Il fibrinogeno è una proteina essenziale prodotta dal fegato, fondamentale per la coagulazione del sangue. Il nome significa letteralmente "produttore di fibrina". Si trasforma in fibrina solubile ad opera della trombina in presenza di ioni di calcio e di un altro fattore plasmatico, il fattore XII o fattore stabilizzante la fibrina. Quando c’è un danno vascolare e si inizia a perdere sangue, l’organismo mette in atto la cascata coagulativa per evitare ingenti perdite di sangue ed emorragia. Vediamo meglio cosa accade e cosa fare in caso di valore troppo elevato o al contrario troppo basso.
Cos'è il Fibrinogeno?
Il fibrinogeno, noto anche come fattore I della coagulazione, è una glicoproteina plasmatica sintetizzata dal fegato che entra in circolazione per favorire la coagulazione del sangue in caso di ferite, sanguinamenti o emorragie. In sostanza si tratta di uno dei 13 fattori della coagulazione responsabili della cascata coagulativa. È fondamentale perché interviene tempestivamente in caso di ferite, sanguinamenti, emorragie. Normalmente il range di riferimento del fibrinogeno è compreso tra i 150 e i 400 mg/dl.
Il fibrinogeno circola nel sangue in forma solubile e inattiva. Tuttavia, quando si verifica una lesione o un danno ai vasi sanguigni, viene innescata una sequenza di reazioni che porta all’attivazione di questa proteina. Quando il corpo rileva una lesione, il fibrinogeno si trasforma in fibrina, creando una rete che blocca il flusso di sangue e favorisce la guarigione.
Valori Normali del Fibrinogeno
I valori nella norma del fattore I vanno da 200 milligrammi per decilitro, fino a 400 milligrammi. Tuttavia, è importante sapere che questi range possono variare leggermente a seconda del laboratorio. Valori cronicamente elevati di fibrinogeno sono associati a un maggior rischio cardiovascolare (aumentata suscettibilità a malattie come trombosi, ictus, malattie coronariche, angina pectoris e infarto).
Fibrinogeno Alto
Quando si parla di fattore I alto significa che il suo livello è superiore a questi limiti. Un fibrinogeno alto è spesso indicativo di uno stato infiammatorio o di un aumento del rischio di trombosi. Alte concentrazioni di fibrinogeno sono aspecifiche; per questo motivo, non indicano la causa del temporaneo aumento di fibrinogeno o la sede del disturbo.
Un’elevata concentrazione di fibrinogeno ci espone al rischio di formazione di coaguli nel sangue, meglio conosciuti come trombi. Indipendentemente dalle cause, l'aumento dei valori di fibrinogeno è associato a un rialzo del rischio cardiovascolare.
Cause del Fibrinogeno Alto
Ci sono alcune condizioni che comportano l’aumento del fibrinogeno in modo eccessivo, e che sono dunque da evitare o quantomeno monitorare - anche al di là del periodo della gravidanza. Le cause più comuni includono:
- l'aumento del peso, che a causa degli stati infiammatori cronici che spesso fanno seguito all’incremento può comportare anche un aumento del fibrinogeno;
- il fumo di sigaretta;
- la risposta acuta a un'infezione, durante la quale il corpo può aumentare la produzione di fibrinogeno come parte del suo meccanismo di difesa;
- la reazione a lesioni gravi, come le ustioni, che possono attivare i meccanismi di coagulazione e infiammazione del corpo, portando a un aumento di fibrinogeno;
- il processo di riparazione tissutale a seguito di ferite, che può implicare un incremento dei fattori della coagulazione, inclusi elevati livelli di fibrinogeno;
- le condizioni croniche, come l'artrite reumatoide, che possono causare livelli più alti di fibrinogeno a causa dell'infiammazione persistente;
- le malattie cardiovascolari che colpiscono il cuore e i vasi sanguigni, come aterosclerosi o ipertensione, che possono influenzare i livelli di fibrinogeno.
Conseguenze del Fibrinogeno Alto in Gravidanza
A prescindere dalle cause, il fibrinogeno alto in gravidanza può comportare serie conseguenze per la mamma e il bambino:
- la preeclampsia: una condizione caratterizzata da ipertensione e spesso proteinuria, con serie ripercussioni specialmente durante la gestazione;
- casi di trombosi, a causa dell’aumento deil rischio di formazione di coaguli di sangue;
- il distacco della placenta, che purtroppo può essere preludio di un aborto.
Tenere sotto controllo le analisi sarà sufficiente per monitorare l’andamento di questo valore senza allarmismi e potendo intervenire tempestivamente in caso di necessità.
Fibrinogeno Basso
Quando il livello di fibrinogeno è basso, aumenta il rischio del presentarsi di epatopatie e si possono creare problemi di coagulazione, con predisposizione a gravi emorragie. Valori bassi acuti sono spesso in relazione al consumo di fibrinogeno che può essere osservato nella coagulazione intravasale disseminata (CID). Se i valori di fibrinogeno alto rappresentano un fattore di rischio in gravidanza, lo sono anche i valori eccessivamente bassi, ovvero al di sotto della soglia 250-300 mg/dl.
Cause del Fibrinogeno Basso
Qualora i valori scendessero sotto la soglia dei 250-300 mg/dl durante la gravidanza, sarebbe opportuno fare un controllo ulteriore: infatti, tra le cause di fibrinogeno basso si registrano:
- patologie che interessano il fegato;
- grave malnutrizione;
- anemia;
- embolia;
- infezioni molto gravi;
- leucemia;
- eventuali deficit ereditari.
Diagnosi e Misurazione del Fibrinogeno
I livelli di fibrinogeno si valutano con le analisi del sangue e, in particolar modo, con il test del tempo di protrombina. La misurazione del fibrinogeno avviene tramite un semplice esame del sangue, utilizzando il metodo di Clauss, che calcola la quantità di fibrinogeno presente nel plasma. Il test del fibrinogeno permette di valutare la concentrazione e la funzionalità del fibrinogeno presente nel sangue.
L'esame del fibrinogeno fa parte di quell’insieme di analisi che servono a valutare le capacità di coagulazione dell’organismo. Non è richiesta alcuna preparazione particolare per effettuare le analisi del fibrinogeno.
Fibrinogeno in Gravidanza
Avere il fibrinogeno alto in gravidanza è comune e ha il compito di andare a ridurre il rischio di emorragie durante la gestazione. Durante il periodo di gestazione non c’è da preoccuparsi se i valori di fibrinogeno risultano più alti della norma. In gravidanza, il fibrinogeno risulta fisiologicamente più elevato rispetto al normale, con valori che possono partire da 400 e arrivare fino a 700 mg/dl: il corpo si prepara ad affrontare il parto, perciò l’aumento è funzionale a ridurre il rischio di emorragie prima, durante e dopo. I livelli di fibrinogeno sono considerati nella norma in gravidanza fino ad un massimo di 700 milligrammi per decilitro. Inoltre, i livelli di fattore I si tengono sempre sotto controllo per valutare lo stato di salute della placenta. Questa proteina svolge un ruolo molto importante anche durante il parto cesareo, perché permette una rapida guarigione dalle ferite chirurgiche riportate in seguito al parto stesso.
Se in gravidanza il fibrinogeno dovesse superare i 700 mg/dl aumenterebbe percettibilmente il rischio di distacco della placenta e ahimè anche di aborto, proprio perché lo stato di salute della placenta lo si valuta dal parametro del fibrinogeno nel sangue. In caso di fibrinogeno alto in gravidanza occorre consultare immediatamente il proprio ginecologo che sarà in grado di individuare velocemente le cause.
Fibrinogeno e Indice di Massa Corporea (IMC)
Esiste una correlazione diretta tra IMC ossia indice di massa corporea e livello di fibrinogeno nel sangue, poiché i due valori aumentano in modo direttamente proporzionale. Tanto più si affronta in età avanzata una gravidanza tanto più si dovrà fare i conti con un livello più elevato di fibrinogeno.
Come Controllare Naturalmente il Fibrinogeno
Quando i livelli di fattore I sono alti, la prima cosa da fare è quella di agire sulla condizione che li hanno causati. Uno stile di vita sano e armonico aiuta in tutto, maggiormente in gravidanza al fine di mantenere tutti i valori nella norma. Sono infatti ottimi trucchi naturali gli accorgimenti che già sono da adottare nel periodo della gravidanza, e in generale per una vita salutare:
- nutrirsi regolarmente con pasti ricchi di proteine e sali minerali e in particolare di acidi grassi omega-3 e omega-6;
- fare lunghe passeggiate o leggera attività fisica, per evitare di aumentare di peso rapidamente e/o in maniera eccessiva;
- assumere, dopo approvazione medica, integratori di acido folico o vitamina B9;
- evitare alcol, fumo e altri atteggiamenti che potrebbero mettere a rischio la gravidanza.
Se i rimedi naturali non sono sufficienti e la situazione tende a peggiorare, il proprio medico di fiducia può optare per esami più approfonditi come i test di coagulazione e quindi decidere una profilassi farmacologica.
Test di Coagulazione
I test di coagulazione misurano la capacità del sangue di coagularsi e il tempo necessario per farlo. I test possono aiutare il medico a valutare il rischio di sanguinamento eccessivo o di sviluppare trombi da qualche parte nei vasi sanguigni. Normalmente, occorrono dai 25 ai 30 secondi. Potrebbe essere necessario più tempo se si stanno assumendo anticoagulanti.
I test di coagulazione sono simili alla maggior parte delle analisi del sangue. Gli effetti collaterali e i rischi sono minimi. Un medico preleverà un campione di sangue e lo invierà ad un laboratorio per le analisi.
| Test di Coagulazione | Descrizione |
|---|---|
| Emocromo Completo | Valuta le cellule del sangue. |
| Fattore V | Misura il fattore V, coinvolto nella coagulazione. |
| Livello di Fibrinogeno | Misura la quantità di fibrinogeno nel sangue. |
| Tempo di Protrombina (PT) | Misura quanto bene e quanto tempo impiega il sangue a coagularsi. Normalmente, occorrono dai 25 ai 30 secondi. |
| Conta Piastrinica | Conta il numero di piastrine nel sangue. |
| Tempo della Trombina | Misura quanto bene funziona il fibrinogeno. |
| Tempo di Sanguinamento | Analizza quanto velocemente i piccoli vasi sanguigni nella pelle si chiudono e smettono di sanguinare. Il sanguinamento dura in genere da 1 a 9 minuti. |
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