Esami del sangue per confermare la gravidanza

Durante la gravidanza, la salute della madre e del feto è una priorità assoluta. La prima cosa da fare è accertarsi dell’avvenuto concepimento e dell’effettivo inizio della gravidanza.

Gli esami del sangue in gravidanza sono molto importanti per il monitoraggio del buon adattamento del corpo della donna alla gestazione. Ovviamente la semplice lettura dei valori del sangue in gravidanza non basta per comprendere ogni aspetto della salute di mamma e bambino durante la gestazione, ma permette di indirizzare verso eventuali ulteriori esami solo le donne che ne hanno bisogno. Questo è un aspetto molto importante da sottolineare. L’eccesso di medicalizzazione nel periodo della gravidanza può infatti accrescere nelle gestanti il senso di inadeguatezza e l’ansia verso ulteriori accertamenti.

È molto importante seguire il calendario degli esami del sangue prestabilito dal professionista che segue la gestazione. Gli esami saranno prescritti in base alla settimana di gravidanza - non ai trimestri, che rappresentano un lasso di tempo troppo esteso - e all’eventualità che la donna debba sottoporsi a ulteriori approfondimenti. In genere, una volta ottenuto il risultato positivo del test di gravidanza fai da te, va eseguito un esame di laboratorio per confermare l’avvenuta fecondazione e iniziare il percorso di visite con uno specialista.

Il ruolo della beta hCG

La rilevazione della beta hCG viene eseguita per avere la certezza di aspettare un bambino. Il dosaggio della beta hCG permette di valutare rapidamente lo stato di gravidanza e, in base ai suoi livelli, il procedere della stessa. La subunità beta è specifica, invece, di ciascuna gonadotropina (in altre parole, la subunità beta è unica per la gonadotropina corionica umana).

La beta hCG è rilevabile a partire dall'impianto dell'ovulo fecondato nell'utero, solamente se è avvenuto il concepimento. La sigla hCG che viene utilizzata per indicare la gonadotropina corionica umana deriva dall'inglese "human Chorionic Gonadotropin".

La beta hCG è secreta nell'organismo in occasione della gravidanza, quindi può essere considerato un marcatore urinario e sierico indicativo di tale stato e, come tale, è misurabile con opportuni test biochimici. La sintesi delle beta hCG inizia nel momento in cui si verifica l'annidamento dell'ovulo fecondato nell'utero, vale a dire una settimana circa dopo il concepimento (evento che si verifica, invece, entro 24 ore dall'ovulazione). Ciò significa che potrebbe essere eseguita la rilevazione della beta hCG ancor prima della data orientativa in cui la donna aspetta le mestruazioni.

L'affidabilità dei test di gravidanza urinari ed ematici è elevata, ma per ottenere un risultato sicuro, è opportuno rispettare le tempistiche indicate per ciascun metodo. I risultati del dosaggio della beta hCG incrementano, infatti, nel sangue con l'aumento dell'attività placentare (solo verso la tredicesima settimana cominciano a diminuire) e sono considerati dal medico in relazione con l'ecografia e le altre indagine prenatali.

Nota bene: i valori di beta hCG e l'intervallo di riferimento dell'esame sono indicativi e possono variare leggermente in funzione di metodiche e strumentazione in uso nel laboratorio, età, peso, abitudine al fumo, epoca gestazionale, eventuali metodiche di procreazione medicalmente assistita, precedenti gravidanze e molti altri fattori. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.

Come si esegue il test della beta hCG

Per accertare o escludere l'inizio di una gravidanza, la beta hCG può essere rilevata nelle urine o nel sangue. Di solito, i test di gravidanza ad uso domestico sono dispositivi costituiti da uno stick dotato di una striscia reattiva che basta mantenere per pochi secondi sotto il flusso di urina. Terminata quest'operazione, si attende qualche minuto affinché si verifichi la reazione chimica che indicherà, in corrispondenza della finestra di controllo, se il test è stato effettuato correttamente.

Nel giro di 3-4 minuti, viene fornita una risposta positiva o negativa, se viene riscontrata o meno la presenza di beta hCG. Attenzione! L'eccessiva diluizione dell'urina potrebbe fornire un risultato falsamente negativo, pertanto non dovrebbero essere assunte grandi quantità di liquidi prima della raccolta.

Se una donna ha un ciclo regolare di 28 giorni, il test di gravidanza ad uso domestico può essere effettuato fin dal primo giorno di ritardo delle mestruazioni, ossia a 7 giorni circa dall'annidamento dell'uovo fecondato ed a 14 dal presunto concepimento. Tuttavia, dal momento che non tutti i test sono in grado di rilevare le più basse concentrazioni dell'ormone nelle urine e non è sempre possibile stabilire il momento esatto in cui si verifica la fase ovulatoria, soprattutto quando i cicli sono irregolari, è meglio eseguire la prova dopo quattro o cinque giorni di ritardo mestruale.

Fare il test di gravidanza all'indomani di un rapporto sessuale non protetto è, invece, inutile, in quanto sono necessari alcuni giorni prima che l'organismo produca la beta hCG, anche se l'ovulo è già stato fecondato. Nel caso in cui si abbia un forte sospetto di essere rimaste incinte in un recente rapporto a rischio, è possibile anticipare il test indicativamente a 5-7 giorni prima della data orientativa in cui è prevista la comparsa delle mestruazioni.

La ricerca su sangue della beta hCG è più sensibile e consente di fare chiarezza in presenza di un falso positivo. Il test di gravidanza ematico deve essere eseguito in qualunque caso, anche se l'analisi urinaria con il kit ad uso domestico ha già dato esito positivo circa l'avvenuto concepimento. Oltre a misurare in modo preciso la concentrazione della gonadotropina corionica umana, il test di gravidanza ematico consente di stabilire indicativamente la data in cui è avvenuta la fecondazione.

Il dosaggio sierico della beta hCG è necessario per confermare con certezza il risultato, quindi si deve fare in qualunque caso, anche se il test urinario ha già confermato la gravidanza. Generalmente, i risultati sono disponibili entro 24 ore. In questo caso, basta un semplice prelievo, fatto in ambulatorio: l'operatore passa un batuffolo di cotone imbevuto di disinfettante nella zona e, dopo aver trovato la vena adatta, inserisce l'ago di una siringa. L'esame ematico permette anche una valutazione di tipo quantitativo, poiché indica in modo preciso la concentrazione dell'ormone presente al momento dell'indagine, quindi è utile per stabilire l'epoca gestazionale.

Normalmente, i valori di beta hCG oscillano tra 0-5 mlU/ml di sangue. Nella maggior parte delle gravidanze normali, a livelli di beta hCG inferiori a 1.200 mlU/ml, il livello di hCG di solito raddoppia ogni 48-72 ore e normalmente aumenta di almeno il 60% ogni due giorni.

La negatività a ripetuti test delle beta hCG tende ad escludere una gravidanza. Tuttavia, se effettuato troppo precocemente, potrebbe fornire risultati falsamente negativi dovuti al momentaneo mancato raggiungimento di livelli di hCG rilevabili.

Quando le beta possono sbagliare?

Un test effettuato troppo precocemente potrebbe dare luogo a risultati falsamente negativi, quando la concentrazione di HCG non ha raggiunto livelli rilevabili.

Si eseguono errori tecnici e procedurali (es. In qualche caso, a comportare risultati falsamente positivi sono le interazioni da parte di alcuni anticorpi o frammenti di hCG presenti nel sangue di alcune persone.

Se l'esito del test di gravidanza è dubbio ed il ritardo mestruale si protrae, è bene parlarne con il medico curante o il proprio ginecologo.

Cosa significano valori anomali di beta hCG?

L’eventualità di gravidanze problematiche può essere ipotizzata in presenza di un aumento più lento del normale dei livelli di HCG. Si tratta, ad esempio, del caso di una gravidanza ectopica. La gravidanza ectopica, nota anche come gravidanza extrauterina, si verifica quando l’ovulo non viene fecondato nell’utero ma in zone diverse. Nella maggior parte dei casi, le gravidanze ectopiche generano una condizione clinica che è conosciuta come gravidanza tubarica. Tempi di crescita dei livelli di HCG inferiori alla norma sono uno degli indicatori di una gravidanza di questo tipo.

Quando il clinico sospetta una gravidanza extrauterina, potrebbe prescrivere anche il test dei livelli di progesterone. I livelli di HCG vanno monitorati periodicamente in seguito ai trattamenti terapeutici per la gravidanza ectopica. Il fatto che nel sangue siano ancora riscontrabili beta HCG potrebbe voler dire che il tessuto ectopico non è stato ancora completamente rimosso.

Quando le beta HCG aumentano con un ritmo inferiore alla norma, si potrebbe essere in presenza di gravidanze problematiche. Più precisamente, in caso di aborto spontaneo o interruzione volontaria, i valori si dimezzano ogni 24-36 ore.

Beta-HCG e altre condizioni mediche

La Beta-HCG non è esclusiva della gravidanza. In alcune situazioni, i livelli di questo ormone possono essere rilevati in persone non gravide, uomini inclusi. Questo perché la Beta-HCG può essere prodotta da alcuni tipi di tumore, come il coriocarcinoma o i tumori delle cellule germinali.

Esami del sangue raccomandati durante la gravidanza

Durante la gravidanza è essenziale programmare visite regolari con uno/una specialista in Ginecologia o Ostetricia, in genere una volta al mese, per monitorare la salute del feto e della donna. La frequenza e la tipologia delle visite possono naturalmente variare: in base a fattori di rischio specifici, al benessere della madre e al progresso della gravidanza.

Di conseguenza, anche le analisi cliniche consigliate dipendono dal trimestre, dallo stato di salute del feto e da eventuali necessità specifiche.

Esami nel primo trimestre di gravidanza

  • Visita ginecologica di primo controllo con ecografia ostetrica
  • Esami del sangue per l’analisi dell’emocromo completo, del gruppo sanguigno, degli anticorpi anti eritrociti, del glucosio (o glicemia, per la valutazione del diabete gestazionale), test per escludere rosolia e toxoplasmosi, analisi per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, clamidia, gonorrea, epatite C)
  • Esame delle urine completo con urinocoltura, per la valutazione di eventuali infezioni delle vie urinarie, che potrebbero rappresentare un rischio in gravidanza
  • Esame del sangue per escludere il citomegalovirus e valutare la tiroide
  • Eventuale analisi per la fibrosi cistica (malattia genetica ereditaria, cronica ed evolutiva, che tende ad ostruire i bronchi e i dotti del pancreas)
  • Test prenatali per la valutazione del rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale (TRI TEST - NIPT - villocentesi - amniocentesi), eseguiti generalmente a partire dalla 10° settimana di gravidanza.

Esami nel secondo trimestre di gravidanza

  • Esami del sangue ripetibili per escludere le possibili infezioni da rosolia e toxoplasmosi (una malattia infettiva spesso asintomatica, ma che può portare ad aborti spontanei, parti prematuri e ritardi nella crescita intrauterina)
  • Test per il diabete gestazionale (curva da carico di glucosio), se a rischio e in base alla disposizione del professionista che sta seguendo la donna in gravidanza
  • Ecografia morfologica per la diagnosi di eventuali anomalie fetali
  • Esame del sangue per la toxoplasmosi
  • Curva da carico di glucosio per diabete gestazionale
  • Esame delle urine completo con urinocoltura.

Esami nel terzo trimestre di gravidanza

  • Esame emocromocitometrico, con anticorpi anti eritrociti e toxoplasmosi
  • Ecografia ostetrica (solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna)
  • Emocromo completo, toxoplasmosi, test per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, epatite B), esame delle urine completo con urinocoltura
  • Tampone per la valutazione della presenza dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B (può rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita)
  • Ecografia ostetrica per la valutazione quantitativa del liquido amniotico
  • Cardiotocografia esterna, utilizzata in gravidanza per monitorare il benessere fetale in prossimità del parto e durante il travaglio.

Tabella riassuntiva degli esami in gravidanza

Di seguito una tabella riassuntiva dei principali esami da fare durante la gravidanza, suddivisi per mese o settimana e tipologia di test:

Mese o Settimana Analisi ed Esami da fare in gravidanza
1° mese (4-7 settimane) Esame beta-HCG su sangue (se la conferma è necessaria).
2° mese (8-11 settimane) Ecografia transvaginale iniziale, emocromo completo, gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, rubeotest, toxotest, glicemia, test per MTS, esame urine completo e urinocoltura.
3° mese (12-15 settimane) Ecografia (translucenza nucale), TRI TEST o NIPT, esami per la fibrosi cistica (se indicato), test per malattie genetiche (se indicato).
4° mese (16-19 settimane) Ecografia morfologica, ripetizione toxotest e rubeotest (se risultati negativi in precedenza), curva da carico di glucosio (OGTT).
5° mese (20-23 settimane) Ecografia morfologica (dettagliata), emocromo e controllo emodiluizione, ripetizione esami precedenti se necessario.
6° mese (24-27 settimane) Ecografia per crescita fetale, ripetizione toxotest, curva da carico di glucosio (per donne a rischio), esame delle urine e urinocoltura.
7° mese (28-31 settimane) Emocromo completo, test di Coombs indiretto (per donne Rh negative), test di funzionalità epatica, ecografia di controllo.
8° mese (32-35 settimane) Ripetizione emocromo completo, toxotest, esami per malattie infettive, test per Streptococco Beta Emolitico, esame delle urine completo e urinocoltura.
9° mese (36-40+ settimane) Ecografia per valutazione liquido amniotico, cardiotocografia, eventuale ripetizione di esami per infezioni da MTS.

Solitamente non è necessario sottoporsi ad ulteriori esami, se non specificamente richiesti dal medico specialista che segue la gravidanza. Il professionista valuterà caso per caso la necessità di altri test, basandosi su fattori di rischio individuali e sull’andamento della gravidanza, garantendo così la massima sicurezza per la mamma e per il nascituro.

I Piani Sanitari erogati dal Fondo Sanimoda prevedono il pagamento delle “Analisi del sangue per il monitoraggio della gravidanza”, nell’ambito del cosiddetto “Pacchetto Maternità”.

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