Esami del Sangue: Frequenza Consigliata per un Monitoraggio Ottimale della Salute

Sottoporsi regolarmente alle analisi del sangue è il primo modo per valutare il proprio stato di salute e prevenire eventuali malattie. Sottoporsi alle analisi del sangue è importante perché consente di valutare il proprio stato di salute generale e prevenire determinate malattie. Attraverso i valori e i conteggi delle diverse cellule presenti nel sangue è possibile, infatti, individuare anomalie e diagnosticare eventuali patologie sul nascere.

Per monitorare il nostro stato di salute possiamo contare sugli esami del sangue. Immancabile negli esami di routine è l’emocromo completo, che dà informazioni sulla parte corpuscolare del sangue, composta da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. I primi trasportano l’ossigeno fino alle cellule dei tessuti e riportano ai polmoni parte dell’anidride carbonica prodotta. I globuli bianchi hanno il compito di difendere l’organismo da attacchi esterni e si suddividono in granulociti, linfociti e monociti. Nel caso di aumento dei granulociti probabilmente c’è un’infezione provocata da batteri, di contro se aumentano i linfociti, l’infezione dovrebbe dipendere da un virus. Le piastrine, invece, hanno un ruolo essenziale nei processi di coagulazione.

Le cellule che compongono il sangue sono i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, per questo motivo nelle analisi di routine non possono mancare l’emocromo e la formula leucocitaria. Questi consentono di verificare la presenza di un’anemia, la carenza di vitamina B12, un’eventuale infezione, allergia o un problema nella coagulazione del sangue.

Passando al fegato, per sondarne lo stato di salute è bene analizzare le transaminasi: un loro aumento è spesso legato a danni al fegato. A questo esame di solito è aggiunta la gamma-GT (gamma glutamil-transpepetidasi) un enzima la cui principale funzione è di favorire l’eliminazione delle sostanze tossiche da parte del fegato. Ulteriore test per l’attività del fegato è la misurazione della concentrazione della fosfatasi alcalina nel sangue, che in condizioni di normalità per gli adulti va da 50 a 220 U/L.

L’ottimale funzionalità renale è un indicatore importante dello stato di salute. Le analisi del sangue dovrebbero sempre sondare il valore della creatinina, il cui intervallo di normalità è compreso tra 0,84 a 1,21 milligrammi per decilitro (mg/dl), con variazioni legate ad età, sesso, peso e altezza della persona. Gli uomini, di solito, presentano livelli più elevati rispetto alle donne perché la quantità di creatinina nel sangue aumenta con l’aumentare della massa muscolare, quindi le persone muscolose possono avere livelli più elevati di creatinina nel sangue rispetto al normale senza che essi indichino la presenza di una malattia. Altro esame di routine per verificare il corretto funzionamento dei reni è l’azotemia, il cui valore in un adulto sano è compreso nell’intervallo 20-50 mg/dl.

Il metabolismo, ovvero il processo con cui il corpo utilizza cibo ed energia, funziona al meglio? Anche in questo caso aiutano le analisi del sangue. La glicemia a digiuno misura quanto glucosio è presente nel sangue, livelli significativi sono di solito dovuti al diabete, ma possono essere causati anche da altre condizioni, di contro se valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere legati a un’eccessiva assunzione di alcol, cirrosi epatica, digiuno o malnutrizione.

Altri parametri da indagare per constatare il proprio stato di salute, e in particolare il metabolismo di glucidi e lipidi, sono i livelli di glicemia, il colesterolo e i trigliceridi. I loro valori permettono di capire se il soggetto rischia di incorrere in malattie cardiovascolari o diabete. Inoltre, un altro esame molto importante e quasi sempre presente nelle analisi del sangue è la misurazione dei livelli di ferro, minerale fondamentale per la costruzione dell’emoglobina.

Una voce che spesso sentiamo nominare è il colesterolo, un tipo di grasso in parte prodotto dall’organismo e in parte introdotto con la dieta. Ulteriore voce più o meno nota corrisponde ai trigliceridi, ovvero la forma di immagazzinamento dei grassi nell’organismo e sono utilizzati come scorta di energia e sono legati soprattutto dalla dieta e in piccola parte sono prodotti dal fegato. Possono aumentare per predisposizione ereditaria per diete ricche di grassi e carboidrati, per un’eccessiva assunzione di alcol e per alcune malattie ereditarie. L’aumento dei trigliceridi nel sangue è pericoloso perché a lungo andare aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache e diabete.

A comparire spesso nelle analisi del sangue prescritte dal medico è poi l’acido urico, una molecola prodotta dal nostro organismo durante il metabolismo ed eliminata in gran parte con le urine. Se non viene eliminato in modo sufficiente o se ne viene prodotto troppo può accumularsi nel sangue, con conseguenze di gotta e infiammazione delle articolazioni. Sottoporsi ai test del sangue è un ottimo strumento di prevenzione oltre che di valutazione del proprio stato di salute.

Solitamente il medico curante prescrive gli esami del sangue quando si manifesta stanchezza, debolezza o altro, ma sarebbe ideale sottoporsi a questi controlli almeno una o due volte l’anno in soggetti sani. Non esiste però una risposta univoca e uguale per tutti, la frequenza di tali controlli dipende infatti dallo stato di salute del soggetto, dalla sua storia clinica, ma anche dall’età e dal sesso.

Frequenza degli esami del sangue in base all’età

La frequenza con cui sottoporsi a un esame del sangue non è standard ma dipende da diversi fattori, tra cui l’età, lo stato di salute generale, la presenza di patologie croniche e le indicazioni del medico. Non esiste una regola universale valida per tutti, ma ci sono alcune linee guida generali da considerare che possono variare anche con l'età.

Abbiamo dato fin qui delle indicazioni di massima perché, come abbiamo già detto, non esistono regole rigide o tempi prestabiliti su ogni quanto fare le analisi del sangue, soprattutto per chi gode di buona salute.

  • Ogni quanto fare le analisi del sangue a 20 anni: In età giovanile, tra i 20 e i 30 anni, chi gode di buona salute e non ha particolari necessità mediche può tendere a trascurare i controlli di routine. Tuttavia, anche in assenza di sintomi o patologie note, è consigliabile eseguire un esame del sangue e di ripeterlo almeno ogni 5 anni per monitorare i parametri principali e individuare eventuali squilibri prima che si manifestino sintomi evidenti. Un controllo regolare permette di verificare che l'organismo funzioni correttamente e di prevenire disturbi metabolici che possono insorgere senza sintomi evidenti, come livelli elevati di colesterolo o glicemia.
  • Ogni quanto fare le analisi del sangue a 30 anni: Superata la soglia dei 30 anni, la frequenza con cui eseguire le analisi del sangue può essere leggermente aumentata rispetto a quella dei 20-30 anni. In assenza di sintomi, fattori di rischio o particolari necessità, un controllo ogni 3-4 anni può essere sufficiente per monitorare i principali parametri di salute.
  • Esami del sangue dai 40 anni: In linea generale, a partire dai 40 anni, può essere utile effettuare gli esami del sangue ogni 2 anni, poiché con l’età aumentano i fattori di rischio per condizioni come il diabete, le dislipidemie e le malattie cardiovascolari.

Di solito il medico curante tende a prescrivere degli esami del sangue quando se ci si sente stanchi, deboli o se emergono altri problemi, ma è bene sottoporsi a questi controlli almeno una volta l’anno, anche se non si accusa malessere. In caso di patologie, i controlli devono essere più frequenti e sono indicati dalle linee guida di riferimento.

Quali esami del sangue effettuare?

Il test che viene generalmente prescritto per indagare lo stato di salute di un paziente è l'emocromo completo con formula e piastrine, ovvero un esame che approfondisce le funzionalità della parte corpuscolare del sangue, ovvero globuli rossi (eritrociti), globuli bianchi (leucociti) e piastrine (trombociti). Dai valori che emergono, il medico sarà in grado di comprendere se ci sono sospetti sull'equilibrio fisico del soggetto in questione, evidenziando in modo immediato l'eventuale presenza di patologie come infezioni e infiammazioni, disordini della coagulazione, anemia o anche sospetto di presenza di malattie croniche degenerative.

Proprio come riporta anche l'Istituto Superiore di Sanità, l'emocromo completo comprende:

  • calcolo del numero totale di globuli bianchi con formula leucocitaria: i globuli bianchi aumentano qualora sia in corso un'infezione o infiammazione. L'indagine della formula leucocitaria permette di indagare di diverse tipologie di globuli bianchi: neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili
  • calcolo del numero dei globuli rossi, che contengono l'emoglobina
  • misurazione dei livelli di emoglobina, proteina che si lega alle molecole di ossigeno e lo trasporta in organi e tessuti
  • controllo dei livelli di ematocrito, ovvero la percentuale di globuli rossi presenti nel volume totale del sangue
  • check di alcune caratteristiche specifiche dei globuli rossi: volume corpuscolare medio, concentrazione e quantità media di emoglobina, ampiezza della distribuzione
  • calcolo del numero delle piastrine, ovvero le cellule più piccole che compongono il nostro sangue, del volume piastrinico medio e dell'ampiezza della distribuzione.

Oltre all'emocromo ci sono altri esami che possono essere utili a completare la routine necessaria al controllo, per indagare la salute del sistema cardiovascolare, la funzionalità del fegato e dei reni, la presenza di infiammazioni, di diabete e di malattie della tiroide:

  • Trigliceridi, Colesterolo Totale, Colesterolo HDL, Colesterolo LDL
  • Velocità di eritrosedimentazione (VES)
  • Aspartato aminotransferasi (GOT-AST)
  • Alanina aminotransferasi (GPT-ALT)
  • Gamma GlutamilTranspeptidasi (GGT)
  • Fosfatasi alcalina (ALP)
  • Lattato deidrogenasi (LDH)
  • Elettroforesi Proteica
  • Glicemia
  • Creatininemia
  • Uricemia
  • Ormone Tireostimolante (TSH)
  • Triiodotironina libera (F-T3)
  • Tiroxina libera (F-T4)

Oltre alle analisi del sangue, sarà utile effettuare un esame completo delle urine e, se il medico lo ritiene necessario, anche delle feci.

Validità degli esami del sangue

La validità degli esami del sangue dipende dal contesto in cui vengono richiesti e dal tipo di analisi effettuata. Anche in questo caso, non esiste una scadenza fissa per i risultati, ma in generale il valore informativo di un esame del sangue è limitato nel tempo, poiché i parametri biologici possono variare in base a numerosi fattori, come dieta, stress, assunzione di farmaci o eventuali patologie.

Dal punto di vista medico, molti esami possono avere una validità di sei mesi o un anno. La validità può essere stabilita da specifiche normative e in genere varia dai tre ai sei mesi se gli esami sono richiesti per motivi amministrativi o lavorativi, come nel caso di certificazioni mediche o idoneità sportive. Anche in ambito diagnostico, se un medico prescrive un nuovo accertamento, difficilmente considererà validi esami effettuati oltre un anno prima, soprattutto se si sospettano condizioni che possono evolvere rapidamente.

Per chi segue una terapia o deve monitorare particolari valori, la validità dell’esame dipende dalla patologia in questione, un paziente diabetico, per esempio, potrebbe dover controllare la glicemia con esami di laboratorio ogni tre mesi, mentre chi assume farmaci anticoagulanti deve monitorare regolarmente alcuni parametri specifici. In ogni caso, è sempre consigliabile chiedere al proprio medico di riferimento ogni quanto sia opportuno ripetere le analisi in base alle proprie condizioni di salute.

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