Gli Antinfiammatori e la Glicemia: Un'Analisi Approfondita

Molte persone affermano: «Mi è venuto il diabete per colpa di un farmaco». Può essere? «Sì, può succedere: alcune categorie di farmaci prescritti per terapie di lunga durata, in modo diversi, hanno come effetto secondario un marcato aumento della glicemia», risponde Carlo Bruno Giorda, responsabile della Struttura complessa di Malattie Metaboliche e Diabetologia della Asl Torino 5.

Alcuni principi attivi possono anticipare l'appuntamento con il diabete in persone già predisposte. Altri creano situazioni di obesità o squilibri nella betacellula tali da provocare il diabete di tipo 2. Quasi sempre il gioco 'vale la candela' perché la terapia tiene a bada malattie ben più gravi.

Come i Farmaci Influenzano la Glicemia

La glicemia è sottoposta a un sistema di regolazione fisiologica che può essere interrotto da alcuni farmaci. Il livello di glicemia (valori normali [0,7-1,1 g/L o 3,9-5,5 mmol/L]) è regolato principalmente dal sistema ormonale. Mantenere una glicemia "normale" dipende in gran parte dall'equilibrio tra due ormoni sintetizzati dal pancreas: l'insulina e il glucagone.

  • Insulina: responsabile dell'ingresso del glucosio nelle cellule, induce una diminuzione della glicemia.
  • Glucagone: responsabile di un aumento della glicemia per compensare un eccessivo calo dei livelli di glucosio nel sangue.

Altri fattori intervengono, come l'ormone della crescita o l'adrenalina che sono secreti in situazioni che richiedono energia e quindi aumentano la glicemia. Gli ormoni "adattano" i livelli di zucchero nel sangue alle esigenze del corpo e questo spiega le variazioni dei livelli di zucchero nel sangue. In un individuo sano, queste variazioni sono controllate e si verificano in modo transitorio.

In alcuni casi il pancreas riesce a reagire alla ‘sfida’ posta dal farmaco e mantenere comunque la glicemia nella norma, in altri casi dà luogo a quello che possiamo definire un ‘diabete temporaneo’. Finché dura la somministrazione del farmaco, per esempio a base di cortisonici, le glicemie tendono a restare sopra i livelli ‘di guardia’ per poi abbassarsi quando la cura termina o è sospesa. Più frequente il caso in cui la terapia slatentizza un equilibrio già instabile, è la ‘goccia che fa traboccare il vaso’ e anticipa un diabete che forse prima o poi si sarebbe manifestato comunque.

«Questi effetti sono ben noti ai Medici di Medicina Generale e agli specialisti che prescrivono queste terapie», sottolinea Fabio Baccetti che lavora presso la SSD di Diabetologia e Malattie Metaboliche a Massa e Carrara, «il fatto è che stiamo parlando di terapie efficacissime che non hanno alternative valide.

Farmaci che Possono Influenzare la Glicemia

Corticosteroidi

I più comuni farmaci che possono creare o anticipare il diabete di tipo 2 sono i corticosteroidi o cortisonici. «Sono principi attivi simili al cortisone naturalmente prodotto dall’organismo. Oltre a essere un potente anti-infiammatorio, il cortisone ha una azione esattamente opposta a quella dell’insulina», spiega Baccetti che presiede la Sezione regionale Toscana della Associazione Medici Diabetologi, «è il cortisone per esempio che poche ore prima del risveglio e nei momenti di stress aumenta naturalmente la quota di glucosio nel sangue».

Cosa si può fare? «Prima di tutto il medico che prescrive cortisonici per terapie di lunga durata valuterà il rischio che il paziente ha di sviluppare il diabete sulla base dei consueti fattori di rischio, poi potrà raccomandare l’esercizio fisico e una alimentazione povera di zuccheri semplici e un frequente controllo anche domiciliare della glicemia», nota Giorda che è stato presidente della Associazione Medici Diabetologi nel biennio 2011-2013. «Può chiedere alla persona di effettuare periodici controlli della glicemia, se la glicemia supera i livelli di guardia si può impostare una terapia con metformina o nei maschi con pioglitazone.

Anti-psicotici

I farmaci anti-psicotici invece portano al diabete come conseguenza del rapido aumento di peso. L’effetto è rilevante, anche se è un po’ meno marcato nei farmaci ‘atipici’ o di seconda generazione. E il rapido aumento di peso facilita la comparsa del diabete.

Cosa si può fare? «Questi farmaci curano disturbi molto seri, invalidanti e pericolosi per il soggetto, nota Baccetti che nel XIX Congresso della Associazione Medici Diabetologi tenuto a Roma nel maggio 2013 ha presieduto una sessione dedicata proprio all’effetto diabetogeno di questi farmaci. «Sicuramente lo psichiatra raccomanderà di ridurre l’effetto obesiogeno del farmaco con una pratica di esercizio fisico e con una alimentazione moderata. Nella sessione che ho presieduto a Roma il collega svedese Lindh ha presentato dati che mostrano come la contemporanea somministrazione di Metformina in questi soggetti, seppur non ancora diabetici, ne riduca il rischio di sviluppare la malattia grazie all’azione sul peso e soprattutto sull’insulino resistenza.

In un paziente che ha un forte rischio di sviluppare diabete gli psichiatri potrebbero valutare in certo casi se passare dai farmaci antipsicotici classici (fenotiazine, butirrofenoni, tioxanteni: ad esempio aloperidolo, cloropromaziona, clotiapina, promazina) a quelli atipici o di seconda generazione che possono avere effetti secondari meno marcato come Clozapina, olanzapina, quetiapina, risperidone o ziprasidon.

Inibitori della Proteasi e della Transcrittasi Inversa

Lo stesso discorso vale per gli inibitori della proteasi e della transcrittasi inversa che hanno permesso alle persone HIV positive di tenere sotto controllo quella gravissima e spesso mortale sindrome che è l’Aids. «Questi farmaci hanno un effetto iperglicemizzante in quanto riducono la secrezione di insulina da parte della betacellula, e perché pare agiscono su quei ‘canali’ che fanno entrare il glucosio nelle cellule, detti GLUT 4, rallentandone l’azione, ma d’altra parte tengono letteralmente in vita il paziente.

Diuretici Tiazidici e Beta Bloccanti

Il punto di equilibrio è meno chiaro per farmaci che non ‘salvano la vita’ ma contribuiscono a controllare dei fattori di rischio e che hanno delle alternative. È il caso dei diuretici tiazidici (Clorotiazide, Clortalidone, Idroclorotiazide, Triclormetiazide, Idroflumetazide, Metolazone, Chinetazone). Sono i ‘grandi vecchi’ tra i farmaci contro la pressione e i beta bloccanti di prima generazione.

I tiazidici non sono i farmaci di prima scelta nel trattamento dell’ipertensione nel diabete e nelle persone a rischio di diabete”, ricorda Baccetti ma possono essere utilizzati in aggiunta ad altri farmaci per raggiungere gli obiettivi pressori. I timori sull’effetto diabetogeno delle statine sono invece molto limitati.

Misure Precauzionali e Gestione

Lo specialista che prescrive per lungo tempo farmaci che possono ‘far venire il diabete’ deve prendere in considerazione questi aspetti «dovrebbe mettere in guardia il paziente e consigliargli di modificare le sue abitudini di vita, aumentando l’esercizio fisico e riducendo le quantità di calorie in modo da compensare almeno in parte l’effetto dei farmaci che sta per prescrivere. Dovrebbe anche consigliare al paziente di monitorare non occasionalmente la sua glicemia sia a digiuno sia a due ore dal pasto», nota Giorda che presiede il Centro Studi e Ricerche dell’AMD.

«Sicuramente io consiglierei al paziente che non ha ricevuto una informazione precisa su questo aspetto della terapia di rivolgersi al Medico di Medicina Generale e chiedergli aiuto e consiglio su come contrastare gli effetti diabetogeni della terapia che comunque deve seguire. Un accesso diretto alla specialistica potrebbe essere improprio. Come past president di AMD devo dire che c’è attenzione da parte delle società scientifiche non diabetologiche verso questo tema.

Un accesso diretto alla specialistica potrebbe essere improprio. Come past president di AMD devo dire che c’è attenzione da parte delle società scientifiche non diabetologiche verso questo tema.

Glicemia: Valori normali e alterazioni

La glicemia è il livello di glucosio nel sangue. Mantenere una glicemia "normale" dipende in gran parte dall'equilibrio tra due ormoni sintetizzati dal pancreas: l'insulina e il glucagone.

  • Valori normali: [0,7-1,1 g/L o 3,9-5,5 mmol/L]

Ipoglicemia

L'ipoglicemia è definita da un livello di glucosio nel sangue inferiore a 0,7 g/L. In un individuo sano, questi episodi ipoglicemici si risolvono rapidamente. Ad esempio, l'attività fisica, il semplice sforzo o il digiuno aiutano a consumare il glucosio, e così abbassando i livelli di glucosio della glicemia.

L'ipoglicemia si manifesta con segni clinici tipici: nausea e tremore, disturbi visivi, palpitazioni, tachicardia, sudorazione, mal di testa, fame, disturbi comportamentali (irritazione), pallore e confusione.

Cosa fare: si raccomanda quindi di ingerire circa 15g di carboidrati, che corrispondono a 2 o 3 pezzi di zucchero bianco o di canna (preferibilmente diluito in acqua), 15 cL di succo di frutta o soda o 1 cucchiaio di marmellata o miele. Se la glicemia è ancora troppo bassa 15 minuti dopo, si può ripetere l'operazione.

Iperglicemia

L'iperglicemia è definita da un livello di glucosio nel sangue superiore a 1,1 g/L. Ci sono una moltitudine di situazioni fisiologiche momentanee in cui il livello di glucosio nel sangue (mobilizzabile) aumenta improvvisamente. Situazioni come infezioni, stress o semplicemente mangiare causano episodi iperglicemici. D'altra parte, se l'iperglicemia diventa cronica, si parlerà di diabete.

Si manifesta con una sindrome poliuro-polidipsia (sete intensa e stanchezza, stimolo costante e frequente a urinare).

Farmaci e Interazioni nei Diabetici

Il monitoraggio regolare della glicemia è raccomandato per i diabetici di tipo 1 (a volte di tipo 2). Nei diabetici, una glicemia controllata è essenziale per un trattamento efficace, quindi l'automedicazione concomitante deve essere usata con cautela. In effetti, le interazioni tra i farmaci non sono rare e a volte causano effetti negativi o possono modificare il trattamento in corso.

Ad esempio, uno sciroppo per la tosse contenente zucchero o alcol può aumentare i livelli di zucchero nel sangue. Per la maggior parte di queste specialità sono disponibili versioni senza zucchero, quindi non esitate a dirlo al vostro farmacista se avete dimenticato.

  • Contraccettivi orali: L'iperglicemia è stata segnalata con i contraccettivi orali (soprattutto estrogeno-progestogeni), il diabete deve essere preso in considerazione nella scelta della pillola.
  • Aspirina e FANS: L'aspirina o i FANS (ibuprofene) in dosi elevate possono causare ipoglicemia, questo fatto deve essere preso in considerazione.
  • Beta-bloccanti: Si raccomanda la vigilanza con beta-bloccanti (e alcol) i cui effetti possono mascherare i segni clinici dell'ipoglicemia.
  • Paracetamolo, Aspirina e Vitamina C: L'assunzione di paracetamolo, aspirina e vitamina C può interferire con i risultati di alcuni sensori di glicemia. Si consiglia di misurare il livello di zucchero nel sangue a distanza da qualsiasi farmaco.

Farmaci che Possono Causare Diabete Indotto

Alcuni farmaci causano quello che viene chiamato "diabete indotto", cioè il diabete indotto da farmaci. Infatti, l'attuazione di un trattamento a lungo termine per alcune patologie croniche richiede una valutazione preterapeutica e talvolta una valutazione durante il periodo di introduzione. Ciò vale in particolare per la terapia con corticosteroidi (uso di steroidi), che richiede un controllo preterapeutico.

Precauzioni Durante la Terapia con Corticosteroidi

  • Controllo del peso e della pressione sanguigna
  • Verifica della presenza di siti infettivi (eliminare la tubercolosi e l'anguillulosio)
  • Esame del sangue completo (emogramma e ionogramma del sangue)
  • Esame della glicemia e dei lipidi (glicemia a digiuno, test dei lipidi: LDL, HDL, trigliceridi)
  • Test renali, epatici e cardiaci (CRP, urea e creatinina)

Tutte queste precauzioni sono essenziali perché i corticosteroidi agiscono su diversi metabolismi e possono disturbare l'omeostasi (processo fisiologico di autoregolazione) del corpo. Durante la terapia con corticosteroidi a lungo termine, si raccomanda una dieta povera di sale e zuccheri veloci. La terapia con corticosteroidi influisce sul metabolismo dei carboidrati e può portare al diabete a lungo termine.

Sintesi dei farmaci che disturbano la glicemia

Molti farmaci possono causare variazioni nei livelli di zucchero nel sangue. Mentre le variazioni sono minime per la maggior parte della popolazione generale, le persone con diabete devono essere particolarmente vigili sull'assunzione dei farmaci elencati di seguito.

Se si riscontrano segni clinici insoliti a seguito di un cambiamento del trattamento o del dosaggio, parlate con un operatore sanitario, ma non interrompete mai il trattamento senza il parere del medico.

Cortisone e Diabete: Gestione e Accortezze

Spessissimo sorge nella mente delle persone affette da diabete la domanda se è possibile trattare con cortisone una persona affetta da diabete e quali sono le accortezze per gestire al meglio una persona affetta da diabete durante la terapia con cortisonici. I farmaci cortisonici sono antinfiammatori molto efficaci e spesso indispensabili per diverse patologie, come ad esempio la cura delle polmoniti.

Sì, potrebbero avere un effetto sul rialzo del diabete. Questo dipende dal tipo di cortisone utilizzato, dalla frequenza e dalla durata del trattamento. Anche se, è importante ricordare che le stesse malattie che hanno determinato il trattamento cortisonico locale sono esse stesse causa di aumento dello zucchero nel sangue.

Antibiotici e Glicemia

L’antibiotico di per sé non incide sull’aumentare della glicemia. Le infezioni, indipendentemente dall’assunzione di antibiotici, possono causare un aumento temporaneo della glicemia. Alcuni antibiotici possono interferire con l’azione di alcuni farmaci antidiabetici orali, come i sulfamidici. Questo può portare a un aumento della glicemia in alcuni pazienti.

Alla luce di questa realtà, possiamo anche affermare che l’aumentare della glicemia può essere letto come un campanello d’allarme. Alcune volte la glicemia alta può anticipare l’insorgenza di stati febbrili. Discorso diverso se si stanno assumendo farmaci, come il cortisone ad esempio, per infezioni più gravi. Il cortisone nelle sue caratteristiche può portare ad alterare i livelli di glicemia.

Se sei diabetico e stai assumendo antibiotici, è importante monitorare attentamente i livelli di glicemia. Se noti un aumento significativo della glicemia durante l’assunzione di antibiotici, informa il tuo medico curante.

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