Il farro è considerato il più antico tipo di frumento coltivato ed è possibile far risalire la sua origine a oltre 10 mila anni fa. Tra le spighe dorate di grano si nasconde una storia millenaria, quella del Triticum monococcum, il piccolo farro o monococco. Questo cereale antico, antenato di tutti i moderni frumenti, vanta il titolo di primo cereale “addomesticato” dall'uomo, con origini risalenti al 7500 a.C., nelle fertili terre del Medio Oriente.
Origini e Diffusione del Farro Monococco
Il farro monococco si diffuse rapidamente in tutto il Mediterraneo, diventando un alimento base per le popolazioni dell'epoca. Con il passare dei secoli, ha ceduto il passo a varietà di grano più produttive, ma il suo fascino antico e le sue preziose qualità non sono mai state dimenticate. La sua spiga è piccola e aristata, caratterizzata dalla presenza di una singola cariosside ed è caratterizzata da una colorazione intensa.
Caratteristiche e Coltivazione
La sua naturale resistenza alle malattie e allo stress, unita al basso bisogno di fertilizzanti e alla versatilità in differenti contesti colturali, lo rende un cereale poco esigente in termini di coltivazione. Questo significa che si riducono i bisogni di risorse e di lavorazioni in campo, rendendolo un cereale ideale per un'agricoltura biologica a basso impatto ambientale. Coltivarlo in filiera VIVA significa sostenere la biodiversità, ridurre le pratiche agronomiche e offrire una farina ricca di proteine, fibre e antiossidanti. Prediligiamo le colture di grani antichi a tutela della biodiversità ma anche del patrimonio storico e culturale del territorio: si tratta di cereali difficilmente standardizzabili, per cui una farina di grani antichi non sarà mai la stessa l'anno successivo.
Tipologie di Farro: Monococco, Dicocco e Spelta
Il farro non è tutto uguale e in commercio si possono trovare diverse varietà:
- Monococco: Si contraddistingue per le sue spighe piccole, che contengono solitamente un solo chicco. È una varietà molto rustica, poiché si presta alla coltivazione in suoli poveri e aridi, ha un’alta resistenza nei confronti delle malattie e non necessita di particolari concimazioni. Ciò lo rende particolarmente adatto alla coltura biologica.
- Dicocco: È la varietà più diffusa nello Stivale e il farro della Garfagnana ne è l'esempio più classico, anche se la sua coltivazione si espande in tutto il Centro Italia e nell’area mediterranea. La pianta del dicocco presenta una spiga “appiattita” che contiene due chicchi. Dal farro dicocco decorticato, cioè al quale è stato eliminato in modo meccanico il suo rivestimento esterno, otteniamo una granella ossia il farro perlato.
- Spelta: Questa varietà si avvicina molto al grano tenero e ha una spiga lunga e sottile di colore più scuro rispetto al monococco e al dicocco, che contiene per lo più 2-3 chicchi. Lo Spelta è ricco di glutine, tanto che molto spesso la sua farina viene adoperata per preparare biscotti speziati e pane rustico. La coltivazione dello spelta è decisamente inferiore a quella del farro medio ed è poco diffusa in Italia.
Proprietà Nutrizionali e Benefici del Farro Monococco
Il farro monococco unisce la storia millenaria dei “grani antichi” a un profilo nutrizionale e agronomico di grande valore. I benefici del farro sono diversi per ciascuna di queste tre varietà, ma esiste un minimo comune denominatore: è un cereale altamente saziante, con basso indice glicemico, poco calorico e ben digeribile, perfetto soprattutto per chi soffre di stitichezza e chi ha problemi di diabete.
Tra tutte le tipologie di farro, il farro monococco è quello che contiene la maggior percentuale di fibre, ma al contempo è il tipo con il minor contenuto di glutine (solo il 7%). Ricca di proteine e carotenoidi, la farina integrale di farro monococco ha anche un basso indice glicemico, il che significa che limita i picchi glicemici ed è utile a chi segue particolari regimi alimentari, come quelli di soffre di diabete. Il farro medio ha un basso indice glicemico, è pertanto idoneo alle persone sportive, a soggetti diabetici e a chi svolge lavori sedentari.
Il farro monococco è un efficace antiossidante e ha un ruolo essenziale nel metabolismo cellulare. Contiene inoltre vitamina E, zinco, ferro e manganese, che lo rendono adatto all’alimentazione delle donne incinte. Quanto al monococco, è certamente la varietà meno ricca di glutine, estremamente preziosa per l’abbondante quantità di proteine e caroteni; il dicocco contiene un tasso importante di vitamine e magnesio; lo Spelta invece è straordinario per il contenuto di fibre e riboflavina, sostanza essenziale al metabolismo energetico. In generale, il farro può essere impiegato tranquillamente anche nell’alimentazione dei bambini, non solo per le sue numerose proprietà nutritive, ma anche per il suo sapore caratteristico.
Ricerche pubblicate su Molecular Nutrition and Food Research hanno evidenziato che la componente proteica del glutine del monococco viene scomposta durante la digestione, a differenza di quanto accade con il grano tenero. Il farro monococco contiene un buon quantitativo di proteine, con un profilo aminoacidico ben bilanciato e ricco di micronutrienti essenziali.
Farro Monococco in Cucina
In cucina non è adatto alla panificazione, a causa del basso contenuto di glutine. In cucina si unisce molto bene con i legumi e le verdure, esaltando gusti e profumi. Ottimo per insalate fredde, risotti ai funghi porcini. Si abbina in maniera eccellente ai vini rossi.
La pasta di farro monococco è caratterizzata da un sapore ricco e da una consistenza decisamente rustica. La pasta di farro monococco si distingue per il suo colore ambrato scuro e una consistenza più tenace.
Se vi diciamo “farro”, vi balena in mente solo l’insalata estiva? Allora non conoscete la versatilità di questo cereale in cucina, anche durante la stagione invernale. Golose dolcezze come torte, crostate e biscotti, ma anche fragranti focacce e profumatissimo pane: la farina integrale di farro monococco è un ingrediente per infinite ricette, alle quali apporta tutte le sue straordinarie proprietà e aromi.
Arteagricola, da sempre attenta alle esigenze dei consumatori, ha realizzato il suo primo formato di pasta artigianale biologica fatta solo con farro monococco in purezza: gnocchetti di farro monococco. La pasta di farro monococco di Arteagricola rappresenta un vero e proprio gioiello gastronomico, frutto di una sapiente lavorazione artigianale e di un'attenta selezione delle materie prime.
Forme e Preparazioni del Farro
Esistono diverse forme in cui il farro può essere consumato:
- Farro decorticato: Il farro decorticato è la varietà di farro più comune e viene venduto privato della sua buccia esterna, che viene rimossa durante la lavorazione. Rispetto al farro perlato ha tuttavia una minore quantità di crusca rimossa e quindi mantiene una maggiore quantità di nutrienti.
- Farro integrale: Il prodotto integrale è la forma più naturale del farro, visto che conserva tutte le parti del chicco, compresa la glumetta, ossia la pellicola esterna ricca di fibre e nutrienti. Richiede una cottura più lunga per renderlo tenero (40-50 minuti) rispetto al farro perlato o decorticato. Dal sapore rustico e dalla consistenza leggermente croccante, è un ingrediente versatile e che può essere utilizzato in molte preparazioni culinarie.
- Farro perlato: Si tratta di un tipo di farro a cui sono stati esportati crusca e germe, il che lo rende più facile da cuocere rispetto alle varietà di farro integrali: è una buona opzione se si vuole risparmiare tempo di cottura e desidera un prodotto più facile da digerire rispetto al farro integrale.
- Farro pronto all’uso: Il farro pronto all’uso è una scelta conveniente e flessibile per chi vuole godere dei benefici del farro senza doverlo preparare da zero.
- Snack di farro: Scelta più salutare rispetto ai tradizionali snack salati, gli snack come il farro soffiato, sono generalmente meno calorici e contengono più nutrienti come fibre, proteine e vitamine.
Come Cucinare il Farro Secco
Riguardo alla preparazione del farro secco, i tempi di cottura differiscono in base alla perlatura e alla decorticazione. Il farro perlato (privo di pellicola esterna) ha bisogno di essere lessato in pentola per un tempo che varia dai 20 ai 40 minuti dopo averlo passato sotto l’acqua corrente per eliminarne le impurità. Facile da utilizzare perché non richiede tempi lunghi di cottura pur mantenendo intatti tutti i benefici nutrienti del farro secco, il farro già cotto ha anche una durata di conservazione più lunga ed è quindi sempre disponibile in cucina.
Conservazione del Farro
Nel caso di farro secco, può essere conservato per diversi mesi, purché lo si faccia in modo corretto. Il farro già cucinato può essere conservato in frigorifero o nel congelatore, a seconda del periodo di conservazione desiderato.
Controindicazioni del Farro
Quanto alle controindicazioni del farro e ai suoi effetti collaterali, ricordiamo che il farro contiene glutine e che non può essere pertanto consumato dai celiaci o da chi soffre di intolleranza al glutine. Avendo un effetto lassativo, è sconsigliato inoltre a chi soffre di problemi intestinali (come ad es. la colite cronica).
Scegliere il farro monococco significa abbracciare un ritorno alle radici, riscoprendo il gusto autentico di un alimento antico e contribuendo alla tutela della biodiversità.
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