La salute del fegato è fondamentale per il proprio benessere, e su di essa incide lo stile di vita. Il fegato è una ghiandola formata da quattro lobi e collegata all’apparato digerente. Si trova alla nostra destra, nella parte alta della cavità addominale, sotto il diaframma e accanto allo stomaco. La sua forma è ovoidale ed è lungo nell’adulto circa 25 cm.
Quando si ha un fegato ingrossato si parla di epatomegalia, che vuol dire che la ghiandola è superiore alle normali dimensioni previste. Può essere dovuto anche a motivi di natura non patologica, quindi non solo in presenza di malattie. Il medico potrebbe anche sospettare un fegato ingrossato durante delle manovre palpatorie.
Qualora dovesse riscontrare una sospetta epatomegalia, chiederebbe ecografia ed esami del sangue per averne la conferma e scoprire le cause. Quando il medico effettua la manovra per scoprire se si trova di fronte a un paziente con il fegato ingrossato, potrebbe accentuarsi il dolore. Quello che rappresenta solitamente un fastidio al lato destro dell’addome, che tante volte non dipende dal fegato, durante e subito dopo la palpazione medica si trasforma in dolore. In alcuni casi non è da escludere che al termine della palpazione compaia anche l’ittero, ovvero la colorazione giallognola della pelle e del bianco degli occhi.
Cause dell'Epatomegalia
Le cause dell’epatomegalia, infatti, sono da ricercare negli stili di vita, in particolar modo nell’alimentazione. Il fegato ingrossato si verifica quando il fegato aumenta di dimensioni a causa di un accumulo di cellule grasse, liquidi o altre sostanze. Un fegato ingrossato può essere rilevato durante un esame fisico, in cui il medico può notare un ingrossamento sotto le costole.
Le cause dell'ingrossamento del fegato sono molteplici e possono essere legate a vari fattori, tra cui malattie, condizioni croniche o stile di vita.
- Malattie del fegato: Diverse malattie del fegato, come l'epatite virale, la cirrosi e la steatosi epatica non alcolica (fegato grasso), possono causare un ingrossamento del fegato.
- Anche la steatosi epatica (fegato grasso) è una patologia caratterizzata da un aumento del volume del fegato e da un eccessivo accumulo di grasso al suo interno, condizione tipica degli obesi, degli alcolisti (steatosi alcolica), dei diabetici di tipo 2 e di chi segue un’alimentazione sbilanciata, ricca di cibi fritti e grassi.
- Tra le cause più comuni vi è, dunque, la steatosi epatica, nota come fegato grasso, che si verifica quando il tessuto epatico accumula quantità eccessive di grasso. Questa condizione può essere causata da fattori come l’eccessivo consumo di alcol, l’obesità, il diabete di tipo 2 e altri disturbi metabolici.
- La cirrosi epatica è una condizione cronica che porta alla cicatrizzazione del tessuto epatico e alla perdita delle sue funzioni. Il fegato è generalmente ingrossato e comunque duro e nodulare; si accompagna ad edemi (gonfiori per accumuli di liquidi diffusi), soprattutto a livello addominale (ascite, con addome gonfio e globoso).
- Se il cuore non riesce a pompare in circolo quantità adeguate di sangue il fegato può aumentare di volume per l'insufficiente apporto ematico.
Sintomi del Fegato Ingrossato
I sintomi del fegato ingrossato dipendono dalla causa sottostante e dalla gravità della condizione. Spesso un aumento asintomatiche delle dimensioni epatiche è dovuto all'accumulo di grassi (steatosi). Questa condizione compare tipicamente verso la mezza età quando la dieta è cronicamente ricca di lipidi ed ipercalorica (formaggi, fritture ecc.) e quando si abusa degli alcolici (vino e birra) e dei superalcolici.
In molti casi, l'ingrossamento del fegato non causa sintomi evidenti, ma può essere associato a vari segni di allarme. Per quanto riguarda i sintomi, spesso un fegato ingrossato non dà alcun segno particolare di sé; solo quando l'aumento volumetrico è piuttosto rapido e/o vistoso il paziente può avvertire un dolore localizzato nella regione addominale superiore destra (spesso si tratta di un semplice fastidio, che tra l'altro non raramente ha origine extraepatiche).
Comunque sia, la dolenzia a livello epatico può aggravarsi o manifestarsi soltanto durante la palpazione dell'organo e/o accompagnarsi ad una colorazione giallognola della cute e del bianco degli occhi (ittero). In una fase avanzata, la massa tumorale può aumentare le dimensioni dell'organo fino a provocare dolore, rendendolo piuttosto duro alla palpazione. Questa malattia si associa tipicamente ad ittero, rapido e consistente dimagrimento, anoressia (mancanza di appetito), stanchezza, nausea e vomito.
I campanelli di allarme che devono far sospettare malattie importanti a carico del fegato sono rappresentati da: ittero, forte dolore della regione addominale superiore destra, importanti difficoltà digestive, vistosi gonfiori, perdita di appetito, febbre accompagata da debolezza e rapida perdita di peso, alterazioni del colore delle urine (scure) o delle feci (chiare).
Altri Sintomi Associati a Problemi Epatici
Le malattie del fegato possono manifestarsi con diversi sintomi:
- Ascite: Termine che descrive la presenza di liquido libero nell’addome. È causata dalla ridotta produzione, da parte del fegato, di una particolare proteina chiamata “albumina”.
- Dolore al fegato: Tumori (benigni o maligni) di piccole e medie dimensioni non causano dolore, che invece può essere avvertito per quelli più grandi. Per tale motivo è spesso considerato un sintomo di malattia avanzata. La cirrosi epatica di per sé non causa dolore al fegato.
- Edemi: Termine che descrive l’ingrossamento dei piedi e delle caviglie dovuto allo stravaso di liquido nei tessuti. Anch’essi sono causati dalla ridotta produzione di albumina.
- Encefalopatia: È un sintomo neurologico, tipico della cirrosi. Insorge quando nel sangue del paziente cirrotico si raccoglie un eccesso di sostanze tossiche che provengono dal cibo assorbito dall’intestino e che non riescono a essere depurate dal fegato ammalato a causa della sua ridotta funzionalità.
- Febbre: Le malattie del fegato che danno febbre sono svariate, a in rapporto ai diversi meccanismi che sono alla base della febbre stessa.
- Feci chiare (acolia): Si indica con questo termine l’emissione di feci di colorito chiaro, simile a quella della creta.
- Ittero: La parola descrive la colorazione giallastra della pelle. È dovuto all’accumularsi della bilirubina nel sangue.
- Melena: Il termine melena indica la presenza di un’emorragia dal secondo tratto dell’intestino. Si manifesta tipicamente con l’emissione di sangue di colorito rosso scuro, che conferiscono alle feci l’aspetto un aspetto tipico (feci picee).
- Prurito: Si manifesta per l’accumulo nel sangue di particolari sali biliari prodotti dal fegato.
- Spider nevi: Sono piccole macchiette della pelle che si rilevano tipicamente nei pazienti cirrotici. Sono costituite da dilatazioni di capillari che confluiscono in un punto centrale.
Diagnosi del Fegato Ingrossato
La diagnosi di un fegato ingrossato si basa su una combinazione di esami fisici, analisi del sangue e test di imaging. Per avere un quadro clinico completo della salute del fegato è importante sottoporsi a controlli periodici, che consistono in esami ematici, ecografia dell’addome e Fibroscan. Il medico può accorgersi di un fegato oltremodo ingrossato già dall'esame clinico, effettuando determinate e precise manovre palpatorie; l'ecografia e vari esami ematici potranno successivamente indagare le reali cause del fenomeno.
- Ecografia addominale: Questo è uno degli esami di imaging più comuni per valutare la dimensione e lo stato del fegato.
- Analisi del Sangue (Esami Ematici): Misurano la quantità delle sostanze che vengono prodotte dal fegato per capire se vi sono danni di funzionalità, e permettono di individuare eventualmente le cause della malattia del fegato, se presente.
- Esami strumentali (ecografie, TAC…) che permettono di “guardare” l’organo per individuare eventuali danni o lesioni e capire l’origine di sintomi presentati dal paziente.
Analisi del Sangue per Valutare la Funzionalità Epatica
È possibile tenere sotto controllo il nostro fegato già nelle analisi del sangue, per misurare la quantità delle sostanze che devono essere prodotte dal fegato.
- Transaminasi ALT (GPT): È l’alanina transaminasi, un enzima presente negli epatociti che non deve trovarsi nel sangue. Alti valori di questo enzima nel sangue suggeriscono la presenza di malattia epatica come l’epatite, dove le cellule epatiche sono danneggiate. Valori normali sono inferiori a 35 U/l per le donne e inferiori a 40 U/l per gli uomini. Valori molto superiori a questi possono segnalare disturbi a ossa, cuore o muscoli, ma soprattutto malattie e disfunzioni del fegato.
- Transaminasi AST (GOT): È l'aspartato transaminasi, un altro enzima, che se presente nel sangue oltre una certa quantità suggerisce la presenza di malattia ai tessuti epatici ma anche nei tessuti cardiaci. Valori normali sono inferiori a 35 U/l per le donne e inferiori a 40 U/l per gli uomini. È necessario che il medico confronti questi valori con quelli di ALT per poter capire se davvero si tratta di danno epatico e non ad altri tessuti.
- Gamma Glutamil Trasferasi (GGT) e Gamma GT: È un enzima necessario alla funzione di detox che deve svolgere il fegato. Alti valori di questo enzima indicano la possibilità di problemi di funzionalità epatica, solitamente in seguito all’abuso di alcol. Una Gamma GT alta suggerisce la possibilità di un danno al fegato o alle vie biliari dovuto all’alcolismo oppure all’uso di certi farmaci che alzano il valore.
- Bilirubina diretta e indiretta: La bilirubina è un prodotto di scarto dalla sintesi della proteina chiamata emoglobina. Alti livelli nel sangue possono significare una cattiva capacità da parte del fegato di smaltire questa sostanza. L’eccesso di bilirubina è quello che conferisce alla pelle il colore giallastro che chiamiamo ittero. La bilirubina diretta o coniugata, dovrebbe essere presente in quantità inferiori a 0,3 mg/dl. I valori di bilirubina totale (diretta o indiretta) dovrebbero essere nell’intervallo da 0,10 a 1,30 mg/dl.
- Albumina: È una proteina presente nel plasma che viene prodotta dal fegato, necessaria per trasportare nel sangue gli ormoni gli acidi grassi. Se il fegato non funziona bene, come nel caso di cirrosi epatica, potrebbe produrre troppa poca albumina nel plasma. I valori di riferimento per l’albumina sono compresi fra 3,5 e 5,5 grammi per 100 millilitri (35-55 g/Litro).
- Lattato deidrogenasi (LDH): È un enzima che si trova sia nel fegato che nel miocardio e nei muscoli, importante nella produzione di energia della cellula.
- Fosfatasi alcalina (ALP): Un enzima che troviamo sia nel fegato che in altri organi e tessuti, in particolare nello scheletro. In condizioni di salute le concentrazioni di fosfatasi alcalina di origine epatica e di origine ossea sono più o meno sovrapponibili, e sono, per uomini e donne, da 50 a 150 U/L in media (unità per litro di sangue). Se alta può indicate un blocco dei dotti biliari, ma il valore va considerato accanto agli altri esami di funzionalità epatica, come bilirubina e transaminasi (AST e ALT).
- Valori che indicano la presenza di infezione virale (HBV, HCV,HAV, EBV; Toxoplasma, CMV), cioè Anticorpi specifici per l'epatite A, l'epatite B, l'epatite D e l'epatite E.
- Fattori della coagulazione: Come il tempo di protrombina e il tempo di tromboplastina parziale. Uno dei compiti del fegato è anche quello di produrre le proteine che promuovono la coagulazione del sangue. Tra queste vi è la protrombina (PT), anche definita fattore II di coagulazione. L’esame del tempo di protrombina (o tempo di Quick) infatti serve a misurare il tempo necessario al sangue per formare un coagulo.
Trattamento e Prevenzione
Il trattamento del fegato ingrossato dipende dalla causa sottostante. Nel caso in cui l’ingrossamento del fegato sia causato da un eccessivo consumo di alcolici, dall’obesità o dal diabete mellito, è essenziale apportare modifiche al proprio stile di vita per ridurre i fattori di rischio. Nel caso di condizioni come l’epatite C, cirrosi o tumore al fegato, il trattamento può richiedere l’uso di farmaci specifici, come gli antivirali, procedure chirurgiche o addirittura il trapianto di fegato. Quando il fegato si è ingrossato, non a causa di una specifica malattia o per più fattori, cambiare lo stile di vita è l’unico modo per riportarlo alla normalità.
- Modifiche alimentari: Una dieta equilibrata, povera di grassi saturi e zuccheri, può aiutare a ridurre il carico sul fegato.
- Dieta "leggera": E’ consigliato, invece, seguire un’alimentazione “leggera”, che consenta cioè al fegato di non sovraccaricarsi, riuscendo a metabolizzare bene tutto ciò che si mangia. Evitare le preparazioni elaborate e molto cotte, con sughi ricchi di grassi, intingoli, ecc. Preferire cotture semplici, come cucinare al vapore, al forno, alla piastra o in pentola a pressione, condire con olio extra vergine d’oliva ed evitare di insaporire utilizzando molto sale, salse e grassi (burro e olio).
- Alimentazione consigliata: Tutti i giorni, ad ogni pasto, una porzione di verdura cruda o cotta, frutta (2 o 3 frutti di stagione al giorno) e cereali integrali. Yogurt magro, latte scremato, ricotta, formaggi freschi con meno del 25% di grassi (leggere le etichette). Per condire i primi piatti o i passati di verdure, è possibile utilizzare Grana Padano DOP grattugiato al posto del sale.
- Cosa evitare: ridurre il consumo non solo di alimenti processati, ma anche di alimenti come pizza e focacce, pasta, pane, patate, riso. Alcolici e superalcolici, inclusi vino e birra.
La prevenzione del fegato ingrossato si basa su uno stile di vita sano e sulla gestione delle condizioni che possono danneggiare il fegato. Adottare abitudini alimentari sane, smettere di bere alcolici e fare esercizio fisico regolare può ridurre significativamente il rischio di complicazioni.
| Esame del Sangue | Valori Normali (Indicativi) | Significato di Valori Alti |
|---|---|---|
| Transaminasi ALT (GPT) | < 35 U/l (donne), < 40 U/l (uomini) | Danno epatico (epatite, ecc.) |
| Transaminasi AST (GOT) | < 35 U/l (donne), < 40 U/l (uomini) | Danno epatico o cardiaco |
| Gamma GT | Varia a seconda del laboratorio | Problemi di funzionalità epatica, abuso di alcol |
| Bilirubina Totale | 0.10 - 1.30 mg/dl | Problemi di smaltimento della bilirubina |
| Albumina | 3.5 - 5.5 g/dl | Insufficienza epatica (cirrosi) |
| Fosfatasi Alcalina (ALP) | 50 - 150 U/L | Blocco dei dotti biliari |
Nota: I valori normali possono variare a seconda del laboratorio. Consultare sempre il proprio medico per l'interpretazione dei risultati.
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