Glicemia a 143 Dopo Colazione: Cosa Significa?

Il glucosio è uno zucchero necessario per la produzione di energia e il corretto funzionamento di molti organi del corpo umano. I valori della glicemia dopo i pasti non vanno mai presi singolarmente: un dato può essere fuorviante o dettato da cause contingenti.

Per comprendere al meglio i valori normali della glicemia dopo pranzo, è necessario partire dai valori a digiuno. Di solito infatti, la glicemia viene misurata appena svegli. Il valore normale di glicemia a digiuno è di 70-125 mg/dl.

Naturalmente una sola misurazione non può bastare per avere un quadro clinico esauriente e per questo motivo, si rende necessario l’OGTT, ovvero il test da carico orale da glucosio. Quando si arriva in ospedale, viene subito prelevato il primo campione di sangue a digiuno. In seguito, al paziente viene chiesto di bere una soluzione di glucosio contenente un carico di 75 grammi di zucchero (metodo validato e certificato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità).

Passati 120 minuti, le due analisi verranno comparate. Se i valori sono inferiori a 140 mg/dl, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Misurazioni glicemia uguali o superiori a 200 mg/dl invece sono, nella maggior parte dei casi, sinonimo di diabete.

Glicemia Alta: Prediabete e Diabete

Valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl, pur non individuando uno stato di diabete, rappresentano comunque una condizione di rischio (cosiddetta alterata glicemia a digiuno) da monitorare. Valori a digiuno superiori o uguali a 126 mg/dl, riscontrati in due occasioni, individuano una condizione di diabete.

La buona notizia è che il prediabete è reversibile applicando adeguati cambiamenti nello stile di vita. In caso di diabete conclamato, l’intervallo di glicemia a digiuno desiderabile, secondo l’American Diabetes Association (ADA), è di 80-130 mg/dl.

Questa condizione è pericolosa, perché può facilmente evolvere in diabete 2. Più a lungo la condizione rimane non trattata, più gravi possono diventare i sintomi. In genere, i sintomi della glicemia alta non si manifestano fino a quando i livelli di glucosio nel sangue raggiungono valori molto elevati (>180mg/dl).

L'Importanza del Monitoraggio Glicemico

Poiché la misurazione della glicemia esprime la concentrazione di glucosio nel sangue in un preciso momento, una singola misurazione risulta poco indicativa del controllo globale della glicemia. Per chi soffre di diabete, eseguire un corretto monitoraggio del livello di glicemia nel sangue è prezioso e vitale. Con l’ausilio di un glucometro, questi pazienti possono controllare regolarmente la propria glicemia, modificando di conseguenza il proprio stile di vita, la composizione dei pasti ed eventualmente il dosaggio dei farmaci su indicazione medica.

L'autocontrollo della glicemia è un elemento fondamentale per il trattamento del diabete di tipo 2. Prima di tutto ricorda di avere a disposizione il glucometro, le strisce reattive, un batuffolo di cotone imbevuto con disinfettante, un batuffolo di cotone asciutto e una lancetta pungidito. Disinfetta un polpastrello. Applica la goccia sulla striscia reattiva o lascia che la striscia reattiva aspiri la goccia.

Glicemia Postprandiale

Ad ogni modo un pasto non è mai composto da un solo alimento e a seconda delle combinazioni e del tipo di cottura, la glicemia si può alzare immediatamente in modo considerevole o crescere in maniera più lenta. Gli enzimi intestinali, infatti, hanno scomposto gli alimenti glucidici e hanno “immesso” nel sangue una determinata quantità di glucosio, che deve essere necessariamente regolata.

Gli ormoni che entrano in gioco nella regolazione della glicemia sono due: l’insulina e il glucagone. Per chi soffre di iperglicemia o per chi è affetto da una condizione di prediabete, i valori potrebbero salire notevolmente perché il meccanismo di insulina e glucagone non funziona in modo corretto.

A distanza di 60-120 minuti dalla conclusione di un pasto sostanzioso (colazione abbondante, pranzo o cena) i livelli glicemici fanno registrare i picchi massimi della giornata. Nelle persone con diabete manifesto o in uno stato di ridotta tolleranza al glucosio (IGT), il meccanismo appena descritto non funziona correttamente.

In particolare, un'elevata glicemia postprandiale è messa in relazione con lo sviluppo delle complicanze del diabete, sia di tipo uno che di secondo tipo. Oggi, invece, il trattamento è rivolto anche alla riduzione delle escursioni glicemiche postprandiali, considerate altrettanto importanti - se non addirittura più importanti - per il raggiungimento di un controllo glicemico ottimale e per la prevenzione delle complicanze, specie di natura macrovascolare.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come normale tolleranza al glucosio valori glicemici inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol/l) due ore dopo l'ingestione di un carico di glucosio da 75 g, nel contesto di un test orale di tolleranza al glucosio.

Strategie per Abbassare la Glicemia

Soprattutto nei soggetti con diabete di tipo 2 agli esordi, piccoli cambiamenti nello stile di vita possono fare una grande differenza, e persino mettere il diabete in remissione. Nelle persone in sovrappeso, la perdita dei kg in eccesso migliora la capacità del corpo di utilizzare il glucosio. L’elemento più importante che aiuta a perdere peso è assumere meno calorie con il cibo.

Per abbassare la glicemia, è importante dare la preferenza agli alimenti non lavorati così come si trovano spontaneamente in natura. Gli alimenti con maggiori probabilità di causare diabete e insulino-resistenza sono infatti quelli che aumentano notevolmente la glicemia (in altre parole, quelli ad alto indice glicemico). Una dieta mediterranea a basso contenuto di carboidrati può conferire grandi benefici.

Un ampio studio del 2013 ha rilevato che le persone che consumavano frutta intera, in particolare mirtilli, uva e mele, avevano rischi significativamente più bassi di sviluppare il diabete di tipo 2. Lo studio ha anche evidenziato come l’elevato consumo di succhi di frutta sia associato a un aumentato rischio di diabete. Nonostante l’indice glicemico elevato e l’alto carico glicemico, l’avena è una ricca fonte di fibre solubili.

Uno studio ha dimostrato che l’esercizio, il rilassamento e la meditazione riducono significativamente lo stress e abbassano i livelli di glucosio nel sangue. Esercizi e tecniche di rilassamento come lo yoga e la riduzione dello stress basata sulla consapevolezza possono correggere i problemi di secrezione dell’insulina nel diabete cronico. Il fumo è anche associato a livelli insoddisfacenti di glicemia nei diabetici.

Un’esposizione sana (moderata e non scottante) alla luce solare è il modo migliore per aumentare i livelli di vitamina D nel sangue. Le persone con buone pratiche di igiene orale tendono ad avere valori di glicemia e di emoglobina glicata più bassi.

Indice e Carico Glicemico

Le diete a basso indice glicemico (IG) portano beneficio nel controllo del glucosio plasmatico postprandiale. Queste strategie alimentari si basano sul consumo prevalente di alimenti ricchi di fibra (verdura, legumi e frutta non zuccherina), contrapposto alla moderazione dei cibi ricchi di carboidrati complessi (pasta al dente, riso, pane integrale, prodotti da forno e cereali in genere, patate, tuberi, castagne) e all'evitamento degli zuccheri semplici (saccarosio, pane bianco, miele, dolciumi, snack, bevande zuccherate ecc.).

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