Miomectomia Laparoscopica: Informazioni Dettagliate

La miomectomia è l'operazione chirurgica con cui si eliminano i fibromi uterini. Questo intervento viene preso in considerazione quando i fibromi all'utero sono sintomatici e fastidiosi. La rimozione dei fibromi uterini per via laparoscopica ha trovato il massimo sviluppo negli anni novanta, anche se è ancora molto diffusa la miomectomia per via laparotomica.

Un fibroma uterino (altrimenti noto come leiomioma o mioma uterino) è un tumore benigno dell'utero, che può formarsi sul lato interno o sul lato esterno dell'organo.

I fibromi uterini sono considerati i tumori più comuni dell'utero. Simili a dei noduli, sono costituiti da un numero esiguo di cellule muscolari e da una cospicua quantità di tessuto fibroso.

La miomectomia si pratica quando i fibromi uterini sono sintomatici (cioè provocano uno o più sintomi) e non permettono, alla donna affetta, di condurre una vita normale. La miomectomia è preferibile all'isterectomia (cioè all'intervento di rimozione completa dell'utero), perché preserva l'utero consentendo alla donna operata in età fertile di avere dei figli in futuro.

Cos'è il Fibroma Uterino?

Il fibroma uterino (o mioma) è la patologia più frequente tra le donne in età fertile. Si tratta di una formazione di tessuto fibroso di forma più o meno sferica, che cresce nella parete dell’utero e che può interferire con la fertilità.

Quando si forma il fibroma uterino?

Il fibroma uterino tende a crescere in gravidanza e a ritornare alle dimensioni originarie dopo il parto. Anche nel periodo che precede la menopausa può ingrandirsi. Durante la menopausa invece tendono a regredire.

Dove si forma?

I fibromi possono formarsi sulla superficie dell’utero (sottosierosi) e talvolta sono forniti di un piccolo peduncolo: in questo caso si chiamano peduncolati o sessili, mentre nei casi opposti vengono definiti a larga base d’impianto. Possono anche trovarsi nella parete uterina, non sporgenti o poco sporgenti sulla superficie, in questo caso sono detti intramurali: questi fibromi possono protendersi anche all’interno della cavità uterina o esserle fortemente connessi.

Tecniche Chirurgiche per la Miomectomia

Le tecniche chirurgiche che i medici possono adottare sono essenzialmente tre: laparoscopia, laparotomia e isteroscopia. Il fibroma uterino, sotto indicazione chirurgica, viene asportato con tecnica laparoscopica o, in casi selezionati, con la chirurgia robotica. L’intervento chirurgico è definito “miomectomia” e prevede, tramite accesso laparoscopico con 4 vie di ingresso, che il mioma venga enucleato e poi asportato.

Miomectomia Laparoscopica

La laparoscopia è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, che consente di operare senza la pratica di grandi incisioni cutanee; l'intervento, infatti, prevede due o tre incisioni di piccole dimensioni, le quali servono al chirurgo per introdurre il laparoscopio (un apparecchio dotato di luce e telecamera) e la strumentazione chirurgica. La miomectomia laparoscopica, che richiede l'anestesia generale, è adatta per uteri con al massimo due fibromi; questi, inoltre, devono misurare non più di 5-6 centimetri ed essere situati sulla parete esterna dell'utero (sottosierosi).

La chirurgia laparoscopica, oltre ad evitare la cicatrice sull'addome, sembra ridurre la possibilità di aderenze, fattore importante soprattutto in età fertile nella donna che cerca figli. L’approccio laparoscopico ha innegabili vantaggi se paragonato alla tecnica open (detta laparotomica), come un ridotto dolore post-operatorio e tempo di ospedalizzazione con recupero più rapido, ridotto tasso di complicanze post-operatorie e formazione di aderenze, ma anche migliori risultati estetici.

Miomectomia Robotica

La miomectomia robotica è un intervento di laparoscopia in cui il chirurgo, anziché operare in prima persona, guida uno strumento robotico dotato di braccia meccaniche, le quali, di fatto, sostituiscono le sue mani. Ciò permette un elevata precisione dell'intervento.

Miomectomia Addominale (Laparotomia)

Gli interventi chirurgici eseguiti in laparotomia prevedono l'apertura dell'addome mediante un'incisione di diversi centimetri sulla pancia. Ciò rende la procedura invasiva e la fase post-operatoria assai lunga. La miomectomia addominale, che prevede l'anestesia generale, è indicata per gli uteri ricoperti da diversi fibromi di grandi dimensioni.

L'incisione sull'addome può essere orizzontale o verticale, a seconda della posizione e delle caratteristiche dei fibromi. Conclusa la procedura, il chirurgo richiude l'addome della paziente con dei punti di sutura.

Alla base della scelta chirurgica di eseguire ancora oggi la miomectomia laparotomica ci sono l’esperienza del chirurgo ginecologo e la qualità della sutura, ma è dimostrato che la sutura laparoscopica ha le stesse caratteristiche di quella eseguita con laparotomia.

Nell’atto pratico, in una paziente di 40-45 anni con massa uterina di incerto potenziale neoplastico e desiderio riproduttivo non ancora soddisfatto, è consigliato un approccio chirurgico di tipo laparotomico.

Miomectomia Isteroscopica

La miomectomia isteroscopica è una tecnica chirurgica minimamente invasiva, che si esegue introducendo nell'utero, attraverso la vagina e la cervice uterina, uno strumento particolare chiamato resettoscopio. Il resettoscopio, oltre a possedere una luce e una telecamera collegata a un monitor esterno, è munito di una sorgente di scariche elettriche: tali scariche servono al chirurgo per eliminare il tessuto che costituisce i fibromi uterini.

La miomectomia isteroscopica è appropriata per i fibromi all'utero di taglia medio-grande e del tipo sottomucoso. Si può eseguire in anestesia generale o in anestesia spinale.

Preparazione alla Miomectomia

La preparazione alla miomectomia è molto semplice; inoltre, se si seguono scrupolosamente le indicazioni del medico, è raro che insorgano complicazioni.

La miomectomia è un intervento chirurgico che prevede l'anestesia generale o l'anestesia spinale, pertanto, prima di poterlo eseguire, bisogna sottoporre la donna da operare ai seguenti controlli clinici:

  • Esame obiettivo accurato
  • Analisi del sangue completa
  • Valutazione della storia clinica (malattie sofferte in passato, eventuali allergie a farmaci anestetici, medicinali assunti al momento dei controlli ecc.)
  • Elettrocardiogramma

Se non emergono controindicazioni di alcun genere, il medico illustra alla paziente tutto ciò che prevede l'operazione, incluse le raccomandazioni pre- e post-operatorie, il tipo di anestesia prevista, la tecnica chirurgica utilizzata, la durata prevista dell'intervento e i tempi di recupero.

Raccomandazioni Pre- e Post-Operatorie

Affinché l'intero intervento proceda per il meglio, il paziente è tenuto a:

  • Prima della miomectomia, sospendere qualsiasi eventuale assunzione farmacologica a base di antiaggreganti (aspirina), anticoagulanti (warfarin) e antinfiammatori (FANS); tale interruzione si rende necessaria perché questi farmaci, riducendo la capacità coagulativa del sangue, predispongono a gravi emorragie.
  • Nel giorno della miomectomia, presentarsi a digiuno completo da almeno la sera precedente, in quanto è prevista l'anestesia generale o l'anestesia spinale.
  • Dopo l'intervento, farsi accompagnare a casa da un familiare o da un amico.

Al ritorno a casa è possibile camminare e salire le scale, ma senza stancarsi, fare la doccia, ricordandosi di rimuovere le medicazioni bagnate, disinfettare le ferite e coprirle con nuove medicazioni.

Rischi e Complicazioni

La miomectomia è sicura. Tuttavia, rimane pur sempre un intervento chirurgico, quindi non è completamente esente da rischi.

  • Perdite di sangue (emorragie) eccessive.
  • Peggioramento dello stato di anemia.
  • Formazione di tessuto cicatriziale.
  • Maggior rischio di complicanze durante le gravidanze successive all'intervento.
  • Necessità di ricorrere all'isterectomia.

Tempi di Recupero

  • Miomectomia addominale: trattandosi di un intervento molto invasivo, potrebbe essere necessario un ricovero di diversi giorni, anche 3 o 4. Tempi di recupero previsti: 4-6 settimane.
  • Miomectomia laparoscopica: richiedendo l'anestesia generale, prevede che la paziente trascorra almeno una notte in ospedale, per motivi del tutto precauzionali. Tempi di recupero stimati: 2-3 settimane.
  • Miomectomia isteroscopica: se eseguita in anestesia spinale, la paziente può essere dimessa già qualche ora dopo l'intervento.

Dopo una miomectomia, l'utero ha bisogno di circa 3 mesi per guarire completamente: i medici, pertanto, consigliano di attendere almeno 90 giorni prima di avere una gravidanza.

Risultati

I risultati della miomectomia sono abbastanza soddisfacenti. Molto spesso, infatti, i sintomi provocati dai fibromi scompaiono e la fertilità aumenta.

Alternative alla Miomectomia

Se i fibromi causano disturbi importanti (emorragie, dolori) e non rispondono alla terapia medica, probabilmente sarebbe meglio toglierli. Le terapie più frequentemente utilizzate sono quelle chirurgiche che, a seconda dei casi, prevedono la rimozione di tutto l'utero (isterectomia) o dei singoli fibromi (miomectomia). Per l'asportazione dei fibromi esistono diverse tecniche chirurgiche (isteroscopia, laparoscopia, laparotomia) e la scelta dipende dalla sede, dalle dimensioni e dal numero dei fibromi.

Negli ultimi decenni tuttavia la scelta terapeutica per le donne con fibromi sintomatici si è allargata ulteriormente con una efficace alternativa non chirurgica, l'embolizzazione delle arterie uterine.

L'embolizzazione arteriosa, rappresenta l'alternativa alla chirurgia dei fibromi uterini sintomatici. Inizialmente riservata esclusivamente a donne tra i 38 e i 48 anni non più desiderose di avere una gravidanza, fu successivamente estesa anche a donne giovani desiderose invece di conservare la propria fertilità.

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