Fruttosamina: Esame del Sangue, Significato e Importanza nel Monitoraggio del Diabete

Il test della fruttosamina è un esame del sangue utilizzato nel monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia) in pazienti affetti da diabete. La fruttosamina è un composto che si forma quando il glucosio si lega alle proteine del siero (presenti nel sangue). Il grado di glicazione proteica, quindi i valori ematici di fruttosamina, dipendono dalla concentrazione di glucosio plasmatico (glicemia).

Cos'è la Fruttosamina?

Le proteine sieriche, specialmente l'albumina, possono reagire spontaneamente con il glucosio o altri monosaccaridi, determinando una serie di prodotti di condensazione. Quando i livelli glicemici si mantengono elevati in maniera persistente, le molecole di glucosio tendono a legarsi permanentemente all'emoglobina (Hb) e a una varietà di strutture, tra cui appunto le proteine sieriche, mediante un processo chiamato glicosilazione non enzimatica (detto anche glicazione).

La fruttosamina (proteina glicosilata) è una proteina che si genera dall’unione del glucosio con le proteine presenti nel siero. Tra le proteine coinvolte, l’albumina è quella maggiormente interessata poiché è la proteina più abbondante nella parte fluida del sangue, detto siero. Allo stesso modo, possono essere glicate anche altre proteine come l’emoglobina, la proteina più abbondante all’interno dei globuli rossi. Maggiore è la quantità di glucosio presente nel sangue, maggiore è la quantità di proteine glicate che si formano.

Le proteine sieriche hanno una vita media minore (circa 14-21 giorni); pertanto le proteine glicate e di conseguenza il test della fruttosamina, riflettono i livelli medi di glucosio nel sangue delle ultime 2-3 settimane precedenti l’esecuzione del test. L'albumina è la più abbondante proteina sierica, perciò si può ritenere che la quantità di fruttosamina rilevata sia proporzionale alla concentrazione media di glucosio nelle precedenti 2-3 settimane (vita media dell'albumina).

A Cosa Serve l'Esame della Fruttosamina?

Il dosaggio della fruttosamina sierica risulta utile soprattutto nel monitoraggio periodico, per valutare l'efficacia del trattamento contro il diabete mellito. La fruttosamina è un parametro utile per il monitoraggio della glicemia nel tempo, per valutare l'efficacia della terapia oppure per porre diagnosi differenziale tra diabete mellito di Tipo 1 e di Tipo 2.

Il test della fruttosamina viene utilizzato nel monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue (glicemia) in pazienti affetti da diabete. I livelli di fruttosamina nel sangue riflettono la concentrazione media di glucosio nel sangue delle 2-3 settimane precedenti l’esame.Il monitoraggio tramite il test della fruttosamina può essere richiesto anche per la valutazione dei livelli glicemici medi in donne in gravidanza o in pazienti malati che devono variare le proprie necessità di glucosio e insulina per un certo periodo di tempo.

Di solito viene richiesto all’inizio di un piano terapeutico in pazienti diabetici o in seguito a variazioni terapeutiche, del regime alimentare o delle abitudini e stili di vita (esercizio fisico).

Quando è Indicato il Dosaggio della Fruttosamina?

  • Valutazione dell'efficacia delle terapie ipoglicemizzanti: Il dosaggio della fruttosamina è di grande utilità nella valutazione di efficacia delle terapie ipoglicemizzanti (orali o mediante insulina).
  • Pazienti trattati con terapia intensiva: In pazienti trattati con una terapia intensiva, al fine di correggere rapidamente l'iperglicemia (entro le 6 settimane), la fruttosamina permette di valutare l'efficacia di una dieta o di una variazione nel trattamento del diabete mellito tipo 1 dopo un paio di settimane.
  • Diabete gestazionale: Indicata, in particolare, nella definizione del diabete gestazionale. La fruttosamina risulta avere una buona accuratezza diagnostica in caso di diabete mellito gestazionale e può essere applicata ogni mese per il controllo del diabete mellito pregestazionale.
  • Inaffidabilità dell'HbA1c: In generale, la determinazione della fruttosamina è indicata quando, per motivi tecnici, la misurazione dell'emoglobina HbA1c può risultare inaffidabile (esempio: emoglobinopatie e anemia). Il dosaggio della fruttosamina può essere richiesto quando la determinazione dell'HbA1c non può essere usata in modo affidabile.
  • Variazioni repentine nella terapia del diabete: la fruttosamina permette la valutazione dell’efficacia di terapie o di variazioni del regime alimentare in poche settimane rispetto ai mesi necessari per l’HbA1c.
  • Diminuita vita dei globuli rossi: il test dell’HbA1c non è accurato in quelle situazioni nelle quali la vita media dei globuli rossi risulta diminuita, come in presenza di anemia emolitica o perdite di sangue.
  • Presenza di varianti emoglobiniche: la presenza di alcune varianti emoglobiniche, come l’emoglobina S (HbS) nell’anemia falciforme, può influenzare alcune tecniche di misurazione dell’HbA1c.

Fruttosamina vs. Emoglobina Glicata (HbA1c)

Sia la fruttosamina che la HbA1c sono utilizzate per aiutare le persone diabetiche a controllare i propri livelli di glucosio nel sangue. L’emoglobina glicata (HbA1c) è un indice della concentrazione media di glucosio degli ultimi 2-3 mesi, poiché i globuli rossi hanno una vita media di circa 120 giorni.

Sia la fruttosamina che l’emoglobina glicata (HbA1c) sono usate in primo luogo come supporto nel monitoraggio dei livelli di glicemia in pazienti diabetici. Tuttavia, il test dell’HbA1c è maggiormente conosciuto e utilizzato. Nonostante la fruttosamina non sia largamente utilizzata, il test può essere utilizzato nel caso in cui il clinico voglia conoscere i livelli medi di glucosio e valutare le necessità di insulina nelle ultime 2-3 settimane.

Interpretazione dei Risultati

L'aumento dei valori di fruttosamina di solito indica un aumento di glucosio nel sangue: se il livello di proteine glicosilate aumenta, significa che il valore medio della glicemia nelle ultime 2-3 settimane è stato più elevato. Alti livelli di fruttosamina indicano che i valori medi di glicemia del paziente si sono mantenuti elevati nelle ultime 2-3 settimane.

In generale, maggiori sono i livelli di fruttosamina, più alta è la concentrazione media di glucosio nel sangue. In questo tipo di test, più che un risultato a se stante, è importante valutare l’andamento dei risultati del test in un certo periodo di tempo.

Se i risultati del test, inizialmente normali, tendono ad aumentare in un determinato periodo di tempo, significa che il paziente non sta effettuando un controllo glicemico adeguato. Tuttavia questo andamento non da informazioni riguardanti la causa di questi aumenti. Per mantenere i livelli di glucosio entro i livelli di sicurezza, al paziente può essere richiesta una variazione di stili di vita (soprattutto di effettuare esercizio fisico) e del regime alimentare. Nell’interpretazione dei risultati tuttavia si deve tener conto anche di eventuali stati di malessere e/o stress che possono portare ad aumenti temporanei dei livelli di glucosio.

Livelli normali di fruttosamina possono indicare invece un buon controllo glicemico e l’efficacia della terapia. Allo stesso modo, la diminuzione dei livelli di fruttosamina nel tempo possono essere indicativi dell’efficacia dei cambiamenti effettuati riguardo il piano terapeutico.

I risultati del dosaggio della fruttosamina devono comunque essere valutati nel contesto del quadro clinico complessivo del paziente. La diminuzione dei livelli di proteine totali e/o di albumina correlati con le condizioni associate ad aumento di perdita di proteine nelle urine o nel tratto gastrointestinale o alla diminuzione di sintesi proteica dell’organismo, possono portare a risultati falsamente bassi. In questi casi vi può quindi essere una discrepanza tra i valori di glicemia giornalieri e il risultato della fruttosamina. Anche le oscillazioni dei livelli di glucosio nel sangue possono fornire risultati di fruttosamina e di HbA1c nella norma; queste condizioni necessitano quindi di monitoraggi più frequenti.

NOTA: non è disponibile un intervallo di riferimento univoco per l'indagine. Si ricorda che i valori di riferimento possono differire tra i vari laboratori, poiché dipendono da molti fattori, tra i quali la popolazione di riferimento ed i metodi analitici. Il referto di laboratorio dovrebbe indicare gli intervalli di riferimento specifici per ogni analisi.

Fattori che possono influenzare i risultati:

  • Malattie tiroidee
  • Eccesso di bilirubina nel sangue
  • Alterata composizione proteica del plasma sanguigno
  • Cirrosi epatica

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