L'iperidrosi è una sindrome caratterizzata dalla sudorazione eccessiva, che può essere generalizzata o circoscritta a specifiche aree del corpo come palmi di mani e piedi, ascelle e fronte. Sebbene la sudorazione svolga importanti funzioni per il nostro organismo, tra cui la termoregolazione, l'iperidrosi (IP) rappresenta una situazione patologica cronica caratterizzata dalla produzione di sudore in quantità anomala rispetto alle necessità fisiologiche della regolazione termica.
Cause dell'Iperidrosi
In caso di iperidrosi primaria, le cause non sono facilmente rintracciabili. È stato però messo in evidenza il coinvolgimento del sistema nervoso simpatico che stimolerebbe in modo eccessivo delle particolari ghiandole sudoripare - situate per lo più su mani, piedi, ascelle e viso - dando luogo a questo disturbo. In caso di iperidrosi secondaria, le cause sono riconoscibili e connesse alla presenza di una patologia pregressa o all’assunzione di particolari farmaci. Questa forma è solitamente generalizzata e va quindi a colpire più aree del corpo.
Tra le condizioni patologiche alle quali può essere legata l’insorgenza di iperidrosi secondaria rientrano:
- Ipertiroidismo (condizione patologica per la quale la tiroide produce troppi ormoni)
- Ipoglicemia (condizione derivante dai livelli ridotti di zucchero nel sangue)
- Disturbi cardiocircolatori
- Obesità
- Diabete
- Neoplasie
- Alcuni tipi di infezione come l’HIV
- Patologie che interessano le cellule del sangue e il midollo osseo
Le cause di iperidrosi possono anche essere connesse all’assunzione di farmaci che presentano come effetto collaterale proprio l’eccessiva secrezione di sudore; è questo quel che accade, ad esempio, con alcuni farmaci utilizzati per il trattamento di alcune forme tumorali. L’iperidrosi secondaria può essere anche legata a particolari momenti fisiologici come la gravidanza o la menopausa e può essere peggiorata stati emotivi come ansia, tensione e irritabilità.
Trattamenti Farmacologici per l'Iperidrosi
Esistono diverse opzioni terapeutiche per la gestione dell'iperidrosi. Stringere la mano a qualcuno, un gesto comune nelle interazioni sociali, può diventare una fonte di imbarazzo o ansia. Il trattamento per l'iperidrosi non rappresenta certo una misura salvavita, o non è altrettanto indispensabile per evitare alcune complicanze; tuttavia, moltissime persone che ne sono affette decidono di seguire un percorso terapeutico, dal momento che la condizione provoca spesso molti disagi in ambito lavorativo e sociale.
Sali di Alluminio
I sali di alluminio rappresentano il trattamento di prima scelta per le forme di iperidrosi lievi-moderate. Si tratta di composti che, causando la precipitazione dei mucopolisaccaridi a livello del dotto della ghiandola sudoripara, riducono la secrezione di sudore. Alluminio cloruro: antitraspirante, consigliato per trattare l'iperidrosi grave. I prodotti contenenti questo principio attivo sono, in genere, deodoranti o creme, indicati per la sudorazione eccessiva ascellare; si utilizzano formulazioni contenenti 10-20% di alluminio cloruro, o in casi più gravi possono essere utilizzate concentrazioni più elevate.
Glicopirronio Bromuro
In risposta a questa necessità è stato recentemente approvato in Italia un nuovo farmaco per il trattamento dell’iperidrosi primaria ascellare: il glicopirronio bromuro (GPB) 1% in crema. Il GPB è una molecola con una potente azione anticolinergica conosciuta ormai da tempo, è stata sintetizzata nel 1960. Si tratta di un’ammina quaternaria, che non è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e presenta un’elevata selettività per i recettori muscarinici di tipo M3, dai quali si dissocia lentamente.
L’efficacia e la tollerabilità di questo farmaco è stata inizialmente dimostrata da uno studio clinico di Fase IIIa, durante il quale l’applicazione del prodotto una volta al giorno per quattro settimane ha ridotto significativamente la produzione di sudore del 64% rispetto al basale, registrando contemporaneamente un miglioramento significativo della qualità della vita (valutata grazie all’utilizzo del questionario validato “Hyperhidrosis Quality of Life Index”). Infine, uno studio di Fase IIIb, condotto su un’ampia corte di pazienti, i quali hanno utilizzato il farmaco una volta al giorno per il primo mese e poi a giorni alterni per un totale di 72 settimane, sta confermando l’efficacia e la tollerabilità nel lungo termine.
Tossina Botulinica
La tossina botulinica è indicata per il trattamento dell’iperidrosi ascellare. Il meccanismo di azione della tossina botulinica prevede il blocco delle terminazioni nervose che attivano le ghiandole sudoripare. Gli aghi usati sono molto sottili e il dolore durante il trattamento è modesto. Il trattamento dell’iperidrosi con tossina botulinica non ha effetti permanenti, e la sua durata è di circa 4-6 mesi. Il trattamento dell’iperidrosi ascellare con tossina botulinica è controindicato nei seguenti casi: allergia alla tossina o ai componenti della preparazione, in gravidanza o allattamento, in pazienti con malattie dei muscoli e terapia con farmaci miorilassanti in corso e precedenti interventi chirurgici al cavo ascellare.
Sedativi e Ansiolitici
Sedativi ed ansiolitici: sono utilizzati in terapia contro l'iperidrosi associata a stress e ad alterazione dell'emotività; questi farmaci, svolgendo la propria azione terapeutica sull'umore, migliorano, di riflesso, l'iperidrosi.
Ionoforesi: Un Approccio Terapeutico
Per ionoforesi (iòno-phòresis = trasporto di ioni) si intende l’introduzione di un farmaco nell’organismo attraverso l’epidermide (somministrazione per via transcutanea), utilizzando una corrente continua (corrente galvanica), prodotta da un apposito generatore. La ionoforesi è un’elettroterapia che prevede l’utilizzo di corrente elettrica a bassa intensità per ridurre l’attività delle ghiandole sudoripare.
Si parla sempre più spesso di ionoforesi ma non tutti conoscono di cosa si tratta. Si tratta di una tecnica elettroterapica che permette di avere una somministrazione di un determinato farmaco attraverso la cute. Viene perciò sfruttato un impulso che viene fornito dalla corrente continua.
La ionoforesi prevede due elettrodi: bisogna considerare che il farmaco viene disposto in prossimità di quello con carica elettrica corrispondente. Altro aspetto da non sottovalutare è che ci sono alcune condizioni in cui la ionoforesi è particolarmente indicata. In caso di iperidrosi, ad esempio, ovvero quella condizione in cui una sudorazione eccessiva potrebbe rivelarsi un problema di non poco conto. Fino ad arrivare alla possibilità concreta di contrastare la cellulite, sempre con riferimento estetico. In ambito medico, viene consigliata per l’artrite, artrosi, nevralgie e i dolori muscolari di varia natura.
La iontoforesi blocca le ghiandole sudoripare interrompendo in maniera reversibile i canali ionici.
Vantaggi della Ionoforesi
I vantaggi della somministrazione di farmaci con questa modalità sono essenzialmente:
- Evitare la somministrazione per via sistemica (orale, intramuscolare, endovenosa);
- Applicare il farmaco direttamente nella sede corporea interessata dalla patologia;
- Permettere l’introduzione del solo principio attivo, senza veicolanti (eccipienti);
- Permettere agli ioni di legarsi a determinate proteine protoplasmatiche;
- Iperpolarizzare le terminazioni nervose.
È stato possibile misurare che questo sistema terapeutico ha la capacità di far assorbire alla regione ammalata una quantità di farmaco fino a 100 volte maggiore di quella assorbita, ad esempio, per via orale. In ultimo, l’applicazione di correnti continue a bassa intensità ha il risultato non secondario di iperpolarizzare le terminazioni nervose, determinandone un elevamento della soglia di eccitabilità, ottenendo quindi un effetto antalgico elevato (effetto TENS).
Tutto questo è possibile perché tutti i farmaci presentano la caratteristica della presenza di ioni positivi, negativi, o entrambi (bipolari) - carichi quindi elettricamente - e, sfruttando quindi il principio fisico della migrazione ionica da un polo elettrico all’altro, otteniamo una somministrazione transcutanea, che sfrutta cioè la pelle come via di somministrazione.
Come Funziona la Ionoforesi
Dal punto di vista strettamente elettronico un generatore per ionoforesi è essenzialmente un generatore di corrente costante a bassa intensità (generalmente vengono usate correnti tra i 5 milliampere e i 10 milliampere), che eroga cioè una corrente continua stabile nel tempo, corredato da vari sistemi di controllo e temporizzazione, in modo da consentire la creazione di un campo elettrico il quale viene applicato, tramite due elettrodi, uno positivo e l’altro negativo, costituiti da delle placche in gomma conduttrice ricoperte da una superficie assorbente, posti sulla cute del soggetto in prossimità della zona da trattare.
Il farmaco deve essere posto sull’elettrodo corrispondente alla sua polarità, ad esempio se il farmaco è di polarità positiva andrà applicato sulla placca positiva, se negativa sulla placca negativa, se bipolare indifferentemente. Applicando la placca con il farmaco sulla zona da trattare e l’altra placca ad una distanza di circa 20/30 cm, la corrente veicolerà il farmaco così ionizzato, all’interno dei tessuti perché gli ioni del farmaco stesso migreranno verso il polo opposto fino al completo assorbimento.
Farmaci Utilizzati nella Ionoforesi
Con la ionoforesi ci sono alcuni farmaci che vengono somministrati, preferibilmente in soluzione acquosa. Il ketoprofene, un antinfiammatorio, è uno dei più utilizzati. Esso ha una polarità negativa così come altre molecole che danno sollievo in caso di dolori come il diclofenac, l’acetilato di lisina o anche il flumetasone.
A titolo di esempio, nella tabella che segue, possiamo vedere vari principi attivi e soluzioni medicamentose e la loro polarità.
| Principio Attivo | Polarità |
|---|---|
| Acetilsalicilato di lisina | Negativa |
| Baclofene | Positiva |
| Benzidamina cloridrato | Bipolare |
| Dantrolene | Positiva |
| Diclofenac sodico | Negativa |
| Fenilbutazone | Positiva |
| Flumetasone | Negativa |
| Glicole salicilato | Positiva |
| Idrocortisone | Positiva |
| Indometacina sale di glumina | Negativa |
| Ketoprofene | Negativa |
| Metile nicotinato | Positiva |
| Novocaina | Positiva |
| Pentosano polifosfoestere | Negativa |
| Pridinolo mesilato | Positiva |
| Sulfopoliglicano | Positiva |
| Tiochilcoside | Positiva |
| Vitamina B1 e B2 | Positiva |
Zone del Corpo Trattabili con Ionoforesi
Ci sono comunque delle aree del corpo umano dove la ionoforesi garantisce una certa efficacia. Tra le zone più indicate ci sono mani, piedi, gambe e ascelle che sono quelle che trattate con determinate sostanze ottengono grandi benefici. Anche addome, fianchi, glutei e braccia sono altre zone corporee che si possono trattare con farmaci mediante la ionoforesi.
Controindicazioni alla Ionoforesi
La ionoforesi va sempre valutata col proprio medico: in questo modo si potranno evitare rischi, comunque non particolarmente gravi. Ci sono infatti alcune controindicazioni che bisogna sapere per quanto concerne questa soluzione. Meglio non ricorrere ad essa in caso di pacemaker o di utilizzo di spirale uterina, oltre a doverla evitare in caso di protesi metalliche. La ionoforesi non potrà essere prescritta in determinate circostanze, quali gravidanza, impianto di pacemaker, protesi o presenza di spirale intrauterina.
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