Colposcopia: significato dei puntini bianchi

La colposcopia è un esame fondamentale per lo studio della cervice uterina, ma è utile per osservare anche la vagina, la vulva, l’ano, il pene ed il cavo orale. In sostanza, si tratta dell’esame più importante per lo studio della cervice uterina. Tale esame, la colposcopia si avvale, per la sua esecuzione, di uno speciale strumento ottico, molto simile ad un microscopio operatorio, che si chiama colposcopico.

Rappresenta, inoltre uno strumento importantissimo che permette di effettuare gli interventi di biopsia e di conizzazione della cervice uterina o di altri interventi sulla vagina, biopsie della vulva e di altre aree anatomiche, in modo estremamente preciso, grazie alla guida visiva insostituibile che offre. La principale indicazione della colposcopia è sicuramente una accurata valutazione di una paziente che presenta un pap-test anomalo oppure che sia risultata positiva all’esame per la ricerca del papilloma virus.

Cos'è la colposcopia?

L'esame si esegue in regime ambulatoriale mediante il colposcopio, strumento dotato di lenti a vari ingrandimenti, che consente di osservare la superficie della cervice, ingrandita. Tale strumento consente di ingrandire, in genere, da quattro a 40 volte la superficie delle strutture anatomiche che noi stiamo osservando; nella fattispecie, cioè nelle intenzioni di chi ha creato questo strumento, l’area in oggetto di esame è costituita dalla superficie del collo dell’utero.

Durante l'esame, dopo applicazione di acido acetico si ha la facile rimozione del muco e la esaltazione delle eventuali aree anomale acetoreattive. La giunzione squamocolonnare (GSC) è il confine fra l'epitelio pavimentoso, che riveste esocervice e vagina, e l'epitelio cilindrico che riveste il canale cervicale. La visualizzazione di questa pallida linea è molto importante poichè la maggioranza delle lesioni displastiche e neoplastiche insorgono in prossimità di tale punto.

Non è un esame doloroso. Tutte le donne possono sottoporsi a questo esame. Non a tutte le donne, però, l’esame potrà dare gli stessi risultati. Infatti vi sono delle condizioni anatomiche non conoscibili anticipatamente possono rendere difficile l’esame e portare risultati insoddisfacenti. Un elemento essenziale, che troppo spesso viene dato per scontato, è che è necessario usare uno speculum vaginale di taglia media, anche se preferibilmente grande (specie se devono essere effettuate procedure di biopsia), che questo deve essere aperto in maniera sufficiente e che deve rimanere in sede per almeno 7-12 minuti.

L'importanza della Giunzione Squamocolonnare (GSC)

Fondamentale è sempre l’individuazione della cosiddetta “giunzione uomo-colonnare” - abbreviata come “GSC”, di grande importanza nel definire la diagnosi e nell’indicare il trattamento. L'originaria giunzione , per i fenomeni di riepitelizzazione, ancora in corso, adesso si trova fra l'epitelio pavimentoso originario e l'epitelio giovane metaplasico, che appare più chiaro, e viene definita come giunzione squamo- squamosa. Altra giunzione squamo-squamosa è quella fra l'epitelio giovane metaplasico e l'epitelio metaplasico maturo. Infine osserviamo la giunzione squamocolonnare non originale che separa l'epitelio metaplasico maturo dall'epitelio ghiandolare.

Se la giunzione si trova molto esternamente rispetto all'orifizio uterino esterno si ha il quadro colposcopico della ectopia; cioè epitelio ghiandolare posto sulla esocervice in una sede occupata solitamente dall'epitelio pavimentoso. In realtà, anche se visivamente ectopia ed ectropion sono molto simili hanno origini e struttura istologica diversa. L'ectopia è congenita, presente cioè fin dalla nascita ed è formata da epitelio cilindrico ghiandolare monostratificato con assenza di ghiandole e stroma. Ghiandole e stroma sono invece presenti nell'ectropion che è costituito dalla mucosa endocervicale posta in toto sull'esocervice. L'ectropion è acquisito ed è spesso secondario al parto vaginale. L'ectopia ma ancor di più l'ectropion tendono attraverso un processo di metaplasia a trasformare l'epitelio ghiandolare in epitelio pavimentoso.

La zona di trasformazione

La zona di trasformazione è un'area posta fra l'epitelio pavimentoso nativo o originario e l'epitelio ghiandolare. Tale zona, che può trovarsi anche a distanza dalla localizzazione suddetta, nasce, generalmente, dalla ricostruzione di un epitelio, di solito il ghiandolare, che viene distrutto da varie noxae come acidità vaginale, flogosi, traumi, infezioni ecc. Questa "ripavimentazione" viene effettuata da particolari cellule dette subcolonnari o di riserva che rimpiazzano quelle perdute dando origine ad un giovane epitelio di rivestimento detto metaplasico (di trasformazione). Esso con il tempo maturerà e se non intervengono elementi devianti, darà vita ad un epitelio simile al pavimentoso originario.

Cosa significano i puntini bianchi?

“reperti colposcopici anormali” che emergono quando l’epitelio in esame mostra di reagire all’acido acetico al 3% od al 5%. Essi, nel loro insieme, vengono a costituire la cosiddetta “zona di trasformazione normale”. Uno dei reperti più comuni è l'epitelio bianco, detto anche aceto-bianco, che compare dopo l’applicazione dell’acido acetico ed è in relazione all’aumento della densità dei nuclei cellulari. Secondo il ricercatore Coppleson l’intensità e l’opacità della lesione sono in relazione alla gravità del quadro clinico.

Sfruttando le capacità di ingrandimento del colposcopico, ed anche il filtro verde, possiamo analizzare le caratteristiche di detti vasi sanguigni: il loro calibro, il loro decorso la distanza fra l’uno all’altro…. Mosaico: si tratta anch’essa di un’immagine creata dai vasi sanguigni che, nel loro sviluppo, danno all’epitelio bianco un aspetto caratteristico a piastrelle poligonali, appunto bianche, delimitate da solchi rossi dovuti capillari. Sempre secondo i più autorevoli studiosi della colposcopia e della patologia attorno a cui essa ruota, la “Zona di Trasformazione Anormale - Z. T.

Altre possibili cause

Durante il processo di riepitelizzazione si possono formare anche immagini di pseudopuntati e pseudomosaici dovuti alla commistione di tessuto metaplasico fra gli acini della ectopia. Il processo di metaplasia nelle sue fasi iniziali può mimare aspetti di una trasformazione anormale (mosaico in questo caso). Generalmente questi aspetti di pseudomosaico scompaiono a processo riparativo ultimato.

Altro tipico aspetto delle lesioni virali da papillomavirus è la multifocalità e spesso la multicentricità. Si osserva un epitelio micropapillare microconvoluto che interessa cervice e vagina espressione di ina diffusa infezione virale da HPV. Area di epitelio bianco ispessito, nel cui contesto si osservano colletti ghiandolari ispessiti (sbocchi ispessiti). La cheratosi è una lesione bianca visibile sulla portio prima della applicazione di acido acetico che sostanzialmente non ne modifica la morfologia. Al test di lugol appare iodonegativa a margini netti. Si tratta di un'area in cui si e avuta una eccessiva cheratinizzazione.

Test di Schiller o di Lugol

Il test di Schiller o di Lugol consiste nell'applicazione delle omonima soluzione. Essa colora l'epitelio pavimentoso normale e non il ghiandolare. In questa foto di una ectopia si osserva bene il confine fra i due epiteli ed è evidente che mancano del tutto segni di riparazione.

Colposcopia e Pap-test

La conferma diagnostica a un Pap-test positivo circa la presenza di possibili lesioni pre-cancerose o cancerose spetta ad altri esami, primo fra tutti la colposcopia. Semplice e indolore, la colposcopia è l'esame di screening di secondo livello, effettuato per accertare il reale significato di lesioni pre-cancerose emerse dal Pap-test e riconducibili a un tumore della cervice uterina.

Biopsia cervicale

La colposcopia rappresenta l'esame di screening di secondo livello, eseguito per accertare o meno la presenza della lesione pre-tumorale e determinarne sede e gravità; ma non è tutto: l'esame colposcopico, infatti, consente anche la raccolta mirata di un campione di tessuto cervicale sospetto, da sottoporre successivamente a specifiche analisi microscopiche di laboratorio (vedi biopsia cervicale). Tale riscontro rende necessario effettuare una piccola biopsia cervicale delle aree presentanti le alterazioni lesive più significative, in modo da stabilirne il significato e giungere a una diagnosi precisa.

Risultati e implicazioni terapeutiche

In base alla natura e alle caratteristiche delle lesioni sospette - informazioni queste che emergono dalla biopsia cervicale - il medico ginecologo decide qual è il trattamento più adeguato.

  • Assenza di alterazioni significative (biopsia cervicale negativa): in disaccordo con quanto evidenziato dagli esami precedenti (Pap-test e colposcopia), significa che il collo dell'utero è sano.
  • Presenza di displasia cervicale, o CIN (Cervical Intra-epethelial Neoplasia): displasia è il termine medico-oncologico che indica una variazione in senso tumorale (variazione pre-tumorale o pre-cancerosa) di un tessuto solitamente di tipo epiteliale.
  • Displasia moderata, o CIN II: le alterazioni a questo grado di displasia cervicale riguardano la metà dello spessore di cellule che riveste il collo dell'utero; pertanto, il numero di cellule epiteliali interessate è più che discreto. Rispetto alla displasia lieve, la displasia cervicale moderata tende più frequentemente a persistere o a evolvere in carcinoma. Tali circostanze impongono un intervento terapeutico, finalizzato all'asportazione della lesione displastica.
  • Questo tipo di displasia ha un'alta probabilità di persistere o evolvere in carcinoma. La displasia cervicale severa necessità assolutamente di un intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica.
  • Presenza di adenocarcinoma cervicale: è il tumore delle cellule ghiandolari del collo dell'utero (per la precisione dell'endocervice). Più l'adenocarcinoma cervicale si è insinuato in profondità (processo di infiltrazione) e più è elevato il rischio di metastasi. In presenza di un adenocarcinoma cervicale, è indispensabile rimuovere il tumore mediante intervento chirurgico.

Pertanto, lo screening mediante Pap-test e colposcopia permette di scoprire i tumori della cervice uterina agli stadi iniziali (microinvasivi) o addirittura quando sono ancora allo stadio pre-canceroso.

Tabella di approfondimento:

Risultato Descrizione Trattamento
Assenza di alterazioni significative Collo dell'utero sano Nessun trattamento
Displasia lieve o CIN I Infezione che regredisce spontaneamente Controllo periodico o intervento mini-invasivo
Displasia moderata o CIN II Alterazioni che interessano metà dello spessore cellulare Asportazione della lesione displastica
Displasia severa o CIN III Alto rischio di evoluzione in carcinoma Asportazione della lesione displastica
Adenocarcinoma cervicale Tumore delle cellule ghiandolari Intervento chirurgico (conizzazione o isterectomia)

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