Le problematiche inerenti la funzionalità dell’intestino possono manifestarsi con diversi sintomi. Tra i più comuni possiamo indicare: stitichezza, meteorismo, diarrea, tensione addominale. Per poter prevenire e controllare se l’intestino è in salute sono sufficienti alcuni esami indolori e non sempre invasivi.
Per poter stabilire la diagnosi di Sindrome del colon irritabile è essenziale escludere altre patologie intestinali che possono manifestarsi con gli stessi sintomi. Nell’articolo di oggi vogliamo soffermarci maggiormente sull’aspetto diagnostico, visto che per il colon irritabile è necessaria una cosiddetta diagnosi di esclusione. La visita inizia con l’anamnesi del paziente e l’esame obiettivo dell’addome mediante palpazione.
Esami di Routine e del Sangue
Tramite gli esami del sangue abbiamo una prima e immediata indicazione sullo stato della nostra salute. Per tenere sotto controllo l’intestino esistono diverse tipologie di esami. Si può iniziare con le analisi di routine come gli esami del sangue: per esempio, controllando l’emocromo, per capire se si è in presenza di un’anemia o un’indagine sulla proteina C reattiva, che indica invece la presenza di un’infiammazione alle pareti dell’intestino o ancora il test per celiaci, se si è in presenza di sintomi particolari come addominalgia, diarrea e gonfiore. In questo caso nel sangue si cercano gli anticorpi specifici per questo tipo di patologia.
In particolare per quanto riguarda lo stato dell’intestino, i valori a cui prestare attenzione sono l’emocromo e la proteina C reattiva. I biomarcatori del sangue includono la proteina c-reattiva (CRP) e la velocità di eritrosedimentazione (VES), che aiutano entrambi a rilevare la presenza di infiammazione nel corpo. Entrambi i parametri vengono misurati dopo l'esecuzione di un prelievo di sangue a digiuno.
Altri esami del sangue includono:
- VES (Velocità di Eritrosedimentazione)
- PCR (Proteina C Reattiva)
- Alfa1-glicoproteina acida
- Dosaggio di paratormone e TSH (ormone tireostimolante)
- Dosaggio degli anticorpi antigliadina e antiendomisio (per la celiachia)
Test per la Celiachia
In caso di dolore addominale (addominalgia), diarrea o gonfiore intestinale (meteorismo) può essere indicato sottoporsi al test per la celiachia mediante un semplice esame del sangue.
Quando c'è un forte sospetto di sensibilizzazione allergica (alimentare o di altro tipo) possono essere richiesti test allergologici specifici sul sangue, chiamati Rast (Radio-Allergo-Sorbent Test).
Analisi delle Feci
Gli esami condotti sulle feci permettono di valutare la presenza di infiammazione nell’intestino, ad esempio in pazienti che soffrono di diarrea. Si eseguono su campioni di feci che sono sottoposti a valutazioni di tipo microscopico, chimico e microbiologico. L’esame prevede la misurazione del livello di calprotectina in un campione di feci. La calprotectina è una proteina presente nei globuli bianchi, in particolare nei neutrofili.
Indagini mirate delle feci vengono effettuate da alcuni anni anche per la diagnosi iniziale non invasiva delle malattie infiammatorie intestinali croniche (MICI), come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. In questo caso, il biomarcatore principalmente utilizzato come riferimento è una proteina chiamata calprotectina fecale, i cui livelli aumentano notevolmente nelle feci delle persone che presentano una MICI. In alcuni casi viene fatta anche la ricerca del sangue occulto fecale, che serve per escludere un eventuale sanguinamento dell'intestino non macroscopicamente visibile.
Nel caso in cui si presenti un’infiammazione a livello gastrointestinale, i neutrofili migreranno verso l’intestino rilasciando la calprotectina, che si accumulerà in concentrazioni elevate nelle feci.
Quando viene prescritto l’esame della calprotectina?
Poiché l’intestino ha un numero limitato di modi per mostrare che vi è qualcosa che non va, molti sintomi delle malattie infiammatorie croniche intestinali sono aspecifici e possono essere collegati anche ad altre condizioni tra cui, per esempio, gastroenteriti infettive, pancreatiti, ulcere dello stomaco, sindrome dell’intestino irritabile, tumore del colon-retto. Per fare una diagnosi differenziale, il medico deve portare avanti un lungo processo diagnostico.
Breath Test
Il test del respiro (breath test) è un esame diagnostico non invasivo che analizza campioni di aria espirata dal paziente. Mediante questo tipo di esame è possibile indagare alcune alterazioni del sistema gastroenterico. Queste possono essere provocate da sovracrescita batterica, intolleranze alimentari, in particolare al fruttosio e/o al lattosio, o da alterazioni del transito intestinale.
In alternativa, in presenza di dolore addominale associato a scariche diarroiche, malassorbimento, meteorismo e flatulenza persistenti, per valutare la possibile presenza di un'eccessiva carica batterica o di un aumento della motilità intestinale si può effettuare il breath test al lattulosio (uno zucchero che viene fermentato dai microrganismi intestinali).
Ecografia Addominale
L’ecografia è un esame indolore che attraverso l’utilizzo di una sonda particolare permette di vedere le pareti e le anse dell’intestino, così come riconoscere e vedere gli organi interni. L’ecografia dell'addome è uno dei primi esami che si eseguono in caso di dolore addominale. L’esame ecografico delle anse intestinali è un esame non invasivo di primo livello che tramite l’utilizzo di una sonda specifica per lo studio dell’intestino, permette una valutazione dello spessore della parete sia del colon che dell’intestino tenue.
Esami Endoscopici
Dopo aver esaminato i risultati degli esami del sangue e delle feci, il medico può raccomandare ulteriori test per esaminare il tratto gastrointestinale. Il medico può raccomandare un'endoscopia, una procedura ambulatoriale durante la quale una piccola telecamera montata all'estremità di un tubo illuminato viene utilizzata per guardare all'interno del tratto gastrointestinale.
Se tutti gli esami fin qui descritti sono considerati poco o per nulla invasivi, la colonscopia è un esame che potrebbe arrecare fastidio al paziente, pertanto in alcuni casi si opta per svolgerlo sotto anestesia. La colonscopia invece è, tra i vari esami dedicati al controllo dell’intestino, il più invasivo ma può essere eseguito in sedazione, senza eccessivi fastidi per il paziente. È un esame fondamentale, poiché è l’unico in grado di esaminare la parete interna del colon e riconoscere polipi e lesioni della mucosa intestinale.
Il tipo di esame dipende dal tipo di endoscopio utilizzato e dal tratto di intestino esaminato, e anche il nome cambia di conseguenza: colonscopia, sigmoidoscopia e endoscopia.
Colonscopia
Considerato che il colon e la parte finale dell’intestino sono le aree più frequentemente interessate da una malattia infiammatoria intestinale, la colonscopia è il tipo di esame richiesto più spesso, sia per diagnosticare una MICI sia per monitorarne lo sviluppo. Durante la procedura il medico potrà anche prelevare un campione di tessuto per farlo analizzare in laboratorio. Talvolta un’analisi del tessuto può aiutare a confermare la diagnosi.
Durante una colonscopia il paziente è in sedazione e il medico guida un colonscopio nel retto del paziente e per tutta la lunghezza del colon e del tratto finale del piccolo intestino (ileo terminale). Per permettere al medico di vedere bene è necessario lavare via tutto il materiale fecale prima dell’esame. Per fare questo bisogna seguire particolari istruzioni alimentari a partire dal giorno prima dell’esame e bere un preparato prescritto dal medico per purgare l’intestino dalle feci e da altri residui. Un processo tutt’altro che piacevole, ma indispensabile: che l’intestino sia perfettamente pulito è fondamentale per il successo dell’esame.
Una colonscopia consente ai medici di esaminare il colon o l'intestino crasso inserendo un tubo flessibile illuminato attraverso l'apertura dell'ano. Il tubo attraversa l'intera lunghezza del colon e l'estremità dell'intestino tenue (ileo terminale).
Sigmoidoscopia Flessibile
Con questo esame il medico può esaminare retto e sigma, le parti terminali del colon. Se il colon è fortemente infiammato, il medico può optare per eseguire questo esame anziché una colonscopia completa. Nei pazienti con rettocolite ulcerosa, l’infiammazione comincia nel retto, di conseguenza questo esame può essere un valido strumento diagnostico per confermare la diagnosi e per valutare la risposta alle terapie. Solitamente si effettua senza bisogno che il paziente sia sedato perché è più breve della colonscopia e richiede anche una preparazione meno complessa e meno debilitante.
Una sigmoidoscopia consente ai medici di esaminare il lato sinistro del colon o del retto inserendo un tubo flessibile e illuminato attraverso l'apertura dell'ano. Una sigmoidoscopia può essere un buon test diagnostico per confermare la colite ulcerosa e per monitorare la risposta alla terapia.
Gastroscopia
È una procedura che i medici adoperano per valutare una varietà di sintomi tra cui dolore addominale, nausea, vomito, difficoltà a ingoiare. È necessario digiunare dalla mezzanotte precedente all’esame. In questa procedura il medico esamina l’esofago, lo stomaco e il duodeno (la parte iniziale del piccolo intestino). Mentre è raro che queste aree siano coinvolte nella malattia di Crohn, è bene che si sottoponga a questo test chi manifesta nausea e vomito, difficoltà a mangiare e dolore addominale.
Un'endoscopia gastrointestinale superiore consente ai medici di vedere il tratto gastrointestinale dall'alto verso il basso utilizzando un tubo flessibile illuminato che viene inserito attraverso la bocca, lungo l'esofago, nello stomaco e può arrivare fino al duodeno (la prima sezione del piccolo intestino). Viene utilizzato nei casi di malattia di Crohn sospettati o diagnosticati per valutare diversi sintomi. Questi sintomi possono includere, ma non sono limitati a, dolore addominale superiore, nausea, vomito e difficoltà di deglutizione.
Endoscopia con Video Capsula
Questo test viene talvolta utilizzato per diagnosticare una malattia di Crohn a carico del piccolo intestino. Il paziente ingoia una capsula che contiene una videocamera. Le immagini - circa 60mila registrate nel corso di quasi una giornata - sono trasmesse a un dispositivo che la persona indossa alla cintura e poi la capsula viene espulsa con le feci. Anche chi si sottopone a questo esame può avere comunque bisogno di una endoscopia con biopsia per confermare la diagnosi. Non è un esame raccomandato per i pazienti con stenosi o ostruzioni intestinali perché la capsula si può incastrare e provocare sintomi spiacevoli.
Un'endoscopia a capsula video viene eseguita ingoiando una piccola videocamera compressa, che scatta foto dell'intestino mentre viaggia attraverso il tratto gastrointestinale nel corso di 8-12 ore. Queste immagini vengono memorizzate in un registratore che si indossa dal momento in cui si ingerisce la fotocamera fino al completamento dello studio. Al termine del test, si restituisce il registratore al medico. L'endoscopia e la colonscopia tradizionali non sono in grado di raggiungere circa i due terzi dell'intestino tenue.
Enteroscopia Assistita con Palloncino
Questo esame permette al medico di guardare più in profondità nel piccolo intestino dove i normali endoscopi non arrivano. È utile quando una capsula endoscopica mostra anormalità, ma la diagnosi è ancora incerta.
EUS o Ecografia Endoscopica
Si tratta di una tecnica relativamente nuova che utilizza una sonda a ultrasuoni collegata a un endoscopio per ottenere immagini profonde dell'intestino sotto la superficie. I medici usano l'EUS per esaminare le fistole nell'area rettale. Le fistole sono connessioni anormali dall'intestino a un'altra parte dell'intestino, un altro organo del corpo o la superficie della pelle.
Indagini di Imaging
Radiografia
Se un paziente riporta sintomi particolarmente severi, il medico può decidere di ricorrere a una radiografia standard dell’addome per escludere la presenza di alcune serie complicazioni come una perforazione di questa parte dell’intestino. I pazienti con malattia di Crohn, per esempio, possono avere infiammazioni o cicatrizzazioni dell'intestino tenue che provocano un restringimento e ostacolano il passaggio delle feci e dell'aria.
Radiografia a raggi X. È la tecnica più datata e conveniente.
Tomografia Computerizzata (TAC)
Questo esame guarda all’intero intestino così come ai tessuti esterni. Può comportare la somministrazione di un mezzo di contrasto per via orale, rettale o endovenosa. Durante il test, il paziente è steso su un tavolo speciale che avanza attraverso lo scanner per scattare immagini ad ogni livello dell'addome. I macchinari più recenti hanno un design aperto per ridurre al minimo la sensazione di claustrofobia del paziente. L’esame, che richiede da 5 a 20 minuti per essere completato, è utile per escludere complicanze delle malattie infiammatorie intestinali, come ascessi intra-addominali, stenosi, ostruzioni o blocchi dell'intestino tenue, fistole e perforazione intestinale. Alcuni pazienti sono allergici all'agente di contrasto in forma endovenosa, che potrebbe essere contro indicato ai pazienti con problemi ai reni o che soffrono di diabete. È molto importante dunque parlare apertamente con il proprio medico di questi aspetti prima di sottoporsi all’esame. Inoltre questo è un esame che espone i pazienti a un livello elevato di radiazioni.
Tomografia Assiale Computerizzata (TAC). È un tipo specifico di TC. Durante questo esame viene somministrato un mezzo di contrasto orale o per via endovenosa per visualizzare meglio l'intestino.
Risonanza Magnetica (MRI)
Una risonanza magnetica è particolarmente utile per valutare una fistola intorno all’area anale (risonanza magnetica pelvica) o il piccolo intestino (risonanza magnetica enterografica). Diversamente dalla tomografia computerizzata, quando ci si sottopone a risonanza magnetica non si ricevono radiazioni. La risonanza magnetica è anche utile per vedere la malattia al di fuori dell'intestino. La risonanza magnetica del bacino può essere molto utile per documentare l'entità della malattia e la presenza di ascessi o infezioni in pazienti con malattia di Crohn perianale.
Risonanza Magnetica (MRI). La MRI esamina da vicino l’intestino tenue senza utilizzare radiazioni.
Clisma Opaco
Il clisma opaco consiste nell'effettuare una serie di radiografie dopo somministrazione di una soluzione di acqua e bario (mezzo di contrasto) e la successiva introduzione di aria, con una sonda per via rettale.
Tabella Riassuntiva Esami
| Esame | Tipo | Scopo |
|---|---|---|
| Emocromo | Sangue | Rilevare anemia |
| Proteina C Reattiva (PCR) | Sangue | Indicare infiammazione intestinale |
| Test per Celiachia | Sangue | Ricercare anticorpi specifici |
| Calprotectina Fecale | Feci | Valutare infiammazione intestinale |
| Breath Test | Respiro | Rilevare alterazioni gastrointestinali |
| Ecografia Anse Intestinali | Ecografia | Valutare pareti e anse intestinali |
| Colonscopia | Endoscopia | Esaminare parete interna del colon |
| Sigmoidoscopia | Endoscopia | Esaminare retto e sigma |
| Gastroscopia | Endoscopia | Esaminare esofago, stomaco e duodeno |
| Endoscopia con Video Capsula | Endoscopia | Diagnosticare malattie del piccolo intestino |
| TAC | Imaging | Escludere complicanze intestinali |
| Risonanza Magnetica | Imaging | Valutare fistole e infiammazioni |
| Clisma Opaco | Radiografia | Visualizzare il colon tramite contrasto |
La prima cosa da fare se si pensa di avere la malattia di Crohn o la colite ulcerosa è fissare un appuntamento con il medico di famiglia. Attraverso l’esame obiettivo il medico potrà anche esaminare l’addome per verificare la presenza di noduli o dolore o esaminare l’ano per verificare la presenza di emorroidi.
Non esiste un singolo esame per identificare le malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Il medico valuterà la storia medica del paziente e utilizzerà le informazioni ottenute dai test diagnostici per escludere altre potenziali cause dei sintomi.
Spesso, però, prima di arrivare a una diagnosi certa di sindrome dell’intestino irritabile, è necessario escludere altre malattie intestinali che si presentano con gli stessi sintomi, ma che richiedono un trattamento differente. A questo scopo, il medico può prescrivere uno o più esami di laboratorio o strumentali di approfondimento, che permettono di precisare la diagnosi e di individuare l'approccio terapeutico più appropriato, in grado di migliorare il benessere intestinale e la qualità di vita del paziente.
Uno stile di vita sano e attivo e una dieta equilibrata ricca di fibre e povera di grassi saturi sono la prima ricetta per un intestino in salute.
leggi anche:
- Esami del Sangue per Infiammazione Intestinale: Quali Sono e Cosa Rivelano
- Esenzione C03: Diritto all'Esenzione per Esami del Sangue?
- Esami del Sangue per la Celiachia: Scopri Quali Sono e Come Prepararsi
- Come Interpretare i Tuoi Esami del Sangue: Guida Semplice per Capire i Valori
- Laboratorio Analisi Conforti Salerno: Servizi, Orari e Come Contattarli
- Di Costanzo Radiografia Volla: Centri Diagnostici e Prenotazioni
