Risonanza Magnetica Multiparametrica della Prostata: Un Approccio Innovativo alla Diagnosi

Il carcinoma prostatico (PCa) è oggi il primo tumore per incidenza ed il secondo per mortalità negli uomini. Negli ultimi decenni c’è stato un costante incremento della sua incidenza: l’aumento delle diagnosi è dovuto principalmente alla maggiore adesione ai programmi di screening. Al Policlinico di Milano ogni anno seguiamo oltre 300 pazienti con questo tumore.

E’ necessaria quindi una stratificazione del rischio nella diagnosi precoce del cancro della prostata come nuova strategia di screening che determini un bilancio più favorevole tra rischi e benefici. Inoltre, mentre il precedente regime di screening prevedeva il trattamento di tutti i pazienti positivi alla biopsia prostatica, questo nuovo approccio prevede un trattamento diversificato per ogni categoria di rischio.

Che cos’è la Risonanza Magnetica Multiparametrica della prostata?

Presso il Centro Medico La Quintana è possibile sottoporsi a Risonanza Magnetica Multiparametrica della prostata, un esame essenziale per la diagnosi del tumore della prostata. Questo esame permette di mappare la prostata per eseguire, in un secondo momento, una biopsia molto mirata su una lesione o su una zona identificata dall’esame come sospetta.

Come si svolge l’esame?

È un esame mininvasivo, una metodica radiologica della durata di circa 45 minuti che prevede l’iniezione di mezzo di contrasto per via endovenosa.

Sono previste norme di preparazione?

L’esame richiede una blanda pulizia intestinale il giorno dell’esame e il paziente è inoltre invitato ad astenersi dall’attività sessuale nei due giorni che precedono l’esame. Prima di eseguire l’esame con mezzo di contrasto è necessario portare in visione al Medico Radiologo il risultato di Creatinina e Creatinina Stimata eseguiti su prelievo di sangue.

È un esame doloroso o pericoloso?

Le macchine di ultima generazione, completamente digitali, permettono l’esecuzione dell’esame senza la bobina endorettale che veniva sempre utilizzata in passato, nelle macchine RM analogiche, per avere il dettaglio d’immagine necessario alla diagnosi.

Il Ruolo della Risonanza Magnetica Multiparametrica nella Stratificazione del Rischio

Nella stratificazione del rischio per l’indicazione alla biopsia, l’algoritmo utilizzerà informazioni fornite dalla risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI) e da specifici predittori clinici (età, familiarità, PSA density, etc.). La determinazione del PSA nei pazienti che appartengono alle diverse categorie di rischio andrebbe pertanto effettuata ad intervalli diversificati.

Linee guida per la biopsia basate su PI-RADS

  • Pazienti a più basso rischio clinico e radiologico (PI-RADS 1-2) potranno essere esclusi dall’esecuzione della biopsia mentre invece andrà effettuata anche con PI-RADS 1-2 in presenza di un elevato rischio clinico.
  • La biopsia non viene consigliata in pazienti con PI-RADS 3, che abbiano una PSA density <0.15 ng/ml/cm3 e se il rischio clinico risulti ridotto.
  • Pazienti con riscontro di PI-RADS 4-5 dovranno sempre sottoporsi a biopsia mirata e sistematica.

Il PSA e la Risonanza Magnetica Multiparametrica

Il PSA è un marcatore specifico della ghiandola prostatica, ma non del tumore che colpisce questo organo. Per questo motivo il dosaggio del PSA non è a oggi utilizzato come test di screening per la diagnosi precoce del cancro prostatico. Tuttavia, gli esperti concordano che il dosaggio del PSA può aiutare a monitorare nel tempo i pazienti che sono già stati operati o trattati con radioterapia o terapia ormonale, in modo da cogliere per tempo l’eventuale ripresa della malattia.

Le Linee guida europee e di AIOM consigliano, in presenza di un valore di PSA compreso fra 3 e 10 ng/mL, di eseguire una risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI), prima di sottoporsi a un’eventuale biopsia prostatica. Questo particolare tipo di risonanza magnetica permette di osservare la morfologia della ghiandola prostatica mettendo in luce diversi parametri.

Classificazione PI-RADS

Per rendere più affidabile e standardizzato tale esame, si utilizzano protocolli dedicati e si utilizza un sistema di classificazione del rischio di malattia da 1 (poco probabile) a 5 (altamente probabile). Tale classificazione viene chiamata PI RADS, e indirizza l’urologo verso l’opportunità o meno di eseguire prelievi mirati (generalmente per valori PI RADS ≥3).

Biopsia Prostatica: Un Esame Fondamentale

La biopsia prostatica resta sempre l’esame fondamentale per arrivare alla diagnosi definitiva di tumore, ma la risonanza magnetica può determinare un notevole aumento nella precisione della diagnosi, identificando le aree bersaglio dove concentrare i prelievi e l’estensione locale dell’eventuale tumore. Queste informazioni, unite ad altri parametri clinici e di laboratorio, nelle mani di un clinico esperto sono molto preziose per indirizzare i pazienti verso il trattamento più indicato.

Una volta ritirati i risultati degli esami è importante non allarmarsi se si trova un asterisco che segnala un valore alterato di PSA. Il dosaggio del PSA può dare esiti anomali per moltissime ragioni, per esempio patologie benigne della prostata, insufficienza renale, un’esplorazione rettale, una recente attività sessuale o l’uso di farmaci molto comuni e perfino un’attività fisica intensa come il ciclismo.

Normalmente si considera degna di attenzione una concentrazione di PSA superiore a 3 ng/mL, ma valori inferiori non permettono di escludere completamente la malattia. La biopsia conferma la presenza di un tumore in meno di 1 uomo su 4 con valori di PSA compresi tra 3 e 10 ng/mL. Se i livelli sono molto elevati il sospetto di un tumore si fa invece più fondato.

Nuove Frontiere nel Trattamento del Carcinoma Prostatico

Alcuni ricercatori americani hanno ideato l’uso di nanoparticelle di oro-silice per fornire un trattamento localizzato al carcinoma della prostata. Le nanoparticelle d’oro biocompatibili hanno una capacità speciale di assorbire la luce alla lunghezza d’onda del vicino infrarosso e trasformarla in calore. Questa generazione localizzata di calore aiuta a uccidere le cellule tumorali bersaglio e alla fine riduce il tumore senza influenzare le cellule sane.

Questo studio ha dimostrato che l’uso di queste nanoparticelle ha contribuito a prolungare la remissione del tumore nei malati di cancro. Questa procedura è impiegata insieme alla risonanza magnetica a fusione con ultrasuoni, utilizzata per bruciare localmente tumori di basso livello intermedio all’interno della prostata.

I risultati hanno rivelato che i pazienti trattati con nanoparticelle di silice d’oro hanno mostrato una migliore ablazione locale del tumore. Nel complesso, il protocollo di trattamento è risultato sicuro e fattibile per gli uomini che presentano carcinoma localizzato a basso o medio rischio della prostata o tumore che non si è diffuso ad altri organi.

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