La colposcopia è un esame ambulatoriale necessario per individuare anomalie delle mucose, infezioni o malattie tumorali nella vulva, nella vagina e nella cervice uterina o collo dell’utero. Si tratta di un esame diagnostico eseguito principalmente per prevenire e diagnosticare precocemente tumori e lesioni al collo dell’utero.
Cos'è la Colposcopia?
La colposcopia è un esame che consente una visualizzazione accurata della cute della vulva, della mucosa (cioè della superficie di rivestimento) della vagina e del collo dell'utero. Per eseguire la colposcopia, il ginecologo si serve di uno strumento di ingrandimento che assomiglia ad un binocolo, chiamato colposcopio.
Il colposcopio è uno strumento simile ad un microscopio di grandi dimensioni, che viene posizionato vicino alla vagina e proietta luce sulla zona consentendone una perfetta osservazione. L’ingrandimento che il colposcopio garantisce va dalle 6 alle 40 volte.
La colposcopia non è un'indagine da eseguire di routine, cioè come test di screening per il cancro del collo dell'utero. La colposcopia non è un esame volto alla prevenzione di primo livello, come il pap-test, ma è l’esame di secondo livello nella diagnosi precoce della neoplasia cervicale, costituisce un approfondimento richiesto dal ginecologo in presenza di un pap test anomalo o in presenza di lesioni sospette vaginali e vulvari; inoltre, la colposcopia è la migliore bussola per individuare le terapie maggiormente adeguate per la cervice dell’utero.
Si tratta di un esame diagnostico molto accurato: la sensibilità dell’esame colposcopico è di circa il 90% e la sua specificità può arrivare all’85%.
Quando si Prescrive la Colposcopia?
Se ti è stata raccomandata una colposcopia, probabilmente avrai eseguito un Pap test con un esito dubbio. Se il Pap test rivela un esito anomalo, viene eseguita la colposcopia per approfondire la situazione tramite un esame più preciso delle cellule. Il motivo più frequente per cui è prescritto è rappresentato da risultati anomali del pap test che mostrano delle alterazioni delle cellule esaminate che facciano sospettare un’infezione da virus HPV, una lesione pre-tumorale o tumorale del collo dell’utero. Formazioni tumorali e pre-tumorali a livello di collo dell'utero, vagina o vulva. Verruche genitali conseguenti a un'infezione da Papilloma Virus Umano (HPV). Cervicite.
Preparazione alla Colposcopia
Non vi è una particolare preparazione per la colposcopia, basta osservare alcuni piccoli accorgimenti.
- Non usare lavande, ovuli, creme vaginali, né tamponi nelle 48 ore precedenti la colposcopia. Sarebbe preferibile inoltre evitare rapporti sessuali in questo lasso di tempo.
- Programmare la sua esecuzione a distanza di almeno qualche giorno dall’inizio e dalla fine del flusso mestruale (nella donna in menopausa può essere eseguita in qualsiasi momento), astenersi dai rapporti sessuali e non usare farmaci o altri dispositivi che prevedano applicazione direttamente in vagina nei due giorni che precedono l’esame.
- È necessario effettuare la colposcopia in un periodo del ciclo in cui non vi siano mestruazioni né perdite ematiche, in quanto la presenza di sangue potrebbe interferire con una buona visualizzazione delle caratteristiche della mucosa in esame.
- Le donne ancora mestruate devono concordare con il medico la data dell'esame in base al ciclo mestruale, in quanto le mestruazioni rappresentano una controindicazione alla colposcopia con biopsia.
Informazioni Importanti da Fornire al Medico
Prima della colposcopia, è importante informare il medico riguardo:
- l'epoca del menarca (la prima mestruazione), i caratteri del ciclo mestruale, la data dell'ultima mestruazione.
- Eventuali infezioni vaginali, cervicali o pelviche presenti o precedenti e la relativa eventuale effettuazione di terapie sistemiche (es. antibiotici o antimicotici) e/o topiche (es.
In presenza di amenorrea può essere utile che la paziente esegua prima dell'esame un test di gravidanza od un prelievo di sangue per escludere una gravidanza. È essenziale infatti che il medico escluda la presenza di una gravidanza prima di eseguire l'esame. È possibile effettuare una colposcopia in gravidanza: l’esame può essere eseguito in modo sicuro, ma lo specialista deve essere informato prima in modo corretto dello stato della paziente.
Consenso Informato
Prima della colposcopia, alla paziente sarà chiesto di firmare un consenso all'esame con il quale ella dichiari di essere stata informata dei rischi correlati all'esame ed acconsenta alla sua esecuzione.
Come si Svolge l'Esame?
La colposcopia è un esame che viene eseguito in regime ambulatoriale da un ginecologo esperto. La colposcopia è un esame ambulatoriale che richiede in genere 20 minuti. La colposcopia dura solitamente una ventina di minuti, avviene in regime ambulatoriale, non è un esame invasivo e non comporta rischi. La colposcopia non fa male e dura circa 20 minuti.
In primo luogo è necessario che la paziente svuoti la vescica, che tolga tutti gli abiti al di sotto del punto vita e che si distenda sul lettino ginecologico appoggiando la schiena e posizionando i piedi negli appositi supporti metallici. La paziente dovrà sdraiarsi sul lettino ginecologico divaricando le gambe, così come avviene per una normale visita.
L’esame avviene sul lettino ginecologico con il medico che distende le pareti della vagina con lo strumento chiamato speculum e, dopo aver tamponato le zone di interesse con un batuffolo di cotone applica una soluzione a base di acido acetico o di iodio che facilita il riconoscimento di eventuali anomalie dei tessuti.
Il medico inserisce in vagina uno strumento, chiamato speculum, che permette di distenderne le pareti e di esaminare la vagina e il collo dell’utero. Il colposcopio verrà quindi posizionato all'ingresso della vagina in modo che il ginecologo, guardando attraverso il microscopio, abbia una visione ingrandita della superficie della vagina e del collo dell'utero.
Passaggi Fondamentali dell'Esame
- Si comincia con la detersione del collo dell’utero e della vagina con soluzione fisiologica.
- Dopodichè si applica una soluzione a base di acido acetico al 3 o 5%. La zona presa in esame viene tamponata con acido acetico al 5% e soluzione iodata per mettere in evidenza eventuali anomalie. Le superfici da esaminare verranno quindi delicatamente tamponate con un batuffolo di cotone imbevuto di acido acetico e, talvolta, di una soluzione iodata (soluzione di Lugol). Durante la colposcopia viene anche svolto il test di Schiller, con il fine di avere una visione ingrandita della cervice uterina. Viene applicata sulla cervice uterina la soluzione iodio-iodurata. La cervice prende una colorazione marrone in condizioni fisiologiche. Se sono presenti alterazioni, si ha un colore diverso dal marrone.
- Successivamente si applica una soluzione iodio-iodurata o di Lugol, tutto per ottenere l’identificazione di eventuali anomalie dei tessuti.
A questo punto con il colposcopio, una specie di grande lente di ingrandimento, il medico osserva i tessuti nel dettaglio in cerca di eventuali anomalie. La colposcopia permette quindi al medico ginecologo di identificare e valutare le eventuali alterazioni dei tessuti del tratto genitale inferiore. Le cellule anomale o precancerose possono apparire bianche o giallastre, o presentare un pattern vascolare atipico.
Possibili Sensazioni Durante l'Esame
È possibile che la paziente avverta una sensazione di fastidio all'introduzione dello speculum, specialmente nel caso in cui la vagina sia irritata, scarsamente lubrificata o stretta. Queste sensazioni spiacevoli possono comunque essere minimizzate, se non abolite del tutto, se la paziente si rilassa, respirando profondamente durante l'esecuzione dell'esame. La colposcopia in sé non è solitamente dolorosa, ma può causare un lieve disagio, che può essere paragonato a quello di un Pap test. Durante l’esame può essere avvertita una sensazione di bruciore o di formicolio, ma non di dolore.
Colposcopia con Biopsia
Qualora si renda necessario, durante la colposcopia il medico può effettuare una biopsia, il prelievo di una piccola quantità di tessuto da inviare a un accertamento istologico. Qualora vengano evidenziate anomalie in qualche area oggetto di esame, è possibile effettuare una colposcopia con biopsia del collo dell’utero, della vagina o della vulva, che consiste in un piccolo prelievo di tessuto che sarà poi analizzato in laboratorio. La colposcopia può mettere in evidenza la presenza di lesioni pre-neoplastiche o di anomalie nei tessuti che necessitano una biopsia, ovvero un piccolo e preciso prelievo di tessuti. Il prelievo avviene senza anestesia, con una tecnica chiamata curettage endocervicale ed è indolore.
La colposcopia con biopsia è un ulteriore analisi rispetto ad una normale colposcopia, con la quale il ginecologo osserva collo dell’utero, vagina e vulva con le adeguate strumentazioni. Il passo successivo sarà effettuare una biopsia cervicale, che darà una diagnosi più precisa.
Procedura di Biopsia
In genere il sanguinamento nella sede del prelievo è estremamente esiguo. Qualora il prelievo di tessuto debba essere eseguito all'interno del canale endocervicale, verrà invece effettuata una procedura nota come curettage endocervicale (ECC) e/o una endocervicoscopia. Il curettage endocervicale richiede meno di un minuto e può determinare la comparsa di leggeri crampi durante la sua esecuzione.
Cosa Aspettarsi Dopo la Biopsia
È possibile che dopo la biopsia la paziente abbia delle piccole perdite di sangue ed una vaga sensazione di fastidio anche per una settimana. Può essere utile pertanto indossare un assorbente igienico od una garzina sterile per proteggere gli abiti. È bene inoltre evitare i rapporti sessuali, bagni caldi ed assorbenti interni per almeno una settimana dopo la biopsia, al fine di consentire la guarigione del collo dell'utero. Dal momento che al termine dell’esame possono essere presenti delle piccole perdite di sangue, nei giorni successivi è consigliato alla paziente di non avere attività sessuale.
Possibili Complicazioni
Raramente, la colposcopia può causare un'infezione o un sanguinamento prolungato.
Sanguinamento vaginale. Sensazione persistente di fastidio o bruciore vaginale. Infezione. Effetto collaterale di maggior rilievo ma anche più remoto della colposcopia con biopsia, tale fenomeno si verifica quando degli agenti patogeni riescono a raggiungere la lesione lasciata dal prelievo del campione cellulare e a penetrare nell'organismo.
Esiti della Colposcopia
La colposcopia può risultare negativa, e quindi confermare che il collo dell’utero è sano e non presenta lesioni sospette, se non infiammazioni o carenze ormonali. Una colposcopia positiva, invece, presenta lesioni anomale alla cervice uterina e richiede, pertanto, una verifica ulteriore tramite biopsia per meglio indagare la natura delle lesioni stesse.
Se la colposcopia è negativa significa che il collo dell’utero non presenta anomalie oppure presenta solo segni di infiammazione. Sono quindi escluse lesioni cancerose, pre-cancerose o infezioni. Se invece avete effettuato una biopsia e il risultato è stata una colposcopia con biopsia negativa significa che, anche in questo caso, siete sani.
L'applicazione di acido acetico e di iodio non ha evidenziato alcuna area anomala. Qualora i risultati di una colposcopia con biopsia siano in disaccordo con quelli di un Pap-test recente (es. Pap-test positivo - colposcopia e biopsia normale - nuovamente Pap-test positivo), può essere necessario ripetere la biopsia o, talora, eseguire un tipo di biopsia un po' più esteso, eseguito in regime di day-hospital (ricovero in ospedale per non più di 12 ore) in anestesia locale, regionale o generale, come la LASER-conizzazione o la LEEP.
Una colposcopia con biopsia positiva per la presenza di cellule cancerose sono in genere sufficienti a fare diagnosi di cancro del collo dell'utero.
Risultati della Biopsia: Cosa Significa?
Durante la colposcopia, se viene individuata una zona sospetta, è possibile effettuare un piccolo prelievo di tessuto (biopsia mirata) da inviare al laboratorio per ottenere un accertamento istologico il cui referto sarà pronto dopo circa 15 giorni. Grazie alla biopsia della cervice uterina sarà quindi possibile indagare sia la eventuale presenza dell’HPV (Papilloma virus), sia di lesioni provocate da cellule pre-cancerose o cancerose. Nello specifico l’esito della biopsia può evidenziare:
- Assenza di alterazioni significative e quindi confermare che il collo dell’utero è sano. In disaccordo con quanto evidenziato dagli esami precedenti (Pap-test e colposcopia), significa che il collo dell'utero è sano.
- Presenza di condiloma, o verruca genitale: in questo caso viene diagnosticata la presenza del Papilloma Virus, quindi una infezione virale trasmissibile. Associata talvolta a displasia lieve o CIN I (si veda di seguito), la suddetta infezione regredisce spontaneamente in una percentuale molto alta di casi,senza provocare danni o altre conseguenze.
- Presenza di displasia cervicale: le cellule del collo dell’utero osservate mostrano una variazione tumorale. La displasia può essere lieve, moderata o severa a seconda del numero di cellule epiteliali coinvolte.
Gradi di Displasia Cervicale
- Displasia lieve, o CIN I: le alterazioni a questo grado di displasia cervicale interessano soltanto il terzo inferiore dello spessore di cellule che riveste il collo dell'utero; pertanto, il numero di cellule epiteliali coinvolte è esiguo.
- Displasia moderata, o CIN II: le alterazioni a questo grado di displasia cervicale riguardano la metà dello spessore di cellule che riveste il collo dell'utero; pertanto, il numero di cellule epiteliali interessate è più che discreto. Rispetto alla displasia lieve, la displasia cervicale moderata tende più frequentemente a persistere o a evolvere in carcinoma
- Displasia severa, o carcinoma "in situ" o CIN III: le alterazioni a questo grado di displasia cervicale interessano tutto lo spessore di cellule che riveste il collo dell'utero, membrana basale esclusa; pertanto, il numero di cellule epiteliali coinvolte è elevato. Questo tipo di displasia ha un'alta probabilità di persistere o evolvere in carcinoma.
- Presenza di adenocarcinoma cervicale: è il tumore delle cellule ghiandolari del collo dell'utero (per la precisione dell'endocervice), a cui si è fatto riferimento poc'anzi. Più l'adenocarcinoma cervicale si è insinuato in profondità (processo di infiltrazione) e più è elevato il rischio di metastasi.
Tabella di Approfondimento sui Risvolti Terapeutici in Base all'Esito della Biopsia
| Esito Biopsia | Risvolti Terapeutici |
|---|---|
| Assenza di alterazioni significative | Nessun intervento necessario. |
| Presenza di condiloma | Controllo periodico o intervento di chirurgia mini-invasiva a seconda della gravità dell'infezione. |
| Displasia lieve (CIN I) | Controllo periodico, in quanto spesso regredisce spontaneamente. |
| Displasia moderata (CIN II) | Intervento terapeutico finalizzato all'asportazione della lesione displastica. |
| Displasia severa (CIN III) | Intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica. |
| Adenocarcinoma cervicale | Rimozione del tumore mediante intervento chirurgico (conizzazione o isterectomia). |
Risvolti Terapeutici
- In base a specifici fattori, in primis la gravità dell'infezione, il ginecologo può optare per il controllo periodico della condizione, attraverso Pap-test ed eventualmente un'altra colposcopia (casi meno gravi), oppure per un intervento di chirurgia mini-invasiva (casi più gravi), finalizzato all'eliminazione/asportazione dell'area anomala visualizzata in corso di colposcopia.
- Tali circostanze impongono un intervento terapeutico, finalizzato all'asportazione della lesione displastica.
- La displasia cervicale severa necessità assolutamente di un intervento terapeutico mirato all'asportazione della lesione displastica.
- In presenza di un adenocarcinoma cervicale, è indispensabile rimuovere il tumore mediante intervento chirurgico. Quando il tumore è ai primi stadi, tale intervento consiste, in genere, in una metodica escissionale (conizzazione); quando invece il tumore è a stadi medio-avanzati, il suddetto intervento può consistere nell'asportazione parziale o nell'asportazione totale dell'utero malato (rispettivamente, isterectomia parziale e isterectomia totale).
Cosa Succede al Termine dell'Esame?
Una volta concluso l’esame, la donna può riprendere la sua normale attività senza alcuna limitazione. Sarà possibile notare delle perdite ematiche nelle 24 ore che seguono nell’ esame. Tale episodio non dovrà destare alcuna preoccupazione poichè rientra nella normalità. A prescindere dalle perdite di sangue, è consigliato attendere qualche giorno prima di ritornare ad avere rapporti sessuali.
Tempi di Attesa per i Risultati
Il ginecologo rilascerà alla paziente il referto iniziale della colposcopia immediatamente, cioè al termine dell'esame. Al termine della colposcopia il medico è spesso in grado di comunicare subito il risultato dell’esame e prima di lasciare l’ambulatorio, consegnerà in forma scritta alla paziente il referto corredato da una documentazione iconografica, ovvero le immagini acquisite durante lo stesso esame. I risultati della colposcopia sono generalmente disponibili subito, mentre i risultati di una biopsia possono richiedere da alcuni giorni a qualche settimana. PER COLPOSCOPIA CONSEGNA REFERTO IMMEDIATA. PER BIOPSIA ED ESAME ISTOLOGICO CONSEGNA REFERTO SECONDO I TEMPI DI REFERTAZIONE INDICATI DALL'ANATOMIA PATOLOGICA. PRESENTARSI PER IL RITIRO PRESSO L'AMBULATORIO GINECOLOGICO DURANTE LA SEDUTA DI COLPOSCOPIA (IL GINECOLOGO CONSEGNA IL REFERTO CON EVENUTALI INDICAZIONI). E' indispensabile esibire il foglio di ritiro referto.
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