Interpretazione dell'Esame Istologico del Polipo Endometriale: Una Guida Dettagliata

I polipi endometriali sono neoformazioni focali benigne della mucosa endometriale e cervicale di dimensioni variabili che protrudono nella cavità uterina. La loro prevalenza è di circa il 20% - 30% della popolazione femminile, con particolare incidenza nella quinta decade di vita. Questi polipi possono essere asintomatici o causare sanguinamenti uterini anomali (AUB), come sanguinamenti intramestruali, menometrorragia o sanguinamenti postmenopausali.

Effetti sulla Fertilità

I polipi endometriali possono esercitare effetti negativi sulla fertilità femminile. Si riscontrano polipi endometriali nel 15-25% delle donne con problemi di infertilità. Gli ipotetici meccanismi attraverso cui tali formazioni polipoidi possono interferire con la fertilità sono molteplici. Tra i principali si considerano:

  • Gli effetti legati alla risposta infiammatoria dell’endometrio.
  • Il difetto ostruttivo che interferisce con la migrazione degli spermatozoi e con l’annidamento dell’embrione.
  • L’alterata produzione di alcuni mediatori biochimici.

Origine e Fattori di Rischio

Dal punto di vista istologico, i polipi originano da una iperplasia della mucosa uterina che risponde in maniera anomala agli stimoli ormonali. I pseudopolipi sono piccole formazioni (< 1 cm) sessili con struttura identica al circostante endometrio. Con l’ecografia transvaginale e’ possibile evidenziare all’interno della cavità uterina una formazione tondeggiante, ben definita, ecogena.

I principali fattori di rischio per la formazione di un polipo endometriale sono:

  • L’età
  • L’ipertensione
  • La terapia con tamoxifene
  • L’iperestrogenismo, legato tipicamente a condizioni quali obesità, sindrome dell’ovaio policistico, menopausa tardiva, tumori stromali estrogeno-secernenti e insufficienza epatica cronica.

È invece ancora in discussione il ruolo della terapia ormonale nella patogenesi dei polipi endometriali, dal momento che alcuni studi mostrano un’aumentata prevalenza in queste pazienti, mentre altri non trovano differenze rispetto a donne non trattate.

Diagnosi

Nei casi sintomatici con sanguinamento uterino anomalo, la presenza di un polipo endometriale deve essere sospettata seguendo l’algoritmo PALM-COEIN e deve essere indagata tramite ecografia transvaginale, che rappresenta l’esame non invasivo gold standard. È preferibile eseguire l’esame ecografico durante la fase proliferativa del ciclo mestruale, poiché l’endometrio è più sottile, avvalendosi anche dello studio color Doppler, che permette la visualizzazione del peduncolo vascolare. Si può inoltre ricorrere alla sonoisterografia che, attraverso l’iniezione di soluzione fisiologica, permette la visualizzazione della cavità endometriale distesa e pertanto il più facile riconoscimento della lesione.

Trattamento

La terapia dei polipi endometriali è essenzialmente chirurgica, mediante isteroscopia, preferibilmente ambulatoriale. Il razionale della rimozione dei polipi endometriali per via isteroscopica è duplice. Dal momento che la procedura viene eseguita contestualmente all’esame diagnostico, è imperativo che l’intervento venga eseguito, nelle donne in età fertile, in fase proliferativa precoce.

L’asportazione di un polipo endometriale viene routinariamente eseguita mediante isteroscopia operativa office o videoresettoscopia in sala operatoria. Il rischio di formazione di aderenze intrauterine dopo la procedura è trascurabile e il tasso di complicanze è estremamente basso.

Attualmente non ci sono dati sufficienti per giustificare la rimozione routinaria dei polipi endometriali in tutte le pazienti sub-fertili, tuttavia questo intervento è considerato sicuro ed è stato dimostrato un vantaggio in termini di pregnancy rate nelle donne infertili che vengono sottoposte a polipectomia prima di eseguire una inseminazione intrauterina (IUI) o una tecnica di procreazione medicalmente assistita di II livello (FIVET/ICSI).

In caso di riscontro occasionale di un polipo endometriale asintomatico in donne in pre o postmenopausa è consigliabile l’asportazione se sono presenti fattori di rischio anamnestici per lo sviluppo di carcinoma dell’endometrio e/o se la lesione misura più di 2 cm di diametro.

Dopo la menopausa un sospetto polipo endometriale sintomatico dovrebbe sempre essere indagato mediante isteroscopia diagnostica e, se confermato, dovrebbe essere asportato per poter poi eseguire anche l’esame istologico. Il rischio di diagnosticare una iperplasia atipica o un carcinoma è maggiore in presenza di AUB e non aumenta all’aumentare delle dimensioni del polipo.

L'Esame Istologico: Cosa è e Come si Esegue

L’esame istologico, detto anche istopatologico, è un’analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia. Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle.

Differenza tra Esame Istologico e Citologico

L’esame istologico non è sinonimo di esame citologico: l'esame citologico si occupa infatti nel dettaglio dello studio delle cellule del tessuto esaminato, per capire se vi sono in esse delle mutazioni genetiche che indicano la presenza di una malattia. L’esame istologico esamina frammenti del tessuto allo scopo per valutarne la struttura.

Come si Esegue l'Esame Istologico?

La procedura standard prevede diverse fasi:

  1. Inclusione: Il campione, precedentemente privato della componente acquosa, viene incorporato ad altro materiale più saldo ma inerte. La procedura standard prevede l’uso della formalina, che ha lo scopo di stabilizzare i campioni biologici sezionati, e la conservazione permanente in paraffina liquida.
  2. Sezionamento: Consiste nel sezionare il materiale biologico precedentemente trattato in “fette” sottilissime che possano essere osservate anche in controluce. Il sezionamento permette di visionare dettagli minuti della struttura cellulare ingranditi al microscopio ottico o elettronico, e si ottiene attraverso strumenti detti microtomi, in grado di “affettare” il campione in strisce estremamente sottili (nell’ordine di micron-μm) e con un grado di spessore che varia a seconda del tipo di campione e all’esame da effettuare.
  3. Colorazione: Altro passaggio fondamentale per evidenziare tessuti che, per natura, sono pressoché trasparenti e omogenei. I coloranti usati in questa fase dell’esame istopatologico variano a seconda del tipo di campione e al suo Ph.

Biopsia ed Esame Istologico

Per eseguire un esame istologico serve una minima parte di tessuto da analizzare. L’esame istologico permette di descrivere colore, le dimensioni e il peso del campione biologico considerato; se si tratta di tumore, in tal caso la stadiazione, ovvero quanto le cellule neoplastiche divergono rispetto a quelle sane in una scala di riferimento e la proliferazione, ovvero la velocità con cui le cellule tumorali si moltiplicano, che ci dice quanto la neoplasia sia aggressiva.

Tempi di Attesa

Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.

Isteroscopia: Esame Chiave per la Valutazione Uterina

L’isteroscopia è una procedura endoscopica che permette di osservare l’interno dell’utero e di diagnosticare ed eventualmente trattare diverse condizioni patologiche a carico della cavità uterina, che contiene sia la cervice sia il corpo dell’utero. Viene eseguita in regima ambulatoriale o Day surgery mediante l’introduzione in vagina di un sottile strumento, l’isteroscopio, senza l’impiego dello speculum.

Quando è Indicata l'Isteroscopia?

Il sintomo più comune per cui viene eseguita l’isteroscopia è il sanguinamento uterino anomalo nelle donne in età fertile e soprattutto in menopausa. Solitamente è indicata anche per accertare la presenza di ispessimenti endometriali, polipi, miomi, aderenze intrauterine, anomalie congenite (come i setti), malformazioni uterine, tumori come quello dell’utero e dell’endometrio, e, inoltre, in caso di sospetta infertilità.

Come si Esegue l'Isteroscopia?

L’isteroscopia può essere preceduta dalla somministrazione di un farmaco anti-dolorifico, anestesia locale o anestesia in sedazione. Può essere eseguita sia in ambulatorio sia in sala operatoria, a seconda dell’indicazione, della propensione delle pazienti e del tipo di procedura che deve essere eseguita.

È un Esame che Possono Fare Tutti?

L'isteroscopia può essere eseguita in donne di tutte le età, purché non in gravidanza, a meno che particolari e rare conformazioni anatomiche impediscano il passaggio dell'isteroscopio. L’esame, inoltre, non può essere effettuato durante il flusso mestruale e in caso di infezione o infiammazione pelvica.

Rischi dell'Isteroscopia

L'isteroscopia è generalmente una procedura sicura con un rischio di complicanze minore dell’1%. La perforazione dell’utero e l’insorgenza d’infezioni sono eventi estremamente rari nella pratica diagnostica e assai poco frequenti anche in quella operativa.

Endometrio Secretivo e Proliferativo

Fondamentale è la fase secretiva dell’endometrio, il periodo precedente alla mestruazione durante il quale l’endometrio si prepara all’annidamento dell’ovulo fecondato. L’endometrio è la mucosa che riveste l’utero nella sua parte più interna, il posto dove l’embrione si “attaccherà” (in termini corretti, si anniderà).

L’endometrio può essere in fase PROLIFERATIVA (cioè quando i follicoli stanno crescendo e non è ancora avvenuta l’ovulazione, oppure se si stanno assumendo estrogeni) oppure SECRETIVA (cioè dopo l’ovulazione oppure dopo l’inizio del progesterone).

Endometrio Proliferativo

Nella fase PROLIFERATIVA, l’endometrio deve avere due caratteristiche:

  • Endometrio trilaminare
  • Endometrio di spessore maggiore o uguale a 7 millimetri

Endometrio Secretivo

Nella fase SECRETIVA vanno valutati due elementi:

  • Aspetto dell’endometrio secretivo (deve essere un aspetto “compatto” , ecograficamente “bianco”)
  • Spessore dell’endometrio secretivo (non ha particolare importanza)

Natural Killer (NK) e Biopsia Endometriale

Nel sistema immunitario esistono diversi tipi di cellule, ciascuno con un ruolo molto specifico nella difesa dell’organismo da infezioni e tumori. Fra le cellule più importanti ci sono le Natural Killer (NK), linfociti deputati a contrastare batteri, virus e cancro nelle fasi iniziali.

Le cause di una sovrapproduzione delle NK posso essere ricercate nella presenza di infiammazioni su diversi distretti (tube di Falloppio, endometriosi, sindrome ovarica policistica) o di una malattia autoimmune, o ancora per disfunzioni del sistema immunitario, spesso dovute a squilibri della tiroide.

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