Una donna su otto rischia di sviluppare il tumore della mammella. Si tratta di un dato che evidenzia la necessità di sottoporsi con frequenza ad esami di screening. Ne parliamo con la dottoressa Giovanna Mariscotti, responsabile della Diagnostica senologica della Clinica Fornaca.
Un nuovo mammografo digitale diretto con tomosintesi rende da oggi ancora più accurata la diagnostica senologica della Clinica Fornaca. Il nuovo mammografo della Clinica Fornaca scompone il seno in piccolissime sezioni e permette di scoprire con maggiore anticipo il tumore alla mammella, anche quando è molto piccolo.
L'importanza della mammografia
La mammografia è uno degli strumenti più efficaci per ottenere una diagnosi precoce. Rappresenta ormai un punto di riferimento sia in ambito di screening mammografico, che in ambito di diagnostica senologica. L’individuazione precoce è cruciale per un positivo decorso della patologia.
Sono invitate a sottoporsi a mammografia le donne a partire dai 40 anni, da questa età infatti la mammella perde gradualmente la propria componente ghiandolare in favore di quella adiposa. L’esame si effettua con un apposito strumento radiologico (mammografo) che proietta sulla mammella un fascio di raggi X.
Lo screening mammografico si è dimostrato efficace nel diagnosticare il cancro al seno in una fase precoce e nel ridurre la mortalità di almeno il 20% (fino 40% in alcuni contesti).
Tomosintesi: Un passo avanti nella diagnosi
«Con la tomosintesi siamo in grado di diagnosticare con maggiore anticipo la presenza di un tumore alla mammella, specie quando è molto piccolo», spiega il professor Giovanni Gandini, direttore del Dipartimento di diagnostica per immagini e radioterapia della Città della Salute e della Scienza di Torino e consulente della Clinica Fornaca.
Rispetto a quella tradizionale, questa mammografia 3D permette di evidenziare delle piccole lesioni su piani differenti di profondità diverse che, a causa della loro localizzazione in strati profondi, non sarebbero altrimenti individuabili.
«Rispetto alla mammografia tradizionale - prosegue la dottoressa Giovanna Mariscotti, medico della Clinica Fornaca e responsabile della Diagnostica senologica nel Dipartimento diretto dal professor Gandini -, la tomosintesi consente di individuare lesioni molto piccole che diversamente risulterebbero invisibili. La tomosintesi non sostituisce la mammografia tradizionale ma la completa perché riconosce con maggiore precisione le localizzazioni profonde». Le due modalità vengono quindi abbinate raggiungendo una “sintesi” che si rivela preziosa nell’ambito della diagnosi precoce del tumore alla mammella.
«Tra i vantaggi collegati alla maggiore precisione della tomosintesi - puntualizza il dottor Vincenzo Marra, medico della Clinica Fornaca e direttore della Radiologia dell’ospedale ostetrico-ginecologico Sant’Anna di Torino - figurano anche la riduzione dei falsi positivi o negativi con la conseguente diagnosi appropriata dei veri tumori mammari, nonché la possibilità di risultare altrettanto efficaci nell’esame dei seni densi, quelli più giovani e difficili da leggere al punto da indurre con più facilità all’errore».
Altri esami e controlli
La possibilità della tomosintesi aggiunge un ulteriore tassello al percorso di prevenzione che la Clinica Fornaca ha predisposto per la donna. «Alle signore che hanno meno di 40 anni e non presentano reperti clinici è consigliato il semplice controllo attraverso una visita senologica più un’ecografia - precisa ancora la dottoressa Mariscotti -. Se l’ecografia è positiva o di fronte a un segno clinico o a un addensamento sarà invece opportuno ricorrere alla mammografia con tomosintesi.
L’ecografia del seno è eseguita attraverso l’utilizzo degli ultrasuoni, mentre la mammografia è un esame radiografico. Il primo viene utilizzato soprattutto per valutare la mammella nella sua struttura adiposa e fibrosa. È molto utilizzato nelle donne giovani perché consente di individuare strutture come la mastopatia fibrocistica o i fibroadenomi (cioè noduli di natura benigna e consistenza fibrosa). L’ecografia non è un esame di screening, ma su indicazione del proprio medico, è un esame potenzialmente utile a tutte le donne giovani.
«Lavoriamo per riconoscere tumori della mammella sempre più piccoli - conclude il professor Gandini -. La paziente viene invitata a sdraiarsi supina, tenendo le mani dietro la testa.
Mammografia con mezzo di contrasto (CEM)
Per esecuzione della mammografia con mezzo di contrasto è necessario il digiuno della paziente e la creatinemia per la valutazione della funzionalità renale.
La CEM ha dimostrato una buona precisione sia nel misurare la lesione principale sia nell’identificare la multifocalità e multicentricità delle lesioni. È importante ricordare che la CEM e la Risonanza Magnetica sono entrambe metodiche ad alta sensibilità. La Risonanza Magnetica ha maggiore sensibilità e valore predittivo negativo rispetto la CEM. La sensibilità della CEM aumenta analizzando congiuntamente le immagini a bassa energia.
Stadiazione preoperatoria: è il di più diffuso campo di applicazione della CEM, già ufficialmente riconosciuto delle linee guida europee come metodica alternativa alla Risonanza Magnetica (RM) per la pianificazione dell’intervento chirurgico.
La Risonanza magnetica con mezzo di contrasto è preferibile per lo screening in donne in medio e alto rischio: nelle donne a rischio di sviluppare tumore alla mammella alto (lifetime risk >20%) e intermedio (lifetime risk 15-20%), che comprende l’eredo-familiarità, storia personale di pregresso tumore mammario, l’elevata densità della mammella e la pregressa diagnosi di lesione d’alto rischio.
leggi anche:
- Clinica Zucchi: Risonanza Magnetica Aperta per Tutti
- Esami del Sangue di Chimica Clinica: Guida Completa, Valori e Significato
- Clinica San Michele: Risonanza Magnetica all'Avanguardia
- Colesterolo Non-HDL: Scopri il Segreto per Proteggere il Tuo Cuore e Calcolare il Rischio Cardiovascolare!
- Colonscopia: Guida Completa e Facile alla Preparazione Perfetta
