La domanda che assilla i futuri genitori è: il nostro bambino sarà maschio o femmina? Come capirlo? A quante settimane si vede? Ecco alcune curiosità. Oggi per scoprire il sesso del bambino prima che nasca è quasi sempre sufficiente una semplice ecografia.
Metodi per Determinare il Sesso del Bambino
Esistono diversi metodi per determinare il sesso del bambino durante la gravidanza. Se invece la coppia decide di eseguire dei test di diagnosi prenatale (ossia particolari esami che servono a individuare eventuali anomalie del feto), la certezza può arrivare anche nel primo trimestre. Nei casi in cui dovessero essere necessari esami più approfonditi (come un'amniocentesi o una villocentesi) è addirittura possibile scoprire se il piccolo sarà maschio o femmina analizzando direttamente il suo DNA. Tutti questi esami richiedono delle tempistiche specifiche, ci vuole quindi un po' di pazienza.
Ecografia Morfologica
I futuri genitori attendono sempre con grande impazienza, emozione e curiosità la cosiddetta seconda ecografia, ovvero l’ecografia morfologica. La cosiddetta seconda ecografia svolta durante il secondo trimestre è estremamente importante anche per ragioni medico-legali. Il medico che esegue l’ecografia morfologica, infatti, ha una responsabilità ben precisa nei confronti della donna (e del suo partner) qualora non rilevasse condizioni o anomalie che con l’indagine ecografica era possibile individuare.
Cosa si indaga attraverso un’ecografia morfologica? Si controlla poi il sesso fetale, per poi analizzare gli arti, superiori e inferiori, la presenza delle mani (ma non il conteggio esatto delle dita perché non è sempre agevole farlo e, conformemente alle linee guida, non è richiesto anche perché non costituisce un problema importante).
L’ecografia è il metodo più utilizzato (e affidabile tra il 95% e il 99%) per determinare il sesso del bambino, ma esiste sempre un piccolo margine d’errore.
Amniocentesi
In alternativa si può ricorrere all’amniocentesi, procedura in grado di rivelare l’esistenza o meno di anomalie genetiche nel nascituro e di svelarne contemporaneamente il sesso. Amniocentesi: non viene prescritta per scoprire il sesso, ma può rivelarlo. Questa diagnosi fornisce una risposta affidabile ma la metodica è invasiva e comporta un minimo rischio per il feto.
Test Prenatale Non Invasivo (NIPT)
Nel primo trimestre è possibile effettuare un test prenatale non invasivo (NIPT), che si esegue tramite un semplice prelievo di sangue materno tra le 10 e le 13 settimane di gravidanza.
Nuova Tecnica Validata all’Università degli Studi di Perugia
Oggi, con una nuovissima tecnica validata all’Università degli Studi di Perugia, è possibile sapere il sesso del nascituro a partire dalla 10° settimana di gravidanza, prima di qualsiasi differenziazione morfologica o ecografia. La grande novità di questo test sta nel fatto di essere non invasivo per il feto. L’idea che ha portato allo sviluppo di questo test è nata dalle numerose evidenze, documentate in letteratura scientifica, secondo cui, fin dalle prime settimane di gravidanza, è possibile ritrovare, nel sangue della futura madre, materiale fetale su cui effettuare diagnosi genetiche prive di rischio per la salute del feto e per il benessere della gestante. Mediante una tecnica di biologia molecolare completamente nuova è possibile sapere in 48 ore il sesso fetale molto prima di qualsiasi altro test finora disponibile.
La conoscenza del sesso fetale, nel caso di gravidanze a rischio di malattie legate al cromosoma X può ridurre il ricorso a procedure invasive. Ad esempio, in caso di madre portatrice di una malattia recessiva legata al cromosoma X, stabilire se il feto è maschio limita solo a queste gravidanze ulteriori accertamenti. La determinazione precoce del sesso risulta inoltre importante in caso di malattie metaboliche legate all’alterato sviluppo degli organi genitali esterni, come ad esempio l’iperplasia surrenalica congenita, per la programmazione di un intervento terapeutico mirato.
Tecniche Alternative e Credenze Popolari
Esistono moltissime credenze popolari e vecchi metodi della nonna per indovinare il sesso del bambino. Non hanno basi scientifiche, ma molte future mamme (o chi sta loro vicino) si divertono a fare ipotesi basandosi su segni e sintomi.
- Il pendolino: Una delle credenze più diffuse! Il principio è semplice e divertente: la futura mamma mette una mano sulla pancia e, con l’altra, tiene un pendolo (o un anello) sopra l’addome. Se il pendolo oscilla in cerchio, è una femmina. Se invece va avanti e indietro, si dice che sia un maschio.
- Calendario cinese della gravidanza: Un’altra opzione molto usata da alcune mamme è il calendario cinese della gravidanza. È facilissimo: incrocia la tua età al momento del concepimento con il mese in cui hai concepito.
Tra i modi più in voga nella tradizione popolare per conoscere se si aspetta un maschietto o una femminuccia vi è sicuramente l’osservazione della forma della pancia della mamma, che nasconderebbe un maschio se a punta e una femmina se tonda. Naturalmente, si tratta di un’associazione senza fondamento. La conformazione della pancia ha poco a che vedere con il sesso del bambino.
Nub Theory
La Nub Theory permetterebbe di scoprire il sesso del bambino già a 12 settimane attraverso una semplice ecografia. Per visualizzare correttamente questa piccola sporgenza, è necessario che l’ecografia mostri il bambino di profilo e che la colonna vertebrale sia ben visibile.
Limiti dell'Ecografia Morfologica
Questo tipo di tecnica ha dei limiti? L’ecografia ha un indice di attendibilità che va dal 30% al 70%, motivo per cui viene richiesta la firma del consenso informato della paziente. È opinione comune pensare che con l’ecografia morfologica si veda tutto, in realtà si vede solo una parte. Tantissime patologie sono impossibili da diagnosticare ecograficamente, molte patologie rare sono difficili da diagnosticare e solo se il feto si trova in determinate posizioni o se il pannicolo adiposo della donna non è particolarmente abbondante. La metodica ha dei limiti che sono invalicabili e come tali vanno contemplati.
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