Bilirubina Diretta: Significato e Cause di un Valore Alterato

Se hai appena ricevuto i risultati delle analisi del sangue e hai notato un valore anomalo della bilirubina diretta, potresti avere qualche dubbio e preoccupazione. In questa guida completa scoprirai cos’è la bilirubina diretta, quali sono i suoi valori normali, come interpretare i risultati delle analisi e quali condizioni possono influenzarne i livelli.

Cos'è la Bilirubina?

Quando si parla di bilirubina, ci si riferisce a una sostanza fondamentale per il nostro corpo, coinvolta nel processo di smaltimento dei globuli rossi invecchiati. La bilirubina è una sostanza di scarto formata dalla degradazione dell’emoglobina. L’emoglobina è la proteina contenuta nei globuli rossi che svolge la funzione di trasportare ossigeno all’interno dell’organismo. La bilirubina è una sostanza di colore giallo-arancione presente nel sangue. Si forma dopo la degradazione dei globuli rossi ormai invecchiati che vengono distrutti dalla milza.

Tuttavia, non tutti sanno che la bilirubina non è un valore unico, ma si suddivide in bilirubina diretta (coniugata) e bilirubina indiretta (non coniugata). Ogni giorno il nostro corpo distrugge milioni di globuli rossi vecchi o danneggiati e ne produce di nuovi per mantenere l’equilibrio del sistema circolatorio.

  • Bilirubina indiretta: è la forma non coniugata, insolubile in acqua, che viene trasportata nel fegato per essere trasformata. Non essendo idrosolubile, non può circolare nel sangue (che ha una matrice acquosa) liberamente.
  • Bilirubina diretta: è la forma coniugata, solubile in acqua, che viene eliminata tramite bile e feci. Si ottiene così la bilirubina diretta (o bilirubina coniugata), che è idrosolubile e può quindi essere escreta nella bile. Tramite questo percorso, la bilirubina diretta passa dal fegato all'intestino tenue, dove viene degradata dai batteri che fanno parte del microbiota ed eliminata con le feci.

Molto spesso, quando si leggono le analisi del sangue, si trova il valore della bilirubina totale, che rappresenta la somma tra bilirubina diretta e indiretta.

La bilirubina frazionata è la misurazione delle due frazioni, costituite da bilirubina diretta e indiretta.

Come viene prodotta?

La bilirubina si forma prevalentemente a partire dalla degradazione dei globuli rossi (eritrociti) ormai giunti al termine del loro ciclo di vita, che dura in media 120 giorni. Una volta invecchiati, vengono distrutti in specifiche cellule specializzate della milza, del fegato e del midollo osseo, dette macrofagi. All’interno dei macrofagi, gli eritrociti vengono frammentati e le sostanze che li compongono convertite in modo da poter essere riutilizzate. Dal gruppo eme dell’emoglobina, viene recuperato il ferro. La sostanza di scarto che ne deriva è la bilirubina libera o indiretta.

Valori Normali della Bilirubina Diretta

Monitorare i livelli di bilirubina diretta è essenziale per individuare potenziali problemi epatici o patologie legate al metabolismo della bile. Ma veniamo ai numeri. Va detto che questi valori possono variare leggermente in base al laboratorio e ai metodi di misurazione utilizzati.

I valori della bilirubina nel sangue si misurano in milligrammi per decilitro (mg/dL). Per quanto riguarda la bilirubina diretta, in un adulto sano, dovrebbe essere inferiore a 0,50 mg/dL. Sono considerati valori di bilirubina indiretta nella norma quelli inferiori a 0,80 mg/dL.

Se la tua bilirubina diretta è leggermente al di sopra del range normale, non è detto che ci sia qualcosa di grave. Tuttavia, se il valore della bilirubina diretta supera 0,4 - 0,5 mg/dL, oppure la bilirubina totale si avvicina o supera i 2 mg/dL, è opportuno approfondire la situazione. Un valore di bilirubina diretta che supera 1,0 mg/dL è considerato significativo e deve essere valutato con attenzione.

Quando Preoccuparsi?

Se il valore della bilirubina diretta è solo lievemente sopra il range (ad esempio 0,4-0,5 mg/dL), spesso non è motivo di preoccupazione. Si tratta però di un riferimento di massima, che può variare in circostanze particolari.

Quando la bilirubina totale è superiore a 2-3 mg/dl, infatti, è possibile che si manifesti l’ittero.

Cause dell'Aumento della Bilirubina Diretta

Un aumento della bilirubina diretta si verifica quando il fegato non riesce a smaltire in modo corretto questa sostanza, oppure quando il normale flusso della bile viene ostacolato. In molti casi, un aumento di questo valore è legato a problemi epatici o biliari, poiché è proprio il fegato che si occupa della sua trasformazione ed eliminazione.

Un aumento della bilirubina diretta può dipendere da stasi biliare dovuta a epatite, cirrosi oppure ostruzione delle vie biliari per la presenza di calcoli o di malattie del pancreas.

Ecco alcune delle cause più comuni:

  • Disfunzione epatica: Qualsiasi condizione che influenza la funzionalità epatica può comportare un accumulo di bilirubina. Un difetto nell'attività del fegato (es. cirrosi). La cirrosi epatica è data da una vera e propria degenerazione del fegato con perdita delle sue funzioni. Se sospetti un problema al fegato, un esame approfondito della funzionalità epatica può essere utile.
  • Ostruzioni delle vie biliari: la presenza di calcoli biliari, tumori del fegato (o metastasi epatiche) o del pancreas o colestasi (ridotta secrezione della bile) può ostacolare il flusso della bile dal fegato all'intestino, riducendo la capacità di escrezione della bilirubina e causando un aumento dei livelli della bilirubina coniugata o diretta. Quasi sempre, dopo una o più coliche, un calcolo si può spostare nel coledoco (ossia il dotto che trasporta all'interno dell'intestino la bilirubina che fuoriesce dalla colecisti) ostruendo più o meno. È una delle cause più frequenti dell'aumento della bilirubina nel sangue. La presenza dei calcoli può essere rilavata in modo occasionale durante indagini di routine, oppure durante una colica biliare dove un calcolo si muove e viene spinto all'interno del coledoco dove può eventualmente entrare. In questa condizione vi è un’ostruzione a livello epatico che impedisce alla bilirubina di lasciare il fegato.
  • Altre cause: In alcuni casi, l’aumento della bilirubina diretta non è direttamente legato a problemi epatici o biliari, ma può essere il risultato di altre condizioni sistemiche che influenzano il metabolismo del fegato.

Altre condizioni associate

  • Sindrome di Gilbert: è una condizione genetica benigna e relativamente frequente (si stima interessi il 5-8% della popolazione di razza caucasica), che comporta un ritardo, da parte del fegato, nel catturare e processare la bilirubina indiretta presente nel sangue, la quale si accumula. La Sindrome di Gilbert è una patologia benigna del fegato. Normalmente questa patologia è asintomatica. È quindi presente una iperbilirubinemia indiretta cronica. Si manifesta generalmente dopo la pubertà ed è più frequente negli uomini rispetto alle donne. Non altera l’aspettativa di vita e nella quasi totalità dei casi non produce manifestazioni patologiche. L’ittero è lieve e non sempre apprezzabile, mentre i sintomi talora presenti sono stanchezza, debolezza generale, lievi dolori addominali. In condizioni normali, i livelli di bilirubina indiretta sono solo lievemente superiori alla norma; ma quando subentrano fattori che, di per sé anche nelle persone sane, possono determinare modesti aumenti della bilirubinemia, nei soggetti con sindrome di Gilbert i rialzi sono abnormi.
  • Ittero emolitico: è dovuto ad una produzione eccessiva di bilirubina, dovuta ad una distruzione eccessiva di globuli rossi, come nel caso delle malattie che provocano emolisi. Si tratta di una patologia caratterizzata da un’aumentata distruzione dei globuli rossi con conseguente aumento nel sangue della bilirubina e riduzione dei globuli rossi.
  • Ittero neonatale: nella maggior parte dei bambini appena nati compare una forma di ittero fisiologico, dovuta al fatto che nel loro fegato il sistema di degradazione dell'emoglobina non è ancora maturo. L’ittero neonatale è una condizione fisiologica tipica dei neonati, dovuta alla distruzione dei globuli rossi in eccesso alla nascita. Quando i livelli salgono in maniera eccessiva, però, si rende necessario intervenire. In questi casi, il più delle volte, è sufficiente esporre il neonato a delle lampade. Queste favoriscono la degradazione della bilirubina in una forma solubile, che viene poi espulsa attraverso le urine. In generale, nel neonato l’ittero può essere causato dall’immaturità del fegato ma anche dalla malattia emolitica del neonato (dovuta all’incompatibilità del suo gruppo Rh con quello della mamma). In entrambi i casi, ad essere alta è la bilirubina non coniugata (indiretta), ed è fondamentale monitorare l’andamento della sua concentrazione. L’eventuale protrarsi della iperbilirubinemia nel neonato, infatti, può portare a gravi ripercussioni sul sistema nervoso centrale, responsabili di condizioni quali ritardo mentale, perdita dell’udito, problemi nei movimenti dell’occhio. Nei casi gravi, l’ittero prolungato può portare a morte. L’ittero post partum può anche essere causato da patologie congenite delle vie biliari che impediscono il normale deflusso della bile (atresia delle vie biliari) o da epatite: in questi casi, è la bilirubina diretta ad essere aumentata.

Come si misura la bilirubina?

Quando il medico sospetta un problema legato al fegato, alla bile o al metabolismo della bilirubina, la prima cosa che prescrive è un esame del sangue per valutare i livelli di bilirubina totale, diretta e indiretta. Il test per la bilirubina è un semplice prelievo di sangue che permette di misurare la quantità di questa sostanza nel circolo sanguigno.

Tale pigmento può essere dosato tramite un prelievo di sangue da una vena del braccio. Viene eseguito tramite prelievo di sangue da una vena del braccio, che deve essere eseguito preferibilmente al mattino, a digiuno da almeno 6-8 ore. Prima di sottoporsi al prelievo di sangue, è necessario osservare un digiuno nelle quattro ore che precedono il test. In questo periodo è consentito solo assumere una modica quantità di acqua.

Il medico potrà ritenere necessario interrompere momentaneamente l'assunzione di certi medicinali come, ad esempio, penicilline, sedativi (come il fenobarbital), diuretici (es. furosemide) e alcuni farmaci per l'asma (tra cui la teofillina).

Nelle ore immediatamente precedenti il prelievo, è necessario osservare il digiuno. È consentito solo bere acqua in quantità limitate.

Sintomi della Bilirubina Alta

In molti casi, una bilirubina diretta alta non causa sintomi evidenti e viene scoperta casualmente tramite un esame del sangue. L’ittero, cioè il colorito giallastro della pelle e delle sclere (la parte bianca degli occhi), è un fenomeno che in molti collegano rapidamente a problemi di salute del fegato. Le persone che hanno una concentrazione della bilirubina elevata manifestano un tipico colore giallo della cute e delle sclere (la parte opaca dell’occhio nella tunica esterna).

Tuttavia, i sintomi della bilirubina alta possono variare a seconda della causa sottostante e della gravità del problema:

  • Pelle e occhi gialli (ittero)
  • Urine scure
  • Feci chiare
  • Affaticamento
  • Dolore addominale

Questi sono solo alcuni dei sintomi che possono essere associati a livelli elevati di bilirubina nel sangue.

Cosa fare in caso di Bilirubina Alta?

Ridurre la bilirubina diretta dipende dalla causa sottostante. I livelli di bilirubina nel sangue si riducono trattando la causa sottostante (tumore del fegato, tumore del pancreas, epatite, cirrosi epatica, anemia emolitica, anemia falciforme, …). In generale, si possono mettere in atto strategie palliative per accelerare la sua eliminazione, una volta che è stata istituita la terapia, laddove è possibile farlo. In questi casi, viene consigliata una alimentazione ricca di antiossidanti, in particolare frutta e verdura, e apportatrice di proteine magre.

ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.

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