Appendicite: Diagnosi Attraverso Esami del Sangue e Opzioni di Trattamento

L’appendicite è una dolorosa infiammazione dell’appendice, tratto dell’intestino, lunga circa 5-10 centimetri e dal diametro piuttosto ridotto. L'appendicite è un problema raro prima dei 2 anni di età la cui incidenza aumenta tra i 10 e i 30 anni. L’appendicite è un’infiammazione, di tipo acuto o con andamento cronico, dell’appendice.

Cos'è l'Appendice e Dove si Trova?

L'appendice vermiforme è una piccola e sottile formazione, lunga in media dai 5 ai 10 cm. Essa si sviluppa normalmente sulla base del cieco. L'appendice è costituita da tessuto linfatico e durante i primi anni di vita funziona come parte del sistema immunitario. L'appendice si localizza nel quadrante inferiore destro dell'addome, quindi appena sotto l'ombelico dallo stesso lato del fegato. L’infiammazione può causare la perforazione dell’appendicite e provocare una peritonite localizzata o diffusa, conseguente al versamento nella cavità addominale di liquido intestinale e quindi di batteri.

Patologie dell’Appendice

Le patologie appendicolari comprendono:

  • Le appendiciti; ossia gli stati infiammatori dell’appendice stessa, che può avvenire a qualsiasi età, anche se più frequenti nell’età giovanile.
  • I mucoceli; si forma una sacca a livello dell’organo appendicolare a seguito del ristagno di muco ed in seguito all’ostruzione del suo lume stesso.
  • I tumori; l’incidenza di tumori appendicolari è assai bassa (0,2%) ed è caratterizzata da Carcinoide appendicolare o più raramente da adenocarcinoma.

Sintomi dell'Appendicite

I sintomi caratteristici dell’appendicite comprendono:

  • Dolore addominale,
  • Inappetenza,
  • Nausea,
  • Vomito,
  • Stitichezza o diarrea,
  • Qualche linea di febbre,
  • Gonfiore addominale.

Si parla di appendicite acuta quando l'appendice s'infiamma. Il processo infiammatorio acuto si accompagna tipicamente a un forte dolore localizzato a destra, nella parte bassa dell'addome, mentre fanno da contorno sintomi come nausea, inappetenza e febbre.

Il sintomo più suggestivo di un'appendicite in corso è la comparsa di un dolore addominale di forte intensità. Questo dolore può nascere nell'area centro-ombelicale, quindi spostarsi entro alcune ore sul lato inferiore destro dell'addome. Nelle 12-24 ore successive, il dolore, che rappresenta il sintomo cardine dell'appendicite, si sposta verso il basso, insediandosi nella fossa iliaca destra (tra l'ombelico e l'osso dell'anca) in corrispondenza della sede anatomica propria dell'appendice. In tale zona, il dolore persiste e può essere aggravato da colpi di tosse, respiri profondi, movimenti e palpazione dell'area, mentre tende a diminuire sdraiandosi.

È molto importante precisare che a volte il dolore associato all'appendicite si localizza in sedi diverse, ad esempio a livello inguinale, lombare o nella parte superiore destra dell'addome. Ulteriori sintomi che potrebbero suggerire un attacco di appendicite sono nausea, vomito, febbre, fitte estese alla gamba e diarrea, o al contrario stitichezza. Occorre comunque osservare che l'appendicite acuta non sempre si presenta con segnali tipici.

Un sintomo molto particolare ed indicativo di un’appendicite, è il dolore irradiato all’arto inferiore destro. Ciò è dovuto ad un’infiammazione del muscolo Psoas, con il quale l’appendice contrae rapporti in caso di infiammazione, irritandolo ed estendendo i sintomi all’arto inferiore destro.

Sono tutti campanelli di allarme di una sospetta appendicopatia o appendicite, ovvero l’infiammazione dell’appendice cecale. Dolore addominale, vomito, febbre, inappetenza, alterazioni dell’alvo.

Appendicite Cronica

Si tratta di una sintomatologia a carico dell’addome inferiore di destra, con dolori cronici e ricorrenti, che spesso non trova alcuna spiegazione nelle varie indagini diagnostiche e senza sintomi “acuti” (febbre, nausea, vomito, etc.), ma che si risolve infine con l’asportazione dell’appendice stessa.

Cause dell'Appendicite

L’appendicite è una conseguenza dell’ostruzione dell’appendice, che si riempie di muco e materiale fecale, determinando l’infiammazione. L'appendicite si sviluppa quando l’appendice si riempie di materiale, per esempio delle feci o un corpo estraneo. Quando l’appendice è ostruita, la flora microbica presente inizia la sua moltiplicazione, e proprio da questa moltiplicazione ha origine un’infezione. Il pus, nel corso del tempo, causa distensione dell’appendice, oltre che una sua infiammazione.

L'ostruzione dell'appendice, oltre che da residui di cibo e corpi estranei, può essere determinata anche da una crescita eccessiva di tessuto linfatico o da aderenze o tumori locali. Generalmente, l'infiammazione è causata da un'ostruzione interna all'appendice, conseguente al ristagno di materiale indigerito, o all'ipertrofia dei follicoli linfatici appendicolari, che possono aumentare di numero e dimensioni in risposta ad un'infezione locale o sistemica (mononucleosi, morbillo, tifo, morbo di Crohn, gastroenteriti, infezioni respiratorie ecc.).

Qualunque sia l'origine dell'ostruzione, l'accumulo di muco, che continua ad essere prodotto e riversato in sede intra-appendicolare senza trovare sfogo, aumenta la pressione interna all'appendice. L'aumento pressorio ostacola la perfusione dell'appendice, fino a determinare stasi linfo-venosa, compromissione arteriolare e conseguente ischemia tissutale.

Il ridotto apporto di sangue e la stasi linfatica favoriscono la virulenza dei batteri che normalmente popolano l'appendice senza causare danno alcuno (appendicite acuta catarrale). Qualora il processo continui la severa compromissione del drenaggio linfovasale si associa alla comparsa di veri e propri focolai gangrenosi (appendicite acuta gangrenosa). Lo stadio successivo è la perforazione del viscere, con possibile estensione del processo infiammatorio al peritoneo parietale (una sorta di foglietto ripiegato in due che avvolge le pareti della cavità addominale); da qui l'infiammazione è potenzialmente in grado di estendersi a tutte le strutture adiacenti (appendicite acuta perforata), anche se spesso l'organismo riesce a circoscrivere il focolaio infettivo.

Giunti sul posto, i globuli bianchi - in particolare i fagociti, come macrofagi e neutrofili - iniziano a inglobare e digerire, i patogeni con formazione di pus. Quest'ultimo, si accumula all'interno dell'appendice, aumentandone la pressione interna; a lungo andare tale pressione può portare alla perforazione e alla rottura dell'appendice.

Diagnosi dell'Appendicite

La diagnosi di appendicite si basa inizialmente sulla valutazione clinica. E grazie all’analisi dei sintomi alla palpazione dell’addome che è possibile svolgere una diagnosi di appendicite. Per un medico esperto, la diagnosi di appendicite risulta abbastanza semplice. Palpando la parete addominale e valutandone la dolorabilità in punti specifici dopo manovre mediche, lo specialista potrà già orientare la propria diagnosi. Si effettua quindi una Visita Chirurgica, una diagnostica costituita da Ecografia Addome e TAC Addome e degli esami ematici in particolare con valutazione degli indici di flogosi (leucociti, PCR e VES). Tutti questi esami sono importanti per effettuare la diagnosi, ma è la clinica a fare la differenza.

Esami del Sangue

Il medico può diagnosticare la maggior parte dei casi di appendicite attraverso una scrupolosa anamnesi e visita, ricorrendo talvolta a esami del sangue e diagnostici per confermare la diagnosi. Ad ogni modo, alcuni esami possono fugare ogni dubbio. Come analisi del sangue sono solitamente indicati EMOCROMO, VES e PCR (Proteina C Reattiva). In presenza di appendicite, le analisi del sangue mostrano un aumento significativo dei globuli bianchi e degli indici di infiammazione, come la proteina C reattiva. Si eseguono esami del sangue che mostrino lo stato dell’infiammazione, come ad esempio un emocromo per quantificare i globuli bianchi e una PCR, proteina C reattiva, prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue quando è presente un’infiammazione acuta.

Trattamento dell'Appendicite

In seguito alla diagnosi è necessario un intervento medico immediato. Normalmente, quando la diagnosi è certa e le possibilità di regressione con terapia antibiotica sono scarse, lo staff medico procede con l'asportazione chirurgica dell'appendice infiammata. La terapia è fondamentalmente chirurgica (appendicectomia), con utilizzo anche di antibioticoterapia nei casi di infezione più marcata. Fermo restando che l’intervento chirurgico rimane l’unico trattamento risolutivo, in alcuni casi si può decidere di rimandare l’operazione.

Appendicectomia

L’appendicectomia, ovvero l’asportazione chirurgica dell’appendice, rappresenta la soluzione più comune. In Auxologico effettuiamo l’intervento con metodica laparoscopica mininvasiva, attraverso 3 piccole incisioni (2 da 10 mm. ed una da 5 mm.). Tale procedura viene effettuata presso Auxologico Capitanio. L’intervento viene effettuato in anestesia generale e dura circa 40 minuti, con ricovero di una notte. La chirurgia laparoscopica consiste in piccole incisioni, una sopra l’ombelico, una al fianco sinistro e una sovrapubica. L’ampia e certificata esperienza dell’équipe chirurgica presente in Auxologico in Chirurgia Laparoscopica, permette di avere tutte le garanzie per ottenere un intervento mininvasivo, con ripresa immediata di tutte le attività quotidiane e dello stato di benessere.

Dopo l'intervento, è indicato il digiuno per un periodo di tempo che varia normalmente dalle 24 alle 72 ore; in questo arco di tempo viene somministrata una terapia reidratante, spesso associata ad una profilassi antibiotica.

Se il paziente è un bambino piccolo, di età e soprattutto di “dimensioni”, si preferisce un approccio open. L’intervento può poi essere invece convertito da laparoscopico a cielo aperto se siamo in presenza di un’appendice perforata o di una peritonite: in questi casi può inoltre essere necessario allargare la resezione, che dovrà interessare tutta la parte “malata” nelle vicinanze dell’appendice.

Non c’è nessun modo certo per prevenire l’appendicite.

Complicanze

Un'appendice gonfia e infiammata può rompersi o perforarsi. Se ciò accade, il materiale purulento e infetto rilasciato può contaminare la cavità addominale, provocando ascessi e peritonite. Se l’appendicite non viene trattata per tempo, è possibile che si verifica un rilascio del materiale infetto all’interno della cavità addominale. Questo termine indica l’infiammazione della membrana che riveste la cavità addominale.

Le complicanze di un’appendicite non curata sono gravi e talvolta fatali, poiché si può instaurare un quadro di peritonite, ossia di infiammazione del foglietto che riveste i visceri dell’addome (il peritoneo appunto), che può portare, nelle estreme conseguenze, anche ad un quadro di setticemia (ossia di infezione non controllabile o assai difficile da curare). Per questo è raccomandata una diagnosi precoce con accesso immediato a Visita Chirurgica quando si ha il dubbio di avere un’appendicite.

A volte all’esterno dell’appendice infiammata si può formare un ascesso. In questo caso il trattamento non è urgente come in caso di peritonite. La formazione di un ascesso, ossia una raccolta di pus, può essere trattata con un'adeguata terapia antibiotica o il drenaggio chirurgico. Nei casi di rottura dell'htmlappendice, viene lasciato un piccolo drenaggio nella cavità addominale per consentire al pus o agli altri fluidi di essere eliminati all'esterno.

Cosa Fare in Caso di Sospetta Appendicite

Nei casi di dolore iniziale in sede appendicolare, ci si può rivolgere nell’ambito di una Visita Chirurgica allo specialista, ossia il Chirurgo Generale, che darà le necessarie indicazioni sul percorso diagnostico e le eventuali terapie/profilassi antibiotiche da assumere al più presto per fermare la progressione dell’infezione. Nei casi invece di dolori addominali insopportabili ed acuti e di febbre alta, è bene rivolgersi in urgenza a un Pronto Soccorso.

Dopo un intervento di appendicectomia, la dieta dovrà essere reintrodotta gradualmente secondo le indicazioni mediche.

Domande Frequenti sull'Appendicite

Come posso capire di avere un'appendicite?

Dolore improvviso che inizia sul lato destro del basso ventre; Dolore improvviso che inizia intorno all'ombelico e spesso si sposta verso il basso ventre destro; Dolore che peggiora tossendo, camminando o facendo altri movimenti bruschi; Nausea e vomito.

A cosa serve l'appendice?

L'appendice è una piccola sporgenza a forma di dito che sporge dall'intestino crasso, situato sul lato destro dell'addome. Alcuni medici non credono che faccia nulla. Alcuni pensano che svolga un ruolo nello sviluppo del sistema immunitario e altri credono che ospiti "batteri buoni" che aiutano la salute intestinale.

Cosa causa l'appendicite?

I batteri vivono naturalmente nell'intestino crasso e fluiscono dentro e fuori dall'appendice. A volte, l'apertura dell'appendice si blocca. Sia la stitichezza, un pezzo di feci dure chiamato "fecalite" o linfonodi ingrossati causano questi blocchi. Il blocco intrappola i batteri all'interno dove si infettano e si moltiplicano. Ciò porta all'infiammazione dell'organo.

Come rimuove l'appendice il chirurgo?

Il chirurgo eseguirà una procedura chiamata appendicectomia laparoscopica per rimuovere l'appendice in anestesia generale. Durante l'operazione, vengono eseguite tre piccole incisioni sull'addome. L'anidride carbonica viene soffiata nella pancia per creare una cupola, dando al chirurgo spazio per lavorare. Piccoli strumenti chirurgici vengono inseriti in due delle incisioni e una telecamera laparoscopica viene inserita nella terza. L'appendice viene identificata, cucita o legata e rimossa. Il chirurgo chiude le incisioni con colla chirurgica e strisce riassorbibili.

Cosa fate con l'appendice dopo averla rimossa?

I patologi esaminano quindi l'appendice rimossa nel reparto di patologia al microscopio. Questa ispezione è importante perché confermerà la diagnosi di appendicite ed escluderà altre condizioni come colite ulcerosa, morbo di Crohn e carcinoide.

Cosa succede se la mia appendice si perfora?

Se il chirurgo decide di aspettare, il trattamento può includere antibiotici, posizionamento di un drenaggio nell'addome e nutrizione tramite flebo, se necessario. La maggior parte dei pazienti migliora in diversi giorni, dopodiché il medico li dimette. Il chirurgo programmerà quindi per il paziente un'appendicectomia di intervallo, ovvero la rimozione dell'appendice 8-12 settimane dopo. Ciò dà al corpo il tempo di riprendersi dall'infezione e dall'infiammazione, rendendo l'intervento chirurgico più sicuro e meno complicato.

Quando è necessario un intervento chirurgico per l'appendicite?

Quando l'appendice si infiamma e si infetta e non può essere curata con i farmaci, è necessario un intervento chirurgico per l'appendicite. Più a lungo l'infiammazione e l'infezione non vengono curate, maggiore è il rischio che l'infezione si diffonda ad altre parti del corpo o che l'appendice si perfori.

Quanto tempo ci vuole per riprendersi dopo un'appendicectomia?

La maggior parte dei pazienti può riprendere le normali attività entro una settimana; tuttavia, i tempi di recupero possono variare da persona a persona. Ci vorranno alcune settimane affinché il sito dell'incisione guarisca, quindi è fondamentale prendersela comoda ed evitare attività intense.

Quali sono i vantaggi dell'appendicectomia?

Il vantaggio principale dell'operazione di appendicite è che previene le complicazioni successive dovute alla malattia. Rimuovendo l'appendice infiammata, si annulla la possibilità che l'infezione si diffonda ad altre parti del corpo o che l'appendice si rompa. Inoltre, un trattamento precoce dell'appendicite può ridurre il rischio di altri pericolosi disturbi medici, tra cui peritonite, ascessi e persino sepsi.

L'operazione per l'appendicite è dolorosa?

Dopo l'operazione, la maggior parte dei pazienti ha disturbi allo stomaco, che vengono spesso trattati con antidolorifici. Inoltre, il disagio diminuirà man mano che il sito dell'incisione guarisce. Entro poche settimane, la maggior parte dei pazienti può tornare alle proprie normali attività.

Quali sono le alternative all'operazione per l'appendicite?

Per i pazienti che non sono idonei all'operazione, imedici possono suggerire antibiotici per curare l'appendicite non complicata. Tuttavia, è importante notare che l'appendicectomia rimane il trattamento più efficace e comune per l'appendicite.

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