La feta è un formaggio tradizionale greco a pasta semidura. La sua consistenza è particolarmente friabile, il colore è bianco e il suo sapore è caratteristico, molto sapido poiché viene fatta maturare in salamoia. Con il termine “feta” si intende un formaggio di origine protetta (DOP) dal 2007, proveniente dalla Grecia continentale e dalla prefettura di Lesbo. Un formaggio rigorosamente prodotto secondo il metodo tradizionale, senza conservanti e additivi artificiali né sali di caseina, latte condensato o in polvere.
Origine e Produzione della Feta
Le origini della feta sono molto antiche. Risalgono infatti almeno all'età omerica, in quanto questo formaggio viene citato all’interno dell’Odissea. La sua produzione prevede dei passaggi ben precisi, che comprendono:
- Utilizzo di latte crudo o pastorizzato di pecora. Può essere aggiunto del latte di capra, che tuttavia non deve superare il 30% del totale;
- Aggiunta di caglio per la coagulazione e la formazione della cagliata;
- Taglio della cagliata e scolatura del siero fuoriuscito;
- Pressatura, salatura e maturazione in salamoia per fornire al formaggio il suo sapore tipico. Tradizionalmente quest’ultima fase dovrebbe durare almeno due mesi, fino ad un massimo di tre.
Valori Nutrizionali della Feta
I valori nutrizionali medi per 100 grammi di feta sono ripartiti come segue:
| Componente | Valore per 100g |
|---|---|
| Calorie | 250 kcal |
| Acqua | 57,1 g |
| Proteine | 15,6 g |
| Lipidi totali | 20,2 g |
| Colesterolo | 68 mg |
| Sodio | 1440 mg |
| Potassio | 95 mg |
| Calcio | 360 mg |
| Fosforo | 280 mg |
| Vitamina A | 226 μg |
| Riboflavina (Vitamina B2) | 0,21 mg |
Occorre tenere presente che la feta contiene, tendenzialmente, un'elevata quantità di sodio rispetto ad altri formaggi. Quest’ultima è dovuta alla conservazione in salamoia.
Proprietà e Possibili Benefici del Consumo di Feta
Il consumo di feta ha diversi benefici perché:
- È ricca di calcio e di fosforo, utili per la salute dei muscoli e delle ossa;
- Viene considerata un formaggio “proteico”, in quanto per 100 grammi contiene circa 14 grammi di proteine;
- Contiene riboflavina (vitamina B2) e vitamina A, che contribuiscono al metabolismo energetico e alla salute della pelle e della vista;
- È meno calorica rispetto ad altri tipi di formaggi. Rientra infatti nella categoria dei cosiddetti formaggi magri.
Tuttavia, è importante ricordare che non esistono alimenti miracolosi: i possibili benefici dati dal consumo di questo formaggio possono essere ottenuti, potenzialmente, solo nel contesto di una dieta equilibrata stilata con l’aiuto di un professionista della nutrizione, e di uno stile di vita sano.
Le Possibili Controindicazioni
Sebbene la feta sia un alimento nutriente, ci sono alcune controindicazioni da considerare:
- Contiene elevate quantità di sodio. Il suo consumo viene dunque sconsigliato per chi segue una dieta iposodica o soffre di ipertensione;
- Contiene un’elevata percentuale di grassi saturi. Sebbene inferiori rispetto ad altri formaggi, è comunque ricca di grassi. Il suo consumo va quindi moderato;
- Il suo consumo può causare reazioni allergiche nelle persone con allergia al latte.
Feta e Lattosio
La feta ha un basso contenuto di lattosio e, a differenza di molti altri latticini, spesso è ben tollerata da chi soffre di una lieve forma di intolleranza al lattosio. Tuttavia, consigliamo di consultare il proprio nutrizionista di riferimento per ottenere dei consigli mirati rispetto al proprio caso.
Feta in Gravidanza
Il consumo di feta è sicuro in gravidanza, purché prodotta con latte pastorizzato, come avviene nella maggior parte dei prodotti in commercio. In questo senso è sempre importante verificare con cura l'etichetta.
Feta e Dieta: Consigli
La feta, nelle giuste quantità, non fa ingrassare. Anzi, viene considerata un formaggio magro: contiene infatti circa 20 g di grassi per 100 grammi di prodotto, una quantità inferiore rispetto a diversi tipi di formaggi. Solitamente si consiglia il consumo di 100 g di feta fino a 1-2 volte a settimana.
Tuttavia, non esistono alimenti che "fanno ingrassare" di per sé: il bilancio calorico complessivo e il proprio piano alimentare determinano l'aumento o la perdita di peso.
Formaggio e glicemia: non sarà ipocalorico, ma non è neanche il belzebù della corretta alimentazione. Non a caso è previsto, in quantità controllate, anche nelle diete ipocaloriche perché apporta proteine e grassi che danno sazietà e consentono di abbassare l’indice glicemico complessivo della dieta. A questo proposito, il formaggio diventa un alleato prezioso per abbassare l’indice glicemico di un semplice e sano piatto di pasta al pomodoro, consumato come piatto unico.
L’importante è considerare il formaggio un secondo piatto, in sostituzione di pesce, uova o carne, e non un “di più” da mangiare a fine pasto o come aperitivo. Nel calcolo delle porzioni, va preso in considerazione anche il formaggio grattugiato aggiunto sulla pasta che, in genere, non supera i 10-20 grammi.
leggi anche:
- Indice di Fertilità Spermiogramma: Come Interpretare i Risultati
- Indice Meccanico Ecografia: Cos'è e Perché è Importante
- Indice di Ittero negli Esami del Sangue: Cosa Significa e Cosa Fare?
- HIV: Come e Quando si Rileva con le Analisi del Sangue?
- Emocromo Completo: Scopri Cosa Rivela il Tuo Esame del Sangue in Dettaglio!
