Il fibrinogeno, noto anche come fattore I della coagulazione, è una glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato. Il fibrinogeno è un fattore essenziale per la coagulazione del sangue. Entra in circolazione per favorire la coagulazione del sangue in caso di ferite, sanguinamenti o emorragie. Quando c'è una ferita e inizia il sanguinamento, si forma un coagulo attraverso una serie di passaggi (emostasi).
Questo articolo esplorerà tutto ciò che c’è da sapere sul fibrinogeno, con un focus particolare su sintomi, cause, diagnosi e trattamenti. Le analisi di questa glicoproteina possono essere sia qualitative che quantitative.
A cosa serve l’esame del fibrinogeno?
L’esame del fibrinogeno fa parte di quell’insieme di analisi che servono a valutare le capacità di coagulazione dell’organismo. Il test del fibrinogeno permette di valutare la concentrazione e la funzionalità del fibrinogeno presente nel sangue.
- Test di attività: determina la funzionalità del fibrinogeno durante la formazione del coagulo, ossia la sua capacità di essere convertito in fibrina. Il tempo che il coagulo impiega a formarsi è direttamente proporzionale all'attività della glicoproteina presente.
Il test qualitativo viene condotto su un campione di plasma al quale viene aggiunta una quantità standard di trombina, un enzima che favorisce la coagulazione del sangue.
Quando e perché viene prescritto l’esame del fibrinogeno?
Ci sono poi una serie di condizioni o alterazioni che possono spingere il medico a prescrivere il test del fibrinogeno.
Qual è il campione richiesto? Come ci si prepara all’esame?
Non è richiesta alcuna preparazione particolare per effettuare le analisi del fibrinogeno.
Cos’è il Fibrinogeno Alto?
Quando i livelli di fibrinogeno sono alti, il corpo sta rispondendo a una situazione di stress o infiammazione. Valori di fibrinogeno elevati in corrispondenza di un aumento delle proteine cosiddette di fase acuta quali, ad esempio, Proteina C Reattiva (PCR) o protrombina, sono associati solitamente a processi infiammatori in corso nell’organismo.
I valori normali del fibrinogeno nel sangue si aggirano tra 200 e 400 mg/dL. Tuttavia, è importante sapere che questi range possono variare leggermente a seconda del laboratorio.
Tuttavia, se il valore è inferiore a 200 mg/dL, si parla di fibrinogeno basso, mentre un valore superiore a 400 mg/dL è considerato fibrinogeno alto.
Fibrinogeno Alto: le cause
Ci sono alcune condizioni che comportano l’aumento del fibrinogeno in modo eccessivo, e che sono dunque da evitare o quantomeno monitorare - anche al di là del periodo della gravidanza. Le cause più comuni includono:
- l'aumento del peso, che a causa degli stati infiammatori cronici che spesso fanno seguito all’incremento può comportare anche un aumento del fibrinogeno;
- il fumo di sigaretta;
- la risposta acuta a un'infezione, durante la quale il corpo può aumentare la produzione di fibrinogeno come parte del suo meccanismo di difesa;
- la reazione a lesioni gravi, come le ustioni, che possono attivare i meccanismi di coagulazione e infiammazione del corpo, portando a un aumento di fibrinogeno;
- il processo di riparazione tissutale a seguito di ferite, che può implicare un incremento dei fattori della coagulazione, inclusi elevati livelli di fibrinogeno;
- le condizioni croniche, come l'artrite reumatoide, che possono causare livelli più alti di fibrinogeno a causa dell'infiammazione persistente;
- le malattie cardiovascolari che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni, come aterosclerosi o ipertensione, che possono influenzare i livelli di fibrinogeno.
Alte concentrazioni di fibrinogeno sono aspecifiche; per questo motivo, non indicano la causa del temporaneo aumento di fibrinogeno o la sede del disturbo. I suoi livelli, insieme alle cosiddette proteine di fase acuta (proteina C reattiva, fattori del complemento, protrombina ecc.), aumentano durante processi infiammatori di qualsiasi origine, nella ripresa da un intervento chirurgico e durante la gravidanza.
Valori cronicamente elevati di fibrinogeno, come anticipato, sono associati a un maggior rischio cardiovascolare (aumentata suscettibilità a malattie come trombosi, ictus, malattie coronariche, angina pectoris e infarto). Indipendentemente dalle cause, l'aumento dei valori di fibrinogeno è associato a un rialzo del rischio cardiovascolare. Il tabagismo è un altro dei fattori che può provocare un aumento anomalo del fibrinogeno, per cui smettere di fumare è un ottimo modo per normalizzare i livelli ematici di questa glicoproteina.
Fibrinogeno Alto in Gravidanza
Durante la gravidanza, il corpo della futura mamma subisce molte trasformazioni per prepararsi alla nascita. Durante la gravidanza, il fibrinogeno aumenta gradualmente, mese dopo mese, fino a raggiungere valori molto elevati nel sangue. Uno dei parametri da tenere d’occhio è il fibrinogeno, una delle proteine che favoriscono la coagulazione del sangue. In gravidanza, il fibrinogeno risulta fisiologicamente più elevato rispetto al normale, con valori che possono partire da 400 e arrivare fino a 700 mg/dl: il tuo corpo si prepara ad affrontare il parto, perciò l’aumento è funzionale a ridurre il rischio di emorragie prima, durante e dopo.
Il fibrinogeno alto in gravidanza è associato ad uno stato di ipercoagulabilità fisiologica. I livelli di fibrinogeno durante la gravidanza possono superare di molto quelli ritenuti normali (intervallo di riferimento per le donne incinte: 400-700 mg/dl) per diversi motivi. Nel corso della gestazione, il fibrinogeno alto è dovuto ad uno stato di ipercoagulabilità fisiologica (nota: in gravidanza anche la variazione di altri fattori della coagulazione è significativa).
Considerata la sua importanza, il fibrinogeno alto in gravidanza deve essere monitorato con estrema attenzione. Il fibrinogeno è un parametro che deve essere monitorato con attenzione da ginecologi e medici durante la gravidanza, attraverso le analisi del sangue.
Conseguenze del Fibrinogeno Alto in Gravidanza
A prescindere dalle cause, il fibrinogeno alto in gravidanza può comportare serie conseguenze per la mamma e il bambino:
- la preeclampsia: una condizione caratterizzata da ipertensione e spesso proteinuria, con serie ripercussioni specialmente durante la gestazione;
- casi di trombosi: a causa dell’aumento del rischio di formazione di coaguli di sangue;
- il distacco della placenta: che purtroppo può essere preludio di un aborto.
Il fibrinogeno alto in gravidanza oltre l'intervallo di riferimento (700 mg/ml) potrebbe indicare che il corpo della donna sta cercando di recuperare la normalità dopo una ferita, un'ustione o un grave trauma. Di solito, questi incrementi sono temporanei e tornano normali dopo che le patologie di base sono risolte.
Come controllare naturalmente il fibrinogeno
Uno stile di vita sano e attento contribuisce a tenere i valori di fibrinogeno nella norma. Durante la gravidanza, è possibile adottare dei piccoli accorgimenti e delle correzioni allo stile di vita che possono mantenere più facilmente i livelli di fibrinogeno nella normalità. Sono infatti ottimi trucchi naturali gli accorgimenti che già sono da adottare nel periodo della gravidanza, e in generale per una vita salutare:
- nutrirsi regolarmente con pasti ricchi di proteine e sali minerali e in particolare di acidi grassi omega-3 e omega-6;
- fare lunghe passeggiate o leggera attività fisica, per evitare di aumentare di peso rapidamente e/o in maniera eccessiva;
- assumere, dopo approvazione medica, integratori di acido folico o vitamina B9;
- evitare alcol, fumo e altri atteggiamenti che potrebbero mettere a rischio la gravidanza.
Fibrinogeno Basso: le cause
Anche un eventuale livello basso di fibrinogeno è da tenere sotto controllo, perché potrebbe aumentare il rischio di emorragie e sanguinamenti. Qualora i valori scendessero sotto la soglia dei 250-300 mg/dl durante la gravidanza, sarebbe opportuno fare un controllo ulteriore: infatti, tra le cause di fibrinogeno basso si registrano:
- patologie che interessano il fegato;
- grave malnutrizione;
- anemia;
- embolia;
- infezioni molto gravi;
- leucemia;
- eventuali deficit ereditari.
Come misurare il fibrinogeno?
La misurazione del fibrinogeno avviene tramite un semplice esame del sangue, spesso incluso in pacchetti diagnostici come il Profilo Coagulativo. I livelli di fibrinogeno si valutano con le analisi del sangue e, in particolar modo, con il test del tempo di protrombina.
- Metodo di Clauss: si basa sulla misurazione del tempo di coagulazione del plasma in presenza di un reagente che attiva il processo. La velocità di coagulazione è direttamente correlata alla concentrazione di fibrinogeno nel plasma.
È utile per valutare la funzionalità del sistema di coagulazione e per identificare eventuali alterazioni.
Il test più utilizzato per misurare il fibrinogeno consiste nel prelievo di un campione di sangue da una vena che viene centrifugato per separare il plasma sanguigno. Quest’ultimo viene poi analizzato per determinare la concentrazione della proteina al suo interno.
Oltre alla misurazione diretta del fibrinogeno, ci sono anche test correlati che possono fornire informazioni complementari sulla coagulazione, tra cui:
- Tempo di trombina: misura il tempo necessario per la formazione di un coagulo di fibrina dopo l’aggiunta di trombina al plasma.
- Tempo di tromboplastina parziale attivato (APTT): valuta l’efficienza della via intrinseca della coagulazione; misura il tempo necessario per la formazione di un coagulo di fibrina dopo l’aggiunta di una soluzione contenente fattori di coagulazione attivati dal plasma.
- Tempo di protrombina (PT): valuta l’efficienza della via estrinseca della coagulazione, misurando il tempo necessario per la formazione di un coagulo di fibrina dopo l’aggiunta di tromboplastina tissutale al plasma.
- D-dimero: misura la quantità di frammenti di fibrina degradati presenti nel plasma. I livelli elevati di D-dimero possono indicare la presenza di trombosi o coagulazione intravascolare disseminata (CID).
Tabella dei valori normali del fibrinogeno
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. È sempre meglio consultare i valori di riferimento specifici del laboratorio che esegue l'analisi.
| Condizione | Intervallo di riferimento (mg/dL) |
|---|---|
| Adulti non in gravidanza | 200 - 400 |
| Gravidanza | 400 - 700 |
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