Fibrinogeno Alto in Gravidanza: Cause, Rischi e Gestione a 36 Settimane

Gli esami del sangue in gravidanza sono molto importanti per il monitoraggio del buon adattamento del corpo della donna alla gestazione. Ovviamente la semplice lettura dei valori del sangue in gravidanza non basta per comprendere ogni aspetto della salute di mamma e bambino durante la gestazione, ma permette di indirizzare verso eventuali ulteriori esami solo le donne che ne hanno bisogno. Questo è un aspetto molto importante da sottolineare.

L’eccesso di medicalizzazione nel periodo della gravidanza può infatti accrescere nelle gestanti il senso di inadeguatezza e l’ansia verso ulteriori accertamenti. È molto importante seguire il calendario degli esami del sangue prestabilito dal professionista che segue la gestazione.

Tra i vari valori che vengono monitorati c’è il fibrinogeno, una particolare proteina che favorisce la coagulazione del sangue. In gravidanza risulta più alto del normale: quando l’aumento è fisiologico? Approfondiamo assieme cosa significa avere i livelli di fibrinogeno alti in gravidanza e quando questo fattore potrebbe essere fonte di preoccupazione.

Cos'è il Fibrinogeno?

Il fibrinogeno, o fattore I della coagulazione, è una glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato allo scopo di favorire la coagulazione del sangue. È un fattore molto importante perché entra in circolazione in tempi brevi in caso di ferite, sanguinamenti o emorragie: contribuisce a formare coaguli sanguigni e ad intrecciare le piastrine con i globuli rossi, portando alla guarigione della ferita.

Il fibrinogeno viene rilasciato in circolo in caso di necessità: quando c'è una ferita ed inizia il sanguinamento, questo fattore viene attivato per contribuire alla formazione di un coagulo. In particolare, la glicoproteina costituisce il substrato su cui agisce la trombina, un enzima proteolitico che determina la conversione del fibrinogeno in fibrina.

In uno degli ultimi step della cascata coagulativa, si viene a formare un intreccio proteico (dato dalla polimerizzazione della fibrina) che ingloba piastrine e globuli rossi tra le sue maglie.

Durante la gravidanza, la donna è sottoposta a periodici controlli sul proprio stato di salute. Tra i vari valori che vengono monitorati c’è il fibrinogeno, una particolare proteina che favorisce la coagulazione del sangue.

Di norma, negli uomini e nelle donne non incinte, i livelli di questo parametro dovrebbero aggirarsi tra i 200 ed i 400 mg/dl. Durante la gravidanza, il fibrinogeno aumenta gradualmente, mese dopo mese, fino a raggiungere valori molto elevati nel sangue.

Fibrinogeno Alto in Gravidanza: Valori Normali

Normalmente il range di riferimento del fibrinogeno è compreso tra i 150 e i 400 mg/dl. In gravidanza, il fibrinogeno risulta fisiologicamente più elevato rispetto al normale, con valori che possono partire da 400 e arrivare fino a 700 mg/dl: il tuo corpo si prepara ad affrontare il parto, perciò l’aumento è funzionale a ridurre il rischio di emorragie prima, durante e dopo.

Durante la gravidanza, un aumento rispetto a questo intervallo di riferimento è considerato fisiologico (non patologico). Nel corso della gestazione, il fibrinogeno alto è dovuto ad uno stato di ipercoagulabilità fisiologica (nota: in gravidanza anche la variazione di altri fattori della coagulazione è significativa).

In gravidanza, il range consentito è tra i 400 e i 700 mg/dl, qualora si verificassero valori al di fuori del range di accettabilità questi devono essere immediatamente riportati al normale.

Il fibrinogeno alto in gravidanza è un referto normale, almeno fino a quando rimane entro l'intervallo di riferimento indicato (400-700 mg/ml). Durante la gravidanza, il fibrinogeno aumenta gradualmente, mese dopo mese, fino a raggiungere valori molto elevati nel sangue.

Il fibrinogeno è un parametro che deve essere monitorato con attenzione da ginecologi e medici durante la gravidanza, attraverso le analisi del sangue.

Nota: l'intervallo di riferimento dell'esame può cambiare in funzione della strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

Il fibrinogeno alto in gravidanza è associato ad uno stato di ipercoagulabilità fisiologica. Considerata la sua importanza, il fibrinogeno alto in gravidanza deve essere monitorato con estrema attenzione.

Cause del Fibrinogeno Alto in Gravidanza

Esiste, infatti, una correlazione positiva tra il livello di fibrinogeno nel sangue e l'indice di massa corporea. Una delle cause più comuni dell'aumento del fibrinogeno in gravidanza è senza dubbio l'incremento di peso.

Ci sono alcune condizioni che comportano l’aumento del fibrinogeno in modo eccessivo, e che sono dunque da evitare o quantomeno monitorare - anche al di là del periodo della gravidanza. Le cause più comuni includono:

  • l'aumento del peso, che a causa degli stati infiammatori cronici che spesso fanno seguito all’incremento può comportare anche un aumento del fibrinogeno;
  • il fumo di sigaretta;
  • la risposta acuta a un'infezione, durante la quale il corpo può aumentare la produzione di fibrinogeno come parte del suo meccanismo di difesa;
  • la reazione a lesioni gravi, come le ustioni, che possono attivare i meccanismi di coagulazione e infiammazione del corpo, portando a un aumento di fibrinogeno;
  • il processo di riparazione tissutale a seguito di ferite, che può implicare un incremento dei fattori della coagulazione, inclusi elevati livelli di fibrinogeno;
  • le condizioni croniche, come l'artrite reumatoide, che possono causare livelli più alti di fibrinogeno a causa dell'infiammazione persistente;
  • le malattie cardiovascolari che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni, come aterosclerosi o ipertensione, che possono influenzare i livelli di fibrinogeno.

Rischi Associati al Fibrinogeno Alto

Valori troppo alti di fibrinogeno in gravidanza devono essere immediatamente riportati all'interno dei range di accettabilità.

Il fibrinogeno alto in gravidanza oltre l'intervallo di riferimento (700 mg/ml) potrebbe indicare che il corpo della donna sta cercando di recuperare la normalità dopo una ferita, un'ustione o un grave trauma. Va ricordato, infatti, che il fibrinogeno è una proteina di fase acuta, perciò le quantità della proteina possono aumentare rapidamente in tutte le condizioni che causano infiammazione o danno tissutale.

Alte concentrazioni di fibrinogeno in gravidanza sono aspecifiche, quindi non indicano la causa del temporaneo aumento del parametro o la sede dell'eventuale disturbo sottostante. Di solito, questi incrementi sono temporanei e tornano normali dopo che le patologie di base sono risolte.

A prescindere dalle cause, il fibrinogeno alto in gravidanza può comportare serie conseguenze per la mamma e il bambino:

  • la preeclampsia: una condizione caratterizzata da ipertensione e spesso proteinuria, con serie ripercussioni specialmente durante la gestazione;
  • casi di trombosi, a causa dell’aumento del rischio di formazione di coaguli di sangue;
  • il distacco della placenta, che purtroppo può essere preludio di un aborto.

Fibrinogeno Basso in Gravidanza: Cause e Rischi

Anche un eventuale livello basso di fibrinogeno è da tenere sotto controllo, perché potrebbe aumentare il rischio di emorragie e sanguinamenti.

Valori troppo bassi di fibrinogeno in gravidanza aumentano il rischio di sanguinamento del cordone ombelicale, aborto spontaneo e gravi emorragie. Perciò, qualora i livelli di fibrinogeno scendessero sotto la soglia dei 250-300 mg/dl durante la gestazione, è importante rivolgersi immediatamente al proprio ginecologo o medico curante.

Qualora i valori scendessero sotto la soglia dei 250-300 mg/dl durante la gravidanza, sarebbe opportuno fare un controllo ulteriore: infatti, tra le cause di fibrinogeno basso si registrano:

  • patologie che interessano il fegato;
  • grave malnutrizione;
  • anemia
  • embolia;
  • infezioni molto gravi;
  • leucemia;
  • eventuali deficit ereditari.

Come Controllare Naturalmente il Fibrinogeno

Durante la gravidanza, è possibile adottare dei piccoli accorgimenti e delle correzioni allo stile di vita che possono mantenere più facilmente i livelli di fibrinogeno nella normalità.

Uno stile di vita sano e attento contribuisce a tenere i valori di fibrinogeno nella norma. Sono infatti ottimi trucchi naturali gli accorgimenti che già sono da adottare nel periodo della gravidanza, e in generale per una vita salutare:

  • nutrirsi regolarmente con pasti ricchi di proteine e sali minerali e in particolare di acidi grassi omega-3 e omega-6;
  • fare lunghe passeggiate o leggera attività fisica, per evitare di aumentare di peso rapidamente e/o in maniera eccessiva;
  • assumere, dopo approvazione medica, integratori di acido folico o vitamina B9;
  • evitare alcol, fumo e altri atteggiamenti che potrebbero mettere a rischio la gravidanza.

Tenere sotto controllo le analisi sarà sufficiente per monitorare l’andamento di questo valore senza allarmismi e potendo intervenire tempestivamente in caso di necessità. Provare ansia in gravidanza è normale, ma non c’è motivo di agitarsi: il team di specialisti che ti circonda controllerà con te tutti i tuoi parametri.

Trombosi e Gravidanza

“In gravidanza il meccanismo della coagulazione sanguigna subisce dei cambiamenti progressivi: col passare dei mesi e l'approssimarsi della nascita, il sangue della futura mamma tende a coagulare con maggiore facilità”, spiega l’esperto. “È una difesa messa a punto dall'organismo della donna nel corso della nostra storia evolutiva per ridurre il rischio di emorragia durante il parto e il successivo distacco della placenta.

Un coagulo che si forma all’interno di una vena può bloccare il flusso del sangue e provocare una trombosi profonda, evento pericoloso quando coinvolge un vaso del sistema venoso profondo perché il coagulo staccandosi e viaggiando nella circolazione può raggiungere una diramazione dell’arteria polmonare e impedire l’afflusso del sangue ai polmoni. Si ha allora un’embolia polmonare, potenzialmente mortale.

Tra i fattori che espongono a un maggior rischio ci sono l’eccesso di peso, la sedentarietà e il fumo. “Alcune mutazioni genetiche conferiscono una predisposizione congenita allo sviluppo di trombosi. È la cosiddetta trombofilia, cioè una anomalia della coagulazione del sangue che aumenta il rischio di trombosi”, spiega Paolo Gresele, presidente della Società Italiana per lo Studio dell'Emostasi e della Trombosi. “Le più comuni mutazioni responsabili di trombofilia sono le varianti fattore V di Leiden e PT20210. C'è poi la sindrome da anticorpi anti-fosfolipidi, una trombofilia non congenita ma acquisita.

Gestione e Terapia

Di fronte a un possibile rischio di fenomeni trombotici, è corretto fare una terapia a base di piccole dosi di eparina, perchè l'eventuale evento trombotico sarebbe grave per il decorso della gravidanza. Stia tranquilla, l'eparina non è nociva, nè per lei, nè per la bimba.

Eventuali criticità nei livelli di fibrinogeno, sia che siano troppo alti, sia che siano troppo bassi, devono essere corrette con un trattamento adeguato.

È molto importante seguire il calendario degli esami del sangue prestabilito dal professionista che segue la gestazione. Gli esami saranno prescritti in base alla settimana di gravidanza - non ai trimestri, che rappresentano un lasso di tempo troppo esteso - e all’eventualità che la donna debba sottoporsi a ulteriori approfondimenti.

Esami del Sangue Raccomandati Durante la Gravidanza
Settimana di Gravidanza Esami Scopo
7^ settimana Gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, emocromo, dosaggio emoglobine, rubeotest, toxotest, HcVAb, HIVAb, glicemia, test sierologici per la sifilide Valutazione iniziale dello stato di salute della madre
9-11+5 settimane hCG e PAPP-A Calcolo del rischio di anomalie cromosomiche
14-18+6 settimane Ripetizione toxotest e rubeotest (se negativi al primo prelievo) Verifica continua dell'immunità a toxoplasmosi e rosolia
16-18+6 settimane Curva glicemica (OGTT) Individuazione o esclusione del diabete gestazionale (in donne a rischio)
19-23+6 settimane Ripetizione toxotest (se negativo) Verifica continua dell'immunità a toxoplasmosi
24-27+6 settimane Esame delle urine, ripetizione toxotest (se negativo) Controllo delle infezioni urinarie e dell'immunità a toxoplasmosi
27-29+6 settimane Ripetizione test di Coombs indiretto (donne Rh negative) Prevenzione problemi nelle gravidanze successive
28-32+6 settimane Emocromo, ripetizione toxotest (se negativo) Controllo delle piastrine e dell'immunità a toxoplasmosi
35-37+6 settimane Emocromo completo, esame delle urine, ripetizione toxotest (se negativo) Valutazione finale prima del parto

leggi anche: