Fastidio alla Deglutizione Dopo Gastroscopia: Cause e Rimedi

La gastroscopia, o esofago-gastro-duodenoscopia, è una procedura endoscopica che consente di esaminare dall’interno la prima porzione del tubo digerente. Questo esame consente di identificare o escludere danni visibili causati dal reflusso, come l’esofagite, e di rilevare eventuali lesioni sospette, inclusi potenziali tumori. Durante una gastroscopia è possibile fare una biopsia, ovvero un prelievo di tessuto a fini diagnostici.

Tuttavia, specie in assenza di sedazione, l'esame provoca comunque un certo fastidio, in particolare durante la discesa del gastroscopio (che crea un certo senso di tensione) e durante l'insufflazione di aria nello stomaco. Solitamente sono utilizzati degli spray anestetici orali o dei gargarismi per “intorpidire” la bocca e la gola.

Cause del Fastidio alla Deglutizione Post-Gastroscopia

Dopo una gastroscopia, è comune avvertire un certo fastidio alla gola o difficoltà a deglutire, nota come disfagia. Questo può essere dovuto a diverse cause:

  • Irritazione della gola: Il passaggio del gastroscopio può irritare la gola, causando dolore e fastidio durante la deglutizione.
  • Gonfiore: Durante l’esame viene inoltre inserita aria per distendere i visceri da esaminare. L’effetto collaterale più comune è la sensazione di gonfiore addominale.
  • Effetti dell'anestesia: Prima di iniziare l’esame, è possibile utilizzare uno spray anestetico per intorpidire la gola.
  • Biopsie: In presenza di sintomi specifici come la disfagia (difficoltà a deglutire), durante la gastroscopia possono essere eseguite anche delle biopsie, cioè prelievi di tessuto da esaminare al microscopio. Emorragie conseguenti a biopsia o rimozione di un'eventuale escrescenza o di un polipo possono essere causa di dolore.
  • Danni o lacerazioni: Sebbene rari, danni o lacerazioni a gola, esofago o duodeno possono verificarsi durante la procedura.

Rimedi per il Fastidio alla Deglutizione

Nella maggior parte dei casi, il fastidio alla deglutizione dopo una gastroscopia è temporaneo e si risolve da solo in pochi giorni. Tuttavia, ci sono alcuni rimedi che possono alleviare i sintomi:

  • Gargarismi con acqua salata: Fare gargarismi con acqua tiepida e sale può aiutare a ridurre l'infiammazione e il dolore alla gola.
  • Liquidi tiepidi: Bere liquidi tiepidi, come tè o brodo, può lenire la gola irritata.
  • Cibi morbidi: Consumare cibi morbidi e facili da deglutire, come yogurt, zuppe o purè di patate, può ridurre il fastidio.
  • Evitare cibi irritanti: Evitare cibi piccanti, acidi o duri che potrebbero irritare ulteriormente la gola.
  • Antinfiammatori: Fare dei gargarismi con del the molto scuro a temperatura ambiente ed utilizzare, per qualche giorno, un antinfiammatorio per via orale, a stomaco pieno.
  • Farmaci antidolorifici: In caso di dolore intenso, è possibile assumere farmaci antidolorifici da banco, come il paracetamolo o l'ibuprofene.

Quando Consultare un Medico

È importante consultare un medico se il fastidio alla deglutizione persiste per più di qualche giorno, se si manifestano altri sintomi come febbre, difficoltà respiratorie, dolore toracico intenso o sanguinamento.

Disfagia: Approfondimento

Per disfagia s’intende la difficoltà a deglutire cibi liquidi, semiliquidi o solidi. Il sintomo caratteristico della disfagia è la sensazione di non riuscire a deglutire o di avere del cibo bloccato in gola. Il paziente, da parte sua, dovrebbe indicare quali alimenti determinano i sintomi e dove si manifestano gli stessi.

Tipi di Disfagia

  • orofaringea: difficoltà nel passaggio del bolo attraverso la faringe.

Come aiutare una persona che soffre di disfagia?

Per aiutare una persona disfagica è possibile seguire alcuni accorgimenti che facilitano il processo di alimentazione. La persona va posizionata seduta sul letto, o mobilizzata su una sedia almeno 20 minuti prima che avvenga il pasto. Nel caso in cui la persona sia allettata, si specifica, va posizionata comunque seduta, assicurandosi che la testa sia appoggiata e il collo risulti flesso. Nel caso la persona avesse particolare fatica durante l’alimentazione, i pasti dovrebbero essere suddivisi in sei somministrazioni durante il giorno. L’igiene orale deve sempre essere eseguita durante i pasti, per assicurarsi che non sia presente alcun residuo di cibo. A fine pasto è importante che la posizione seduta sia mantenuta fino a circa un’ora.

Quali possono essere le conseguenze?

La disfagia orofaringea può causare l’aspirazione di cibo ingerito o secrezioni (saliva, catarro) all’interno della trachea, che può dar luogo a complicanze respiratorie, quali ad esempio la polmonite ab ingestis (causata dall’ingresso di sostanze estranee nell’albero broncopolmonare). Mangiare e bere sono gesti quotidiani e scontati, eppure, per chi soffre di disfagia, diventano un grosso problema, talvolta impossibile.

Acalasia

Acalasia - dal greco a-khalasis, ossia “mancato rilasciamento” - è caratterizzata proprio da un difetto di apertura dell’esofago e viene spesso diagnosticata con ritardo. Questa condizione, però, può incidere pesantemente sulla qualità di vita di chi ne soffre. La disfagia consiste nella difficoltà a deglutire, e quindi nel corretto transito del bolo alimentare dalla bocca allo stomaco. Può comparire con i cibi solidi, ma anche con quelli liquidi.

Diagnosi di Acalasia

Essendo una malattia rara, l’acalasia viene spesso sospettata solo per esclusione di altre patologie esofagee, come l’ernia iatale, la malattia da reflusso gastroesofageo o le stenosi peptiche. Il primo esame da eseguire in caso di disfagia è sicuramente l’esofagogastroduodenoscopia, utile a escludere la presenza di una patologia maligna. Questo esame consente anche di valutare eventuali diverticoli o stenosi infiammatorie. Nel caso in cui la gastroscopia risulti nella norma, non bisogna fermarsi: è necessario proseguire con una radiografia del tubo digerente con bario per valutare l’aspetto morfologico della regione. Se rimane il sospetto o manca ancora una diagnosi, il paziente va sottoposto a manometria esofagea.

Opzioni terapeutiche per l’acalasia

Tutte le terapie sono palliative, nel senso che mirano alla risoluzione dei sintomi, ma non curano la malattia, che è cronica.

  • Dilatazione pneumatica endoscopica: consiste nella dilatazione del cardias con dilatatori pneumatici introdotti durante gastroscopia. Ottiene risultati positivi nel 60-70% dei casi.
  • Miotomia endoscopica (POEM): è la più recente tra le terapie. Viene eseguita in anestesia generale, ed è entrata nella pratica clinica da circa 10-12 anni. Mostra ottimi risultati (80-90%) nel medio termine.
  • Intervento chirurgico: eseguito per via laparoscopica o robotica, consiste nella miotomia extramucosa sec. Heller (10-12 cm) seguita da una plastica antireflusso, solitamente secondo Dor.

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