Alcune persone possiedono un fattore V mutato, detto di Leiden dal nome della città di Leida nei Paesi Bassi in cui venne identificato per la prima volta dal gruppo di ricerca guidato dal Prof. Bertina, venticinque anni fa.
Cos'è il Fattore V di Leiden?
Il fattore V di Leiden, noto anche come Mutazione G1691A del Fattore V, è una condizione genetica che aumenta il rischio di sviluppare trombosi venosa (trombofilia). Il fattore V è uno dei cofattori della coagulazione: è infatti essenziale per la formazione di fibrina e del coagulo ematico (di sangue) grazie all’attivazione del Fattore II (la protrombina).
Questa attività viene modulata dalla Proteina C coagulativa che inibisce la formazione di coaguli (trombi. La mutazione genetica porta alla formazione di un fattore V scarsamente inattivabile dalla proteina C e quindi aumenta la generazione della trombina portando ad uno stato di ipercoagulabilità.
Il Processo di Coagulazione
Per comprendere appieno il ruolo del fattore V di Leiden, è utile conoscere il processo di coagulazione del sangue.
Il primo attore della cascata coagulativa è il fattore XII (fattore di von Willebrand) che si dispone lungo la ferita e consente l’adesione delle piastrine e delle cellule della matrice extracellulare. Il fibrinogeno è una proteina costituita da due unità formate ciascuna da 3 catene, chiamate con lettere greche alfa, beta e gamma. La trombina agisce attivando queste porzioni alfa e beta del fibrinogeno, per cui improvvisamente le molecole di fibrina cominciano a polimerizzare, cioè ad unirsi in una massa che inizialmente prende il nome di coagulo morbido. Il fattore XIII stabilizza tale coagulo.
La Mutazione di Leiden
Le istruzioni per produrre ciascuna proteina utilizzata dal nostro organismo si trovano nel DNA, la mutazione di Leiden si verifica quando il gene codificante per il Fattore V presenta in posizione 506 una mutazione puntiforme che determina la sostituzione dell’amminoacido arginina con l’amminoacido glutammina. Tale sostituzione si verifica laddove normalmente agisce la proteina C, proteina preposta alla degradazione del Fattore V che, inibito, interrompe la produzione di fibrina.
Sintomi e Rischi
I sintomi sono legati alla zona del corpo in cui si formano i coaguli anomali. Questi limitano od ostruiscono la normale circolazione sanguigna, arrecando un danno più o meno grave a carico degli organi che si ritrovano in carenza di ossigeno, sangue ed altre sostanze nutritive.
La presenza di fattori di rischio predisponenti però può, nel caso di soggetti predisposti, innalzare la probabilità che si verifichi un evento trombotico.
Analisi del Sangue e Diagnosi
L’esame per la ricerca della Mutazione G1691A avviene su un campione di sangue da prelievo venoso.
Il test di resistenza alla proteina C attivata si effettua prelevando un campione di sangue venoso dal braccio e non richiede nessuna preparazione particolare del paziente. I test genetici consentono di rilevare nel DNA delle cellule una mutazione a carico del fattore V di uno o entrambi gli alleli (Mutazione G1691A del Fattore V).
Gestione e Trattamento
Il fattore V di Leiden è la causa più comune di trombofilia ereditaria, ma non è l’unica.
Tra gli anticoagulanti ricordiamo il warfarin e l’eparina. L’eparina viene comunemente somministrata con iniezioni sottocute o per via endovenosa. È disponibile in versione frazionata, con il nome di eparina a basso peso molecolare.
L’effetto collaterale più comune nei pazienti in terapia anticoagulante orale è l’emorragia, che si verifica quando c’è un’eccessiva fluidificazione del sangue. In corso di trattamento con anticoagulanti orali è essenziale controllare periodicamente l’INR, per poter eventualmente modificare il dosaggio somministrato e mantenere i valori di INR nel range terapeutico.
Per il trattamento delle trombosi o delle tromboembolie venose solitamente la terapia di combinazione con farmaci anticoagulanti è di breve durata, circa 3-12 mesi. Al termine della cura, sulla base della valutazione del rischio individuale, si stabilisce se è necessario proseguire con la terapia o meno.
Fattore V di Leiden e Gravidanza
Le donne con fattore V di Leiden noto deve essere quindi monitorate durante tutto il periodo della gravidanza. Sono sufficienti i normali esami del sangue prescritti dal ginecologo.
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