Esami del Sangue in Menopausa: Quali Sono e Perché Farli

La donna in menopausa affronta un cambiamento importante a livello ormonale e metabolico. In menopausa è molto importante dedicare maggiore attenzione a sé stesse e al proprio corpo. Quando le mestruazioni non compaiono per un periodo di tempo di circa 6 mesi, è utile capire che cosa sta succedendo al nostro corpo. Ecco quali esami fare in menopausa per prevenire la comparsa di disturbi e patologie degenerative, come ad esempio l’osteoporosi. Essere donna è un vantaggio da difendere e conquistare con l’impegno individuale alla salute e alla prevenzione. Ad esempio, fino alla menopausa, le donne sono aiutate dalla protezione ormonale nei confronti delle malattie cardiovascolare, mentre gli uomini possono soffrirne anche in giovane età.

Nell’età della premenopausa (intorno ai 40-42 anni) e della menopausa, possono comparire disturbi da non sottovalutare a carico di cuore, tiroide, utero e cervice, seno, intestino, pelle, apparato muscolo scheletrico, sistema endocrino (ormoni) che possono influenzare la qualità della vita in questa fase della vita della donna. I test per la menopausa vengono eseguiti per determinare se i sintomi manifestati dalla paziente sono imputabili alla menopausa o ad altre condizioni cliniche.

L'Importanza del Monitoraggio Ormonale

Per parlare degli esami del sangue ormonali, che misurano i livelli specifici di queste molecole nell’organismo, è bene capire cosa sono gli ormoni e quali funzioni esercitano. Gli ormoni sono sostanze chimiche che regolano molteplici attività vitali: dalla crescita fino alla riproduzione, dal metabolismo al benessere emotivo e altro ancora. Nel sangue circolano più di 50 ormoni differenti, ciascuno con un ruolo cruciale e ben definito: un adeguato equilibrio tra di essi è essenziale per mantenere una buona salute. L’importanza delle analisi ormonali risiede nella possibilità di individuare eventuali squilibri, che possono manifestarsi con sintomi fisici e psicologici di varia natura. Rilevare i valori precisi di uno o più ormoni permette di effettuare diagnosi ed intervenire con trattamenti mirati, migliorando la qualità di vita e prevenendo possibili complicazioni.

L’analisi dei livelli ormonali viene effettuata mediante il prelievo del sangue e permette di analizzare il livello dell’ormone follicolo-stimolante (FSH). Con l’avanzare dell’età, le ovaie risultano meno responsive agli ormoni ipofisari FSH (ormone follicolo stimolante) ed LH (ormone luteinizzante), coinvolti rispettivamente nella maturazione follicolare e nell’ovulazione. Nelle pazienti che si sottopongono ad esami per la menopausa, la misura dell’FSH nel sangue consente di valutare se la donna è in fase perimenopausale e congiuntamente ai livelli sierici di estrogeni se è già in post-menopausa. Quando le ovaie terminano la loro attività, infatti, il livello di questo ormone tende naturalmente ad aumentare e potrebbe essere indice dell’inizio della menopausa. I risultati del test FSH devono essere interpretati attentamente, tenendo conto della fluttuazione mensile che tale ormone fisiologicamente presenta.

Ormoni da Monitorare

  • Ormone follicolo-stimolante (FSH): Coinvolto nella regolazione del ciclo mestruale e nel processo di ovulazione.
  • Ormone luteinizzante (LH): Coinvolto nella regolazione del ciclo mestruale e nel processo di ovulazione.
  • Estradiolo: Regola lo sviluppo del follicolo ovarico e le fasi del ciclo. In premenopausa i valori possono oscillare tra 147 e 1468 pmol/l (40-400 pg/ml) andando via via a scendere fino a 73 pmol/l (20 pg/ml) dopo la menopausa.
  • Progesterone: Prepara l’utero per una potenziale gravidanza dopo l’ovulazione e svolge un ruolo chiave nel mantenimento della gravidanza stessa.
  • Ormone antimulleriano (AMH): Utile per valutare la riserva ovarica e la fertilità.

Possiamo classificare gli ormoni secondo alcune categorie generali, tra cui:

  • ormoni sessuali, come estrogeni, progesterone e testosterone, che regolano la riproduzione e il ciclo mestruale;
  • ormoni tiroidei, ossia TSH, FT3 ed FT4, che influenzano i processi metabolici e la produzione di energia del corpo;
  • ormoni surrenalici, tra cui il cortisolo, fondamentali nella risposta allo stress e nel controllo della pressione sanguigna;
  • ormoni metabolici, ad esempio insulina e glucagone, che regolano processi come la respirazione cellulare e il bilancio glicemico.

Squilibri Ormonali: Sintomi e Cause

Gli squilibri ormonali si verificano quando uno o più ormoni risultano in quantità superiori o inferiori rispetto ai livelli normali. Poiché regolano diverse funzioni, anche un piccolo disequilibrio o scompenso ormonale può avere un impatto significativo sulla salute. I sintomi di un disturbo ormonale sono estremamente variabili e possono includere: affaticamento, irritabilità, sbalzi d’umore, perdita di capelli, aumento o perdita di peso, acne, irregolarità del ciclo mestruale, vampate di calore, calo del desiderio sessuale e infertilità.

Questi segnali possono essere facilmente confusi con altre patologie, rendendo così indispensabile un’indagine approfondita per identificare la vera origine del problema. Le cause degli squilibri ormonali possono essere numerose. Tra le più comuni troviamo:

  • stress cronico che può alterare i livelli di cortisolo, il principale ormone dello stress;
  • disfunzioni della tiroide, come l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo, o patologie congenite;
  • sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), che influisce sugli ormoni sessuali femminili;
  • menopausa, che comporta un declino della produzione di estrogeni e progesterone;
  • farmaci o malattie autoimmuni che possono interferire con l’equilibrio ormonale.

Per indagare le cause di questi problemi, possono essere prescritti diversi esami del sangue che mirano a misurare i livelli di specifici ormoni, come quelli tiroidei (TSH, FT3, FT4), sessuali (FSH, LH, estradiolo, progesterone), o surrenalici (cortisolo).

Esami Aggiuntivi Raccomandati

Oltre agli esami ormonali, è importante considerare altri controlli per monitorare la salute generale durante la menopausa:

  • Visita ginecologica: Almeno una volta all’anno o tutte le volte che è necessario in caso di perdite vaginali anomale, disturbi o dolore durante i rapporti sessuali, con ecografia transvaginale anche per la prevenzione dei tumori ginecologici.
  • Visita senologica: Una volta all’anno, con ecografia e mammografia, o come indicato dal medico in base al rischio individuale.
  • Colonscopia: Si raccomanda lo screening dai 50 anni, prima se si ha una storia familiare di cancro al colon.
  • Visita cardiologica: Almeno una volta all’anno o secondo necessità, specie se c’è una storia familiare di malattie cardiache.
  • Controllo della tiroide: In questo periodo della vita della donna possono svilupparsi malattie della tiroide come ipotiroidismo e ipertiroidismo, gozzo e noduli tiroidei.
  • Visita oculistica per la prevenzione della cataratta: La cataratta, tra tutte le patologie oculari, è la più frequente e comune. Può avere un esordio precoce già dai 40-45 anni con riduzione della vista.
  • Esame del microbiota intestinale: Durante la menopausa l’esame del microbiota intestinale può essere utile per indagare e valutare i cambiamenti metabolici e ormonali nonché prevenire o ridurre il rischio di diverse patologie quali obesità, diabete di tipo 2, sindrome metabolica, malattie infiammatorie intestinali o a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, allergie.
  • Sangue occulto nelle feci: Questo esame consente di rilevare l’eventuale presenza di sangue nelle feci e quindi il rischio di sviluppare una forma tumorale del colon e del retto.

Tabella dei Valori Ormonali Tipici in Menopausa

Ormone Valori Tipici in Menopausa
FSH Aumentati
LH Aumentati (in misura minore rispetto all'FSH) tra i 15 e i 62 mlU/ml
Beta-Estradiolo (E2) Diminuiti (fino a 73 pmol/l o 20 pg/ml)
Progesterone Diminuiti

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