Ferritina Bassa e Sangue Occulto nelle Feci: Cause e Approfondimenti

La ricerca del sangue occulto nelle feci è un test estremamente utile per identificare perdite ematiche del tratto gastrointestinale. È necessario eseguire questo test in caso di anemia, per cercare di identificare una possibile fonte di perdita ematica cronica.

Anemia e Sangue Occulto: Un Legame Importante

Quando una persona ha un numero di globuli rossi insufficiente nel proprio organismo si parla di anemia. Tale condizione determina un’insufficienza di ossigenazione dei tessuti e degli organi. Anche se normalmente si parla di anemia in generale, esistono di fatto diverse tipologie di anemia e ognuna ha cause differenti.

La tipologia più diffusa di anemia è quella dovuta a eccessivo sanguinamento. In questo caso la produzione di nuovi globuli rossi non riesce a compensare la perdita. Per fare una diagnosi dell’anemia è consigliato quindi, nella maggior parte dei casi, anche fare un esame ricerca sangue occulto nelle feci. L’esame è semplice e indolore e consente di vedere nelle feci il sangue che non è visibile a occhio nudo.

Infatti, non è raro che valori estremamente bassi di emoglobina (anche inferiori a 6 gr/dL) siano generati da una perdita graduale e progressiva di sangue nel tratto gastrointestinale, permettendo all’organismo di “abituarsi” ai valori sempre minori di emoglobina.

Sangue Occulto nelle Feci: Cosa Significa?

Quando si parla di sangue occulto nelle feci ci si riferisce alla presenza di sangue non visibile a occhio nudo nelle feci. In caso di piccole perdite ematiche a livello del tubo digerente, il sangue viene espulso con le feci ma non ne altera il colore, per cui è invisibile a occhio nudo.

Il sangue occulto nelle feci può essere causato da diverse condizioni del tratto gastrointestinale.Feci scure o nere: la presenza di sangue può causare feci scure o nere, dovute alla degradazione dell’emoglobina nel tratto gastrointestinale. Sanguinamento durante la defecazione: in alcuni casi, il sangue occulto nelle feci può causare sanguinamento evidente durante la defecazione.

Test del Sangue Occulto: Come Funziona

Esistono due metodi di indagine: il test al guaiaco, che misura la porzione non proteica dell’emoglobina, ossia il gruppo eme, presente nelle feci; il test immunochimico, che individua il sangue nelle feci mediante degli anticorpi diretti contro l’emoglobina umana.

I test del sangue occulto più recenti (quelli immunochimici) sono finalizzati ad identificare la presenza di globina, che è la parte proteica dell’emoglobina. Dal momento che nell’intestino tenue l’emoglobina viene degradata, questo tipo di test aumenta notevolmente la specificità verso l’identificazione dei polipi, perché rileva solo la presenza di sanguinamento del tratto digestivo inferiore (colon e retto), segnalando la presenza di una perdita di emoglobina non digerita nelle feci.

I test più datati, invece (come il test al guaiaco) si positivizzano in presenza del semplice gruppo eme, che è la parte non proteica dell’emoglobina, per cui la loro positività può essere influenzata da sanguinamenti del tratto digestivo superiore, o dall’assunzione di alimenti o farmaci contenenti questa molecola.

In caso di anemia, l’obiettivo non è quello di cercare un polipo del colon, ma una fonte di sanguinamento nel tubo digerente in generale, per cui anche i test che rilevino un sanguinamento del tratto digestivo superiore possono essere utili per suggerire l’esecuzione di una gastroscopia e di una colonscopia.

Importanza dello Screening per il Tumore al Colon-Retto

Eseguire la ricerca del sangue occulto nelle feci permette quindi di andare ad identificare un sanguinamento non visibile che potrebbe essere la spia della presenza di un polipo. I polipi intestinali non sanguinano costantemente, ma a spot. Pertanto è utile eseguire sempre il test del sangue occulto su 3 campioni di 3 giorni diversi, in modo da aumentarne la sensibilità.

Infatti, la stragrande maggioranza dei tumori del colon-retto originano da lesioni pre-cancerose, cioè non ancora a caratteristiche aggressive, come i polipi adenomatosi. Queste lesioni sono completamente asintomatiche, ma possono nel corso del tempo evolvere fino alle forme francamente neoplastiche. L’asportazione di un polipo adenomatoso permette una guarigione completa e la assoluta prevenzione del tumore.

L’esame del sangue occulto nelle feci è particolarmente importante per il monitoraggio del tumore al colon-retto e fa parte dei programmi di screening per le persone tra i 45 e i 69 anni. Tuttavia, se si manifestano sintomi come diarrea persistente, dolore addominale prolungato, nausea o vomito frequenti, è fondamentale sottoporsi a questo esame anche in altre età.

Anche se lo screening è molto utile nella popolazione generale, ogni caso fa storia a sé: chi ha familiarità per tumore del colon-retto, avendo un rischio maggiore della popolazione generale, non può limitarsi ad eseguire lo screening, ma deve eseguire anche delle colonscopie nell’arco della propria vita anche se il test del sangue occulto risulta negativo. Una discussione con il proprio medico di famiglia o con un gastroenterologo è molto utile in questi casi.

Falsi Positivi e Limiti del Test

Il test del sangue occulto è aspecifico, per cui non è un segno inequivocabile della presenza di polipi del colon, e può dare dei falsi positivi. Pertanto, non è raro che a seguito di un sangue occulto positivo si vada ad eseguire una colonscopia che mostra una patologia infiammatoria, cronica (come la malattia di Crohn) o acuta/subacuta (come la malattia diverticolare).

E’ comunque sempre utile eseguire la colonscopia in presenza di sangue occulto positivo, perché il rischio di avere un problema oncologico è alto: si stima che il 2/10% dei pazienti con sangue occulto positivo abbiano un carcinoma del colon-retto, mentre circa il 30% abbiano polipi adenomatosi.

Il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci positivo, non è un indicatore assoluto della presenza di polipi o tumori del tratto gastrointestinale.

Quando Non Eseguire il Test

D’altra parte, le persone con una nota patologia in atto che fa perdere sangue nelle feci come la malattia di Crohn o la colite ulcerosa in fase attiva, così come i pazienti con un sanguinamento emorroidario in atto, non devono eseguire il sangue occulto. Se il sangue è visibile, è completamente inutile andare a ricercare quello occulto.

Per quanto possa sembrare incredibile, è frequentissimo vedere in ambulatorio persone che vengono ad eseguire una colonscopia perché hanno riscontrato il sangue occulto positivo mentre stavano già sanguinando per altre problematiche intercorrenti.

Anemia da Carenza di Ferro: Sintomi, Diagnosi e Trattamento

L’anemia da carenza di ferro è il tipo più comune di anemia. Viene anche chiamata anemia sideropenica (dal latino sìderos = ferro e penìa = povertà) o anemia marziale. Il ferro è un minerale fondamentale per alcune funzioni biologiche, tra le quali la formazione dell’emoglobina, la proteina deputata al trasporto dell’ossigeno nel sangue.

Quando c’è una mancanza di ferro, provocata da uno scarso apporto con l’alimentazione, da problemi nell’assorbimento, da perdite ematiche, la produzione di emoglobina è insufficiente e questo determina una scarsa circolazione di ossigeno attraverso l’organismo, nonché l’alterazione di svariati processi metabolici.

L’anemia da carenza di ferro si verifica quando l’organismo non ha livelli di ferro sufficienti a produrre l’emoglobina. L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi che si lega all’ossigeno e lo trasporta attraverso il sangue per alimentare muscoli, tessuti e organi.

Cause dell'Anemia da Carenza di Ferro

  • Emorragie e sanguinamenti: La perdita di sangue, anche se non evidente o interna, può comportare una riduzione dei livelli di ferro.
  • Scarso apporto nell’alimentazione: L’anemia può essere causata da una dieta in cui è drasticamente ridotto l’apporto di ferro.
  • Scarso assorbimento del ferro: In alcuni casi possono esserci difetti del metabolismo che non consentono di assorbire a sufficienza il ferro introdotto con l’alimentazione.
  • Gravidanza e allattamento.
  • Interventi chirurgici.

Sintomi dell'Anemia da Carenza di Ferro

I sintomi di un’anemia da carenza di ferro cambiano nel corso del tempo. Inizialmente, questi possono essere lievi, poiché l’organismo mette in azione dei meccanismi di compensazione e si approvvigiona dai depositi di ferro presenti sotto forma di ferritina. Quando il deficit di ferro continua, le manifestazioni tendono a intensificarsi.

L'anemia da carenza di ferro viene sospettata in presenza di tipici segni, quali pallore, estremo affaticamento e debolezza (astenia), mancanza di respiro, vertigini e scarso appetito. Altri sintomi del disturbo comprendono glossite, cheilosi, unghie concave (coilonichia) e disfagia dovuta alla presenza di membrana esofagea post-cricoidea (sindrome di Plummer-Vinson).

Oltre ai comuni segni e sintomi dell'anemia, in caso di grave carenza di ferro, si hanno alcuni sintomi particolari, come il picacismo, cioè un desiderio compulsivo di mangiare sostanze (es. ghiaccio, sporcizia, vernici).

In presenza di anemia sideropenica, il dosaggio del ferro e della ferritina sierici sono bassi, mentre è alta la capacità totale plasmatica di legare il ferro (transferrina). Questo comporta una riduzione di saturazione della transferrina al di sotto del 15%. Sia l'emoglobina che l'ematocrito sono diminuiti.

Diagnosi e Trattamento

Fondamentali, per la diagnosi dell’anemia da carenza di ferro, sono gli esami del sangue, che verranno esaminati dal medico tenendo in considerazione alcuni parametri. In particolare, saranno valutati i livelli di emoglobina, la grandezza dei globuli rossi (mediante volume corpuscolare medio, MCV), i livelli di ferro, ferritina e transferrina e il valore delle piastrine.

Per curare l’anemia da carenza di ferro, vanno in primis trattate le cause che ne stanno alla base. Per reintegrare le riserve di ferro, verrà inoltre prescritto un integratore a base di solfato ferroso o di altre sostanze, tendenzialmente da assumere per via orale. Le dosi abituali sono di circa 100-200 mg giornalieri e l’assunzione dell’integratore va proseguita fino a quando i parametri normali non saranno ristabiliti, di solito in 4-6 mesi circa.

Il trattamento della carenza di ferro e dell'anemia ha come obiettivo l'apporto di quantitativi sufficienti di ferro, per normalizzare e mantenere livelli di emoglobina, stimolando una corretta eritropoiesi e ricostituendo le riserve di ferro nell'organismo. Gli effetti collaterali di questi farmaci antianemici sono abbastanza frequenti e consistono in turbe digestive come bruciori di stomaco, crampi addominali e diarrea.

Alimentazione e Prevenzione

La prevenzione è molto importante per evitare l’anemia sideropenica. Il ferro emico viene assorbito in quantità elevate e velocemente ed è contenuto in alimenti come carne rossa (in particolare fegato e frattaglie), carne di maiale, carne bovina, di cavallo, di pollo, tacchino e faraona. Il ferro non emico, invece, viene assorbito solo per il 10% e si concentra in: verdure a foglia verde, frutta secca, fagioli, lenticchie, ceci, tofu.

Quando si parla di anemia da carenza di ferro, risultano importanti anche le scelte alimentari. Gli alimenti di origine animale, infatti, contengono alti livelli di ferro emico, che viene assorbito dall’organismo velocemente e in quantità elevate. Parliamo di alimenti come fegato, frattaglie, carni bovine, di maiale, di cavallo, di agnello, di pollo, di faraona e di tacchino.

A questi alimenti si possono affiancare cibi con alto contenuto di vitamina C che migliorano l’assorbimento di ferro, come limone, con cui si possono condire gli alimenti, pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, kiwi e uva.

Sangue Occulto nelle Feci: Ulteriori Indagini

«Innanzitutto va indagato l’intestino per ricercare eventuali tumori, angiodisplasie, diverticoli o altre anomalie. Per farlo si può prescrivere una rettosigmoidoscopia, un esame endoscopico che consente di visualizzare gli ultimi trenta centimetri dell’intestino, per cui è limitato a sigma e retto. Decisamente più appropriata e completa è la colonscopia: quella tradizionale si avvale di nuove preparazioni a basso volume, più facili da assumere, e di sedazioni leggere che riducono il fastidio al paziente», descrive il dottor Goss.

«In alternativa si può sfruttare la colonscopia virtuale, che si svolge come una qualsiasi Tac dell’addome e consente di studiare il colon senza introdurre l’endoscopio a fibre ottiche. Si tratta di un buon esame, ma con alcuni limiti: può non visualizzare le formazioni inferiori ai 5 millimetri e i polipi piatti, che aderiscono completamente alla mucosa e sono quelli più a rischio di evolvere in tumori intestinali».

Se queste indagini risultano negative, si passa a indagare il tratto alto dell’apparato digestivo con una gastroscopia, andando alla ricerca di ulcere, angiodisplasie, tumori o gastriti erosive: «Qualora risulti negativo anche questo esame, il quadro va approfondito con un’enteroscopia con videocapsula. Si tratta di una metodica di recente introduzione che consiste nel far “deglutire” al paziente una minuscola telecamera, grande quanto una pastiglia di antibiotico, che viaggia nel corpo filmando le pareti di esofago, stomaco e piccolo intestino, fino alla valvola ileocecale.

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