dei farmaci usati per la terapia del diabete (insulina) sono le cause più frequenti di ipoglicemia. Lispro, Aspart, Glargine, Detemir sono alcune formulazioni di insulina utilizzate.
- Sulfaniluree: Le sulfaniluree sono gli ipoglicemizzanti orali da più tempo utilizzati nel trattamento del diabete. Hanno azione prevalentemente secretagoga, cioè stimolante la secrezione insulinica pancreatica.
- Glinidi: Le glinidi sono ipoglicemizzanti orali secretagoghi, distinti dalle sulfaniluree.
- Tiazolidinedioni (glitazoni): Hanno come effetto principale il miglioramento dell’azione dell’insulina.
- Agonisti GLP-1: Sono una classe di farmaci, di recente introduzione, appartenenti alla classe delle incretine.
- Inibitori DPP-4: Sono una classe di farmaci, di recente introduzione, appartenenti al gruppo delle incretine.
- Inibitori dell’assorbimento intestinale: Inibiscono competitivamente l’enzima alfa-glucosidasi presente sull’orletto a spazzola degli enterociti.
- Inibitori del co-trasportatore sodio/glucosio di tipo 2: Questi farmaci (detti anche gliflozine) appartengono a una nuova classe che agisce sul co-trasportatore sodio/glucosio di tipo 2 (SGLT2).
Monitoraggio Glicemico
Verificare con il medico la necessità di controllare la glicemia. Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia. Osservare con attenzione i dati relativi alla propria glicemia per vedere se i livelli risultano troppo bassi o troppo alti, ripetitivamente più o meno alle stesse ore del giorno. Più si conoscono i fattori che influenzano la propria glicemia, più se ne possono prevedere le fluttuazioni e gestirsi coerentemente.
Un aiuto fondamentale al mantenimento di una buona glicemia viene dall’uso di strumenti per la misurazione della glicemia. I misuratori tradizionali con pungidito sono i classici glucometri a cui siamo abituati a veder utilizzare ai pazienti diabetici. Il misuratore glicemia senza puntura, invece, è un dispositivo tecnologico innovativo. Per la misurazione, si avvale di sensori indossabili che possono essere cambiati con cadenze variabili (anche una volta a settimana).
Complicanze dell'Iperglicemia
Se non trattata, l'iperglicemia può portare a gravi complicanze a breve e lungo termine. Tra le complicanze acute vi sono:
- Chetoacidosi Diabetica: Una condizione grave in cui le cellule, non essendo in grado di usare il glucosio, utilizzano i depositi di grasso e il muscolo come fonte alternativa di energia. È un’acidosi metabolica provocata da un’eccessiva concentrazione ematica di corpi chetonici, prodotti in eccesso a causa di una carenza assoluta o relativa di insulina.
- Coma Iperosmolare: Si verifica per lo più in pazienti di mezza età o anziani con diabete tipo 2 spesso misconosciuto. È caratterizzato da grave iperglicemia e iperosmolarità ma non chetosi.
Le complicanze croniche del diabete costituiscono la principale causa di morbilità e mortalità nei pazienti diabetici. Livelli elevati di glucosio nel sangue, se non corretti con una terapia adeguata, possono nel tempo favorire la comparsa delle complicanze croniche della malattia, ovvero, come danni a reni, retina, nervi periferici e sistema cardiovascolare (cuore e arterie).
Mantenere uno stile di vita sano, monitorare regolarmente i livelli di glicemia e seguire le indicazioni del medico sono essenziali per prevenire e gestire l'iperglicemia e le sue complicanze.
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