La loro incidenza varia tra il 20 e l’80% della popolazione femminile, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni. I fibromi interessano 24 milioni di donne in Europa: si registrano oltre tre milioni di casi in Italia, paese con la più alta prevalenza nella fascia d’età 40-49 anni. L’età media alla diagnosi è 35 anni. Ne sono più soggette le donne di origine afroamericana. I fibromi tendono inoltre a manifestarsi più frequentemente nelle donne di una stessa famiglia, a causa di una predisposizione di tipo genetico.
Sembra, poi, che la loro crescita sia stimolata da elevati livelli di estrogeni e progesterone. L’età precoce della prima mestruazione, l’obesità, la prima gravidanza in età tardiva sono anch’esse situazioni che favoriscono lo sviluppo dei miomi, perché l’esposizione prolungata agli estrogeni attiva particolari recettori presenti nella membrana del miometrio. La cellula muscolare (mioblasta) prolifera e si forma il fibroma.
Dove si sviluppano i fibromi
I fibromi possono svilupparsi in ognuno dei tre strati da cui è formata la parete dell’utero. I fibromi possono formarsi in vari punti della mucosa uterina e prendono il nome a seconda della localizzazione.- Fibromi Intramurali: Il tipo più diffuso, che riguarda circa la metà delle donne soggette a questo problema, sono i fibromi intramurali. Si sviluppano nella parete muscolare uterina e possono aumentare di volume fino a far percepire alla donna l’utero più grande del normale. Causano sanguinamento abbondante durante il flusso, dolore ai rapporti, infertilità.
- Fibromi Sottosierosi: Piuttosto frequenti (35% dei casi) sono i fibromi sottosierosi, che si sviluppano nella parete esterna dell’utero e crescono verso l’esterno, sporgendo nella pelvi. Solitamente non incidono sul flusso mestruale né causano eccessivo sanguinamento, ma possono provocare dolore alla penetrazione e anche semplicemente alla pressione, in base anche alla grandezza del fibroma, sul retto e sulla vescica.
- Fibromi Sottomucosi: La tipologia meno comune sono i fibromi sottomucosi (nel 5% dei casi). Si sviluppano all’interno della cavità uterina e sono quelli che causano i disturbi più seri. Infatti possono provocare mestruazioni abbondanti responsabili di forme di anemia da carenza di ferro e infertilità.
I fibromi sottosierosi e sottomucosi possono essere anche peduncolati, ossia possono essere attaccati alla parete uterina esterna (nel caso dei sottosierosi) o interna (per i sottomucosi) mediante un sottile filamento di tessuto fibroso, chiamato appunto peduncolo.
I più comuni crescono verso l’esterno. Crescendo, possono anche causare disturbi urinari perché premono sulla vescica o stipsi, se insistono sul retto. I fibromi asintomatici possono causare i primi sintomi durante una gravidanza.
Sintomi dei Fibromi Uterini
Non sempre i fibromi danno disturbi. Quando sono piuttosto piccoli, da qualche millimetro a due-tre centimetri, spesso la donna non si accorge nemmeno di averli. In questi casi i fibromi, soprattutto quelli sottosierosi e intramurali, vengono individuati nel corso della normale visita ginecologica.Possono però causare dolore pelvico, cicli emorragici, anemia, difficoltà durante i rapporti sessuali, sintomi di compressione su vescica e retto e addirittura impossibilità a concepire: in una parola, incidono pesantemente sulla qualità della vita. In circa la metà dei casi si verificano sintomi quali sanguinamento anomalo e perdite di sangue intermestruali, ma anche vere e proprie emorragie in coincidenza con le mestruazioni.
Oltre al dolore pelvico e al senso di compressione locale, si verificano disturbi urinari con incontinenza e aumento della frequenza delle minzioni: il fibroma infatti, esercitando una pressione sulla vescica (che è anatomicamente situata davanti all’utero), stimola l’esigenza di urinare anche se la vescica non è ancora del tutto piena.
Conseguenze molto serie sono le difficoltà al concepimento e l’infertilità, perché le dimensioni o la localizzazione di un fibroma possono impedire l’annidamento dell’ovulo fecondato sulla mucosa uterina o addirittura impedire l’incontro tra ovocita e spermatozoo. Un fibroma che si accresce nella tunica sottomucosa, con sviluppo verso la cavità uterina, può causare difficoltà di accrescimento del bambino o predisporre a un aborto spontaneo. Fibromi multipli, o posti sotto l’inserzione della placenta, possono causare parti prematuri e anche emorragie dopo il parto.
Non sempre un fibroma causa problemi per le sue dimensioni: può essere determinante la localizzazione. I fibromi sottomucosi, anche se piccoli, possono provocare flussi abbondanti e prolungati, con perdita di ferro cinque o sei volte più elevata del normale e conseguente anemia, a sua volta associata a stanchezza, rischio di depressione, perdita di desiderio sessuale, difficoltà nel concepimento. I fibromi sottosierosi, invece, possono raggiungere dimensioni di 7-9 centimetri e premere sulla vescica, generando senso di peso sul bacino, minzioni più frequenti, ripetuti risvegli notturni per andare in bagno.
Il fibroma uterino, anche se è un problema di tipo benigno, ha un impatto negativo sulla qualità di vita perché coinvolge non solo la sfera intima, ma anche quella relazionale, sociale e lavorativa. Secondo un recente studio, i fibromi uterini hanno un impatto negativo sulla qualità di vita per il 54% delle donne che ne sono soggette. I problemi interessano in particolare la vita sessuale (43%), la resa sul lavoro (28%) e le relazioni interpersonali (27%).
Anche attività comuni come lo svolgimento dei lavori domestici (26%) e la pratica dell’attività sportiva (20%) sono rese problematiche dai disturbi dovuti al fibroma. Perfino la scelta dell’abbigliamento rappresenta un momento di difficoltà, perché molte donne tendono a nascondere lo stato fisico non ottimale e il senso di imbarazzo ad esso legato.
I problemi più grossi sono legati alla sfera riproduttiva e sessuale. Se il fibroma causa infertilità, e la donna prova un forte desiderio di maternità, possono nascere forme di depressione in grado di ledere il desiderio e l’eccitazione centrale, sia attraverso una ridotta attività del sistema dopaminergico, sia attraverso la riduzione della motivazione ad avere rapporti sessuali. La perdita di desiderio può anche essere correlata all’anemia sideropenica, dovuta al sanguinamento abbondante e prolungato. L’anemia causa debolezza e predispone anch’essa ad ansia e depressione, che a loro volta hanno un significativo impatto sulla sessualità. Le donne anemiche hanno un rischio doppio di depressione rispetto a chi non ne è affetto.
Il ferro contribuisce a un ottimale equilibrio di dopamina e serotonina, neurotrasmettitori che regolano il desiderio e l’interesse sessuale. Anche i sanguinamenti prolungati e abbondanti tendono inevitabilmente a ridurre la frequenza dei rapporti. Inoltre la donna avverte dispareunia profonda e questa sensazione rappresenta una forte inibizione per l’eccitazione. La scarsa frequenza dei rapporti può essere anche dovuto al timore dell’uomo di provocare dolore alla partner.
Diagnosi dei Fibromi Uterini
La diagnosi si effettua durante una visita ginecologica. Una buona anamnesi e un approfondito esame obiettivo generano il sospetto che viene poi confermato dall’Ecografia Transvaginale (ecografia interna) o dalla Sonoisterografia. In quest’ultimo caso l’ecografia viene effettuata dopo avere introdotto una piccola quantità di soluzione fisiologica nell’utero.Per avere la conferma della presenza dei fibromi è possibile effettuare esami come l’ecografia pelvica per via transvaginale. L’isteroscopia diagnostica si rivela utile soprattutto per i fibromi sottomucosi.
Se un fibroma peduncolato cresce rapidamente, oppure si rompe o, ancora, va incontro a torsione sul peduncolo stesso, possono comparire nausea, vomito, dolore pelvico intenso e improvviso. In questo caso è necessario l’intervento chirurgico per l’asportazione del fibroma stesso. In realtà sarebbe opportuno non arrivare mai a questo punto: una donna alla quale viene scoperto un fibroma uterino deve tenerlo sotto controllo con visite ginecologiche regolari e con l’ecografia transvaginale, per controllare che non si accresca improvvisamente e non sia a rischio di torsione.
Quando Effettuare Ulteriori Esami
In ogni caso, se una donna presenta episodi di sanguinamento oltre alla mestruazione, è necessario effettuare:- Visita ginecologica
- Pap-test
- Ecografia transvaginale con colordoppler
- Eventuale isteroscopia con biopsia, per escludere la presenza di un carcinoma uterino
Ecografia Uterina: Un Approfondimento
L'ecografia uterina è una tecnica di imaging non invasiva che utilizza onde sonore ad alta frequenza per creare immagini dell'utero. Queste immagini forniscono preziose informazioni sulla struttura, la forma e le condizioni dell'utero, consentendo ai medici di diagnosticare e monitorare una vasta gamma di patologie.
Tipologie di Ecografia Uterina
Esistono principalmente due tipologie di ecografia uterina:
- Ecografia Transaddominale: In questa procedura, una sonda ecografica viene posizionata sull'addome inferiore. È spesso utilizzata come prima linea di indagine, specialmente in pazienti che non sono candidate all'ecografia transvaginale. Per una visualizzazione ottimale, la vescica deve essere piena, fungendo da finestra acustica.
- Ecografia Transvaginale: Questa tecnica prevede l'inserimento di una sonda ecografica sottile nella vagina. Offre immagini più dettagliate dell'utero e delle ovaie perché la sonda è più vicina agli organi riproduttivi. Non richiede una vescica piena.
Indicazioni per l'Ecografia Uterina
L'ecografia uterina è indicata in una varietà di situazioni cliniche, tra cui:
- Sanguinamento Uterino Anomalo
- Dolore Pelvico
- Infertilità
- Valutazione Post-Menopausale
- Monitoraggio della Gravidanza
- Localizzazione di IUD
- Sospetto di Malformazioni Uterine
Cosa Rivela l'Ecografia Uterina
L'ecografia uterina può rivelare una vasta gamma di condizioni, tra cui:
- Fibromi Uterini (Leiomiomi)
- Polipi Endometriali
- Iperplasia Endometriale
- Cancro dell'Endometrio
- Adenomiosi
- Cisti Ovariche
- Anomalie Congenite
- Malposizionamento o Complicazioni dell'IUD
- Raccolte di Liquido
Preparazione all'Ecografia Uterina
La preparazione per un'ecografia uterina dipende dal tipo di ecografia che verrà eseguita:
- Ecografia Transaddominale: È necessario bere diversi bicchieri d'acqua un'ora prima dell'esame per riempire la vescica.
- Ecografia Transvaginale: Non è necessaria alcuna preparazione speciale. Si consiglia di svuotare la vescica prima dell'esame.
Vantaggi dell'Ecografia Uterina
- Non Invasiva
- Sicura
- Rapida
- Accessibile
- Versatile
La localizzazione, il numero e le dimensioni dei fibromi, che generalmente sono più di uno contemporaneamente, sono determinanti per comprenderne natura e sintomi, così come per studiare il giusto trattamento. Data la frequente asintomaticità in caso di fibromi di piccole dimensioni, è abbastanza comune rilevare la presenza di miomi all’utero solo grazie a esami che hanno altri obiettivi.
Per quanto riguarda i possibili rischi, tutto è legato alle caratteristiche dei miomi uterini e al loro sviluppo. Se hanno subito una torsione, i fibromi peduncolati possono andare in necrosi e devono essere rimossi con intervento urgente. Altre particolarità possono manifestarsi durante un’eventuale crescita delle dimensioni: i fibromi intramurali o i miomi sottomucosi possono perfino alterare la forma stessa dell’utero.
Fibroma Intramurale: Un Caso Specifico
Tra i miomi uterini spicca il fibroma intramurale, tumore benigno che si sviluppa intorno alla parete uterina, provocando una variazione della struttura e del volume dell'utero. Generalmente, le donne in età fertile sono i bersagli "preferiti" dai fibromi intramurali. Il più delle volte, i fibromi intramurali sono asintomatici e come tali non comportano sintomi nella donna: non a caso, molti fibromi sono diagnosticati casualmente, durante una normale visita di controllo.
Quando invece il fibroma intramurale implica conseguenze, la donna potrebbe lamentare metrorragia (sanguinamenti inattesi e dolorosi nel periodo intramestruale), oltre a polimenorrea associata ad anemia e a dolori addominali. La metrorragia rappresenta un evento frequente se il tumore intramurale provoca ulcerazione. In alcune donne affette da fibroma intramurale si è registrata una difficoltà nel rimanere incinta e una maggiore probabilità di aborti spontanei; in alcuni rari casi, la donna potrebbe manifestare sintomi di infertilità (non riesce a portare a termine la gravidanza).
Per la risoluzione del fibroma intramurale, il ginecologo può asportare chirurgicamente il tumore, oppure consigliare di sottoporsi all'embolizzazione o alla termoablazione (distruzione del tumore mediante calore).
Trattamenti per i Fibromi Uterini
Non sempre è necessario intervenire su un fibroma: se non causa disturbi di tipo compressivo, non dà dolore e una donna riesce ad avere una gravidanza, non occorre alcun trattamento. È ovviamente necessario controllare il fibroma con una certa regolarità, per escludere che, con il tempo, possa aumentare di volume. Si decide di trattare la formazione se causa dolore, cicli mestruali emorragici con conseguente anemia e infertilità, incidendo sulla qualità della vita.Esistono tre possibilità di cura: con i farmaci, con la chirurgia, che può essere tradizionale o mininvasiva, oppure con trattamenti che mirano all’eliminazione o alla riduzione del fibroma con varie tecniche.
- Terapia Farmacologica: I più utilizzati sono: gli agonisti del GnRH (che diminuiscono la produzione di estrogeni e progesterone) e i Progestinici (che riducono il sanguinamento, ma non sempre il volume del fibroma). Quando il fibroma crea dolore ed eccessivo sanguinamento (con conseguente anemia), il ginecologo può prescrivere un trattamento con i farmaci. Questo si basa sulla somministrazione di antinfiammatori e antiemorragici, che alleviano il dolore e riducono il sanguinamento, ma non è in grado di portare alla scomparsa della formazione. Spesso viene seguita una cura di tipo ormonale, somministrando gli analoghi del GnRH (Gonadotropin-Releasing Hormone): si tratta di una cura che agisce riducendo i livelli di estrogeni e progesterone attraverso l’induzione di uno stato pseudo-menopausale, che blocca la mestruazione determinando una riduzione delle dimensioni del fibroma e un miglioramento dell’anemia. Il trattamento si assume per iniezione, mensile o trimestrale. L’utilizzo degli analoghi del GnRH deve essere però limitato a un massimo di sei mesi, perché può causare perdita di massa ossea e quindi rischio di fratture, vampate di calore, stanchezza, cefalea e riduzione del desiderio sessuale. I modulatori selettivi del recettore del progesterone (SPRMs) costituiscono una classe di molecole in grado di modulare l’attività del progesterone con effetto diretto sui fibromi, riducendone le dimensioni, sull’ipofisi, inducendo amenorrea, e sull’endometrio, bloccando il sanguinamento uterino.
- Chirurgia: Un tempo, l’unica soluzione era l’asportazione chirurgica dell’utero, ossia l’isterectomia. Questa soluzione, oltre a comportare una serie di rischi legati all’intervento (sanguinamento post operatorio, dolore, aderenze, incontinenza), eliminava per sempre la possibilità di avere un figlio, anche se la donna era in età fertile e cercava una gravidanza. Oggi i progressi scientifici mettono a disposizione altre soluzioni, che vanno discusse con il ginecologo e che si basano su diversi fattori, tra i quali l’età della donna, il fatto che abbia già dei figli e che cerchi ancora una gravidanza, l’intensità dei sintomi, il desiderio di mantenere comunque l’utero che da molte donne è considerato come un simbolo di femminilità e non soltanto come il “contenitore” del feto. Oggi, se possibile, si cerca di evitare l’asportazione dell’utero, anche tenendo conto che non è una possibilità che le donne, pur con fibromi sintomatici, prendono volentieri in considerazione.
Intervento Chirurgico
L’operazione viene scelta nel caso in cui la donna presenti disturbi invalidanti a causa del volume del mioma stesso. Si decide di operare anche quando la formazione compromette la fertilità e la donna desidera invece progettare una gravidanza. Consiste nell’asportazione chirurgica del solo fibroma.
- Miomectomia: Può essere eseguita per via laparotomica. Oggi però la miomectomia viene effettuata prevalentemente per via laparoscopica. In questo modo non restano cicatrici visibili e la donna si riprende prima e meglio. L’intervento mantiene intatto il tessuto uterino e la sua funzione riproduttiva. In circa il 10-15 per cento dei casi, però, dopo alcuni anni si è costretti a intervenire nuovamente a causa di una recidiva.
- Isterectomia: E' l’asportazione completa dell’utero, che si effettua quando il fibroma è molto grosso o causa seri problemi come un elevato sanguinamento. Compromette la capacità riproduttiva, con notevole stress fisico e psicologico. Per questo viene eseguita solo se strettamente necessaria. Si esegue in anestesia generale. L’isterectomia è considerata un trattamento definitivo perché, oltre ad asportare il fibroma, elimina il rischio che si riformi.
- Resezione Isteroscopica: E' una tecnica chirurgica mini invasiva conservativa, riservata ai fibromi sottomucosi di diametro massimo di 2-2,5 centimetri, e che mantiene la funzionalità riproduttiva dell’utero pur asportando la formazione. Viene eseguita per via vaginale, in anestesia spinale.
Utero Ingrossato: Cosa Significa?
Utero ingrossato è l'espressione gergale che indica un'espansione dell'utero oltre le sue normali dimensioni. L'utero ingrossato riconosce diverse cause, sia di natura patologica che non patologica. La gravidanza è una delle principali cause non patologiche di utero ingrossato. Conosciuti come leiomiomi o miomi uterini, i fibromi uterini sono tumori benigni dell'utero, che possono svilupparsi sia sul lato interno che sul lato esterno dell'organo. Per via della componente fibrosa che li costituisce, i fibromi uterini possono, se sono di grandi dimensioni, alterare drasticamente le proprietà elastiche dell'utero (N.B: il tessuto fibroso è simile al tessuto cicatriziale, che è un tessuto poco elastico, ritraente).
Nel 2016, una rivista medica ha pubblicato il caso di una paziente che, a causa di una diversi fibromi uterini, possedeva un utero ingrossato del peso di quasi 3 chilogrammi. Con il termine "adenomiosi" i medici intendono una condizione benigna (quindi non cancerosa), in cui una porzione di endometrio si sviluppa, in modo anomalo, in direzione del miometrio, invadendo lo spazio riservato a quest'ultimo (l'endometrio è lo strato cellulare più interno dell'utero nonché la tonaca mucosa di quest'organo; il miometrio, invece, è lo strato di cellule muscolari immediatamente precedente all'endometrio). L'adenomiosi è responsabile di utero ingrossato, perché determina lo sviluppo non previsto di strati di endometrio.
Diagnosi di Utero Ingrossato
Per la diagnosi di utero ingrossato, sono fondamentali le informazioni provenienti dall'esame pelvico e, nel caso in cui quest'ultimo non fosse sufficiente, da un'ecografia pelvica. Stilata la diagnosi, il passo successivo consiste nel capire la causa della condizione; per individuare il fattore causale all'origine dell'utero ingrossato, il medico potrebbe beneficiare delle indagini sopra indicate oppure potrebbe aver bisogno di ricorrere a ulteriori test più specifici (risonanza magnetica o TAC della pelvi).
L'esame pelvico è un esame obiettivo, durante il quale il medico (in genere un ginecologo) esamina manualmente, prima dall'esterno e poi anche dall'interno (grazie a uno speculum), la vagina, l'utero (cervice in particolare), il retto, le ovaie e il bacino. In altre parole, è un'analisi dei principali organi pelvici. Della durata di pochi minuti, l'esame pelvico permette una valutazione di carattere generale della salute ginecologica di una donna.
L'ecografia pelvica è una semplice ecografia esterna dell'area addominale inferiore. Del tutto indolore e senza alcuna ripercussione sulla salute dei pazienti (N.B: sfrutta gli ultrasuoni e non le radiazioni ionizzanti), l'ecografia pelvica consente lo studio sufficientemente dettagliato di tutti gli organi pelvici, ossia di: vescica, parte terminale dell'intestino (retto e sigma), il complesso prostata-dotti deferenti-vescichette seminali nell'uomo, e il complesso utero-vagina-tube di Falloppio-cervice-ovaie nella donna.
In molti frangenti, l'utero ingrossato non richiede una terapia specifica.
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