Le infezioni micotiche possono colpire soggetti sani o, più frequentemente, individui con fattori di rischio, manifestandosi come infezioni superficiali o, in casi più gravi, sistemiche. In presenza di sospetta infezione micotica, sono disponibili diversi test diagnostici per identificare l'agente patogeno e guidare le decisioni terapeutiche.
Tipologie di infezioni micotiche
- Infezioni micotiche superficiali: Comprendono le dermatofitosi, infezioni della pelle o delle unghie che possono causare zone pruriginose, rosse e squamose, come il piede d'atleta.
- Infezioni polmonari micotiche: Originano tipicamente dall’inalazione accidentale di spore.
- Infezioni profonde o sistemiche: Si verificano raramente e possono interessare gli organi interni, soprattutto in individui immunocompromessi.
Diagnosi delle infezioni micotiche
L’esame micologico viene richiesto nel caso in cui il paziente presenti segni e sintomi di un’infezione micotica. Molte infezioni micotiche superficiali possono essere diagnosticate sulla base della valutazione clinica del paziente.
Tuttavia, la sola valutazione clinica non è in grado di definire con certezza la specie micotica responsabile dell’infezione. In presenza d’infezioni persistenti profonde o sistemiche, può essere necessario fornire una diagnosi definitiva tramite esami più approfonditi, in grado di fornire indicazioni dettagliate sulla specie responsabile dell’infezione e sul conseguente trattamento da seguire.
Esistono diversi tipi di test utilizzati per la diagnosi delle infezioni micotiche:
- Esame microscopico (esame micologico diretto): È il test più rapido ed economico per le dermatofitosi. Consiste nell'osservazione al microscopio del materiale clinico prelevato (squame, capelli, unghie) dopo trattamento con miscele chiarificanti.
- Esame colturale: Viene utilizzato per l’identificazione della specie micotica responsabile dell’infezione, previo trattamento dei campioni ad alta densità (materiale respiratorio o articolare) con soluzione di idrossido di potassio. La formulazione del referto può richiedere alcune settimane.
- Test di sensibilità (antimicogramma): Effettuato su funghi isolati da coltura, individua l'antimicotico più efficace per le infezioni sistemiche.
- Test molecolari: Rilevano rapidamente il materiale genetico fungino direttamente nei campioni biologici (sangue, liquido di lavaggio bronco-alveolare, liquido cefalorachidiano, biopsia), con maggiore sensibilità rispetto ai metodi colturali.
- Test immunologici: Ricercano antigeni e/o anticorpi specifici. Ad esempio, la presenza di galattomannano nel siero è un importante indicatore di Aspergillosi invasiva in soggetti immunodepressi.
Aspergillosi: un focus
Il termine "aspergillosi" definisce un gruppo di malattie causate da muffe appartenenti al genere Aspergillus. Le aspergillosi sono affezioni a carico dell'apparato respiratorio, a patogenesi in parte infettiva ed in parte allergica.
Tipologie di Aspergillosi
- ASPERGILLOSI ALLERGICA o bronchiale: forma di aspergillosi molto diffusa, frutto di una violenta reazione di ipersensibilità scatenata dall'inalazione delle spore di Aspergillus. Questa variante di aspergillosi si rende manifesta soprattutto nei pazienti precedentemente sensibilizzati, che prendono nuovamente contatto con i conidi dell'aspergillus. Il danno tissutale è subordinato alla reazione immunitaria dell'ospite. L'aspergillosi allergica risulta frequente soprattutto nei malati di fibrosi cistica e di asma grave. Il quadro clinico-sintomatologico si manifesta con dispnea intensa, broncospasmo, malessere e tosse. Quando non accuratamente trattata, l'aspergillosi broncopolmonare allergica può causare danni permanenti ai polmoni (fibrosi polmonare).
- Aspergilloma (o micetoma) polmonare/dei seni paranasali o aspergillosi intracavitaria: L'aspergilloma consiste nella formazione di ife all'interno della cavità polmonare. Inizialmente asintomatico, l'aspergilloma si manifesta successivamente con tosse cronica, debolezza, inappetenza, anoressia ed emottisi.
- Otomicosi: l'agente eziopatologico maggiormente coinvolto è Aspergillus niger. Il quadro sintomatologico è caratterizzato da dolore, edema, eritema e prurito. L'aspergillus cresce su detriti e cerume a livello dell'orecchio esterno.
- Onicomicosi: similmente all'otomicosi, anche nell'onicomicosi l'agente causale maggiormente responsabile è Aspergillus niger. I sintomi più comuni sono: dolore, edema, eritema e prurito.
- Infezioni oculari (es. congiuntivite)
- Aspergillosi cutanea primaria: tipica dei pazienti con piaghe da decubito/ustioni e paraplegici; i segni distintivi di questa aspergillosi sono paragonabili ad una dermatomicosi. I segni ed i sintomi che contraddistinguono l'aspergillosi non invasiva sono tosse ed emottisi.
- ASPERGILLOSI INVASIVA o diffusa: l'invasione del sangue da parte delle ife può causare trombi, infarti ed emorragie. Tipica del paziente gravemente immunocompromesso, questa forma di aspergillosi è probabilmente la più pericolosa, e presenta un'elevata mortalità.
- Aspergillosi invasiva disseminata: causa problemi gastrointestinali, cerebrali, epatici, renali, cutanei ed oculari. Sembra particolarmente comune tra i pazienti immunocompromessi, specie se sottoposti a trapianto di organi solidi. Il micelio si sviluppa nel polmone, per poi espandersi nel cervello, nella cute e nel cuore. L'aspergillosi invasiva si manifesta soprattutto tra malati di leucemia, trapiantati e malati di AIDS. Il quadro sintomatologico si contraddistingue per i sintomi piuttosto vaghi ed aspecifici: dispnea, dolore toracico, febbre, emottisi, tosse (generalmente non produttiva).
Diagnosi di aspergillosi
In caso di sospetta aspergillosi, il paziente viene sottoposto ad esami diagnostici generali, come radiografia del torace e tomografia computerizzata. Quando i test mostrano segni inconfondibili di infezione, si procede con un'indagine più specifica per isolare il micete a partire da campioni di essudato pleurico, secrezioni bronchiali o da prelievi eseguiti tramite broncoscopia.
Il lavaggio bronco-alveolare o l'aspirato endotracheale sono ulteriori indagini utilizzate per l'esame colturale e per l'osservazione microscopica. Per l'esame citologico, la presenza di cristalli di ossalato di calcio è spia accesa di aspergillosi.
L'esame colturale, utile per rilevare con precisione l'agente eziologico, viene eseguito su terreno agar sabourad, mentre la diagnosi istologica si avvale della colorazione ematossilina-eosina.
Da non dimenticare, tuttavia, che la ricerca dell'Aspergillus nell'espettorato può dare false positività: all'interno del cavo orale, difatti, possono coesistere alcune specie commensali di Aspergillus.
Cure per l'aspergillosi
Le forme lievi dell'aspergillosi (varianti allergiche) sono facilmente trattabili. I farmaci più utilizzati in terapia per la cura dell'aspergillosi sono antimicotici (es. voriconazolo, posaconazolo, caspofungin e Amfotericina B). Al fine di esercitare un'intensa azione antinfiammatoria, anche i corticosteroidi possono essere utili in caso di aspergillosi associata ad asma e/o fibrosi cistica.
Esame del sangue per la diagnosi di infezioni da muffe invasive
Per le persone con un sistema immunitario indebolito, le muffe comuni che si nascondono nell’ambiente (nel terreno, lungo muri umidi o su una mela dimenticata) possono causare pericolose infezioni in profondità nel corpo. Queste infezioni da muffa invasive possono rapidamente diventare fatali senza trattamento, ma sono difficili da diagnosticare senza procedure invasive come una biopsia tissutale.
Ora, un esame del sangue sviluppato presso la Stanford Medicine offre un modo più sicuro e veloce per diagnosticare le infezioni da muffe. In un nuovo studio, pubblicato il 17 gennaio su Clinical Infectious Diseases, i ricercatori hanno scoperto che l’esame del sangue che rileva il materiale genetico della muffa, potrebbe sostituire i test invasivi nella maggior parte dei casi.
Il metodo convenzionale per diagnosticare queste infezioni richiede l’ottenimento di un campione di muffa, tramite biopsia tissutale o lavaggio broncoalveolare, in cui un endoscopio viene inserito nei polmoni per lavare le vie aeree con soluzione salina. Il campione di muffa viene quindi identificato in laboratorio per determinare i farmaci antimicotici appropriati.
Interpretazione dei risultati
In generale, un risultato negativo indica che non sono presenti infezioni micotiche e che i sintomi sono riconducibili ad altra causa.
- Esame colturale: l’interpretazione dei risultati richiede molta attenzione e spesso dipende dal tipo di campione in esame:
- Campione di una sede “non sterile”: un test positivo identifica la o le specie micotiche presenti in quella sede (ad esempio la pelle).
- Campione di una sede “sterile”: appartengono a questa categoria i campioni di sangue, liquido cefalorachidiano o di tessuti prelevati in maniera appropriata.
- Test per la ricerca di anticorpi: un risultato positivo in un singolo campione indica l’esposizione ad una determinata specie micotica, ma non è in grado di discriminare tra infezioni pregresse o in atto.
Prevenzione delle infezioni micotiche
Le infezioni micotiche in genere vengono distinte da quelle causate da altri agenti patogeni come i batteri. I funghi prosperano in ambienti caldo-umidi, come le superfici intorno alle piscine e nelle palestre, all’interno di calzini e di scarpe sudate, in corrispondenza delle pieghe della pelle e ogniqualvolta la pelle sia costretta in vestiti aderenti.
Alcuni funghi sono maggiormente diffusi in alcune specifiche aree geografiche. Anche la visita di grotte o cave può aumentare il rischio di esposizione ad alcune spore.
Considerazioni aggiuntive
- Molti dei segni e sintomi presenti nel caso d’infezioni polmonari, sono analoghi a quelli della tubercolosi.
- Le infezioni polmonari e sistemiche possono peggiorare progressivamente fino a causare danno d’organo permanente pur in assenza di sintomi gravi.
- Il trattamento deve essere mantenuto per lungo tempo anche dopo la scomparsa dei sintomi.
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