Gastroscopia: Anestesia Locale vs. Totale

La gastroscopia, nota anche come esofagogastroduodenoscopia (EGDS), è un esame invasivo utilizzato per esaminare l'esofago, lo stomaco e il duodeno. Attraverso la bocca (o, meno frequentemente, il naso), viene inserito un sondino flessibile con una telecamera all'estremità per visualizzare le superfici interne di questi organi. La gastroscopia è indicata quando si sospetta una patologia a carico di questi organi.

Come si Esegue la Gastroscopia

Il paziente si posiziona sul lettino, sdraiato su un lato, seguendo le indicazioni del personale sanitario. Il sondino viene inserito lentamente fino a raggiungere il duodeno e poi viene retratto altrettanto lentamente. Durante la procedura, il medico osserva su uno schermo le superfici interne degli organi grazie alla telecamera posta sul sondino.

Chi Può Fare l'Esame?

In genere, la gastroscopia non è un esame rischioso, ma deve essere eseguita con cautela in pazienti con grave insufficienza respiratoria o che hanno subito un infarto recente. Durante l'indagine, il medico può prelevare piccole porzioni di tessuto (biopsia) per analisi istologica, se necessario. Il medico deve essere informato in anticipo se il paziente ha gravi disturbi della coagulazione del sangue o assume farmaci antiaggreganti o anticoagulanti.

Quanto Dura l'Esame?

La procedura richiede tra i 10 e i 15 minuti.

Preparazione all'Esame

Nelle 8-12 ore precedenti l'esame, è necessario rimanere a digiuno. In molti centri, vengono richiesti esami della coagulazione del sangue, in previsione di una possibile biopsia. È preferibile farsi accompagnare, soprattutto se si prevede la somministrazione di un sedativo.

Anestesia Locale vs. Sedazione

L'esame non è doloroso, ma può provocare disagio. Prima dell'indagine, viene spruzzato in gola un anestetico locale per ridurre il riflesso del vomito indotto dal passaggio del sondino. Se si pensa di avere difficoltà a sostenere l'esame, è possibile ricevere un leggero sedativo o, più raramente, una leggera anestesia, circa 10 minuti prima di iniziare.

Esistono tre tipologie di sedazione:

  • Anestesia locale: Viene sempre eseguita di prassi, anestetizzando la cavità orale e la gola per ridurre il fastidio dell'introduzione del gastroscopio.
  • Sedazione cosciente: Si avvale della somministrazione di analgesici, ansiolitici, sedativi o ipnoinducenti leggeri (spesso benzodiazepine) che annullano l'agitazione e il fastidio. Il paziente resta vigile e collabora con il gastroenterologo.
  • Sedazione profonda: Richiede la presenza di un medico anestesista, che effettua l'infusione endovenosa di un farmaco per un rilassamento più profondo. Il paziente dorme completamente mantenendo il respiro spontaneo.

La scelta tra gastroscopia con sedazione o senza sedazione dipende da diversi fattori, tra cui la tolleranza del paziente, la tipologia di gastroscopia (tradizionale o transnasale) e le esigenze del medico.

Gastroscopia Transnasale

La gastroscopia transnasale può essere eseguita senza sedazione perché il sondino ha dimensioni inferiori e viene introdotto dal naso. Questa tecnica mininvasiva evita il senso di nausea e soffocamento che possono verificarsi nella gastroscopia tradizionale.

Rischi e Complicazioni

La gastroscopia è generalmente una procedura sicura, ma come qualsiasi procedura medica, può comportare alcuni rischi:

  • Perforazione: In rari casi, l'endoscopio può causare una perforazione nella parete dell'esofago, dello stomaco o dell'intestino tenue.
  • Sanguinamento: Durante la biopsia o altri trattamenti endoscopici, potrebbe verificarsi un sanguinamento.
  • Problemi di coagulazione del sangue: Pazienti con disturbi di coagulazione o che assumono farmaci anticoagulanti potrebbero essere a rischio di sanguinamento.
  • Complicanze cardio-respiratorie: In alcuni pazienti potrebbero verificarsi complicanze cardio-respiratorie correlate all’uso dei sedativi, o dovute a patologie cardiache o polmonari.

La frequenza massima della perforazione del primo tratto digestivo è pari allo 0,03% ed è generalmente legata alla presenza di particolari condizioni anatomiche preesistenti (neoplasie, stenosi esofagee, diverticolo di Zenker).

Dopo l'Esame

Se durante l'esame non si sono verificate complicazioni, è possibile tornare alla vita normale. Già dopo 20-30 minuti si può mangiare, prediligendo cibi freddi o a temperatura ambiente, soprattutto se sono state fatte biopsie. Se la persona è stata sedata, viene trattenuta in osservazione per circa 30-60 minuti dopo la fine dell'indagine. Può tornare a casa, accompagnata, quando gli effetti della sedazione si sono attenuati.

FAQ sulla Sedazione in Gastroscopia

Ecco alcune domande frequenti sulla sedazione durante la gastroscopia:

Domanda Risposta
È possibile fare una gastroscopia in anestesia totale? L'anestesia generale non è necessaria per un esame endoscopico. La gastroscopia può essere eseguita con sedazione cosciente o profonda in respiro spontaneo.
Cosa devo fare per non sentire nulla? Il propofol (Diprivan) induce un'anestesia con respiro spontaneo, offrendo analgesia e sonno senza necessità di intubazione.
L'anestesia per la gastroscopia prevede solo l'uso di Diprivan? In genere è sufficiente, ma talvolta si utilizza una premedicazione locale faringea o benzodiazepine.
Posso eseguire gastroscopia e colonscopia insieme? Certamente, è possibile eseguire entrambi gli esami nella stessa seduta con un unico intervento anestesiologico.

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