Le ghiandole di Brunner sono strutture uniche situate nella sottomucosa del duodeno, precisamente sotto le ghiandole del Galeazzi e al di sopra dello sfintere epatopancreatico.
Localizzazione e Struttura
Le ghiandole di Brunner sono ghiandole tubulo-alveolari ramificate. Si ritrovano nella sottomucosa del duodeno e sono caratterizzate da dotti che attraversano la muscolaris mucosae, riversando il loro secreto nelle cripte tra i villi.
Funzione Principale
La funzione principale delle ghiandole di Brunner è la neutralizzazione dell’acidità del chimo gastrico, attraverso la produzione di un muco alcalino. Questo muco svolge un’azione protettiva nei confronti della mucosa intestinale.
La secrezione delle ghiandole di Brunner forma un gel viscoso ed elastico che ricopre il rivestimento mucoso del duodeno. Grazie alle sue proprietà chimiche, questa sostanza elastica è in grado di proteggere ottimamente le superfici epiteliali.
Le ghiandole di Brunner secernono bicarbonato neutralizzando l'acidità che arriva dallo stomaco in modo da permettere agli enzimi digestivi del pancreas di funzionare, e secernono anche urogastrone che è un ormone che inibisce la formazione di acido cloridrico e aumenta l'attività mitotica delle cellule epiteliali comunicando al corpo che non c'è più bisogno di produrre acido cloridrico e stimolano la riproduzione delle cellule epiteliali del duodeno, così quelle che vengono perse a causa dell'acidità dell'ambiente possono essere rimpiazzate.
Intestino Tenue: Duodeno, Digiuno e Ileo
L’intestino tenue è formato da tre parti: duodeno, digiuno e ileo. Il duodeno è la porzione iniziale dell'intestino tenue, collegato direttamente allo stomaco attraverso lo sfintere pilorico. Nel duodeno si riversa il chimo proveniente dallo stomaco e ha inizio la digestione intestinale. La seconda porzione di intestino è il digiuno, che è deputato all'assorbimento dei metaboliti digeriti nello stomaco e nel duodeno; la porzione finale del tenue prima di arrivare all'intestino crasso è detta ileo, ed è caratterizzata dalla presenza di placche del Peyer.
Caratteristiche del Duodeno
Il duodeno è una piccola porzione di intestino lunga circa 30 cm e dal diametro approssimativo di 4, che si avvolge intorno alla testa del pancreas formando un anello non completo (ansa duodenale) a forma di C, la cui apertura guarda in alto a sinistra. Il duodeno è collocato nella cavità addominale in posizione ridossata, a contatto con la parete posteriore ed è suddiviso in quattro tratti o porzioni: superiore, discendente, orizzontale e ascendente. All'interno del duodeno si aprono i dotti che riversano nel suo lume la bile e i prodotti del pancreas: il condotto pancreatico maggiore ed il dotto biliare si aprono nella papilla duodenale maggiore, mentre in quella minore si apre il condotto pancreatico accessorio.
Tonache del Duodeno
Le quattro tonache che compongono la parete del duodeno hanno caratteristiche istologiche molto differenti. La tonaca mucosa è costituita da tessuto epiteliale che forma un epitelio cilindrico monostratificato. La popolazione cellulare di questo epitelio comprende cellule tipiche dell'epitelio intestinale (enterociti), dotate di microvilli per l'assorbimento delle sostanze nutritive, unite a cellule mucipare responsabili della produzione di muco e linfociti (riuniti in gruppi a formare grossi conglomerati di cellule). La tonaca muscolare ospita tessuto muscolare liscio responsabile, attraverso le sue contrazioni, della peristalsi intestinale che muove il chimo verso l'estremità distale dell'intestino. La tonaca sierosa, infine, è costituita da una membrana sierosa che avvolge l'organo formata da tessuto di natura mesoteliale. La tonaca sierosa è presente solo nella porzione superiore e si tramuta in tonaca avventizia nelle altre tre porzioni.
Processi Digestivi nel Duodeno
Essendo il primo tratto dell'intestino, il duodeno svolge la funzione di raccordo tra lo stomaco e le porzioni successive del tubo digerente ed è il tratto dove la digestione intestinale ha inizio. Nel duodeno si riversano i secreti prodotti da pancreas e fegato che consentono la digestione di proteine e grassi.
Nel duodeno questo cocktail di enzimi incontra l'enteropeptidasi, un enzima prodotto dalle ghiandole duodenali, che agisce attivando il tripsinogeno (la cui forma attiva è detta tripsina). La tripsina ha la capacità di attivare tutte le altre proteasi cosicché la fase intestinale della digestione delle proteine possa avere inizio. La digestione dei lipidi è coadiuvata anche dalla bile, il cui contenuto in sali consente di emulsionare i grassi e renderli solubili, cosicché gli enzimi possano attaccarli e digerirli e i microvilli presenti sulle pareti intestinali possano assorbirli.
Patologie del Duodeno
Il duodeno può essere soggetto a differenti patologie: le più comuni sono la diverticolite e l'ulcera duodenale.
- Diverticolite: è una infiammazione a carico dei diverticoli, che sono delle estroflessioni a forma di sacco che possono formarsi nel duodeno.
- Ulcera duodenale: è una erosione della mucosa del duodeno, di cui non si conoscono sempre le cause, anche se nella maggior parte dei casi questa è dovuta all'utilizzo di farmaci FANS oppure all'infezione da Helicobacter pilori.
- Adenoma di Brunner: L'adenoma di Brunner è una rara neoplasia proliferativa, generalmente benigna, che si origina dalle ghiandole di Brunner.
Cellule Epiteliali dei Villi
Le cellule epiteliari dei villi formano un EPITELIO COLONNARE SEMPLICE visto che sono cellule allungate disposte in un unico strato. Le più numerose tra queste cellule si chiamano enterociti, esse presentano, sulla superficie esposta al lume intestinale, un fittissimo ORLETTO A SPAZZOLA che risulta molto bene nell’ingrandimento successivo. Tale orletto é fatto da MICROVILLI che espandono ulteriormente la superficie assorbente. Tra gli enterociti si trovano alcune cellule mucipare caliciformi che hanno funzione di secernere muco lubrificante e protettivo. Tale muco infatti impedisce ai succhi enterici di digerire l’epitelio del duodeno. Le cellule mucipari si riconoscono perchè appaiono bianche. Sono poi presenti (ma difficilmente individuabili) della cellule neuroendocrine che producono ormoni con azione locale che hanno effetto sulla motilità intestinale e sulla secrezione. All’interno di ogni villo si estende la LAMINA PROPRIA che contiene una ricca rete vascolare e linfatica che ha il compito di trasportare i nutrimenti assorbiti dalla superficie degli enterociti.
Villi Intestinali e Cripte di Lieberkuhn
I villi intestinali sono delle estroflessioni digitiformi della mucosa e sono presenti solo nell'intestino tenue. L'epitelio che riveste il villo è un epitelio colonnare semplice, le cellule sono assorbenti e hanno microvilli nella porzione più apicale e intersperse tra queste cellule ci sono cellule mucipare o caliciformi (non si colorano). Dal duodeno verso l'ileo diminuiscono le cellule assorbenti ed aumentano quelle caliciformi, in quanto la maggior parte del riassorbimento avviene a livello del digiuno per cui verso l'ileo quasi tutti i metaboliti e l'acqua sono riassorbiti e il digerito diventa sempre più disidratato e c'è bisogno di muco per defluire senza problemi.
La parte inferiore del villo è detta cripta di Lieberkuhn, che sono ghiandole tubolari semplici ramificate e si trovano nella porzione della mucosa da cui il villo si diparte. Le cripte di L. hanno delle cellule assorbenti nella metà superiore della ghiandola e delle cellule caliciformi con una vita molto breve in quanto producono e secernono molto velocemente. Hanno delle cellule rigenerative, quindi cellule staminali intestinali che proliferano in continuazione.sostituire l'epitelio danneggiato all'apice del villo. Ci sono delle cellule enteroendocrine, le cellule DNES, che producono ormoni endocrini e paracrini per facilitare la digestione e l'assorbimento, e poi ci sono le cellule del Paneth a forma piramidale, si trovano sul fondo della cripta e producono lisozima e defensine per eliminare l'attacco di batteri e microbi.
Strati della Parete Intestinale
Al di sotto della mucosa c'è la sottomucosa e vi è uno strato muscolare, la muscolaris mucosae, che sta tra la mucosa e la sottomucosa. È un doppio strato di muscolatura liscia, e fibre dello strato più interno a volte penetrano nel villo in modo da conferirgli la capacità di contrarsi e di rimanere funzionante. La sottomucosa è costituita da del connettivo fibroelastico denso altamente vascolarizzato da vasi sanguigni e linfatici. Si ritrovano sia le ghiandole del Brunner che i plessi di Meissner che garantiscono l'innervazione. Tra gli strati di muscolare ci sono dei gangli nervosi, soprattutto nella porzione longitudinale e in quella circolare, detti plessi di Auerbach, responsabili dell'innervazione viscerale dell'intestino e del controllo dei fenomeni di peristalsi (determinano quando e come la muscolare esterna dell'intestino si deve contrarre). Ilsegnale dato dai plessi di A. deve essere sincrono in modo da permettere un'onda di contrazione e rilassamento per favorire la peristalsi e la trasmissione di questo segnale avviene attraverso le gap junction che caratterizzano le cellule della muscolare.
Ghiandole Intestinali o Cripte del Lieberkuhn
Le ghiandole intestinali o cripte del Lieberkuhn sono ghiandole esocrine tubulari semplici. Queste ghiandole formano un tubulo di diversa lunghezza che sbocca sulla superficie libera (la freccia indica il lume del tubulo ghiandolare e la direzione del secreto). In questo modo il secreto viene imesso direttamente all'esterno (lume intestinale). L'epitelio è cilindrico semplice con orletto striato con inframezzate numerose cellule mucipare caliciformi.
Classificazione delle Ghiandole
Gli epiteli ghiandolari sono costituiti da cellule secernenti derivate da lamine epiteliali. Se la ghiandola conserva un qualsiasi rapporto con la superficie libera mediante un dotto escretore, riversando quindi il prodotto di secrezione sulla superficie dell’epitelio di origine, viene definita ghiandola esocrina. Se un singolo adenomero è drenato da un unico dotto escretore abbiamo una ghiandola semplice. Se invece più adenomeri sono drenati da un solo dotto escretore abbiamo una ghiandola ramificata. Se l’adenomero è allungato con un lume abbastanza evidente abbiamo le ghiandole tubulari. Un caso particolare di ghiandole tubulari sono le ghiandole tubulo-glomerulari rappresentate unicamente dalle ghiandole sudoripare. Se l’adenomero è rotondeggiante con un lume piccolo e quindi molto poco evidente abbiamo una ghiandola acinosa. Se l’adenomero è rotondeggiante, grande e con un lume ben evidente abbiamo una ghiandola alveolare.
Si parla di secrezione continua quando il secreto viene espulso dalla cellula man mano che viene prodotto. Secrezione apocrina: con il secreto si ha perdita di parte del citoplasma, circondato da membrana plasmatica, che così diventa parte integrante del prodotto di secrezione. Secrezione olocrina: si ha quando il secreto viene espulso nel dotto escretore mediante la disintegrazione della cellula stessa.
Esistono ghiandole intraepiteliali ed extraepiteliali.
Cellule Mucose e Caliciformi
Le cellule mucipare sono ghiandole esocrine unicellulari a secrezione mucosa. A causa dell'alto contenuto di muco, che è idrofobo, le cellule caliciformi mucipare, con colorazioni convenzionali, appaiono incolori o debolmente colorate.
Tabella Riassuntiva delle Caratteristiche delle Ghiandole di Brunner
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Localizzazione | Sottomucosa del duodeno |
| Tipo di ghiandola | Tubulo-alveolare ramificata |
| Secrezione | Muco alcalino |
| Funzione | Neutralizzazione dell'acidità del chimo gastrico, protezione della mucosa intestinale |
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