Oggi, sono sempre più numerosi i soggetti che desiderano conoscere i valori ematici degli ormoni tiroidei, dal momento che la tiroide ha un'influenza estremamente importante sul metabolismo corporeo. Gli esami per la funzionalità tiroidea sono indagini che vengono prescritte quando il medico sospetta un qualche problema alla tiroide.
Questa piccola ghiandola endocrina, situata nella porzione anteriore del collo, riveste un ruolo piuttosto importante nella regolazione del metabolismo energetico, producendo ormoni - come la tiroxina (T4), la triiodotironina (T3) e la calcitonina - che attraverso il circolo sanguigno arrivano a ogni parte del corpo. Gli ormoni tiroidei danno alle cellule un segnale da cui dipende la velocità di consumo di energia e la sintesi proteica; inoltre, questi ormoni intervengono nei processi di accrescimento e di sviluppo, di produzione del calore corporeo e di accumulo e distribuzione dei sali minerali nell'organismo.
A volte, possono verificarsi delle alterazioni della tiroide. Per esempio, se una persona dimagrisce senza motivo, è nervosa e soffre d'insonnia, potrebbe esserci un problema di eccessivo funzionamento della ghiandola. Al contrario, una sensazione di perenne stanchezza, l'aumento di peso o una leggera depressione possono essere le spie di una scarsa attività tiroidea. Anche la comparsa di noduli rappresenta un segno di possibili alterazioni a carico della tiroide.
Il corretto percorso di accertamento, di un eventuale malfunzionamento della tiroide, prevede che i possibili campanelli d'allarme vengano anzitutto approfonditi con il proprio medico di base.
Cos'è la Tiroide e Come Funziona
La tiroide è una ghiandola molto piccola, con un diametro di circa 5 cm e un peso che può oscillare tra i 10 e i 20 grammi. Questa ghiandola, la cui forma ricorda una farfalla, si trova alla base del collo, direttamente sotto il pomo d’Adamo e davanti alla trachea. In condizioni normali, la sua presenza non si percepisce. Una tiroide ingrossata si manifesta invece con un bozzo, comunemente definito gozzo, che è possibile vedere e palpare.
La tiroide produce ormoni, che vanno a regolare tantissimi processi del nostro organismo fin dal grembo materno. Questi, attraverso il sangue, raggiungono gli organi bersaglio e ne regolano il funzionamento.
Gli Ormoni Tiroidei
Gli ormoni prodotti dalla tiroide sono dei veri e propri messaggeri chimici. Le due cellule designate alla produzione di ormoni tiroidei sono:
- cellule parafollicolari
- cellule follicolari o tireociti
Le cellule parafollicaolari sono adibite alla produzione dell’ormone calcitonina. Le cellule follicolari o tireociti costituiscono invece dei sacchetti, detti appunto follicoli, e producono gli ormoni tiroxina (o teraiodotirosina T4) e triiodotironina T3. Dopo essere prodotti, questi ormoni si accumulano nei follicoli e vanno a formare una sostanza definita colloide.
La produzione e il rilascio degli ormoni tiroidei T4 e T3 sono regolati dall’ormone tireostimolante TSH, prodotto dall’ipofisi in base alle quantità di T4 e T3 presenti in circolo.
Funzioni degli Ormoni Tiroidei
Fin dalla vita in utero, gli ormoni tiroidei promuovono il corretto accrescimento e sviluppo del cervello e del sistema nervoso. Inoltre, regolano lo sviluppo e l’attività del sistema riproduttivo sia maschile che femminile.
I tessuti bersaglio della calcitonina sono:
- le ossa, nelle quali promuove il deposito di calcio
- i reni, nei quali favorisce l’escrezione di calcio ottenendo l’effetto di abbassare i livelli di calcio nel sangue
Gli ormoni T4 e T3 agiscono su quasi tutti i tessuti del nostro organismo, in una serie di azioni concatenate e coordinate:
- promuovono il metabolismo energetico, aumentando il dispendio di ossigeno e sostanze che danno energia
- aumentano la gittata e la frequenza del battito cardiaco
- favoriscono la ventilazione polmonare
- aiutano l’attività renale
Questi ormoni sono importantissimi anche per la crescita, il tono dell’umore, la digestione e il benessere della pelle.
Come Funzionano gli Ormoni Tiroidei
Per la sintesi degli ormoni T3 e T4 è indispensabile la presenza dell’aminoacido tirosina, dell’enzima tireoperossidasi TPO e dello iodio. Quest’ultimo si ottiene tramite l’alimentazione, con il pesce che ne costituisce la fonte principale. Per evitare carenza di iodio, il Ministero della Salute consiglia l’impiego in cucina di sale iodato.
Patologie e Sintomi Tiroidei
I sintomi di una tiroide che non funziona sono molteplici. La prima distinzione da fare nell’individuazione dei problemi della tiroide è tra le disfunzioni tiroidee e le alterazioni morfologiche ed infiammazioni.
Disfunzioni Tiroidee
Le disfunzioni sono le alterazioni della funzionalità della tiroide. In base alla disfunzione rilevata, si distinguono in:
- ipertiroidismo
- ipotiroidismo
Ipertiroidismo
L’ipertiroidismo consiste in un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei. I sintomi più frequenti sono:
- perdita di peso
- alterazioni dell’umore
- tachicardia
- ipertensione
- astenia
- alopecia
- infertilità
- esoftalmo, cioè la protrusione all’esterno del bulbo oculare
La causa più comune di ipertiroidismo è il morbo di Graves-Basedow, una malattia in cui l’organismo produce degli anticorpi che stimolano l’ipofisi a funzionare di più del dovuto.
Ipotiroidismo
L’ipotiroidismo, al contrario, è caratterizzato da una produzione insufficiente di ormoni tiroidei. I sintomi più frequenti sono:
- sovrappeso
- stanchezza e sonno eccessivi
- bradicardia
- depressione
- infertilità
Alterazioni ed Infiammazioni
Le alterazioni morfologiche e le infiammazioni sono:
- noduli alla tiroide e gozzo
- tiroidite
- tumore della tiroide
Noduli alla tiroide e gozzo sono tra le malattie della tiroide più frequenti. Il nodulo tiroideo è una formazione solida, quasi sempre benigna, che raramente influenza la funzionalità della ghiandola tiroidea. Il gozzo può invece incidere nella funzionalità della tiroide, provocando sia ipertiroidismo che ipotiroidismo. Se trascurate, queste modificazioni benigne possono degenerare fino a trasformarsi in tumori. Fortunatamente, comunque, spesso il tumore alla tiroide ha una prognosi favorevole e risponde bene alle terapie.
La tiroidite, infine, rappresenta un’infiammazione della tiroide. La causa più frequente di tiroide infiammata è di tipo autoimmune, come nel caso della tiroidite di Hashimoto. In questa malattia autoimmune, il sistema immunitario sviluppa degli anticorpi contro la tiroide e ne causa un’infiammazione cronica. Una tiroidite cronica, alla lunga, provoca un ipotiroidismo nella maggior parte delle persone colpite.
Esami della Tiroide: Quali Sono e a Cosa Servono
Per valutarne lo stato di salute, è possibile ricorrere a differenti esami per la tiroide:
- analisi del sangue, per misurare i valori e la concentrazione di TSH, T3 e T4
- ecografia tiroidea e scintigrafia, per valutare eventuali anomali morfologiche, come ad esempio la presenza di noduli tiroidei
- esame istologico, col prelievo mediante ago aspirato di una piccola quantità di tessuto
Di norma, questi esami vengono effettuati in presenza di campanelli d’allarme che segnalano il possibile malfunzionamento della tiroide. In assenza di sintomatologie si consiglia comunque di effettuare, a scopo preventivo, l’analisi del TSH ogni 5 anni a partire dai 50 anni per le donne e dai 65 anni per gli uomini.
Valori della Tiroide: Quando Preoccuparsi
Innanzitutto, nel sangue si possono ricercare gli anticorpi prodotti da chi soffre di patologie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto. Nelle analisi ematiche, poi, come visto, si misura la concentrazione degli ormoni TSH, T3 e T4. L’interpretazione dei risultati però non sempre è semplice, perché le patologie alla base di un’alterazione possono essere diverse e la regolazione degli ormoni tiroidei è davvero molto complessa.
Valori TSH
Il valore ritenuto più importante a livello diagnostico è il TSH. Tuttavia l’intervallo di normalità varia moltissimo, sia da laboratorio a laboratorio che in funzione delle caratteristiche del paziente. Per tale ragione, in base al caso specifico, è il medico a stabilire se il valore ottenuto è buono, troppo basso o troppo alto.
- Un TSH alto vuol dire che la tiroide sta funzionando poco. I livelli di T3 e T4 sono bassi, per cui l’ipofisi ne produce di più per stimolare la tiroide. Un TSH alto, quindi, può voler dire ipotiroidismo.
- Un TSH basso vuol dire che la tiroide sta funzionando troppo. I valori di T3 e T4 sono troppo alti, quindi inibiscono il rilascio di TSH. Un TSH basso, quindi, può voler dire ipertiroidismo.
Il TSH, comunque, indica solo l’eventuale presenza ipotiroidismo o ipertiroidismo. Esso però non permette di capirne la ragione. Per tale motivo, per una diagnosi è necessario far ricorso agli esami precedentemente citati.
NOTA BENE: i range di normalità possono variare da laboratorio a laboratorio; inoltre, vengono talvolta impiegate unità di misura differenti (ad es. mcg/dl e ng/dl): in tal caso, i valori numerici sono completamente differenti da quelli elencati.
Interpretazione dei Valori Ormonali
- Ormone T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina): se il risultato del dosaggio è più alto dei valori normali (generalmente per entrambi gli ormoni) significa che la persona soffre probabilmente di ipertiroidismo, la cui forma più comune è il morbo di Basedow-Graves. In altri casi, l'ipertiroidismo può essere causato da noduli alla tiroide. Se il risultato è più basso rispetto ai valori normali, si tratta probabilmente di ipotiroidismo, cioè di una riduzione della funzionalità della tiroide, con carente produzione di ormoni. Spesso, però, i valori risultano nella norma anche se si soffre di ipotiroidismo. In genere, i valori di T3 e T4 risultano rispettivamente alterati, in difetto o in eccesso, in presenza di ipotiroidismo e ipertiroidismo.
- FT3 e FT4: se il loro valore è più alto del normale, significa che la persona soffre di ipertiroidismo.
- TSH od ormone tireotropo: generalmente, il suo valore è alterato ed è molto alto quando la persona soffre di ipotiroidismo. L'unica eccezione è il TSH, che al contrario degli altri ormoni risulta elevato in presenza di ipotiroidismo ed estremamente ridotto in presenza di ipertiroidismo (segue quindi un andamento opposto).
In genere, i sintomi sono tanto più gravi quanto più significative sono le variazioni rispetto ai valori normali. In alcuni casi, i valori degli ormoni tiroidei e del TSH possono essere contemporaneamente ridotti.
Combinazioni di Valori e Loro Significato
- TSH basso e FT4/FT3 alti: Questa combinazione è tipica dell’ipertiroidismo, dove la tiroide è iperattiva e produce troppi ormoni.
- TSH elevato e FT4/FT3 normali: Questa situazione è indicativa di ipotiroidismo subclinico, una forma lieve di ipotiroidismo che può o meno causare sintomi.
- TSH basso e FT4/FT3 normali: Questa combinazione può indicare ipertiroidismo subclinico, una condizione in cui la tiroide è leggermente iperattiva ma non al punto di alterare i livelli di FT4 e FT3.
Fattori che Influenzano i Valori
Oltre ai disordini della tiroide, ci sono altri fattori che possono influenzare i livelli di TSH, FT3 e FT4. Stress, gravidanza e farmaci (come il litio e gli steroidi) possono alterare temporaneamente i valori degli ormoni tiroidei.
Altri Esami Diagnostici
Ecografia Tiroidea
Questo esame impiega un dispositivo, detto trasduttore, che trasmette e riceve ultrasuoni (onde sonore sicure e indolori) negli/dagli organi per generarne un’immagine della struttura. L’esame viene eseguito e interpretato da uno specialista, in genere un radiologo, in ambito ambulatoriale; non è necessaria l’anestesia. Le immagini mostrano dimensione e grana tessutale della tiroide, nonché aspetti tipici di un’infiammazione autoimmunitaria.
TAC (Tomografia Assiale Computerizzata)
La TAC usa una combinazione di raggi X e tecnologia informatica per generare immagini. Per questo esame, può essere necessario somministrare al paziente una soluzione da bere e l’iniezione di un colorante speciale, detto mezzo di contrasto. Durante l’esame, il paziente deve sdraiarsi su un lettino che scivola in un dispositivo a forma di galleria in cui vengono acquisite le immagini radiologiche. La procedura viene eseguita da un tecnico radiologo in un laboratorio o in ambiente ospedaliero; le immagini vengono refertate da un radiologo.
In genere, la TAC non è necessaria per la diagnosi dei disturbi tiroidei; il medico vorrà comunque impiegarla per l’analisi di gozzi molti grossi.
Scintigrafia Tiroidea
Gli esami di medicina nucleare della tiroide consistono in una scintigrafia della ghiandola e un test di captazione dello iodio radioattivo. È un’immagine ottenibile con la medicina nucleare. La medicina nucleare usa piccole quantità di materiale radioattivo per generare un’immagine di un dato organo, con informazioni sulla sua struttura e funzionalità. La scintigrafia tiroidea permette di valutare dimensione, forma e posizione della ghiandola. Questo esame può aiutare a individuare la causa di ipertiroidismo e a reperire noduli tiroidei.
La scintigrafia richiede l’iniezione endovenosa o l’assunzione per bocca (liquido o capsule) di iodio o tecnezio radioattivi. La scansione viene eseguita tramite un dispositivo chiamato gamma camera, sospeso sul lettino o posto all’interno di un ampio tunnel, simile a quello di una TAC. La gamma camera rileva il materiale radioattivo e invia le immagini a un computer che mostra come e dove la radioattività si è distribuita nella tiroide.
Noduli che producono troppo ormone tiroideo (noduli cosiddetti “caldi” o tossici) spiccano chiaramente perché assorbono più materiali radioattivo del tessuto tiroideo normale.
Test di Captazione di Iodio Radioattivo
Il test di captazione di iodio radioattivo è un esame di medicina nucleare impiegato per valutare la funzionalità della ghiandola e trovare la causa di ipertiroidismo di un paziente. Nei soggetti con cancro della tiroide, viene usata una scansione tiroidea whole body.
Per questo test il paziente ingerisce piccole quantità di iodio radioattivo in forma liquida o solida (capsule). Il paziente torna al laboratorio diagnostico dopo 4-6 ore e di nuovo dopo 24 per far misurare le quantità di iodio radioattivo captate dalla tiroide. La misurazione è fatta tramite un piccolo dispositivo, chiamato sonda gamma, che assomiglia a un microfono. La sonda gamma viene posta vicino al collo del paziente sopra la tiroide.
Nella diagnosi dell’ipertiroidismo, in genere un’alta captazione tiroidea indica una ghiandola iperattiva che produce troppo ormone, come nel morbo di Basedow-Graves o nel gozzo nodulare tossico, un ingrossamento della tiroide.
Diversi disturbi tiroidei, causa di infiammazione della ghiandola (tiroidite), possono portare a fuoriuscite di T4 e di iodio dalla tiroide al circolo sanguigno, determinando livelli elevati di T4. Quando la tiroide è infiammata, non capta lo iodio radioattivo somministrato per il test.
Per esempio, l’ipertiroidismo concomitante al morbo di Basedow-Graves sarebbe contrassegnato da alti livelli ematici di T4 e alti livelli di captazione tiroidea. Nelle tiroiditi, l’ipertiroidismo può esistere a causa del rilascio di T4 nel sangue; tuttavia, la captazione tiroidea è ridotta a causa dell’infiammazione.
Agoaspirato Tiroideo
Un agoaspirato della tiroide consiste nel prelievo di cellule tiroidee da esaminare al microscopio. Un medico con apposita preparazione esegue tale biopsia in sede ambulatoriale, in un laboratorio diagnostico o in ospedale; può essere eventualmente impiegato un anestetico locale.
Per quest’esame, il paziente si sdraia sulla schiena con un supporto sotto le spalle in modo da estendere e arcuare leggermente all’indietro il collo. Il medico inserisce sotto guida ecografica un ago piccolo e sottile collegato a una siringa nel nodulo tiroideo. Campioni cellulari del nodulo vengono aspirati attraverso l’ago e inviati in laboratorio per l’esame istopatologico. Può essere necessario prelevare più campioni.
Farmaci per la Tiroide
Pur essendo molto piccola, dunque, la tiroide svolge delle funzioni complesse e importantissime per il nostro organismo. Le patologie che possono colpirla sono molteplici e di conseguenza anche le terapie sono diverse. Solo come esempio, citiamo alcuni dei farmaci e delle terapie più comuni nella terapia delle disfunzioni tiroidee.
Farmaci per l'Ipotiroidismo
Quando la tiroide funziona poco, il medico può ricorrere all’impiego di farmaci sostitutivi degli ormoni tiroidei (levotiroxina o liotironina). Il dosaggio di questi farmaci andrà aggiustato in base alla risposta del paziente, che può essere monitorata con la misurazione del TSH.
Farmaci per l'Ipertiroidismo
Quando la tiroide funziona troppo è possibile utilizzare dei farmaci che riducono la produzione di ormoni tiroidei (metimazolo e propiltiouracile). I beta-bloccanti vengono utilizzati per contrastare gli effetti sul cuore. In casi gravi è inoltre possibile utilizzare lo iodio radioattivo, per distruggere parte della tiroide, oppure ricorrere all’asportazione della tiroide tramite intervento chirurgico.
Cosa Fare Prima degli Esami della Tiroide
In generale, prima di sottoporsi agli esami della tiroide, è importante seguire alcune linee guida per ottenere risultati accurati:
- Non assumere integratori di iodio: Lo iodio può influenzare i risultati degli esami tiroidei.
- Non consumare cibi ad alto contenuto di iodio: Alcuni alimenti, come il sale iodato, possono alterare i risultati.
- Non assumere farmaci senza consultare il medico: Alcuni farmaci possono influire sui risultati degli esami tiroidei.
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