Gastroscopia: Cosa Mangiare Dopo l'Esame

La gastroscopia, nome abbreviato dell’esofagogastroduodenoscopia, o EGDS, è un esame invasivo. È l'esame indicato quando c’è un sospetto di patologia di questi organi.

Cos'è la Gastroscopia?

La gastroscopia consente di diagnosticare con precisione numerose patologie del tratto digerente superiore come: esofagite, gastrite, ulcere, polipi e tumori. Attraverso la bocca, oppure meno spesso attraverso il naso, si introduce un sondino flessibile al termine del quale è posta una telecamera con cui osservare le superfici interne dell’esofago, dello stomaco e del duodeno, la porzione iniziale dell’intestino.

Come si Esegue la Gastroscopia?

La persona si posiziona sul lettino, sdraiata su un lato secondo le indicazioni del personale sanitario. A quel punto viene inserito lentamente il sondino fino ad arrivare al duodeno, poi altrettanto lentamente viene retratto. Durante la procedura il medico osserva sullo schermo la superficie interne degli organi grazie alla telecamera posta sul sondino. Durante l’indagine, il medico, se lo ritiene necessario, può prelevare piccole porzioni di tessuto da sottoporre ad analisi istologica. Attraverso la sonda, l'endoscopista introduce una pinza che preleva un piccolo campione di tessuto che viene successivamente esaminato al microscopio. L’esame istologico arriverà al suo domicilio via posta cartacea dopo circa 30-40 giorni con allegato un foglio con l'esito istologico della biopsia e l'indicazione a ripetere o meno negli anni la procedura.

Preparazione alla Gastroscopia

Per la gastroscopia non esiste una preparazione specifica: occorre semplicemente essere a digiuno da almeno 12 ore (è consentita solamente l’assunzione di acqua, eventualmente anche zuccherata, fino a tre ore prima dall’esecuzione dell’esame). Nelle 8-12 ore precedenti l’esecuzione dell’esame occorre rimanere a digiuno. In molti centri vengono richiesti gli esami della coagulazione del sangue, in previsione di una possibile biopsia.

Nel caso in cui il paziente sia in terapia con farmaci da assumere al mattino, si consiglia di ingerirli con poca acqua. Non devono essere somministrati antiacidi. I pazienti in terapia anticoagulante o affetti da patologie a rischio emorragico (cirrosi epatica, emofilia, piastrinopenia, coagulopatie, ecc) vanno sottoposti per tempo a specifici esami del sangue. È molto importante, quando arriver in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, indicare al medico che eseguirà l’esame endoscopico l’eventuale terapia in corso. In particolare, è opportuno scrivere la lista delle medicine che si assumono, con quantità e orari in quanto alcuni farmaci richiedono particolari avvertenze.

Prima della gastroscopia, in genere, il medico spruzza uno spray anestetico locale nella gola del paziente. Sebbene la procedura possa essere eseguita anche senza alcuna sedazione, la maggior parte dei pazienti preferisce essere sedata.

Durata e Recupero

La procedura richiede tra i 10 e i 15 minuti.

Dopo l'esame dovrà restare per un po' di tempo in sala osservazione. Se la persona è stata sedata viene trattenuta in osservazione per circa 30-60 minuti dopo la fine dell’indagine. Può tornare a casa, accompagnata, quando gli effetti della sedazione si sono attenuati.

Dopo un esame endoscopico diagnostico anche se eseguito in sedazione profonda non ci sono particolari precauzioni da osservare: già pochi minuti dopo il risveglio potrete chiedere di bere qualche sorso d’acqua, mentre potrete mangiare cibi solidi solo 30 ‘- 60’ dopo dopo il completo risveglio quando sono tornati nella norma i normali riflessi alla deglutizione.

Rischi e Complicazioni

La gastroscopia è generalmente considerata una procedura sicura e ben tollerata, ma come qualsiasi procedura medica, può comportare alcuni rischi e controindicazioni. L'esofagogastroduodenoscopia è una procedura sicura, ma come tutti gli interventi invasivi, può presentare complicanze.

La gastroscopia è un esame sicuro, con complicazioni molto rare (inferiori allo 0,05%). La frequenza massima della perforazione del primo tratto digestivo è pari allo 0,03% ed è generalmente legata alla presenza di particolari condizioni anatomiche preesistenti (neoplasie, stenosi esofagee, diverticolo di Zenker). In alcuni pazienti potrebbero verificarsi complicanze cardio-respiratorie correlate all’uso dei sedativi, o dovute a patologie cardiache o polmonari.

Ecco alcuni rischi:

  • Perforazione: In casi rari, il sondino può accidentalmente danneggiare la parete dello stomaco o dell’esofago. In questo caso è necessario suturare la ferita con un intervento chirurgico. In casi rari, l’endoscopio può causare una perforazione nella parete dell’esofago, dello stomaco o dell’intestino tenue.
  • Sanguinamento: Nei casi in cui si effettua anche la biopsia è possibile che si verifichi un sanguinamento che può essere arrestato nel corso della stessa gastroscopia. Durante la biopsia o altri trattamenti endoscopici, potrebbe verificarsi un sanguinamento, soprattutto se sono presenti ulcere o lesioni nella mucosa del tratto gastrointestinale.
  • Problemi di coagulazione del sangue: Pazienti con disturbi di coagulazione o che assumono farmaci anticoagulanti potrebbero essere a rischio di sanguinamento durante la procedura.

Cosa Mangiare Dopo la Gastroscopia: Linee Guida Alimentari

Dopo aver subito una gastroscopia, è fondamentale prestare particolare attenzione alla dieta per facilitare il recupero e ridurre il rischio di complicazioni. Dopo una gastroscopia, il tratto gastrointestinale può risultare sensibile o irritato a causa dell’inserimento dell’endoscopio. Pertanto, è cruciale adottare una dieta che non solleciti ulteriormente l’area interessata. La dieta post-gastroscopia dovrebbe essere leggera, facilmente digeribile e non irritante, per consentire una guarigione senza intoppi.

Alimenti Consigliati

Gli alimenti adatti dopo una gastroscopia sono quelli che minimizzano l’irritazione gastrica e facilitano la digestione. È importante privilegiare cibi a basso contenuto di fibre, grassi e spezie. Inoltre, è consigliabile evitare alimenti e bevande che possono stimolare eccessivamente la secrezione di acidi gastrici, come caffeina e alcol. Al termine dell’esame è necessario restare in osservazione?

Ecco cosa mangiare:

  • Prime 24 ore: Nelle prime 24 ore dopo la procedura, è meglio optare per una dieta liquida o semiliquida. Brodi chiari, tè, gelatine e succhi di frutta diluiti sono opzioni sicure che aiutano a mantenere l’idratazione senza sovraccaricare lo stomaco. È anche possibile consumare puree di verdure e frutta, purché siano ben cotte e frullate fino a ottenere una consistenza liscia.
  • Si potranno mangiare inizialmente cibi dolci (caramelle, cioccolatini, caffè zuccherato) se non sussistono problemi di diabete; otreà bere acqua e the a piccoli sorsi per la prima ora dopo l’esame.
  • Dopo due ore dall’esame potrà mangiare, con moderazione, pane, pasta, riso, carne, affettati, pesce e pizza.
  • Già dopo 20-30 minuti si può mangiare, prediligendo cibi freddi o a temperatura ambiente soprattutto se sono state fatte biopsie.

Alimenti da Evitare

Dopo una gastroscopia, è fondamentale evitare alimenti che possono irritare o danneggiare ulteriormente la mucosa gastrica. Vanno evitati frutta, verdura, latticini freschi, latte, cappuccino e brodi.

Alimenti piccanti, acidi (come agrumi e pomodori), grassi e fritti dovrebbero essere esclusi dalla dieta. Anche prodotti lattiero-caseari interi, caffeina, alcol e bevande gassate possono causare disagio e dovrebbero essere limitati o evitati.

Esempio di Pianificazione dei Pasti

Una corretta pianificazione dei pasti può facilitare il recupero dopo una gastroscopia.

  • Colazione: Per la colazione, si potrebbe optare per un porridge di avena cotto con acqua o latte a basso contenuto di grassi, magari addolcito con un po’ di miele.
  • Pranzo: A pranzo, una crema di verdure con un pezzo di pane morbido può essere una scelta leggera ma nutriente.
  • Cena: Per cena, un brodo di pollo con pasta cotta molto morbida o riso può essere sia confortante che facile da digerire.

Monitoraggio e Reazioni

Dopo una gastroscopia, è importante monitorare attentamente le reazioni del proprio corpo agli alimenti reintrodotti. Se si verificano sintomi come nausea, gonfiore o dolore, potrebbe essere necessario rivedere la dieta e consultare un medico o un dietista.

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