Ezetimibe: Meccanismo d'Azione e Ruolo nel Controllo del Colesterolo

L'ezetimibe, entrato nella comune pratica clinica soltanto dal 2002, si è dimostrata particolarmente efficace nel trattamento dell'ipercolesterolemia. L'ezetimbe è un farmaco ampiamente utilizzato nel trattamento del colesterolo alto, una condizione che riguarda milioni di persone in tutto il mondo.

Cos'è l'Ezetimibe?

L’ezetimbe è un farmaco appartenente alla classe degli ipolipemizzanti, che agisce selettivamente a livello intestinale. È un farmaco che agisce interferendo con l'attività di una proteina chiamata Niemann-Pick C1L1 (NPC1L1) presente sulla superficie delle cellule epiteliali dell’intestino e responsabile dell'assorbimento intestinale del colesterolo che deriva dagli alimenti ingeriti. L’inibizione di questa proteina porta alla riduzione dell'assorbimento del colesterolo presente nel lume intestinale.

Meccanismo d'azione

Il meccanismo d’azione dell’ezetimbe si basa sull’inibizione di una particolare proteina, la Niemann-Pick C1-Like 1 (NPC1L1), che è responsabile per la captazione del colesterolo. L'ezetimibe alla dose di 10 mg riduce la colesterolemia del 15-20% bloccando l'assorbimento intestinale del colesterolo per inibizione della proteina Nieman-Pick C1-like 1. L'ezetimibe contenuta in ZETIA ® in seguito a somministrazione orale, viene assorbita rapidamente a livello gastro-intestinale e metabolizzata - sia a livello dell'intestino tenue che a livello epatico - in ezetimibe-glucoronide, che preserva la funzionalità biologica del farmaco. Attraverso un ciclo enteroepatico, il principio attivo viene escreto per via biliare, raggiungendo nuovamente l'intestino. Rapidamente assorbito dopo somministrazione orale, il farmaco viene metabolizzato a livello intestinale ed epatico ad un glucuronide che ne rappresenta la forma attiva ed è soggetto ad un ricircolo enteroepatico che ne prolunga la durata d’azione. L’eliminazione avviene principalmente attraverso le feci (78%) sotto forma di ezetimibe e nel 12% con le urine come glucuronide.

Efficacia dell'Ezetimibe

Un'attenta disamina della letteratura scientifica ha consentito di osservare come questo farmaco possa da solo ridurre i livelli plasmatici di colesterolo LDL di circa il 18%, di trigliceridi del 5% ed aumentare il colesterolo HDL approssimativamente del 3%. Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l’ezetimbe, in monoterapia, può ridurre il colesterolo LDL del 18-25%. Quando utilizzato in combinazione con le statine, i risultati sono ancora più significativi, con riduzioni che arrivano fino al 50% del colesterolo LDL.

Ezetimibe in combinazione con altri farmaci

Come abbiamo detto, l’ezetimbe viene associato ad altre categorie di farmaci, come le statine, per ottenere una riduzione sinergica dei livelli di colesterolo LDL. È disponibile in formule combinate con simvastatina, nota per la sua efficacia nella riduzione del colesterolo quando la terapia con una sola componente non è sufficiente. Vitoryn è l'associazione precostituita tra simvastatina ed ezetimibe, due farmaci a differente meccanismo d'azione ipocolesterolemizzante.

Interazione con le statine

Si può usare sempre la combinazione statine-ezetimibe? Ecco allora che mettere insieme statine e ezitimibe è utile. La ragione è molto semplice. Le statine, inibendo la sintesi del colesterolo, aumentano l'assorbimento del LDL-C presente nella circolazione sanguigna a cui segue aumento dell’assorbimento intestinale del colesterolo, con ciò portando a una parziale riduzione dell'efficacia delle statine stesse. D’altra parte, l'ezetimibe, inibendo l'assorbimento intestinale del colesterolo, induce l’aumento della sintesi del colesterolo come meccanismo compensatorio.

Studi clinici sull'uso combinato di ezetimibe e statine

Lo studio clinico IMPROVE-IT ha dimostrato il beneficio clinico di questa combinazione. In questo studio, è stato confrontato l'effetto di una somministrazione per 6 anni della combinazione ezetimibe+simvastatina rispetto alla sola simvastatina in pazienti con una recente sindrome coronarica acuta. I risultati hanno messo in evidenza come la terapia di combinazione abbia ridotto significativamente di più il livello di LDL-C rispetto alla sola simvastatina, con una maggiore riduzione del rischio di eventi cardiovascolari.

  • Due studi della durata di 12 settimane, condotti su 1.555 pazienti con ipercolesterolemia primaria (con livelli basali di colesterolo LDL pari a 145-250 mg/dl), hanno valutato l'effetto di 10 mg/die di ezetimibe addizionato al trattamento con simvastatina a diversi dosaggi. Nei due studi, l'aggiunta di ezetimibe al trattamento con 10 mg, 20 mg, 40 mg o 80 mg/die di simvastatina ha ridotto i livelli di colesterolo LDL rispettivamente del 44-46%, 45-51%, 53-55% e 57-61%, rispetto ad una riduzione del 27-31%, 35-36%, 36-42% e 44-46% ottenuta con la sola simvastatina (la differenza è statisticamente significativa per ognuno dei dosaggi confrontati nei due studi)1,2.
  • Un altro studio in doppio cieco, della durata di 23 settimane, condotto su 710 pazienti adulti con livelli di colesterolo LDL>130 mg/dl, ha confrontato l'associazione tra ezetimibe e simvastatina con la monoterapia con simvastatina. Dopo 5 settimane di trattamento, un numero significativamente maggiore di pazienti ha raggiunto l'obiettivo di un colesterolo LDL<100 mg/dl (misura di esito primaria) con 10 mg di ezetimibe più 10 mg, 20 mg e 40 mg/die di simvastatina (75%, 83% e 87%) rispetto alla sola simvastatina 20 mg (46%)3.
  • In un altro studio, 788 pazienti con livelli di colesterolo LDL>130 mg/dl sono stati randomizzati al trattamento con atorvastatina (10 mg al giorno) o all'associazione tra 10 mg di ezetimibe e 10 mg o 20 mg/die di simvastatina4. Nel corso dello studio, il dosaggio delle statine è stato raddoppiato ogni 6 settimane per una durata totale dello studio di 24 settimane. La riduzione media dei livelli di colesterolo LDL dopo 6 settimane (principale criterio di valutazione di efficacia) è stata del 37% con 10 mg di atorvastatina e del 46% e 50% con l'associazione tra ezetimibe 10 mg/die e simvastatina 10 mg o 20 mg/die.
  • In uno studio in doppio cieco, 50 pazienti (adulti e bambini con più di 12 anni o del peso di almeno 40 kg) con ipercolesterolemia familiare omozigote hanno assunto per 6-14 settimane 40 mg al giorno di atorvastatina o simvastatina e sono stati quindi randomizzati a ricevere per 12 settimane 10 mg/die di ezetimibe in aggiunta alla statina oppure 10 mg/die di ezetimibe e 80 mg/die della statina con cui erano in trattamento oppure solo 80 mg/die della statina5.

Interazione con i fitosteroli

Ezetimibe e fitosteroli. L'inibizione dell'assorbimento del colesterolo da parte dell'ezetimibe e dei fitosteroli avviene dunque con meccanismi diversi e questo fa sì che la loro somministrazione contemporanea possa avere un effetto additivo sulla colesterolemia.

Dosaggio e Somministrazione

Normalmente, l’ezetimbe viene somministrato per via orale, con una dose tipica di 10 mg al giorno. Il dosaggio raccomandato è di una compressa di ezetimibe da 10 mg in un’unica somministrazione giornaliera. L’assunzione erronea di una dose doppia di ezetimibe non comporta rischi seri se non quello di incorrere più facilmente in qualche effetto indesiderato in genere lieve e transitorio (vedi paragrafo sugli effetti collaterali). L’ezetimibe generalmente è ben tollerato anche se assunto per errore da persone che non soffrono di ipercolesterolemia.

Precauzioni e avvertenze

Prima di iniziare il trattamento farmacologico, è opportuno seguire per almeno 12 settimane delle sane abitudini di vita ed una dieta ipolipidica. Come per tutte le terapie ipolipemizzanti, è bene iniziare il protocollo terapeutico associandolo ad un regime dietetico ipolipidico, ed optare per la terapia farmacologica solo in caso di insuccesso del trattamento comportamentale (dieta e attività fisica).

Monitoraggio durante il trattamento

Prima e durante il trattamento con ZETIA ®, soprattutto quando associato a statine, è opportuno monitorare i livelli ematici di transaminasi, al fine di ridurre eventuali rischi di epatopatie. Allo stesso tempo, si rende necessario il controllo delle concentrazioni plasmatiche di creatinfosfochinasi, al fine di ridurre eventuali processi patologici a carico del muscolo scheletrico.

Gravidanza e allattamento

La sperimentazione clinica riguardante l'uso di ezetimibe in gravidanza e allattamento è inesistente, mentre studi condotti su animali hanno dimostrato l'assenza di effetti tossici o mutageni sul feto.

Interazioni farmacologiche

La somministrazione di ezetimibe contemporaneamente a quella di farmaci come la ciclosporina o gli anticoagulanti orali deve essere attuata con estrema cautela perché essa potrebbe aumentarne le concentrazioni. L'assenza di un metabolismo epatico coinvolgente il citocromo P450 consente all'ezetimibe di ridurre significativamente tutte le possibili interazioni farmacologiche, alcune delle quali potenzialmente pericolose. È importante considerare le interazioni potenziali tra ezetimbe e altri farmaci. L’uso concomitante con sequestranti degli acidi biliari, come colestiramina, colestipolo o colesevelam, può diminuire l’efficacia dell’ezetimbe. Per evitare questo problema, si consiglia di somministrare ezetimbe almeno due ore prima o quattro ore dopo queste resine.

Effetti Collaterali

L’ezetimbe è generalmente ben tollerato, con effetti collaterali minimi che possono includere mal di testa e disturbi gastrointestinali quali diarrea. Sebbene gli effetti collaterali sembrino transitori e clinicamente poco rilevanti, è opportuno ribadire che la loro incidenza tende ad aumentare quando l'ezetimibe viene somministrato in concomitanza ad una statina. Nel corso del trattamento con ezetimibe gli effetti indesiderati più frequenti (incidenza 1%) sono stati mal di testa, dolori addominali, meteorismo e diarrea. Raramente si possono verificare reazioni da ipersensibilità, inclusi angioedema e rash cutanei6.

Considerazioni aggiuntive

Sebbene ezetimbe sia generalmente ben tollerato, è fondamentale comunicare al medico eventuali patologie epatiche preesistenti, poiché il farmaco è principalmente metabolizzato nel fegato. I pazienti con insufficienza epatica di grado moderato o grave non dovrebbero assumere ezetimbe, data la potenziale compromissione del metabolismo del farmaco. Nonostante l'effetto ipolipemizzante dell'ezetimibe sia noto e ben assodato, sembra ancora poco chiaro il suo potenziale effetto protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari. La maggior parte dei farmaci ipolipemizzanti (come statine, fibrati etc.) è caratterizzata dalla presenza di effetti secondari diversi dal semplice effetto ipolipemizzante, che spesso contribuiscono in maniera rilevante alla riduzione del rischio cardiovascolare.

Negli anziani o nei pazienti con insufficienza renale o lieve insufficienza epatica non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio del farmaco.

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