La scintigrafia è una procedura di medicina nucleare che produce immagini, più precisamente scansioni, di strutture all’interno del corpo, comprese le aree in cui sono presenti cellule tumorali, utilizzata per diagnosticare, studiare e monitorare una malattia. Simile alla radiografia convenzionale, alla risonanza magnetica, alla TC e all’ecografia, la scintigrafia determina il livello della sostanza radioattiva in vari organi e tessuti.
Cos'è la Scintigrafia e Come Funziona
La scintigrafia è una procedura di medicina nucleare che, tramite l'utilizzo di sostanze radioattive, consente di ottenere immagini dettagliate di organi e tessuti del corpo. Il principio dell’imaging scintigrafico si basa sulla verifica o sull’esclusione della diagnosi di una malattia visualizzando l’assorbimento di una sostanza radioattiva da parte dell’organo o del tessuto bersaglio.
In genere, per eseguire questo esame è necessario somministrare in vena o per via orale una piccola quantità di una sostanza chimica radioattiva chiamata radionuclide, che viaggia nel corpo attraverso il flusso sanguigno fino a raggiungere gli organi che si intende analizzare. Per questo motivo è anche chiamata scansione con radionuclidi.
Vengono utilizzati vari radionuclidi a seconda delle parti del corpo o dei diversi tipi di disturbi da indagare. Questi radionuclidi sono impiegati anche nel trattamento di alcune malattie, come i disturbi della tiroide. Nel caso della scintigrafia, vengono utilizzati per legarsi ad alcune sostanze che si accumulano in parti specifiche dell’organismo. Ad esempio, lo iodio per la tiroide o il difosfonato per le ossa.
Questa “unione” tra il radionuclide e la sostanza è chiamata tracciante radioattivo. Tra la somministrazione del radiofarmaco e l’esecuzione dell’esame deve passare un po’ di tempo, che varia a seconda del tipo di scintigrafia da eseguire (in media 3 ore). Dopo questa attesa, il paziente viene fatto sdraiare su un lettino. Con l’ausilio di un macchinario, simile nell’aspetto ad una risonanza magnetica aperta, e di una speciale telecamera, ci si sposta sopra la persona sdraiata su un tavolo e si rileva il tipo di radiazione emessa dai radionuclidi.
Semplificando, non è il macchinario ad emettere radiazioni, come accade ad esempio con una classica radiografia, ma è il paziente a farlo, in seguito all’assunzione del radiofarmaco. La telecamera, chiamata gamma camera, quindi, riesce a individuare i punti in cui vengono emesse queste radiazioni nel punto bersaglio da analizzare. Il computer converte queste radiazioni in immagini. La scansione dura circa 20-30 minuti, ma in molti casi è necessario ripeterla dopo un paio di ore.
La Gamma Camera: Cuore della Scintigrafia
La gamma camera viene impiegata per l'acquisizione di immagini scintigrafiche statiche, dinamiche e tomografiche, espressione della distribuzione in vivo di radiofarmaci opportunamente somministrati. Poiché permette l'esplorazione simultanea di aree corporee di grandi dimensioni, essa è oggi l'apparecchiatura più diffusamente utilizzata per le indagini diagnostiche in medicina nucleare, dove ha sostituito il vecchio scintigrafo lineare che, eseguendo una scansione punto per punto, richiedeva lunghi tempi di acquisizione e forniva solo immagini planari statiche. E' anche chiamata "camera di Anger" in onore dell'ingegnere che fu inventore e costruttore del primo prototipo nel 1953 e che ne sviluppò ampiamente le caratteristiche.
È importante sottolineare che, a differenza delle apparecchiature radiologiche, la gamma camera non emette radiazioni ma si limita a rilevare le radiazioni emesse dal paziente. La gamma camera è composta da:
- un collimatore che viene posto tra l'oggetto che emette le radiazioni e il cristallo di rilevazione.
- un cristallo di grande superficie, circolare o rettangolare, per la rilevazione delle radiazioni X e gamma che vengono trasformate in fotoni luminosi ("scintille").
- un computer, con il quale vengono memorizzati ed elaborati i dati acquisiti, permettendo di ottenere le immagini finali da stampare su pellicola radiografica o supporti cartacei, a colori o in bianco e nero, utilizzabili a scopo clinico-diagnostico.
E` una struttura di un metallo con numero atomico elevato e quindi con alto potere schermante le radiazioni (generalmente piombo). E' costituito da setti metallici che circondano fori, per lo più disposti "a nido d'ape", che vengono percorsi dalle radiazioni. Ha la funzione di "focalizzare" il fascio fotonico prima che giunga al cristallo di rivelazione. Dalla sorgente, posta in prossimità della gamma camera, i fotoni fuoriescono in tutte le direzioni. Quelli che giungono alla gamma camera provengono quindi da ogni area della sorgente in maniera del tutto casuale e ciò non consentirebbe di produrre un'immagine informativa.
I fotoni gamma, a causa del loro potere penetrante, non possono essere deviati da lenti ottiche, come avviene per i fotoni luminosi nella fotografia tradizionale; non possedendo, inoltre, carica elettrica non possono essere deviati da campi elettrici o magnetici. Il fascio fotonico viene quindi modulato per mezzo del collimatore che agisce schermando gran parte dei fotoni e lasciando passare quelli la cui traiettoria passa per il punto focale.
Tipi di collimatori:
- parallel-hole - il più usato, focalizzante all'infinito, presenta fori paralleli e perpendicolari alla superficie del cristallo. Proietta una immagine delle stesse dimensioni e senza distorsione spaziale della struttura esplorata.
- converging - oggi poco usato, presenta fori convergenti e può esere considerato un diverging rovesciato del quale mantiene tutti gli inconvenienti. Similmente al pin-hole, provvede ad ingrandire l'immagine ed è stato utilizzato in passato per studiare organi piccoli come la tiroide o per studi pediatrici.
- diverging - oggi poco usato grazie alle grandi dimensioni dei cristalli di rivelazione attualmente utilizzati. Presenta fori divergenti che hanno la funzione di aumentare il campo di vista del cristallo e quindi di visualizzare organi grandi o grandi superfici corporee su cristalli più piccoli di esse. Ha avuto largo impiego in passato a causa delle piccole dimensioni dei cristalli delle vecchie gamma camere. Ha il difetto che il fattore di ingrandimento e la risoluzione spaziale dell'immagine ottenuta sono variabili a seconda che la struttura esplorata si trovi vicina al centro del cristallo o in periferia, in piani superficiali o profondi. Ciò introduce una distorsione dell'immagine che può causare difficoltà nell'interpretazione della stessa.
- pin-hole - focalizzante a breve distanza, provvede ad ingrandire l'immagine. Per contro introduce una distorsione a causa della diversa distanza dal fuoco delle strutture esplorate e fornisce un'immagine rovesciata su entrambi gli assi.
E' un rivelatore a scintillazione, generalmente ioduro di sodio (NaI) attivato con tallio (Tl). Il cristallo di NaI acquista le proprietà scintillanti grazie alla presenza delle impurità di Tl inserite nel reticolo cristallino. Tali impurità agiscono come trappole per elettroni e formano centri di luminescenza. Il cristallo è molto delicato e deve essere protetto dall'umidità che ne degrada drasticamente le qualità. E' per questo rinchiuso in uno strato di alluminio, rivestito internamente da materiale riflettente (guida di luce) tranne che sul lato posteriore dove è accoppiato ai fotomoltiplicatori.
Tipi di Scintigrafia e Loro Applicazioni
In base all’oggetto dell’indagine, che può essere un organo, un tessuto, le ossa, i vasi sanguigni, la scintigrafia si distingue in:
- Scintigrafia ossea, per lo studio di patologie del tessuto osseo, compresi i tumori.
- Scintigrafia polmonare, per lo studio della perfusione polmonare.
- Scintigrafia tiroidea, per lo studio delle alterazioni funzionali della tiroide già note o sospette.
- Scintigrafia gastrointestinale, per lo studio del tratto digerente.
- Scintigrafia paratiroidea, per lo studio delle alterazioni della paratiroide diagnosticate o sospette e per la localizzazione preoperatoria in pazienti con iperparatiroidismo già accertato.
- Scintigrafia testicolare, per lo studio del flusso sanguigno dei testicoli.
- Scintigrafia lacrimale, per lo studio di eventuali ostruzioni delle vie lacrimali.
- Scintigrafia renale sequenziale, per lo studio della funzione renale in pazienti con patologia renale nota o sospetta.
- Scintigrafia epatobiliare, per lo studio del fegato e delle vie biliari.
- Scintigrafia miocardica, per lo studio della perfusione miocardica.
- Linfoscintigrafia, per lo studio del sistema linfatico e per la visualizzazione dei linfonodi.
- Scintigrafia globale corporea con traccianti immunologici e recettoriali o OCTREOSCAN, per lo staging e follow-up di tumori neuroendocrini esprimenti recettori per la somatostatina.
Ognuna di queste forme di scintigrafia prevede una preparazione e una esecuzione differente. Sarà il tecnico a fornire tutte le istruzioni del caso al momento della prenotazione dell’esame.
Scintigrafia Tiroidea: Dettagli e Procedura
La scintigrafia tiroidea è una tecnica diagnostica per immagini di medicina nucleare che fornisce informazioni sulla funzionalità della tiroide. È un esame utile nel rilevare un funzionamento eccessivo dell’organo, come avviene nella sindrome di Basedow-Graves, nonché nei casi di tiroidite subacuta e nel follow-up dei tumori della tiroide dopo l’intervento chirurgico. Invece, non è più un esame di prima scelta per diagnosticare i noduli tiroidei, tranne quando il TSH (l’ormone tireostimolante, prodotto dall’ipofisi) è basso.
Alla persona viene somministrata una piccolissima quantità di un tracciante radioattivo in grado di essere incorporato dalla tiroide in virtù della sua somiglianza con lo iodio, un elemento fondamentale per la funzione di quest’organo. La tiroide capta il tracciante, il quale emette radiazioni che vengono rilevate da un’apposita apparecchiatura, detta gamma camera. Le informazioni sono poi elaborate fino a produrre un’immagine della tiroide che ne evidenzia il livello di funzionalità. La scintigrafia tiroidea è generalmente prescritta dopo che un’ecografia tiroidea ha riscontrato la presenza di noduli.
I traccianti radioattivi utilizzati sono il tecnezio (Tc-99m pertecnetato) o l’isotopo 123 dello iodio: vengono somministrati per via endovenosa circa 20-30 minuti prima di procedere con l’esame. La scintigrafia tiroidea con captazione prevede invece la somministrazione per via orale di iodio-131, che per essere incorporato nella tiroide ha bisogno di più tempo. In questo caso, la rilevazione delle immagini avviene di solito 6 e 24 ore dopo l’assunzione del radiofarmaco.
Dopo il periodo di attesa necessario al tracciante radioattivo per essere incorporato nella tiroide, la persona che esegue l’esame viene fatta distendere sul lettino con il collo esteso. La gamma camera, che rileva il segnale radioattivo emesso, viene accostata al collo. La procedura dura circa 15-20 minuti.
Grazie al tracciante radioattivo si possono distinguere tra loro i diversi tipi di noduli. Quelli iperfunzionanti captano maggiormente il tracciante e sono detti noduli “caldi”. Nell’immagine diagnostica appaiono colorati più intensamente perché sono costituiti da tessuto più attivo rispetto a quello circostante. Generalmente sono di carattere benigno e possono indicare delle situazioni di tireotossicosi (aumento della produzione di ormoni tiroidei, che si manifesta per esempio nella sindrome di Basedown-Graves). I noduli “freddi”, invece, non captano il tracciante e sono formati da tessuto poco o per nulla attivo. Solo in pochi casi sono di origine tumorale. Una volta identificato un nodulo freddo può essere eseguito un agoaspirato per stabilirne la natura.
Chi può fare l’esame?
La scintigrafia tiroidea non deve essere eseguita nelle donne in gravidanza, perché si utilizza un tracciante radioattivo che, anche se somministrato in piccolissime dosi, è potenzialmente pericoloso per il feto. L’esame è controindicato anche per le madri che allattano, poiché le sostanze radioattive potrebbero passare nel latte materno. In questo caso, l’endocrinologo valuterà se suggerire di sospendere l’allattamento per un periodo più o meno prolungato ed eseguire ugualmente la scintigrafia. Inoltre, l'esame è controindicato nei bambini piccoli.
Preparazione all'esame
Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari (occorre controllare l’elenco degli ingredienti). Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno.
Per evitare che la scintigrafia venga eseguita all’inizio di una gravidanza, quando la persona potrebbe ancora non sapere di essere incinta, si consiglia alle donne in età fertile di effettuare l’esame nei primi giorni del ciclo. Almeno una settimana prima della scintigrafia si raccomanda, inoltre, di sospendere l’utilizzo di farmaci che possano interferire con l’attività tiroidea. L’eventuale assunzione di ormoni tiroidei deve invece essere interrotta circa un mese prima, salvo diversa indicazione dell’endocrinologo.
Scintigrafia Ossea: Un Approfondimento
La scintigrafia ossea o articolare globale corporea è una tecnica di imaging medico utilizzata per visualizzare lo scheletro umano nel suo insieme. Questa procedura è impiegata principalmente per rilevare anomalie ossee, come fratture, tumori, infezioni o altre patologie ossee e articolari. Durante l'esame, un radiofarmaco (spesso il Tecnezio-99m unito a fosfati) viene iniettato nel flusso sanguigno. Il principio di funzionamento si basa sulla captazione del radiofarmaco da parte delle ossa, che verrà poi rilevato attraverso una gamma camera.
La scintigrafia ossea è una metodica di diagnostica per immagini che viene utilizzata per cercare possibili anomalie nel rimodellamento scheletrico. Lo scheletro viene fotografato in toto da un’apparecchiatura chiamata gamma camera. Molto spesso la scintigrafia ossea viene impiegata per individuare le metastasi nello scheletro, poiché è possibile esplorare l’intero corpo (con la tecnica “Total Body”) e ottenere un’immagine di tutti i segmenti ossei.
Preparazione e precauzioni
Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione. Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie.
La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza perché le radiazioni, per quanto in piccole dosi, possono nuocere all’embrione. Per questa ragione, di norma, nelle donne in età fertile l’indagine viene eseguita entro i dieci giorni successivi all’inizio dell'ultima mestruazione, oppure quando il test di gravidanza risulta negativo. Inoltre, dal momento che le sostanze radioattive vengono escrete attraverso il latte materno, nelle donne che allattano l’esame non è indicato se non dopo aver interrotto temporaneamente l’allattamento.
Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing.
Scintigrafia Miocardica: Valutazione della Funzionalità Cardiaca
La tomoscintigrafia miocardica è un esame diagnostico non invasivo che consente di raccogliere informazioni sul funzionamento del cuore. L’esame prevede la somministrazione di un radiofarmaco debolmente radioattivo che si fissa a livello del muscolo cardiaco. Dopo la somministrazione del radiofarmaco, il paziente si accomoda in un’apposita sala d’attesa all’interno del reparto di medicina nucleare, dove mangia un pasto grasso in attesa dell’acquisizione delle immagini. Le immagini vengono acquisite dalla gamma camera, con il paziente sdraiato sul lettino dell’apparecchiatura. È necessario togliere gli oggetti metallici (es. collane, spille, monili) dal campo di rilevazione per non alterare la qualità delle immagini.
Dopo alcune ore dalla prova dopo stimolo, si effettua la seconda parte dell’esame a riposo. L’esame permette uno studio della perfusione e della funzionalità cardiaca. Nel caso di presunta o accertata gravidanza, prima dell’inizio dell’esame la paziente è tenuta a informare il medico nucleare del suo stato. Se la paziente allatta, potrebbe essere necessaria una temporanea sospensione dell’allattamento.
La tomoscintigrafia miocardia non è né dolorosa né pericolosa. Il radiofarmaco utilizzato per l’esame non ha effetti collaterali, non è un mezzo di contrasto e non causa reazioni allergiche. La quantità di radiofarmaco iniettato è minima e l’esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti è sovrapponibile ad altri esami simili.
Quando Viene Prescritta la Scintigrafia?
Come accennato, la scintigrafia ha molte applicazioni, perché consente di analizzare tessuti, organi e ossa. Il medico potrebbe prescrivere questo esame per molti scopi differenti, ad esempio:
- diagnosticare un infarto del miocardio, una stenosi delle coronarie o una coronaropatia;
- diagnosticare vari tipi di malattie della tiroide;
- diagnosticare varie malattie, infezioni e danni alle ossa o, in oncologia, tumori ossei e metastasi alle ossa;
- diagnosticare disturbi della motilità esofagea, una malattia da reflusso gastroesofageo, disturbi a carico dell’intestino tenue;
- distinguere l’embolia polmonare da altre patologie che alterano l’afflusso di sangue nei polmoni;
- identificare infiammazioni e infezioni;
- localizzare un sanguinamento intestinale;
- verificare eventuali blocchi dei dotti biliari, perdite di bile e disturbi della cistifellea;
- verificare la presenza di alcuni tipi di tumore, come il carcinoma polmonare che si è diffuso al fegato, il tumore della tiroide e il tumore del colon-retto.
Tutti possono essere sottoposti ad una scintigrafia, su indicazione del medico curante, tranne le donne in gravidanza e in allattamento per evitare eventuali conseguenze al feto e al bambino.
Rischi e Precauzioni
La scintigrafia può durare dai 20 minuti alle 2 ore. Prevede l'esposizione del paziente a una dose di radiazioni nocive (derivanti dal tracciante radioattivo impiegato). In alcuni soggetti, i radionuclidi che costituiscono i radiofarmaci potrebbero dar luogo a spiacevoli reazioni allergiche (reazioni anafilattica). L'ago impiegato per l'iniezione del radiofarmaco potrebbe essere responsabile di una piccola ferita e rossore, laddove è inserito.
Al termine dell’esame è necessario restare in osservazione? Per quanto?Alla fine dell'esame si può andare a casa, previa autorizzazione del personale sanitario. È possibile riprendere da subito le normali attività quotidiane? Si devono avere particolari accortezze?Una volta concluso l’esame, si possono riprendere tutte le normali attività. Le raccomandazioni sono di bere molto per facilitare l’eliminazione del tracciante radioattivo e di evitare il contatto con bambini piccoli e donne in gravidanza per le 24 ore (per tecnezio o iodio-123) o le 48 ore (per iodio-131) successive alla scintigrafia.
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