L’amniocentesi è un esame diagnostico invasivo per la diagnosi neonatale che si può eseguire nel secondo trimestre di gravidanza.
Cos'è l'amniocentesi?
L’amniocentesi è effettuata in ambulatorio, senza anestesia, inserendo un ago attraverso la parete addominale fino all’utero e al sacco amniotico che circonda il feto. Il prelievo del fluido in esso contenuto permette il reperimento di cellule che vengono successivamente esaminate in laboratorio.
Quando si esegue l'amniocentesi?
L’amniocentesi si esegue al 4° mese di gravidanza, ovvero fra la 16°/17° e la 18° settimana. Solitamente si esegue tra la 15° e la 17° settimana di gravidanza per individuare precocemente eventuali anomalie genetiche del feto. L’amniocentesi si esegue in ambulatorio e senza una preparazione specifica.
Prima del prelievo la donna è sottoposta a ecografia per valutare la salute e la posizione del feto, nonché per individuare la posizione migliore per l’inserimento dell’ago. La donna è sdraiata in posizione supina con l’addome scoperto. La sonda ecografica viene avvolta in un involucro sterile per minimizzare il rischio di infezioni. Al termine dell’indagine viene eseguito un controllo ecografico del feto e della placenta.
Perché si esegue l'amniocentesi?
Serve per fare una diagnosi su eventuali malattie prese in esame durante la gravidanza. La successiva analisi di laboratorio di queste cellule permette di ricostruire la mappa cromosomica del feto e individuare eventuali alterazioni genetiche correlate a patologie.
È un esame che si consiglia soprattutto in caso di fattori di rischio noti o se emergono rischi per il feto durante la gravidanza.
Tuttavia, l’amniocentesi non può diagnosticare tutte le possibili patologie, ma circa 15-20 condizioni cromosomiche e malattie.
Rischi dell'amniocentesi
Quanto è rischioso fare l’amniocentesi? I rischi dell’amniocentesi sono collegati principalmente all’inserimento dell’ago e si possono distinguere in rischi materni e fetali. Le infezioni solitamente sono associate al liquido amniotico se la procedura non è eseguita con adeguati criteri di sterilizzazione.
Il rischio di aborto per amniocentesi è approssimativamente dell’1%.
Cosa fare in caso di febbre dopo l'amniocentesi?
Se la febbre in gravidanza supera i 38°C bisogna individuare la causa dell’aumento di temperatura ed escludere la presenza di infezioni (batteriche o virali) che potrebbero determinare, sotto diverse forme, un danno al bambino. Successivamente, come già detto, è sempre opportuno rivolgersi allo specialista che segue la gestazione.
Per la febbre in gravidanza meglio evitare rimedi fai da te.Dopo un’amniocentesi, la gestante deve stare a riposo per 24 ore o comunque secondo i consigli del proprio medico. Non dovrebbe compiere sforzi eccessivi e andrebbero evitati per qualche giorno i rapporti sessuali. Non occorre seguire alcuna terapia farmacologica specifica, nemmeno antibiotica.
È consigliabile sentire il proprio ginecologo se subentrano sintomi quali perdite vaginali di liquido o sangue, febbre, dolori o crampi addominali (qualche piccola contrazione è normale). Potrebbero essere i segnali di una complicanza legata all’esecuzione dell’esame.
Amniocentesi: Test non obbligatorio
L’amniocentesi non è un esame obbligatorio per le donne in gravidanza. Prima di sottoporsi all’amniocentesi alla donna viene chiesto di leggere e firmare il Consenso Informato. E’ il documento in cui la donna esprime il suo assenso, dissenso o revoca all’esecuzione dell’esame. E’ un esame invasivo ma non doloroso, tanto che non richiede alcun tipo di anestesia, neppure locale.
Amniocentesi e Gravidanza Gemellare
Se i gemelli sono monocoriali (ovvero possiedono un’unica placenta) la rilevazione è unica, perché sono geneticamente identici. Se, al contrario, sono bicoriali occorre realizzare un prelievo per ognuno di loro.
Differenze tra Amniocentesi e Villocentesi
Il prelievo dei villi coriali (villocentesi) si effettua a partire dalla 10° settimana e non oltre la 13° settimana di gestazione. La villocentesi prevede il prelievo di una porzione di villi coriali, ovvero di tessuto placentare.
L’altra sostanziale differenza tra villocentesi e amniocentesi riguarda l’epoca gestazionale in cui vengono praticate. La prima infatti è più precoce perché si può eseguire tra la decima e la 13esima settimana. Prima di questo periodo il rischio di aborto spontaneo o di difetti agli arti è più alto.
La villocentesi viene fatta o per via addominale come l’amniocentesi oppure per via transvaginale. Questa seconda modalità è meno frequente e considerata più rischiosa.
L’amniocentesi è un esame prenatale invasivo, non obbligatorio, eseguito generalmente tra la 15ª e la 17ª settimanadi gravidanza. I possibili rischi includono infezione, lesioni fetali o perdite di liquido amniotico.
leggi anche:
- Febbre e Spermiogramma: Influenza sui Risultati e Cosa Fare
- Risonanza Magnetica con Contrasto e Febbre: È Sicuro Farla?
- Analisi del Sangue per Febbre Persistente: Cosa Cercare e Quando Farle
- Analisi del Sangue con la Febbre: È Affidabile o Meglio Rimandare?
- Laboratorio Analisi Clinica del Mediterraneo Ragusa: Orari e Servizi
- Colazione Prima della Risonanza Magnetica: Cosa Sapere?
